sabato, 22 Agosto 2026
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La Città dei lettori 2026: le date del festival a Villa Bardini

Firenze si prepara ad accogliere La Città dei lettori 2026, il festival dedicato alla letteratura contemporanea che dal 2018 anima Villa Bardini (Costa S. Giorgio 2-4).

La Città dei lettori 2026 si terrà dal 3 al 7 giugno, con un programma ricco di incontri, presentazioni, talk e reading che porteranno nel capoluogo toscano alcune delle voci più autorevoli del panorama letterario italiano e internazionale.

Il festival

Nato con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla lettura, il festival – progetto di Fondazione CR Firenze a cura di Associazione Wimbledon APS – ha costruito negli anni una vera e propria comunità di lettori e lettrici, favorendo il dialogo diretto con autori affermati e nuovi talenti. Tra gli ospiti che hanno segnato le passate edizioni figurano nomi di primo piano come Ian McEwan, Bret Easton Ellis, Roberto Saviano, Bernardine Evaristo, Michela Murgia, Vera Gheno, Francesco Guccini, Nicola Lagioia, Francesca Fagnani, Serena Dandini, Umberto Galimberti, Concita De Gregorio, Franco Arminio, Carlo Verdone e Irvine Welsh.

I momenti più attesi de La Città dei lettori 2026

Anche per il 2026 uno dei momenti più attesi sarà l’incontro con i finalisti del Premio Strega, che trovano a Villa Bardini il loro primo appuntamento pubblico dopo la selezione ufficiale. La tradizionale conversazione con la cinquina, ospitata sulla terrazza affacciata su Firenze, si svolgerà grazie alla collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

Il festival si presenta quest’anno come un omaggio alla città di Firenze, tema che trova espressione anche nell’immagine ufficiale della manifestazione firmata dall’illustratrice Elisa Seitzinger.

I numeri de La città dei lettori e come partecipare

Nel corso degli anni La città dei lettori ha registrato una crescita costante, sia in termini di pubblico che di durata, passando da tre a cinque giorni di programmazione e raggiungendo numeri significativi. Sono circa 70mila i lettori e le lettrici che hanno partecipato alle edizioni passate, oltre 2200 gli studenti coinvolti e più di 600 gli autori ospitati tra narrativa per adulti e letteratura per l’infanzia.

L’ingresso al festival è gratuito con prenotazione obbligatoria. Le prenotazioni saranno aperte dal 31 marzo sul sito della Fondazione CR Firenze.

Un gol, tre punti d’oro per la Fiorentina a Verona

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Fagioli nel primo tempo colpisce la traversa. Sempre Fagioli nel secondo tempo segna il gol vittoria. Nel mezzo il Verona che domina la partita e De Gea che salva in un paio di occasioni la propria porta. Vanoli alla fine fa giocare Kean al centro dell’attacco ma rinuncia a Dodo, Mandragora e Parisi, non disponibili. In difesa gioca Comuzzo, Harrison da esterno e Fabbian da mezzala. Sammarco si affida a Belghali e Bernede con Bowie in avanti.

La partita

Dopo quattro minuti Ndour serve Gudmundsson che crossa: sulla ribattuta, Fagioli dal limite dell’area colpisce in pieno la traversa. È l’unica azione viola del primo tempo. Il Verona inizia un monologo davanti a De Gea che però fatica tanto a concludere. Bene gli attacchi portati avanti da Bowie e da Orban ma il portiere viola è sempre molto attento. Il Verona avreb be meritato il vantaggio ma il portiere spagnolo è in grande serata. Il primo tempo finisce a reti inviolate.

Niente cambia nella ripresa con il Verona che porta avanti la partita e la Fiorentina che si difende più o meno ordinatamente. All’82’ Harrison serve Fagioli al limite dell’area: il piatto destro sul primo palo è preciso e finisce dietro a Montipò. È l’1-0 per i viola. La partita si innervosisce e c’è anche una brutta rissa tra Gudmundsson e Suslov che vengono espulsi. Per la Fiorentina, dunque, due tiri in porta, un gol e tre punti fondamentali per la corsa salvezza e giovedì torna la Conference League con i viola a Londra contro il Crystal Palace.

L’allenatore

Soddisfatto, a fine gara, Paolo Vanoli. “Avevamo fatto un mese di prestazioni ottime, a finire con l’Inter. Questa settimana è stata difficile, a parte perché si sperava di recuperare qualche infortunato e invece abbiamo avuto altri problemi, tra cui Brescianini che mi ha dato disponibilità per la panchina. Ho detto che se volevamo crescere, le partite più importanti da vincere sono sempre dopo la sosta. Oggi ho visto una squadra che aveva voglia di portare a casa i tre punti, nonostante questo faccio i complimenti al Verona, che avevo seguito anche contro il Napoli. E so quanto sia difficile portare via i tre punti, avendo giocato qui. Questa partita ha tante spiegazioni, gli assenti ne sono una. Sotto certi aspetti sono contento perché l’anima e lo spirito di questa squadra sono usciti. Il risultato del Cagliari, che ha perso contro il Sassuolo, poteva darci più leggerezza mentale. Penso anche alle tante prestazioni in cui abbiamo fatto bene senza portare via punti, come all’andata. Ora abbiamo anche la Conference per cui speriamo di recuperare qualche calciatore. Moise Kean ha sempre dato la disponibilità, poi come tutte le cose che accadono: quando c’è un problema in una parte del corpo, il calcio lo prendi sempre lì. A volte il dolore si accentua come oggi, però prima della Nazionale era in netta crescita. Sappiamo che lo dobbiamo gestire ma mancano due mesi, penso sia a disposizione per giovedì. Dodo voleva esserci a tutti i costi, ho voluto fermarlo perché quando sono arrivato si era fermato all’ultimo allenamento prima della partita. Aveva giocato poi 45 minuti con la Juve e saltato la sfida del giovedì. Non volevo ripetere la stessa situazione”.

