martedì, 7 Luglio 2026
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La Fiorentina vince a Como. Tre punti fondamentali per la salvezza

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Dopo il pareggio col Torino che aveva lasciato l’amaro in bocca la Fiorentina batte il Como, in trasferta, e riprende la corsa salvezza. I viola vincono grazie alle reti di Fagioli e di Kean su rigore. Nella ripresa, su tiro di Morata, è Parisi a segnare un autogol per i lariani. Vanoli ripropone Ranieri in difesa al posto di Comuzzo e, senza, Gudmundsson schiera i due nuovi Harrison e Solomon nel tridente con Kean. Fabregas sceglie Douvikas in attacco davanti a Kuhn, Paz e Baturina.

La partita

Primo tempo abbastanza noioso ma con alcune azioni importanti. È Nico paz il primo a provare ad impensierire la retroguardia viola ma Pongracic salva la propria porta. Al 25’ Fagioli festeggia il suo compleanno (ha compiuto 25 anni giovedì) con la rete che sblocca la partita. È Parisi che ruba palla a Vojvoda e prova due tiri, entrambi intercettati dalla difesa lariana. Sul secondo rimpallo di Kempf è proprio Fagioli a ricevere il pallone per l’1-0. Il Como si butta in avanti ed al 44’ Baturina ha una bella palla che però spreca tirando alto.

In apertura di secondo tempo la Fiorentina raddoppia. Al 51’ c’è un fallo di Perrone su Mandragora. Il rigore viene trasformato da Kean, che spiazza Butez. Al 65’ il Como cerca di accorciare le distanze. Batti e ribatti in area ma Ramon non riesce a trovare la deviazione vincente. Vanoli viene poi espulso per proteste ma il Como non demorde ed al 76’ c’è un cross di Rodriguez, Morata colpisce la palla di testa e inganna Parisi che manda il pallone in porta per il 2-1. Nel finale il Como protesta per un tocco di mano di Mandragora, che il Var giudica regolare. È Morata a pagare per le proteste del Como dato che viene espulso per doppio giallo. Ammonito anche Ranieri. La Fiorentina è brava a difendersi e vince. Tre punti importanti per agganciare il Lecce a 21 punti. E lunedì 23 (alle 18,30) il derby col Pisa.

L’allenatore

Soddisfatto, a fine gara, Paolo Vanoli. “A parte le situazioni tattiche, faccio i complimenti a questi ragazzi. Sappiamo cosa è il Como, sta diventando una big, oggi abbiamo dimostrato che con organizzazione e intensità possiamo fare cose importanti. Però sappiamo dove siamo, tre punti importanti ma dobbiamo tenere i piedi per terra. Ora abbiamo la Conference e poi un altro scontro diretto importante in casa. Fagioli – ha detto ancora Vanoli – ha delle qualità importanti. Stiamo lavorando tanto a video e sta migliorando tanto. I primi 15 minuti mi ha fatto molto arrabbiare perché è stato saltato facilmente, poi si è ripreso. I gol ce li ha, a volte è un po’ pigro a fare le preventive, oggi ci è arrivato. Deve arrivare con più determinazione e cattiveria ma è un ragazzo importante. Da quando sono arrivato ho cercato di far passare il messaggio della salvezza e come ci saremmo dovuti arrivare. È stato il passaggio più difficile, non è semplice per una squadra importante come la Fiorentina ritrovarsi a cambiare obiettivi. Noi dobbiamo avere il coraggio di imporci, di giocare, abbiamo le qualità per imporci con la palla. Oggi l’abbiamo fatto bene anche col collettivo”.

Trasferta ad alto rischio per la Fiorentina a Como

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Si attende ancora la svolta in casa Fiorentina. La squadra alterna buone prestazioni ad altre assai deludenti. Preoccupa, inoltre, la circostanza, che i viola pareggino e perdano subendo reti sempre negli ultimi minuti. Sabato (alle 15) allo stadio Sinigaglia il Como gli uomini di Paolo Vanoli affrontano la squadra rivelazione del torneo e che, proprio a Firenze, ha ottenuto il passaggio in semifinale di Coppa Italia. Nonostante le difficoltà la Fiorentina deve provare a vincere o, comunque, a fare risultato, per risalire la classifica e non compromettere la corsa salvezza.

