giovedì, 17 Settembre 2026
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Toro meccanico e hot dog, a Firenze è già Independence Day

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Toro meccanico, hot dog, sparatoria e gara a chi mangia più dolci: l’Independence Day, il 4 luglio, gioca d’anticipo quest’anno. Gli americani di Toscana sono già pronti a far partire i festeggiamenti domani e domenica, al Parco Pazzagli.

IL PROGRAMMA. La festa, organizzata dall’associazione Toscana-Usa, avrà inizio domani pomeriggio alle 18 e proseguirà nel pomeriggio di domenica (fino a mezzanotte). A fare da colonna sonora all’Independence Party musica live di tutti i generi, o meglio, di tutti i generi che hanno fatto la storia degli Usa, dal jazz al country fino al rock ‘n’roll.

CONCORSO DI BELLEZZA. In programma anche un concorso di bellezza, per auto, però. Auto storiche e prototipi faranno bella mostra di sé all’interno del parco: americane ma non solo, tra cui la mitica Durango “Saetta”.

VINCI NEW YORK. A coronare la due giorni di festeggiamenti l’estrazione del vincitore della lotteria: in palio come primo premio un viaggio per due persone andata e ritorno a New York City, offerto da Delta Airlines.

Renzi il futuro antagonista di Alfano? Il sindaco: “Non mi riguarda”

 

Renzi fa gli auguri al nuovo segretario del Pdl Angelino Alfano, che tra l’altro ”è un amico, anche se spero che porti il Pdl a perdere le prossime elezioni”, ha detto poco fa il sindaco ‘rottamatore’ Matteo Renzi. A chi chiede se sarà lui l’avversario di Alfano alle prossime elezioni, Renzi risponde: ”E’ un problema che non riguarda me”.

BUON LAVORO. ”Un augurio di buon lavoro ad Angelino Alfano – ha affermato Renzi, rispondendo ai giornalisti, a margine del seminario organizzato dal Pd a Firenze – noi siamo da un’altra parte politica, ci confronteremo, combatteremo lealmente nelle elezioni che verranno, pero’ io giudico un dato molto significativo che il Pdl per la prima volta esca dall’immagine dell’uomo solo al comando e scelga un ragazzo giovane, per tentare una risalita che mi auguro non avverrà, perchè sto dall’altra parte politica”. ”In un Paese civile si fa sempre un in bocca al lupo agli avversari – ha proseguito – e quindi un abbraccio e un augurio ad Alfano e naturalmente la speranza che porti il Pdl a perdere le prossime elezioni”.

L’OBIETTIVO DELLA SINISTRA E’ VINCERE. In merito al fatto che Alfano abbia indicato Berlusconi ancora come candidato del centrodestra Renzi ha aggiunto: ”Non so se e’ vero o se e’ la prima bugia a fin di bene. Chiunque sia il candidato del centrodestra, per noi la speranza e’ di tornare a vincere”. ”Non so chi saranno i candidati del centrosinistra e del centrodestra alle prossime elezioni – ha concluso -, ma spero penso e credo che se il centrosinistra non si mette a litigare su di se’ e si mette a parlare di politica, al prossimo giro possiamo vincere. Ma questo non vuol dire che uno non possa fare un grande in bocca al lupo a un avversario e nel caso di specie anche a un amico”

Recensione Album: Casino Royale “Io e la mia ombra”

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Per assimilare del tutto il nuovo album dei Casino Royale, sarebbe forse necessario prima respirare l’aria di Milano, fare un giro nei suoi quartieri, conoscere la città che riecheggia nelle atmosfere dei loro brani come referente di un’inquietudine sotterranea e di un vago senso di spaesamento esistenziale. A distanza di cinque anni dall’uscita dell’ultimo disco Reale, prodotto da Howie B e realizzato tra Londra e Milano, il gruppo torna sulla scena musicale italiana con Io e la mia ombra, utilizzando ancora come sfondo mentale la loro città d’origine, pretesto per raccontare l’incertezza contemporanea dell’uomo urbano attraverso nuovi spazi sonori. Ma i Casino ci hanno abituato a sublimare ciò che arriva dai possibili meccanismi estranianti della Solitudine di massa o da una realtà Senza il tempo, condizioni implementate anche dal crescente utilizzo di una comunicazione sempre più vissuta su scala virtuale. Nel 2002 sono stati, infatti, fra i primi artefici e fautori di una pratica ormai consueta: l’accesso e la fruizione agli internauti di interi brani scaricabili dal loro sito, legittimando gli utenti alla ri-elaborazione e alla ri-creazione degli stessi.