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Dopo la pausa, deludente, per la Nazionale che ha decretato l’Italia fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva, torna la Serie A e la Fiorentina gioca in trasferta, a Verona (sabato 4 aprile alle 18), in una delle sfide salvezza. Dopo l’ottimo pareggio ottenuto contro l’Inter la squadra di Vanoli cerca punti pesanti per la permanenza in Serie A al Bentegodi. In dubbio proprio l’attaccante azzurro che ha segnato martedì scorso contro la Bosnia, Moise Kean.

Le probabili formazioni

Vanoli deciderà solo poco prima della gara se schierare Moise Kean, uscito malconcio dalla gara contro la Bosnia. Intanto ha recuperato Solomon che però dovrebbe partire dalla panchina. Recuperato anche Dodo, che non ha rimediato lesioni dall’infortunio rimediato nell’allenamento a porte aperte di sabato scorso. Davanti a De Gea giocheranno, dunque, Dodo sulla destra e Gosens sulla sinistra, con Ranieri e Pongracic centrali. A centrocampo al posto di Mandragora giocherà Ndour, reduce da un’ottima prestazione con la Nazionale Under 21, per giocare con Fagioli e Brescianini. Davanti giocherà Piccoli al posto di Kean anche se si spera in un recupero lampo dell’azzurro. Ai lati Parisi e Gudmundsson.

È una sorta di ultima spiaggia per il Verona allenato da Sammarco. Saranno assenti ancora Bella-Kotchap, Serdar e Lovric per infortunio. Davanti a Montipò la difesa sarà composta da Valentini, Nelsson ed Edmundsson. In mezzo al campo giocheranno Bernede, Gagliardini e Akpa Akpro con Belghali e Frese sulle fasce. Davanti, accanto a Orban, ci sarà Bowie.

A Pasqua 2026 musei statali a ingresso gratuito. Apertura straordinaria per Pasquetta (con regolare biglietto)

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A Pasqua 2026 musei statali a ingresso gratuito a Firenze. La festività di domenica 5 aprile coincide infatti quest’anno con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese promuove l’accesso libero ai musei e ai parchi archeologici statali.

Anche a Firenze e in provincia cittadini e turisti potranno dunque cogliere questa preziosa opportunità.

La domenica di Pasqua la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale del Bargello, il Museo delle Cappelle Medicee, Palazzo Davanzati e il Complesso di Orsanmichele apriranno gratuitamente al pubblico. Saranno aperti gratis anche gran parte dei musei della Direzione regionale Musei nazionali Toscana e degli istituti autonomi.

All’apertura gratuita nel giorno di Pasqua si affianca in gran parte di questi musei l’apertura straordinaria di lunedì di Pasquetta, questa invece con regolare biglietto, durante la quale molti musei posticipano il giorno di chiusura settimanale, garantendo così un intero fine settimana lungo dedicato alla cultura.

I musei del gruppo Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello aperti gratis la domenica di Pasqua

Domenica 5 aprile la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo Nazionale del Bargello, il Museo delle Cappelle Medicee, Palazzo Davanzati e il Complesso di Orsanmichele apriranno gratuitamente al pubblico.

L’apertura gratuita per la domenica di Pasqua anticiperà l’apertura straordinaria prevista per il Lunedì dell’Angelo. Il 6 aprile, infatti, la Galleria dell’Accademia di Firenze, il Museo delle Cappelle Medicee e il Complesso di Orsanmichele apriranno con regolare ingresso a pagamento.

Grazie alla #domenicalmuseo e all’apertura straordinaria prevista per Pasquetta, le cittadine e i cittadini di Firenze e tutte le persone in visita nel capoluogo toscano potranno scoprire gratuitamente le collezioni del nuovo istituto museale Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.

Nel giorno di Pasqua si potrà fare un viaggio attraverso l’arte e i capolavori della Galleria dell’Accademia di Firenze, con il David e i Prigioni di Michelangelo, le preziose pitture su tavola a fondo oro eseguite tra il Duecento e primo Quattrocento e la suggestiva Gipsoteca, con i modelli in gesso di Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni.

Nella stessa giornata sarà possibile visitare gratuitamente anche le collezioni delle altre quattro sedi del nuovo sistema museale. Il Museo Nazionale del Bargello custodisce la più importante raccolta al mondo di scultura italiana, con capolavori di artisti come Donatello, Della Robbia, Michelangelo, Verrocchio, Cellini e Giambologna. Il Museo delle Cappelle Medicee consente di scoprire il mausoleo della famiglia Medici, con la monumentale Cappella dei Principi e la Sagrestia Nuova progettata da Michelangelo. Infine, il Complesso di Orsanmichele offre uno con lo straordinario percorso nella scultura rinascimentale, in uno dei luoghi simbolo della storia fiorentina e Palazzo Davanzati con la suggestiva atmosfera della “casa torre”.

Per il lunedì di Pasquetta, come detto, apertura straordinaria il 6 aprile con ingresso a pagamento per il Museo delle Cappelle Medicee, il Complesso di Orsanmichele e la Galleria dell’Accademia di Firenze.