Le probabili formazioni

Paolo Vanoli dovrà fare a meno, quasi certamente, di Gosens e Gudmundsson, quest’ultimo ha dei problemi ad una caviglia. Entrambi potrebbero andare in panchina ed essere schierati magari nella seconda parte della gara. Sicura anche l’assenza di Rugani che sta recuperando dall’infortunio al polpaccio. Davanti a De Gea confermati Dodo, Pongracic, Comuzzo e Parisi. In mediana giocheranno Fagioli, Brescianini e Mandragora. Le alternative sono Ndour e Fabbian. In attacco saranno Solomon e Harrison ad affiancare Moise Kean come unica punta.

Fabregas è intenzionato a riproporre la formazione che ha eliminato il Napoli in Coppa Italia. Davanti a Butez giocheranno Smolcic e Valle come terzini, Kempf e Ramon come centrali. In mediana Da Cunha e Perrone. Sulla trequarti giocherà Rodriguez con Nico Paz e Baturina. Douvikas confermato come punta centrale.

Patto Publiacqua-cooperative sociali per l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate

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Un patto per l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate. Lo hanno firmato Publiacqua e le centrali cooperative AGCI Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e Dipartimento Welfare Legacoop Toscana.

Cosa prevede l’accordo

Pulizia ordinaria dei fontanelli pubblici, gestione del verde piccole manutenzioni: sono alcuni dei compiti che potranno essere affidati a persone socialmente svantaggiate grazie al protocollo d’intesa siglato tra Publiacqua e le centrali cooperative venerdì 13 febbraio presso la sede di Publiacqua.

Il protocollo affonda le sue radici nei 17 goal e 169 sotto-obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU per lottare contro povertà, diseguaglianza, “climate change” e per la costruzione di una società pacifica. Principi ed obiettivi su cui Publiacqua è già impegnata da tempo e che le società cooperative sentono propri, in base al d.lgs. 125/2024 (che recepisce la direttiva europea 2022/2464/UE).

Gli obiettivi del protocollo

Il macro-obiettivo del protocollo è generare valore aggiunto per le comunità locali e questo, nel concreto, prevede una collaborazione tra i soggetti firmatari al fine di sviluppare un progetto volto all’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie sociali svantaggiate.

La collaborazione si potrà concretamente esplicare attraverso: a) l’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie svantaggiate; b) la valorizzazione delle risorse del territorio in un’ottica di economia circolare e di sostenibilità; c) l’efficientamento dei servizi pubblici con attenzione alla dimensione sociale e di welfare.

Il percorso di attuazione

Sarà costituito un Tavolo di coordinamento che avrà il compito di: elaborare un piano operativo dettagliato; monitorare l’attuazione del protocollo; promuovere la diffusione delle buone pratiche; valutare l’impatto sociale ed economico delle azioni intraprese.

Il piano operativo sarà realizzato mediante un’analisi dettagliata delle attività di Publiacqua S.p.A. potenzialmente esternalizzabili, la mappatura delle competenze delle cooperative sociali del territorio e l’analisi dei fabbisogni occupazionali delle persone svantaggiate. A seguito di tale attività saranno definiti dei progetti pilota da avviare in via prioritaria, grazie anche ad attività di formazione del personale di Publiacqua S.p.A. coinvolto nella gestione degli affidamenti e di capacity building per le cooperative sociali su specifici aspetti tecnici.

I campi di attività

Il Protocollo prevede una collaborazione ad ampio spettro tra i soggetti firmatari. Nello specifico le attività che potrebbero essere oggetto di esternalizzazione da parte di Publiacqua riguardano:

  • la manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici;
  • i servizi ambientali e di gestione del verde;
  •  i servizi di supporto logistico;
  •  i servizi di comunicazione e sensibilizzazione;
  • i servizi di economia circolare;
  • la manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture;
  • i servizi di presidio, sorveglianza e pulizia;
  • i servizi di supporto alla sostenibilità.

Black History Month, al MAD arrivano tre mostre sulla memoria

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Il 2026 segna il decimo anno di collaborazione tra MAD Murate Art District e Black History Month Florence. Il centro civico per l’arte contemporanea gestito da Fondazione MUS.E presenta per l’occasione Common Time, il progetto espositivo centro dell’edizione di quest’anno del festival Black History Month Florence 2026 dedicato agli artisti afrodiscendenti nel contesto italiano. Dal 12 febbraio al 12 aprile 2026, lo spazio diretto da Valentina Gensini diventa il fulcro del festival con un percorso articolato in tre mostre che mettono in dialogo arte contemporanea, archivio e memoria collettiva.