Questo approccio sperimentale è un marchio di fabbrica della band, caratteristica che li contraddistingue nel panorama musicale fin dalle origini e non stupisce dunque che il loro regista preferito sia S. Kubrick, un autore che amava cambiare genere ad ogni film. Come era solito procedere il cineasta, se pensiamo alla loro parabola creativa, la band ha attraversato quasi ogni forma stilistica; nata con un’anima ska e amante dei fiati modello Blues Brothers (Soul of Ska e Jungle Jubilee) ha proseguito nei primi anni 90’ per le vie del rock, del reggae e dell’hip-hop (Dainamaita) per poi avvicinarsi all’acid jazz (Sempre più vicini) finché non si è aperta alla musica elettronica drum’n bass con un album Crx che ha ottenuto favorevoli consensi critici, ma non un vero successo da parte del grande pubblico. Dopo 25 anni di percorso Alioscia, Michele e Ferdi, perduto per strada nel 1999 la voce co-fondatrice del gruppo Giuliano Palma, in La mia ombra continuano a lasciarsi sedurre da una fusione di stili combinati che ben si intreccia all’incedere simultaneo del tempo che scorre. Accordata la musica alle parole, nell’ultimo lavoro rispetto a Reale (non pop ma forse più classicheggiante) il peso dell’elettronica torna ad essere considerevole. Ipnotico ed efficace il pezzo di apertura, Solitudine di massa è un brano dai toni soft e dal testo incisivo che definisce in partenza il progetto concettuale del disco. La seguente title track (con un efficace video di Cosimo Alemà) ha sonorità sicuramente più morbide, un ritornello pop con toni ballabili e sfumature ska, accompagnate da un testo che pone per contrasto inquiete domande esistenziali (“Come ti trovi? Perchè ti trovi? Dove ti trovi?”). Proseguendo l’album continua a caricarsi di una tensione densa degli irrisolti umori urbani, cui corrispondono i ritmi rock di Ogni uomo una radio e la sincopata- elettronica Il fiato per raggiungerti, un pezzo che trasmette istantaneamente con la musica il senso delle sue parole.

Torna dunque lo ska, spicca l’elettronica ed emerge il rap, come nella bellissima Città di niente dove Milano diventa una “metropoli/necropoli”, una città di morti che i Casino continuano ad amare o in Stanco ancora no, che definisce e racconta un altro rapporto d’amore: quello tra il gruppo e la loro musica. Un album dunque atteso molto tempo dall’accolita dei royalisti e che non deluderà le loro aspettative, mentre per chi non conoscesse la band sarà una lieta sorpresa poiché il gruppo continua ad essere perfettamente inserito nelle esigenze di un presente che se in precedenza è stato capace di anticipare, stavolta è stato intuitivamente capace di cogliere.

Disney tarocco made in Quarrata, 21 denunce e maxi-sequestro

 

Maxi-sequestro a Quarrata, in provincia di Pistoia. Qui si trovava la “casa madre” della gestione di una rete internazionale di negozi in franchising che vendeva oggetti falsi “griffati” Disney. Denunciati anche i negozi di vendita al dettaglio.

INDAGINI. Le indagini, condotte dalla guardia di finanza di Venezia, sono partite da lontano per approdare nella cittadina toscana.

SEQUESTRO. Tra gli oltre 78mila pezzi sequestrati bavaglini, asciugamani e sciarpine per neonati destinati alla vendita in negozi specializzati. Circa 1,5 milioni il valore degli oggetti sequestrati, ma il giro d’affari era di molto superiore. Le fiamme gialle stimano il fatturato in diversi milioni di euro.

PERQUISIZIONI. Stamattina sono scattate 81 perquisizioni. Oltre al titolare della ditta di Quarrata sono stati denunciati anche 20 dettaglianti.