Dallo scorso 15 marzo tutti i musei del nuovo Istituto propongono al pubblico un orario di apertura unificato e nuovi biglietti cumulativi. In occasione della #domenicalmuseo non sarà possibile effettuare prenotazioni. La prenotazione resta invece attiva e fortemente consigliata per tutti gli altri giorni, incluso per l’apertura speciale del lunedì di Pasquetta tramite centro prenotazioni al numero +39 055 294883 oppure online sui siti dei Musei del Bargello e della Galleria dell’Accademia di Firenze.

Domenica apertura gratuita al Museo di San Marco

Firenze la domenica di Pasqua e, straordinariamente, il lunedì di Pasquetta al Museo di San Marco sarà possibile ammirare la Sala del Beato Angelico riaperta con un nuovo allestimento che conta ben 33 tavole del celebre frate pittore, rendendola la più grande e importante raccolta al mondo di opere su tavola dell’artista – include inoltre dipinti mai esposti al pubblico prima della recente mostra dedicata all’Angelico, come il Trittico francescano della Compagnia di San Francesco in Santa Croce, ricomposto nella sua interezza dopo il magistrale restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, accanto alla croce sagomata restituita alla produzione giovanile del maestro.

Al primo piano è allestita la sezione speciale della mostra Rothko a Firenze: cinque opere di opere di Mark Rothko provenienti da importanti collezioni internazionali, realizzate con tecniche diverse e appartenenti a periodi differenti, sono in dialogo diretto con cinque degli affreschi delle celle 1, 3, 4, 6, 7 che tanto lo avevano ispirato.

Il percorso del sacro trova la sua genesi naturale nel Museo di San Marco, dove la narrazione pasquale si manifesta in innumerevoli scene nell’intimità meditativa delle celle affrescate dal Beato Angelico – ad esempio nel Noli me tangere e nella Resurrezione — nelle tavole dell’Armadio degli Argenti nelle pale monumentali, predelle e cuspidi delle opere più celebri. Questa trama visiva, carica di silenzio e significato, si completa e prosegue poi nei Cenacoli fiorentini, dove le iconografie dell’Ultima Cena, arricchite da simboli che richiamano la Passione, offrono il culmine ideale di questa narrazione per immagini. Proprio in occasione delle festività pasquali, questo itinerario unisce i luoghi della spiritualità domenicana alla suggestione dei refettori di Sant’Apollonia e San Salvi e del Chiostro dello Scalzo, offrendo una visione d’insieme della pittura rinascimentale che affianca la narrazione degli affreschi angelichiani alla grande tradizione dei cenacoli fiorentini.

Il giorno di Pasqua ingresso libero al Museo archeologico nazionale di Firenze

Al Museo archeologico nazionale di Firenze, aperto sia per Pasqua che per Pasquetta, ultimi giorni disponibili per visitare la mostra Icone di potere e bellezza, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid.
Due interi giorni di visita a disposizione dei visitatori anche per le Ville medicee di Petraia Poggio a Caiano e Cerreto Guidi, per il Giardino della Villa medicea di Castello e per il Parco di Villa il Ventaglio.

Pasqua e Pasquetta 2026: in Piazza Santa Croce c’è Firenze Craft, quattro giorni tra arte e gusto

In occasione di Pasqua e Pasquetta 2026 in piazza Santa Croce torna Firenze Craft, la “piazza del saper fare” che racconta un patrimonio fatto di mestieri, tradizioni e innovazione

La manifestazione è in programma da venerdì 3 a lunedì 6 aprile animerà, dalle 10 alle 20 Pasqua e Pasquetta comprese.

105 espositori selezionati porteranno a Firenze il meglio delle loro produzioni: un racconto corale che, giunto alla sua quinta edizione, mette insieme artigianato artistico e agroalimentare toscano in un dialogo sempre più stretto.

Dall’oreficeria alla ceramica, dalla moda ai complementi d’arredo, dai giocattoli al mosaico. E ancora: olio, vino, liquori, miele, confetture, pasticceria.

Tra le proposte, gioielli lavorati con tecniche tradizionali, ceramiche artistiche, creazioni in pelle, oggetti in legno e mosaico, accanto a eccellenze gastronomiche che spaziano dal cioccolato ai vini, dai formaggi ai prodotti dell’alveare.

L’appuntamento è ormai consolidato nel calendario cittadino, con due edizioni annuali: una nel periodo pasquale e una in autunno.

Pasqua 2026 a Firenze: lo Scoppio del Carro

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Nella domenica di Pasqua 2026 si rinnova a Firenze l’appuntamento con lo Scoppio del Carro, l’antica tradizione popolare fiorentina che si tramanda da oltre nove secoli. La rievocazione ripercorre le gesta dei fiorentini alle Crociate e del loro ritorno in città nel 1101.

L’intera manifestazione sarà trasmessa, in diretta dalle 8,45, da Toscana TV (canale 11 del digitale terreste).

Le origini dello Scoppio del Carro

La storia affida a Pazzino de’ Pazzi, al ritorno da una crociata nel 1099, le origini dello Scoppio del Carro. Fu Pazzino, infatti, a riportare alcune pietre focaie del sepolcro di Cristo con le quali poi a Firenze venivano illuminate le celebrazioni del Sabato Santo. In un secondo tempo la cerimonia venne spostata alla domenica e i fiorentini decisero di costruire un carro trionfale che ancora oggi è scortato fino in piazza Duomo dagli armigeri del Comune nei tipici costumi. La forma attuale del carro risale al ‘600. Per tutto l’anno il ‘Brindellone’ resta in un apposito deposito di via il Prato e il giorno di Pasqua arriva al Duomo trascinato da quattro buoi, ripuliti e agghindati per la festa.