Realizzato in collaborazione con l’American Academy in Rome e con il sostegno di Regione Toscana – Bando ToscanaIncontemporanea 2025 – e Fondazione CR Firenze, il progetto conferma MAD come piattaforma di ricerca e produzione culturale capace di attivare relazioni tra artisti internazionali, istituzioni e territorio.

Common Time: il tempo condiviso al centro del Black History Month Florence 2026

Il programma espositivo del Black History Month Florence 2026, curato da BHMF, riunisce tre percorsi distinti: Black Body, Ancient City di T.J. Dedeaux-Norris, Triplet Consciousness di Heather Hart e William Demby. The Angel in the Death Cell, progetto di ricerca sviluppato da Black Archive Alliance.

Il tema di Common Time – il “tempo comune” – diventa una chiave di lettura per riflettere su memoria, confinamento e trasformazione. Roma e Firenze emergono come poli interconnessi di una storia culturale transnazionale, mentre la produzione artistica si configura come processo relazionale, capace di intrecciare esperienza individuale e dimensione pubblica.

Black Body, Ancient City: il corpo nello spazio monumentale

Nella Sala Laura Orvieto, T.J. Dedeaux-Norris presenta Black Body, Ancient City, una serie di oltre cento collage che si compongono come una poesia visiva frammentata. Il corpo entra in relazione diretta con l’architettura monumentale, interrogando la presenza black negli spazi civici e nelle narrazioni ufficiali. Le opere, organizzate secondo una griglia irregolare, resistono a una lettura lineare e invitano a una percezione fatta di pause e sovrapposizioni.

Un intervento pittorico murale che richiama una recinzione metallica introduce una riflessione sui confini e sui dispositivi di controllo, mentre una postazione di ascolto integra il podcast dell’artista, estendendo l’esperienza oltre la dimensione visiva.

Triplet Consciousness: l’architettura come esperienza

Con Triplet Consciousness, Heather Hart trasforma la Sala Anna Banti in un ambiente attraversabile composto da rampe e impalcature.

L’installazione, rivestita di tessuti semitrasparenti e collage visivi, invita il pubblico a muoversi liberamente nello spazio, mettendo in discussione le nozioni di interno ed esterno. Il riferimento simbolico a Hermes – figura del transito e della mediazione – accompagna un ribaltamento delle strutture architettoniche e sociali, mentre il movimento dei visitatori diventa parte integrante dell’opera.

William Demby: l’archivio come pratica contemporanea

Le ex celle del primo piano accolgono il progetto dedicato all’archivio del dramma The Angel in the Death Cell di William Demby, pubblicato per la prima volta nel 1963 sulla rivista romana The New Morality.

La mostra nasce da una ricerca sull’archivio dell’autore, conservato nei pressi di Firenze, e propone il patrimonio documentario come organismo vivo, capace di generare nuove interpretazioni. Manoscritti, appunti e materiali dialogano con riflessioni sui temi della criminalizzazione e della reclusione, mentre la documentazione della performance e l’adattamento filmico girato nel Carcere Duro di MAD restituiscono l’attualità del lavoro di Demby.

Orari e informazioni

Le tre mostre di Common Time, nell’ambito del Black History Month Florence 2026, sono visitabili al MAD Murate Art District, in Piazza delle Murate a Firenze, dal 12 febbraio al 12 aprile 2026.

Apertura dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 19:30. Ingresso libero.

Cauteruccio, Scandicci celebra il regista scomparso

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Scandicci rende omaggio a Giancarlo Cauteruccio con un pomeriggio di memoria e visioni nel segno del teatro di ricerca. Domenica 15 febbraio 2026, dalle 15.30 alle 19.30, il Castello dell’Acciaiolo, in via Pantin 63, ospiterà un evento dedicato al regista, scenografo, autore e attore scomparso l’11 gennaio scorso a Sibari.

