sabato, 20 Aprile 2024
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Bonus affitto 2023 a Firenze: come richiedere il contributo

Chi ne ha diritto, come funziona, come e quando presentare domanda. La guida al contributo affitto del Comune di Firenze, che prevede un sostegno economico per le famiglie con un Isee medio-basso

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Dal 19 ottobre è uscito il bando ed possibile richiedere il bonus affitto 2023 del Comune di Firenze, un contributo di cui hanno diritto le famiglie con un Isee medio-basso. Per evitare un bando più “magro” rispetto agli anni passati, visto il definanziamento del fondo nazionale, Palazzo Vecchio ha deciso di stanziare per il sostegno alla localezione 3 milioni di euro a cui si aggiungono i circa 190.000 della Regione Toscana.

Chi ha diritto del bonus affitto 2023: i requisiti fissati dal bando del Comune di Firenze

Secondo il bando, possono richiedere il contributo affitto 2023 le famiglie residenti sul territorio comunale fiorentino, con in mano un regolare contratto di locazione e che non siano titolari di diritti su beni immobili. Il valore Isee del nucleo familiare non deve superare i 16.500 euro per l’anno in corso. Viene escluso dal bando chi si è visto assegnare una casa popolare e chi percepisce il reddito di cittadinanza. Ecco in sintesi i requisiti:

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  • Residenza nel Comune di Firenze
  • Abitazione in affitto nel territorio comunale fiorentino
  • Isee fino a 16.500 euro
  • Ise fino a 32.048,52 euro
  • Patrimonio complessivo entro i 40.000 euro (patrimonio immobiliare più quello mobiliare)
  • Essere in regola con il pagamento dell’affitto nel 2023
  • Non essere assegnatari di un alloggio ERP
  • Non percepire il reddito di cittadinanza
  • Non essere titolari di diritti su beni immobili

Come richiedere il bonus affitto 2023 del Comune di Firenze

È possibile richiedere il contributo affitto del Comune di Firenze direttamente online (questa la pagina per accedere al servizio), accedendo con Spid, carta di identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei Servizi (CNS) fino al 20 novembre 2023. Verificati i requisiti sarà poi stilata una graduatoria per la suddivisione dei fondi disponibili del bonus tra chi ne ha diritto. L’anno scorso, quando sono state accolte oltre 2.700 domande.

Si tratta di un sostegno economico che funziona con il meccanismo del rimborso: viene riconosciuta una percentuale di quanto versato annualmente per l’affitto, che sarà erogata con bonifico sul conto corrente dopo la presentazione delle ricevute di pagamento. L’importo del bonus affitto varia a seconda della condizione economica (Isee), della conseguente posizione in graduatoria e della disponibilità delle risorse.

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3 milioni di euro per il sostegno

Il bando per il contributo affitto, ha spiegato il sindaco di Firenze Dario Nardella in conferenza stampa, è  stato possibile “grazie allo sforzo del Comune che ha stanziato ben 3 milioni di euro, di cui una parte con fondi del Pon Metro Plus, e al contributo della Regione Toscana che ha stanziato 193.409,00 euro, a differenza degli anni passati quanto il Governo aveva fatto la sua parte – ha aggiunto – nel 2021 lo Stato aveva finanziato totalmente il bando con 2,9 milioni, nel 2022 aveva messo 2,6 milioni e il Comune ne aveva aggiunti 200 mila e nel 2023 le risorse dello Stato sono pari a zero”. Negli ultimi tre anni le domande per questo bonus affitto sono cresciute, con circa 600 famiglie in più che hanno richiesto il contributo.

Il sindaco Nardella ha annunciato un piano per l’emergenza casa che vale 10 milioni di euro, cifra in cui è compreso anche il band per sostegno per la locazione. Tra le misure previste la riqualificazione delle case popolari (le prime 500 dovrebbero essere pronte nel 2024), a cui si aggiunge la dibattuta misura sul blocco degli affitti turistici brevi, come gli Airbnb, nella zona Unesco del centro storico fiorentino. Ci sarà anche lo stop per i costruttori privati delle monetizzazioni al posto del social housing. “Nel Piano operativo – ha spiegato il sindaco – renderemo vincolante la destinazione del 20% al social housing oppure la monetizzazione risultante sarà destinata dal Comune a social housing o case Erp”.

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