La partenza del corteo con il ‘Brindellone’ avverrà, come sempre, da Porta al Prato; seguirà l’esibizione dei Bandierai degli Uffizi in piazza della Repubblica, il sorteggio del torneo di San Giovanni del Calcio storico fiorentino che precede di qualche minuto lo spettacolo pirotecnico.

Anche quest’anno la cerimonia si svolgerà in due momenti.

Il programma di sabato 4 aprile 2026

Ore 20,00 – Una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina parte dal Palagio di Parte Guelfa, proseguendo per via Porta Rossa, Por Santa Maria, Via Vacchereccia, Piazza della Signoria.

Ore 20,10 – Piazza della Signoria, la Sindaca con il Gonfalone si unisce al Corteo della Repubblica Fiorentina per raggiungere la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio attraverso Via Vacchereccia, Via Por Santa Maria, Borgo SS. Apostoli, Piazza del Limbo.

Ore 20,30 – Chiesa SS. Apostoli: il Corteo entra in Chiesa per la preghiera, poi con il Porta Fuoco ed il reliquario con le Pietre del Santo Sepolcro, prosegue per Borgo SS. Apostoli, Via Por Santa Maria, Via Vacchereccia, Piazza della Signoria, Via Calzaiuoli, Piazza del Duomo.

Ore 21,00 – Sagrato del Duomo: schieramento del Corteo ai lati del Portone Centrale dove si unisce la processione che dalla Sacrestia arriva sul Sagrato. Inizio della veglia e accensione del fuoco col Gonfalone di Firenze. Il Corteo rientra per Via Calzaiuoli alla propria sede.

Il programma della domenica di Pasqua 5 aprile 2026

Ore 5,00 – Arrivo dei buoi alle Cascine, viale dell’Aeronautica.

Ore 6,15 – Partenza dei buoi dalle Cascine, viale dell’Aeronautica.

Ore 7,45 – Il “Carro del Fuoco”, accompagnato dal Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, parte dal deposito di Via il Prato per raggiungere Piazza Duomo con il seguente itinerario: Via Il Prato, Borgo Ognissanti, Piazza Goldoni, Via della Vigna Nuova, Via Strozzi, Piazza della Repubblica, Via Roma.

Ore 8,10 – Una rappresentanza dei Bandierai degli Uffizi, percorrendo via Porta Rossa – via Calimala – via Roma, raggiunge Piazza Duomo, dove è in programma una loro esibizione con i Musici in attesa del Corteo proveniente, insieme al “Carro del Fuoco”, da Via Il Prato.

Ore 8,20 – Una rappresentanza del Corteo della Repubblica Fiorentina parte dalla Piazzetta di Parte Guelfa proseguendo per via Porta Rossa, Loggia del Mercato Nuovo, Via Vacchereccia, Piazza della Signoria dove alle ore 8,50 circa, insieme al Gonfalone, alla Sindaca e alle Autorità, si muove verso Via Calzaiuoli, Via degli Speziali, Piazza della Repubblica, Via Roma, Piazza Duomo, con arrivo alle ore 9,30 circa.

Ore 9,30 – Arrivo del Corteo Storico con il “Carro del Fuoco” in Piazza Duomo.

Ore 9,45 – Sorteggio per l’abbinamento delle partite del Torneo di S. Giovanni.

Ore 10,15 – Celebrazione dell’Ora Terza in Battistero.

Ore 10,30 – La processione con i Seminaristi, i Canonici, i Concelebranti e l’Arcivescovo si porta sul sagrato della Cattedrale e lì ha inizio la celebrazione Eucaristica del giorno di Pasqua con la benedizione del Carro del Fuoco e dei fedeli.

Ore 11,00 – Scoppio del Carro.

Ore 12,30 – Al termine della Messa il Gonfalone, il Porta Fuoco con il reliquiario con le Pietre del Santo Sepolcro, escono dal Portone centrale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, percorrendo via Calzaiuoli, Piazza della Signoria, Via Vacchereccia, Borgo SS. Apostoli (Chiesa SS. Apostoli) con deposizione delle Pietre del Santo Sepolcro.

Rientro del Gonfalone in Palazzo Vecchio con percorso inverso fino a Piazza Signoria.

Il Carro del Fuoco viene accompagnato in Via il Prato dalla Polizia Municipale con percorso inverso rispetto a quello di andata.

Pasqua e Pasquetta 2026: visite e attività pasquali nei Musei Civici Fiorentini e a Palazzo Medici Riccardi

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Cosa fare a Pasqua e Pasquetta 2026 a Firenze? I Musei Civici Fiorentini e Palazzo Medici Riccardi restano regolarmente aperti nelle vacanze pasquali con un ricco programma di visite e attività a cura della Fondazione MUS.E.

La Domenica Metropolitana invece, abitualmente prevista la prima domenica del mese, è rimandata al 12 aprile.

In Palazzo Vecchio, dove da domenica 5 aprile tornerà ad essere regolarmente visitabile dopo la pausa invernale la Terrazza di Saturno (accessibile dalla Sala degli Elementi), saranno fruibili le Visite a palazzo, con accesso esclusivo al Camerino di Bianca Cappello, lo speciale percorso di living history Guidati da Giorgio Vasari (giovedì, sabato e domenica mattina), le proposte per famiglie Vita di corte e Favola della tartaruga con la vela, oltre alle attività direttamente connesse con le festività pasquali: il laboratorio dedicato alla tradizione fiorentina dello Scoppio del carro nel giorno di Pasqua, Lo scoppio del carro. Lo spettacolo di luce della Pasqua fiorentina (da venerdì 3 a lunedì 6 alle ore 15.00) e la visita polisensoriale Squisita scoperta. Il Granducato di Toscana e la via del cioccolato (giovedì 2 alle ore 11.15, da venerdì 3 a lunedì 6 alle ore 16.30), che si giova della preziosa collaborazione con Rivoire.