L’iniziativa è promossa dalla Compagnia Teatrale Krypton, con il patrocinio del Comune di Scandicci e per volontà della sindaca Claudia Sereni. L’appuntamento nasce come un atto di riconoscenza collettiva verso un artista che ha profondamente segnato l’identità culturale della città e il panorama del teatro di ricerca italiano e internazionale.

A Scandicci, un omaggio laico tra testimonianze e installazioni

Dopo i saluti istituzionali, il pomeriggio a Scandicci proseguirà con un microfono aperto: artisti, studiosi, collaboratori, amici, allievi e cittadini potranno condividere ricordi, riflessioni e frammenti di esperienza legati alla figura di Giancarlo Cauteruccio. Non una celebrazione formale, ma un momento partecipato in cui la memoria si trasforma in presenza viva, parola e gesto.

All’interno di una sala del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci sarà inoltre allestita un’installazione audio-video in omaggio al maestro, pensata come ulteriore gesto poetico e visivo. Un percorso immersivo che richiama la cifra stilistica di Cauteruccio, sempre orientata alla contaminazione tra linguaggi e tecnologie.

Chi era Giancarlo Cauteruccio

Figura radicale e innovativa della sperimentazione teatrale, Giancarlo Cauteruccio si è formato tra studi d’arte e architettura, sviluppando fin dalla fine degli anni Settanta una ricerca riconoscibile e pionieristica. Il suo lavoro ha intrecciato teatro, arti visive, poesia, architettura e nuove tecnologie, mantenendo al centro il rapporto tra corpo, spazio e parola.

Tra i suoi spettacoli più significativi figura Eneide, opera cult che ha segnato una svolta nell’uso di laser e multiproiezioni sulla scena teatrale, ridefinendo il rapporto tra tecnologia e performance. Lo spettacolo approdò nel 1984 al La MaMa Theatre di New York, diretto da Ellen Stewart, consacrando Cauteruccio in un contesto internazionale.

I suoi lavori sono stati presentati in importanti contesti artistici nazionali e internazionali, mentre le produzioni di video-teatro sono conservate negli archivi della Biennale di Venezia e della Triennale di Milano. Centrale è stato anche il dialogo con il teatro di Samuel Beckett, di cui Cauteruccio è stato riconosciuto come uno dei maggiori metteur en scène e interpreti.

Determinante, inoltre, il suo percorso di Teatro-Architettura, capace di trasformare spazi urbani e monumentali in luoghi performativi, anticipando pratiche oggi diffuse nel teatro site-specific e immersivo.

Il legame con Scandicci e il Teatro Studio

Il rapporto tra Giancarlo Cauteruccio e Scandicci è stato profondo e duraturo. Dal 1991 al 2015 è stato direttore artistico del Teatro Studio, contribuendo in modo decisivo alla crescita culturale del territorio e alla formazione di nuove generazioni di artisti nel campo del teatro e della produzione culturale contemporanea. L’omaggio del 15 febbraio rappresenta dunque anche un momento di restituzione alla città, che con il suo lavoro ha costruito un dialogo costante tra ricerca artistica e comunità.

San Valentino/2: torna la Runforlove organizzata dalla Fondazione Meyer

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In occasione di San Valentino torna la Runforlove, la corsa organizzata dalla Fondazione Meyer a sostegno del progetto Play Therapy a favore dei piccoli pazienti dell’ospedale. Nell’edizione 2025 la Runforlove ha registrato oltre 3.700 partecipanti.

Per San Valentino 2026 la formula della corsa rimane la stessa, in modalità virtual: si corre dove si vuole, con chi si vuole, quando si vuole nei giorni compresi tra venerdì 13 e domenica 15 febbraio 2026, in coppia o con la persona alla quale si vuole più bene: tra migliori amici, tra compagni di allenamento, tra colleghi, nipoti e zii, coniugi, fidanzati.

Come partecipare e come iscriversi

Per partecipare bisogna correre 9 chilometri in due. Non ci sono limiti di tempo o di orario: l’importante è che i runner che compongono la coppia percorrano 4,5 chilometri a testa. I componenti della squadra possono correre insieme oppure separati, l’unica regola da rispettare è quella di completare il chilometraggio previsto in una delle giornate di venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 febbraio.

Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 20 di domenica 15 febbraio: è richiesta una donazione di almeno 9 euro a persona (18 euro a coppia). Con una donazione di 5 euro si potrà ricevere direttamente a casa – tramite corriere – la nuova maglia tecnica #RUNFORMEYER 2026 grazie a Guess Foundation. Info e iscrizioni www.runformeyer.it

Classifica e premiazione

Per accedere ai risultati ufficiali occorre rilevare il tempo di ciascun runner con un qualunque dispositivo (Garmin, Adidas run, Strava, ecc.), fare screenshot o foto di ciascun dispositivo e caricare le immagini sul sito runformeyer.it. Il link per l’upload delle immagini sarà inviato all’email indicata in fase di iscrizione.

Il tempo di percorrenza della squadra sarà la sommatoria del tempo impiegato dai due runner per coprire la distanza di 4,5 chilometri a testa. Per partecipare alla classifica sarà necessario inviare – entro la mezzanotte del 16 febbraio – lo screenshot o la foto della distanza e del tempo impiegato: i partecipanti riceveranno il link via mail il giorno prima della partenza.

Lunedì 16 febbraio saranno pubblicati i risultati ufficiali sulla pagina Facebook #runformeyer e su www.runformeyer.it.

Oltre alla categoria dei runners più veloci, c’è anche quella dei gruppi di amici, associazioni o aziende che hanno iscritto il maggior numero di squadre.
Tra le novità di questa edizione, premio “coppie più affiatate”, dedicato alle coppie che si conoscono da molti anni e il premio “coppie più esperte”, che sarà assegnato dopo aver sommato gli anni della coppia. Sono infine previste menzioni speciali a sorpresa.

Novità 2026: la nuova t-shirt arancione fluo

La novità per questa edizione 2026 è l’arancione fluo che caratterizza la nuova t-shirt tecnica, sempre offerta da Guess Foundation. È possibile richiedere anche un comodo scaldacollo tecnico personalizzato Runformeyer.

San Valentino/1: brindisi sulla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio

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Per San Valentino torna anche quest’anno la possibilità di fare un brindisi sulla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio. Il 14 febbraio, in occasione della festa degli innamorati, il Comune di Firenze e Fondazione MUS.E propongono alle coppie un pomeriggio speciale con l’opportunità di brindare sulla Torre, ammirando una romantica vista di Firenze e allietati da alcuni brani musicali.

Cosa prevede il brindisi sulla Torre di Palazzo Vecchio

Per San Valentino le coppie di innamorati potranno visitare il camminamento di ronda e la Torre di Palazzo Vecchio, fino a raggiungerne la cima percorrendo la scala in pietra composta da 223 scalini che consente di arrivare all’ultimo livello di avvistamento, con vista a 360° sulla città.

Sul camminamento di ronda, allietati dall’esecuzione di alcuni brani musicali a cura dei sassofonisti Simone Brusoni e Leonardo Cioni di La Filharmonie – Orchestra filarmonica di Firenze, sarà proposto – grazie a Bistrot 74 – un brindisi speciale.

Gli orari e i costi

L’appuntamento prevede l’accesso esclusivo alla Torre di Palazzo Vecchio con brindisi. Non è compreso l’accesso al percorso museale. La fascia oraria sarà dalle 19 alle 20:30. La durata è di 30 minuti. Questi gli orari: h19, h19.30, h20, h20.30.

Il costo è di 30 euro a persona.

Come prenotarsi

I posti sono limitati. La prenotazione è obbligatoria a questo link:
https://www.eventbrite.it/e/1981091454871?aff=oddtdtcreator
In caso di pioggia la cima della torre non sarà accessibile.

Per informazioni è possibile scrivere a [email protected] oppure telefonare allo 055-0541450.

A Firenze torna il Carnevale di Pace

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Torna a Firenze il Carnevale di Pace, l’appuntamento organizzato dall’Associazione Piazza San Donato in collaborazione con tre Quartieri della città, che ogni anno porta nelle strade della città un messaggio di pace, uguaglianza e convivenza, attraverso musica, danze e colori da tutto il mondo.

Quando si svolge il Carnevale di Pace

Il Carnevale di Pace 2026 è una festa popolare e collettiva che mette al centro i diritti umani, la dignità delle persone e il valore di una città aperta e solidale, invitando cittadine e cittadini di ogni età a partecipare a un grande corteo gioioso e inclusivo.
Quest’anno saranno 31 le realtà aderenti, tra associazioni, scuole di ballo e comunità straniere, a rendere vivo il corteo, testimoniando una Firenze plurale, interculturale e accogliente.
Il ritrovo è fissato per domenica 15 febbraio alle ore 14.30 in Piazza dell’Isolotto, da dove partirà il corteo.