Nubifragio su Firenze: semafori in tilt, black out e incidenti

Dopo tanto sole, la pioggia. Un violento nubifragio si è abbattuto nel primo pomeriggio su Firenze, creando disagi, incidenti e black out elettrici. A seguito del maltempo un fregio di un edificio dell’Oltrarno è crollato.

VIABILITA’. Sono quattro gli incidenti registrati in città: tutti hanno riguardato motorini e scooter. Uno è avvenuto in centro, gli altri quattro alla periferia ovest, nella zona di Novoli. Le piogge hanno infatti creato una patina scivolosa lungo le strade. La polizia municipale raccomanda per questo la massima prudenza alla guida. Problemi anche per i semafori, andati in tilt a causa di un black out che ha interessato intorno alle 15,00 nella zona di Firenze sud.

IL CROLLO. In via Maggio, a pochi pochi da piazza Pitti, si è distaccato un fregio da un edificio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno recintato la zona per la messa in sicurezza. Disagi anche per la caduta di alcune transenne, in varie parti della città. Un miglioramento delle condizioni meteo è previsto per le prossime ore.

CAMION IN PANNE. Sul fronte della viabilità, la giornata non era cominciata bene: questa mattina, intorno alle 7,15, un camion era rimasto bloccato in viale Strozzi, restando fermo fino alle 9. E il traffico cittadino ne aveva risentito: caos e lunghe code.

Gioconda agli Uffizi, Louvre possibilista. C’è il progetto

Il ritorno della Gioconda nelle italiche terre si fa sempre più concreto. Dopo il no iniziale, dal Louvre arriva un’apertura. E il Comitato promotore è pronto a inviare a Parigi un progetto dettagliato.

SCHIARITA. La schiarita è arrivata a mezzo stampa, da parte di Vincent Pomarède, responsabile del dipartimento delle opere pittoriche del Louvre. In una intervista rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano francese Le Figarò Pomarède ha dichiarato che il museo attende dall’Italia un progetto dettagliato in cui vengano riportate le ragioni della richiesta, il valore storico, culturale e educativo della stessa, le garanzie di sicurezza e di conservazione.

IL PROGETTO. Detto fatto, il Comitato per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, promotore della raccolta di firme per il rientro della Gioconda a Firenze, si è messo subito al lavoro sul progetto. Che sarà inviato a breve a Parigi.

LIBERA USCITA. Finora l’opera più celebre di Leonardo è uscita dal Louvre solo in tre occasioni: nel 1963, per migrare negli Stati Uniti, e nel 1974 per essere esposta in Russia e Giappone. L’esposizione agli Uffizi, nei programmi del Comitato, dovrebbe avvenire nel 2013, a 100 anni dal recupero del quadro, proprio a Firenze, che era stato trafugato due anni prima da Vincenzo Peruggia, un ex impiegato della galleria francese.

COMITATO. Silvano Vinceti, responsabile della ricerca a Firenze sui resti mortali di Lisa Gherardini (la “vera” Gioconda, si presuppone), nonché presidente del suddetto Comitato, ne ha appena fondato un altro ad hoc per il rientro in Italia del ritratto più celebre del mondo. “Del costituente Comitato – dichiara Vinceti – fanno parte alte personalità del mondo istituzionale, religioso e laico. Si tratta di un organismo collegiale la cui priorità è la elaborazione del progetto per il rientro della Gioconda a Firenze e la richiesta formale dell’incontro con il Louvre, con il Ministro per i Beni e culturali Giancarlo Galan e con il sindaco di Firenze Matteo Renzi”.

Max Gazzè come i Pink Floyd, a Fiesole / VIDEO

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Torna domenica 3 luglio alle 21,30, al Teatro Romano di Fiesole, l’ormai storico appuntamento con la 64a “Estate Fiesolana”, che quest’anno proporrà un’esecuzione integrale dei celebri “Live at Pompeii” del ’71 e di “The dark side of the moon” dei Pink Floyd, interpretati dalla voce di Max Gazzè.