In Palazzo Medici Riccardi sono previste le visite guidate sia alle bellezze del museo che fu casa dei Medici sia alla nuova mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti che restituisce al pubblico il ruolo centrale della città nella diffusione dell’Art Déco in Italia ed Europa (sabato e domenica alle ore 15.00).

Ancora, presso il Museo Novecento sabato e domenica pomeriggio sono in programma le visite per adulti (ore 15.00) e le attività per famiglie (ore 16.30) alla nuova mostra Avanti! dedicata a Georg Baselitz, mentre il venerdì e il lunedì pomeriggio, sempre alle 15 e alle 16.30, oltre alla mostra Avanti! la visita si concentrerà anche sulla mostra Ottone Rosai. Poeta innanzitutto.

Sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate presso: il Complesso di Santa Maria Novella con i capolavori della basilica e del convento; la Cappella Brancacci, capolavoro assoluto del Rinascimento presso la chiesa di Santa Maria del Carmine; il Museo Stefano Bardini, elegante showroom dell’omonimo antiquario e museo scrigno d’Oltrarno; MAD-Murate Art District, dove convivono le anime di monastero e carcere con l’odierna funzione di centro delle arti.

Inoltre, eccezionalmente per il mese di aprile 2026, la Domenica Metropolitana, che offre l’accesso gratuito ai Musei Civici e a Palazzo Medici Riccardi per i residenti della Città Metropolitana, non si terrà la prima domenica del mese (5 aprile, giorno di Pasqua), ma sarà posticipata a domenica 12 aprile.

I musei aperti la Domenica di Pasqua – 5 aprile 2026

Saranno APERTI con il consueto orario:

  • Palazzo Vecchio ore 9-19
  • Torre d’Arnolfo ore 9-17
  • Museo Novecento ore 11-20 con la mostra Ottone Rosai (visitabile fino al 4/10/2026) e Georg Baselitz- Avanti! (visitabile fino al 13/09/2026)
  • Complesso di Santa Maria Novella 13-17 (con ingresso gratuito in occasione della Pasqua)
  • Palazzo Medici Riccardi ore 9-19 con la mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti (fino al 25/08/2026)

I musei chiusi al pubblico domenica 5 aprile

  • Museo Stefano Bardini
  • Cappella Brancacci
  • Fondazione Salvatore Romano
  • Museo del ciclismo Gino Bartali
  • Memoriale delle deportazioni

I musei aperti lunedì 6 aprile 2026 – Pasquetta

Chiusura ordinaria del Museo Gino Bartali

Gli altri musei civici osserveranno il consueto orario di apertura:

  • Palazzo Vecchio ore 9-19
  • Torre d’Arnolfo ore 9-17
  • Museo Novecento ore 11-20 con la mostra Ottone Rosai (visitabile fino al 4/10/2026) e Georg Baselitz- Avanti! (visitabile fino al 13/09/2026)
  • Complesso di Santa Maria Novella ore 9-17:30
  • Museo Stefano Bardini ore 11-17
  • Cappella Brancacci e Fondazione Romano ore 10-17
  • Memoriale delle deportazioni ore 10-13
  • Palazzo Medici Riccardi ore 9-19 con la mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti (fino al 25/08/2026)

In occasione della Settimana Santa 2026, la Basilica di Santa Maria Novella osserverà le seguenti riduzioni orarie, chiusure e gratuità ai visitatori:

Sabato Santo 04/04/2026 CHIUSURA ai visitatori per l’intera giornata.

Domenica di Pasqua di Resurrezione 05/04/2026 APERTURA GRATUITA ai visitatori durante il regolare orario di visita domenicale 13-17.

Lunedì dell’Angelo 06/04/2026, apertura ai visitatori con il regolare orario 9-17:30

Attività e laboratori: posti limitati, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazioni presso i Musei Civici Fiorentini[email protected] 055-0541450
Per informazioni e prenotazioni presso Palazzo Medici Riccardi[email protected] 055-2760552

Firenze Déco: nuova mostra a Palazzo Medici Riccardi

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A Palazzo Medici Riccardi il 2 aprile si apre “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”. La mostra racconta un decennio di straordinario fermento creativo, che vide Firenze protagonista, e resterà in programma fino al 25 agosto.

Al via “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”

“Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti” è promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia, l’esposizione – a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e costituito da Francesca Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e Valentina Zucchi.

Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale. Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti pubblicitari: il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.

Il contesto culturale: gli Anni Venti in Italia e a Firenze

Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla collaborazione tra arti decorative e manifatture. Anche artisti italiani, tra cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo.

Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva. In questo clima Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche confrontandosi con i linguaggi della modernità.

Il percorso espositivo

La prima sezione è dedicata ai rapporti tra Firenze e Parigi e al tema delle maschere della Commedia dell’Arte, soggetto ricorrente nella cultura visiva del Déco. Artisti come Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani svilupparono un linguaggio ispirato al Settecento galante e ai personaggi della tradizione teatrale italiana, temi che divennero particolarmente diffusi nella grafica, nell’illustrazione e nelle arti decorative degli anni Venti.

