La Regione Toscana apre al pubblico i suoi palazzi per il 2 giugno. In programma mostre, concerti, spettacoli di sbandieratori, visite guidate e degustazione di gelato. La Festa della Repubblica entra nei palazzi del Consiglio regionale in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
PALAZZI APERTI. Giovedì 2 giugno si rinnova il tradizionale appuntamento di ‘Palazzo Aperto’, promosso dalla Regione per avvicinare i cittadini alle istituzioni e come momento di riflessione sulla storia e sui valori della nazione.
CONCERTI E MOSTRE. Saranno le note dell’Orchestra giovanile di Firenze diretta da Janet Zadov dell’Accademia musicale di Firenze, ad aprire alle 11.30 la giornata di celebrazioni a Palazzo Panciatichi. Oltre alla musica ci sarà spazio per spettacoli e incontri culturali. Non mancheranno poi le mostre: a palazzo Panciatichi alle 17.00 si inaugurano ”1861-2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia” di Impero Nigiani e alle 17.30 l’esposizione a cura dell’Associazione Tappetari Camaldolesi, con progettazione e realizzazione di tappeti all’interno del palazzo.
VISITE GUIDATE. A Palazzo Bastogi alle 17.00 ci sarà il taglio del nastro per la personale ”Iniziando dalla fine” di Gianfranco Di Lazzaro. Infine, come sempre, saranno possibili le visite guidate ai palazzi Panciatichi-Covoni e Bastogi (dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.00 con prenotazione e punto di incontro alla portineria di via Cavour 4).

TAGLI AL PERSONALE? Ma la domanda che si rincorre nei corridoi del teatro è: quale strada seguirà la sovrintendente Colombo per ottenere questo utile nel 2013? Nella seduta del cda, Colombo ha spiegato di voler aumentare i ricavi del Maggio per circa 2 milioni di euro. Ma il timore dei lavoratori è che si intervenga sull´organico, soprattutto sui precari: i costi del personale (circa 25 milioni l´anno) sono infatti una delle voci che gravano con maggiore forza sul bilancio. A questo proposito la Colombo ha garantito che per i prossimi mesi gli stipendi sono assicurati dai fondi del Fus, ma sul dopo non si pronuncia.