DAI GENESIS AI PINK FLOYD. Il musicista romano ha già curato per i Nem, Nuovi Eventi Musicali, le produzioni di successo “Atom Heart Mother” nel 2009 e “The lamb lies down on Broadway” dei Genesis nel 2010.

LE ALTRE VOCI. Max sarà tra le suggestive rovine romane assieme ai MunFloyd, la band italiana che ha avuto il privilegio di esibirsi nell’estate del 2008 al fianco di Gilmor nelle due performance andate in scena alla Cordogan Hall di Londra, al sassofonista Nico Gori, alla vocalist Silvia Querci, una delle interpreti più apprezzate del musical e della musica leggera, e al MemEnsemble.

INFO. Ingresso I settore 25 euro, II settore 20 euro, III settore non numerato 15 euro (biglietto vendibile solo la sera stessa). Prevendite su circuito boxoffice e su www.boxol.it.

 

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Harry Potter all’Odeon per una maratona di tre giorni

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In occasione dell’uscita del film nelle sale (prevista il 13 Luglio), il cinema Odeon Firenze propone la Maratona Harry Potter, che darà l’appuntamento a Firenze, nei giorni 7, 11 e 13 luglio, a tutti gli appassionati sfegatati del giovane maghetto nato dalla prolifica penna della Rowling.

ASPETTANDO L’ULTIMO CAPITOLO DELLA SAGA.  Grande attesa dei cinefili, giovani e meno giovani, per l’ultimo capitolo del fantasy più seguito al mondo, tratto dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling, Harry Potter e i doni della morte, parte II, diretto da David Yates, con Emma Watson, Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Bonnie Wright. Il settimo di una saga che ha appassionato milioni di lettori, e spettatori, incentrato sulle vicende del mago adolescente Harry Potter e dei suoi migliori amici e coetanei, Ronald Weasley e Hermione Granger, studenti della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.

GIOVEDI’ I PRIMI TRE. Si comincia Giovedì 7 luglio. Dalle 16.00 alle 24.00 saranno proiettati i primi tre capitoli della saga: Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti e Harry Potter e il prigionieri di Azkaban.

LUNEDI’ FINO AL SESTO. Lunedì 11 luglio sarà la volta dei capitoli 4, 5 e 6: sempre dalle 16.00 alle 24.00 saranno proiettati Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Potter e l’ordine della Fenice e Harry Potter e il principe mezzosangue.

MERCOLEDI’ I “DONI DELLA MORTE” 1 E 2. Mercoledì 13 Luglio, dalle 15.00 alle 1.00 del mattino, saranno proiettati la prima e la seconda parte di Harry Potter e i doni della morte, l’uno di seguito all’altro, quasi a farli sembrare un unico film. L’ultimo capitolo della saga sarà poi programmato a Odeon Firenze dal 14 Luglio, con spettacoli pomeridiani e serali.

Tutte le proiezioni sono in inglese, sottotitolate in italiano. Il costo dei biglietti: €6, ridotto under 14 anni €5, abbonamento giornaliero €15 e abbonamento maratona €38.

Il Libro Bianco dello sport

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E’ partita oggi pomeriggio da Firenze la sperimentazione del Libro bianco dello sport, un importante documento contenente linee guida condivise tra tutti i dirigenti del mondo sportivo voluto dal Coni nazionale per monitorare lo Stato dello Sport su tutto il territorio italiano.

L’importanza del dirigente sportivo. Alla presenza di Maurizio Romano, Direttore del Territorio e Promozione dello Sport del Coni Nazionale, del Presidente del Coni Provinciale Firenze Eugenio Giani e di tutti componenti del Consiglio Provinciale del Coni Firenze, dei presidenti delle Federazioni Sportive, dei Dirigenti delle Società Sportive e dei docenti della Scuola dello Sport, oggi pomeriggio, al Museo del Calcio di Coverciano, si è svolto il seminario dal titolo “Il ruolo: responsabilità, attività e relazioni del Dirigente sportivo”, primo dei tre moduli pilota destinato ai rappresentanti territoriali di tutti gli organismi sportivi e finalizzato alla compilazione del Libro Bianco per lo Sport. Sono state così fissate le linee guida di questo importante documento che, come una sorta di check-up, consentirà di individuare lo stato dello sport su base provinciale e di formulare proposte di intervento. Il Coni nazionale ha scelto di avviare la fase di sperimentazione dell’iniziativa proprio partendo dal Coni provinciale di Firenze in quanto realtà più vitale e interessante del territorio italiano, anche alla luce dei dati Istat recentemente usciti.