La produzione ceramica: da Gio Ponti per Richard-Ginori a Galileo Chini

Un ampio nucleo della mostra è dedicato alla produzione ceramica, con particolare attenzione alla manifattura Richard-Ginori, che negli anni Venti ottenne importanti riconoscimenti internazionali. Il rinnovamento della produzione fu legato all’attività di Gio Ponti, che introdusse nuove forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi moderni del periodo.

Accanto alla Richard-Ginori sono presentate anche le esperienze di altre manifatture attive nel territorio fiorentino, quali Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate da Galileo Chini, che seppero coniugare tradizione e rinnovamento stilistico.

Una sezione è dedicata alla partecipazione degli artisti e delle manifatture fiorentine alle Biennali di arti decorative di Monza, rassegne fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti applicate italiane. Le esposizioni di Monza rappresentarono infatti un importante momento di confronto tra artisti, artigiani e industrie, contribuendo a definire nuovi orientamenti estetici e produttivi.

I manifesti pubblicitari

Il percorso prosegue con una sezione dedicata alla pubblicità, ambito nel quale l’influenza del Futurismo contribuì allo sviluppo di nuove forme di comunicazione visiva. Tra i protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino, autori di manifesti e progetti grafici che testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana degli anni Venti.

La moda: gli albori della produzione fiorentina di Ferragamo e Gucci

L’ultima parte della mostra riguarda il mondo della moda e delle produzioni artigianali fiorentine, tra sartorie, manifatture tessili e accessori, come un elegante set da viaggio di Gucci. In questo contesto emerge la figura di Salvatore Ferragamo, che negli anni Venti scelse Firenze come sede della propria attività, contribuendo allo sviluppo di una produzione calzaturiera destinata a una clientela internazionale.

Tra gli episodi più significativi del periodo si colloca anche la celebre Tuta ideata da Thayaht nel 1920, un indumento concepito come abito universale e funzionale, promosso attraverso una rivoluzionaria campagna di diffusione che ne illustrava le modalità di realizzazione e utilizzo.

Visite guidate alla mostra e laboratori per famiglie

Sono previste visite guidate alla mostra tutti i sabati e tutte le domeniche alle h15, mentre la domenica mattina è previsto il laboratorio per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni Creazioni d’artista, in stile déco, prenotazioni [email protected] 055-2760552.

Visite al teatro cinema Savoia con Art e Dossier e Giunti Odeon

Grazie alla collaborazione con Art e Dossier e Giunti Odeon, inoltre, sarà possibile visitare un luogo squisitamente déco, ovvero il teatro cinema Savoia, inaugurato nel 1922 e oggi appunto noto come Giunti Odeon: le visite, a partecipazione gratuita, sono previste nei giorni 18 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 11 luglio e 22 agosto alle 10, alle 11 e alle 12 (la prenotazione è attiva a partire dal lunedì precedente).

A cura di Giunti è anche il ricco catalogo della mostra, contenente una serie di contributi di esperti e specialisti del settore, strumento prezioso per ripercorrere le dinamiche e le relazioni artistiche di quegli anni, oltre ad approfondire la conoscenza dei principali protagonisti e delle opere esposte.

Nuova mostra al Museo Novecento dedicata a Georg Baselitz

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La nuova mostra al Museo Novecento di Firenze è dedicata a Georg Baselitz, uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista.

Con Baselitz. Avanti! il Museo Novecento ospita per la prima volta in Italia un progetto di grande respiro che pone al centro una dimensione fondamentale, ma meno indagata, della sua pratica: la grafica.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 13 settembre 2026, segna un ritorno particolarmente significativo dell’artista a Firenze, città con cui intrattiene da decenni un rapporto intenso e personale. Curata da Sergio Risaliti in collaborazione con Daniel Blau, riunisce oltre centosettanta opere tra lavori su carta, dipinti e sculture, costruendo un percorso articolato che attraversa più di sessant’anni di attività e restituisce una lettura approfondita della sua ricerca.

La grafica per Baselitz

Nel lavoro di Georg Baselitz la grafica non rappresenta un ambito secondario rispetto alla pittura o alla scultura, ma un terreno autonomo di sperimentazione in cui l’artista ha continuamente verificato, sviluppato e talvolta ridefinito le proprie immagini e i propri temi. Fin dagli anni Sessanta incisione, xilografia e linoleografia costituiscono per lui uno spazio di libertà e di rigore tecnico insieme, un luogo in cui l’immagine può essere scomposta, analizzata e ricostruita attraverso processi tanto lenti e complessi quanto “aggressivi” e “inediti”. Le prime sperimentazioni incisorie risalgono al 1964, quando Baselitz lavorò nel laboratorio di stampa del castello di Wolfsburg in Bassa Sassonia, esperienza che segnò l’inizio di un interesse destinato a diventare una componente permanente della sua pratica. In questo percorso Firenze ebbe un ruolo decisivo: durante il suo soggiorno in città negli anni Sessanta l’artista entrò in contatto diretto con la tradizione grafica rinascimentale e manierista, scoprendo le incisioni di maestri come Parmigianino e approfondendo tecniche calcografiche sviluppate già nel rinascimento. Da quel momento Baselitz non ha mai smesso di tornare allo studio di stampa, utilizzando la grafica come uno strumento privilegiato per riflettere sulle proprie immagini e sui propri processi creativi.

Chi è Georg Baselitz

Nato nel 1938 a Deutschbaselitz, in Sassonia, Baselitz cresce nella Germania devastata dalla guerra e segnata dalle profonde fratture politiche e morali del dopoguerra. Questo contesto storico ha esercitato un’influenza duratura sulla sua visione artistica, contribuendo a formare uno sguardo inquieto e critico nei confronti della storia, dell’identità e delle immagini della tradizione. Fin dagli esordi l’artista rifiuta l’adesione a movimenti, gruppi o correnti, scegliendo una posizione autonoma rispetto alle tendenze dominanti dell’arte contemporanea. In un periodo in cui l’astrazione sembrava aver definitivamente soppiantato la figurazione, Baselitz intraprende una personale ricostruzione dell’immagine a partire dalle sue macerie, sviluppando un linguaggio figurativo potente e volutamente destabilizzante. Le sue opere mettono al centro il corpo umano, spesso rappresentato in forme frammentate, deformate o isolate dal contesto narrativo.

Uno dei gesti più noti e radicali introdotti dall’artista è il capovolgimento delle figure, che a partire dal 1969 diventa un principio strutturale del suo lavoro. Presentando le immagini “sottosopra”, Baselitz sottrae il soggetto alla lettura immediata e alla funzione descrittiva, obbligando lo spettatore a confrontarsi con l’opera in modo diverso e più consapevole. Il rovesciamento non è un semplice espediente provocatorio, ma un dispositivo concettuale attraverso il quale mette in discussione le convenzioni percettive e culturali della rappresentazione. L’immagine, privata del suo orientamento abituale, si trasforma in un campo in cui emergono con maggiore evidenza il gesto pittorico, la relazione tra colore e superficie, la struttura compositiva e la tensione tra figura e spazio.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si sviluppa sui tre piani del museo, attraversando diverse fasi della produzione dell’artista e restituendo una visione ampia della sua ricerca, oltre alla pluralità delle tecniche che la caratterizzano.

Fin dall’ingresso il pubblico è introdotto nel mondo figurativo di Baselitz attraverso una serie di grandi linoleografie realizzate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Duemila, in cui compaiono alcuni dei motivi più ricorrenti della sua iconografia, tra cui il corpo umano isolato o in coppia, figure frammentate e soggetti legati alla dimensione dell’eros, potentissimo è l’uso del nero dei segni incisori che definiscono le figure.

Nella cappella dell’ex-Leopoldine è presentato un nucleo di opere che mette in dialogo grafica e scultura, includendo Pace Piece (2004), una scultura originariamente realizzata per una mostra (Forme per il David. 2004 Baselitz, Fabro, Kounellis, Morris, Struth) dedicata al David di Michelangelo Buonarroti presso la Galleria dell’Accademia, e una serie di acquatinte alla maniera dello zucchero, immagini di piedi e mani che possono evocare in questo contesto icone e reliquie di sante e santi come si trovano negli edifici di culto.

A partire dagli anni Ottanta Georg Baselitz affianca stabilmente la scultura alla pittura e alla grafica, aprendo un ulteriore campo di sperimentazione all’interno della sua pratica. La sua prima apparizione pubblica come scultore avviene nel 1980 alla Biennale di Venezia, dove presenta un grande corpo in legno parzialmente dipinto che emerge da un blocco non lavorato. L’opera, Modell für eine Skulptur (Modello per una scultura, 1979-80) suscitò immediatamente un acceso dibattito sui media per la sua ambiguità iconografica e per le implicazioni storiche e politiche che molti vi lessero, rivelando la capacità dell’artista di affrontare temi complessi attraverso immagini volutamente instabili e contraddittorie. Nella scultura Baselitz trova un mezzo particolarmente diretto, meno mediato dall’ “artificio” della pittura e quindi più vicino alla dimensione fisica e concreta della materia. Il legno, materiale privilegiato di queste opere, viene lavorato con strumenti come motoseghe, asce e scalpelli, che incidono la superficie lasciando tracce evidenti del processo di lavorazione.

Ogni colpo diventa così un segno che trasforma la massa in immagine e rende visibile la tensione tra forma e materia. A partire dagli inizi degli anni duemila, Baselitz inizia a fondere le sculture lignee in bronzo, in modo da conservare fedelmente tanto le venature, quanto le tracce della lavorazione, trasferendo nel metallo la memoria del materiale originario. Alla policromia iniziale subentra una patinatura nera uniforme che accentua la compattezza e la forza plastica delle figure, come testimonia 1965 (2024) la grande scultura bronzea che occupa il centro del chiostro del Museo. Insieme ad essa e alla monumentale Pace Piece (2004) in prestito dalla Galleria dell’Accademia, in mostra sono presenti altre opere significative Dresdner Frauen – Elke (Donne di Dresda – Elke , 1989/2003), Römischer Gruß (Saluto Romano 2004/2025), and Gelbes Bein (Gamba Gialla, 1993/2021).

Le sale del primo piano del museo ospitano una selezione di xilografie e linoleografie di diversi formati, affiancate da alcuni dipinti che permettono di cogliere le relazioni tra i diversi linguaggi utilizzati dall’artista. In questo contesto compaiono alcuni dei temi più noti della sua produzione, tra cui i lavori legati al ciclo degli Eroi, realizzato a Berlino tra il 1965 e il 1966, in cui figure monumentali e isolate emergono da paesaggi devastati come simboli di un mondo ferito e moralmente instabile. Questi personaggi, spesso raffigurati con uniformi lacere o in pose goffe e vulnerabili, incarnano la condizione di sconfitta e disorientamento che caratterizzava l’Europa del dopoguerra. Accanto a queste opere compaiono altri motivi ricorrenti dell’immaginario di Georg Baselitz, come le teste e i profili isolati, i celebri Orangenesser (Mangiatori di Arance) dei primi anni ’80 e le figure capovolte che diventeranno uno dei segni distintivi della sua produzione.