LE PAROLE DI EUGENIO GIANI. “Sono particolarmente contento che il Coni nazionale abbia scelto proprio noi per iniziare questo importante lavoro di monitoraggio dello sport italiano – ha dichiarato il presidente del Coni provinciale di Firenze Eugenio Giani -. Si tratta di un’iniziativa molto importante che avviene per la prima volta in Italia voluta per visionare lo stato dello Sport italiano, per individuarne i motivi di soddisfazione ma anche i punti deboli, così da potenziarlo e migliorarlo”.

Recensione: Raccontami una storia speciale

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Dovevano partire per un viaggio o tornare nella loro città, ma quando si sono recati all’ufficio consolare al fine di procurarsi un visto per l’India gli eventi sono sfuggiti del tutto al loro controllo. Non è infatti facile prevedere un terremoto, ma è abbastanza plausibile la reazione immediata dei nove protagonisti di Raccontami una storia speciale: agitazione, sconcerto, paura. La catastrofe naturale che scuote le vite dei protagonisti, è il punto di partenza adottato da Chitra Banerjee Divakaruni per creare uno scenario dove ciascuno dei coinvolti, nell’attesa di un (fiducioso) soccorso racconterà una storia fin’ora tenuta segreta come antidoto al dramma presente. L’idea nasce da Uma, studentessa indiana occidentalizzata, affascinata dall’esame che sta preparando sui Racconti di Canterbury e personale riconoscimento dell’autrice a Geoffrey Chaucer.

La tradizione del potere terapeutico della narrazione è infatti senz’altro riconosciuta e la novità di questo “genere letterario” non è di personale invenzione dell’autrice indiana che però ha il merito di aver sostituito la peste nera del Decamerone alle più contemporanee calamità naturali. Le storie scorrono leggere, la scrittura è limpida e cristallina e il libro che si consuma nella non-azione ma in un’attesa senza tempo, indugia nell’introspezione e nello scavo psicologico dei personaggi. Lentamente i protagonisti prendono forma e vita attraverso i loro ricordi e nelle reazioni ai racconti altrui; nascono i primi rapporti, conflittuali o di istantanea affinità. La signora Jiang che sullo sfondo di una Cina anni Sessanta e oppressa dalla dittatura maoista, rievoca il suo triste amore giovanile fin’ora tenuto nascosto a sua nipote Lily, una coraggiosa adolescente punk dal talento musicale. Cameron, ex militare che mostra sin da subito il suo istinto di sopravvivenza e tenta di guidare il neonato gruppo, ma si scontra con l’irruenza di Tarik, un musulmano che porta con sé il rimpianto di un amore accarezzato per caso e vive con conflitto la propria fede. Nello scorrere dei racconti, amalgamati a metà tra prima e terza persona, si definiscono o complicano i legami fra chi già ne ha e l’autrice entra nella complessa trama coniugale dei coniugi Pritchett, persi nelle loro duplici dipendenze di nicotina e pillole e nel rapporto proibito e sfuggente tra il funzionario Mangalam e l’indiana Malathi.

Ispirati dal desiderio di ricominciare una nuova esistenza, tema che è poi sempre affine alla dimensione del viaggio, i protagonisti sono spesso coinvolti nelle dolorose conseguenze della stratificazione sociale e negli effetti deleteri dei rapporti tra classi diverse, un argomento al quale una scrittrice americana ma di origine indiana (come la stessa Uma) non può non essere sensibile per la storia implicita del suo paese. Lontano da ogni possibile stereotipo, la questione emerge nella modalità forse più originale nel racconto della fiera Malathi, tradotto per lei da Mangalam, dove gli influssi dell’India sono più prepotenti; attraverso le sue parole originariamente pensate in tamil, l’autrice sembra trasportarci in quei saloni esotici in cui si consumano intensi profumi orientali e si respira l’antico conflitto fra tradizione culturale e desiderio del suo superamento.