Un intero ambiente è dedicato alla serie dei cosiddetti Remix, avviata a partire dal 2005, in cui Baselitz torna a confrontarsi con alcune delle proprie opere storiche reinterpretandole con uno stile spesso più libero, sintetico e immediato. Questo processo di revisione e rielaborazione testimonia il rapporto complesso che l’artista intrattiene con la propria storia visiva, concepita non come un archivio statico ma come un repertorio di immagini continuamente aperto a nuove trasformazioni.

La grande galleria al secondo piano del museo presenta infine una selezione di opere legate alla produzione grafica più recente di Baselitz, tra cui alcuni lavori realizzati nel 2025 e esposti per la prima volta in questa esposizione. Tra questi figurano nuove acquatinte, che sembrano delicati disegni a inchiostro e stampati, su fondo dorato che testimoniano la continua sperimentazione tecnica dell’artista e la sua capacità di rinnovare linguaggi tradizionali. In queste sale trovano spazio anche diversi cicli di opere sviluppati negli ultimi anni, come quelli legati alla serie Avignon del 2014, presentata nel 2015 alla Biennale di Venezia, in cui figure nude e invecchiate appaiono sospese nello spazio come presenze fragili e quasi scheletriche. Il titolo del ciclo rimanda all’ultima grande mostra di Pablo Picasso al Palais des Papes di Avignone nel 1970, evento accolto con freddezza dalla critica ma destinato a diventare una testimonianza potente della vitalità creativa dell’artista ormai anziano.

Altri motivi ricorrenti presenti nelle opere esposte includono il frammento di gambe tratto dal ciclo Spaziergang ohne Stock (2004), che nelle opere più recenti assume un valore autobiografico e si trasforma in una sorta di autoritratto simbolico, e l’immagine dell’aquila, animale araldico della tradizione tedesca, rappresentato da Baselitz come in caduta anziché trionfante, è al tempo stesso l’animale nella sua forza naturale. Questa scelta riflette la posizione critica dell’artista nei confronti della storia e dell’identità nazionale tedesca, affrontata spesso attraverso immagini volutamente ambigue o destabilizzanti. In alcune serie emergono inoltre elementi autobiografici più intimi, come i numerosi ritratti della moglie Elke, figura centrale nella vita e nell’opera dell’artista, indagata nel corso degli anni attraverso profili, nudi e figure che ne seguono il passare del tempo.

Ricordiamo che al Museo Novecento è attualmente in corso anche la mostra “Ottone Rosai. Poeta innanzitutto”, l’esposizione che rende omaggio all’artista fiorentino, tra le figure più significative della pittura italiana del Novecento.

Luci d’alta quota: nuova mostra alla Manifattura Tabacchi

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Luci d’alta quota è la nuova mostra alla Manifattura Tabacchi di Firenze. La mostra personale è dedicata al fotografo Zhang Chaoyin, figura di riferimento della fotografia paesaggistica e documentaria contemporanea in Asia, e sarà visitabile fino al 15 maggio 2026 presso l’Edificio B12.

La mostra stabilisce un ideale asse culturale tra le Alpi e l’Himalaya, tra Europa e Asia, proponendo un’esperienza che intreccia rigore documentario e profonda sensibilità poetica.

Realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi e in collaborazione con Aria Art Gallery, che ne ha sostenuto la produzione e il coordinamento curatoriale, è coordinata da Massimo Listri e curata da Guoyin Jiang.

Luci d’alta quota: il percorso espositivo

Luci d’alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola riunisce circa 60 opere realizzate nel corso di quattro decenni di esplorazioni tra altopiani, ghiacciai, formazioni geologiche e comunità umane.

Il percorso espositivo si sviluppa come un dialogo tra uomo e paesaggio, tempo e memoria, luce e materia, offrendo al pubblico una riflessione sul tempo profondo e sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota.

Accanto al nucleo principale dedicato a Zhang Chaoyin, alcune opere di Zhang Yuxiao introducono uno sguardo generazionale complementare, ampliando la riflessione tra esperienza e contemporaneità. Padre e figlio, entrambi attivi presso Chinese National Geography, condividono un percorso professionale e umano che si riflette nelle rispettive ricerche visive. Il confronto tra le due pratiche restituisce la complessità del paesaggio himalayano come spazio fisico e simbolico.

Una sezione della mostra è dedicata alla serie Primavera, Estate, Autunno, Inverno, opere stampate su seta cinese che evocano il ciclo naturale come metafora della continuità della vita, creando un ponte tra tradizione orientale e cultura visiva occidentale. Nel corso della mostra sarà, inoltre, proiettato un video in cui Zhang Chaoyin illustra il processo di realizzazione della stampa al platino-palladio e ripercorre quarant’anni di esplorazioni e riprese nell’area himalayana, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sul metodo e sull’esperienza che hanno dato forma alla sua ricerca.

Fulcro della ricerca di Zhang Chaoyin è il monumentale volume Himalaya, pubblicato da Chinese National Geography: un’opera enciclopedica che raccoglie oltre 3.000 immagini e 85.000 parole di approfondimento scientifico. Con un peso superiore ai dieci chilogrammi, il volume rappresenta un progetto editoriale di carattere geo-umanistico senza precedenti. L’edizione originale del libro è presentata in mostra come parte integrante del percorso espositivo.