Il percorso del corteo del Carnevale di Pace

Un grande corteo colorato per i diritti, la convivenza e l’inclusione partirà dal Quartiere 4 passando per il Quartiere 1 per concludersi nel Quartiere 5 con un gran finale.
Il percorso attraverserà la passerella sull’Arno, il Parco delle Cascine, sfiorerà la Manifattura Tabacchi e Piazza Puccini, per poi proseguire lungo via di Villa Demidoff e arrivare al Centro Commerciale San Donato.
Alle ore 16.30, nella Piazza del Centro San Donato, si terrà il gran finale con le esibizioni dei gruppi partecipanti.
Qui verranno esposti striscioni che raccontano il senso profondo della manifestazione:
“I diritti non hanno passaporto”, “L’Italia sono anch’io”, “Carnevale di Pace”, l’Articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e un messaggio che riassume lo spirito dell’iniziativa: “Chi vive a Firenze fa parte di Firenze”, frase che sarà al centro del messaggio finale in Piazza San Donato.

In caso di maltempo l’evento sarà rinviato a domenica 22 febbraio.

Una notte a Teheran, Cecilia Sala in scena al Teatro Verdi

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Dopo il successo della prima nazionale, Una notte a Teheran arriva in tournée portando sul palco il primo progetto teatrale live di Cecilia Sala, giornalista e autrice tra le voci più riconoscibili del giornalismo internazionale contemporaneo. Lo spettacolo, scritto e interpretato dalla stessa Sala, andrà in scena il 16 febbraio 2026 al Teatro Verdi di Firenze e segna l’incontro tra giornalismo narrativo e linguaggio teatrale.

Una notte a Teheran al Teatro Verdi

Una notte a Teheran Cecilia Sala nasce dall’esperienza del podcast quotidiano Stories, prodotto da Chora Media, e ne conserva l’essenza: una narrazione asciutta, immersiva e profondamente umana, capace di trasformare l’informazione in racconto emotivo. Sul palco, il giornalismo prende corpo e voce, diventando uno spazio condiviso in cui le storie attraversano il buio della notte iraniana, tra repressione, desiderio e resistenza.

Lo spettacolo alterna reportage e racconto intimo, sussurri e deflagrazioni, restituendo le testimonianze di una generazione che continua a cercare libertà anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Cecilia Sala dà voce a giovani iraniani che vivono ai margini delle regole imposte, costruendo reti sotterranee di linguaggio, musica e incontro, in una quotidiana forma di opposizione culturale. È un racconto che mette al centro la necessità di restare vivi, di non arrendersi alla paura.

Le storie raccontate da Cecilia Sala

Nel corso dello spettacolo, le voci raccolte sul campo si intrecciano al vissuto personale della giornalista, toccando anche l’esperienza del carcere di Evin, luogo simbolo della repressione iraniana dove la giornalista è stata detenuta. Un passaggio che aggiunge profondità e consapevolezza al racconto, trasformando la scena in uno spazio di memoria, ascolto e responsabilità.

Con le musiche di Clap Clap! e la regia di Bruno Fornasari, Una notte a Teheran si configura come un’esperienza teatrale contemporanea, capace di parlare a un pubblico ampio, non solo agli appassionati di teatro o di politica internazionale. La produzione è firmata Be Water Live, a conferma di un progetto che punta sulla qualità del racconto e sulla sua forza civile.

Attraverso questo spettacolo, Cecilia Sala porta il giornalismo fuori dai suoi confini tradizionali, dimostrando come l’informazione possa diventare materia viva, condivisa, capace di generare empatia e consapevolezza. Una notte a Teheran non è solo uno spettacolo, ma un invito ad ascoltare storie che spesso restano ai margini, restituendo loro spazio, tempo e voce.

Chi è Cecilia Sala

Giornalista italiana, tratta temi di cronaca internazionale, partecipando come ospite alle trasmissioni televisive Piazzapulita, Dimartedì, L’aria che tira e In altre parole di LA7 e Le parole di Rai 3. Ha lavorato con Michele Santoro a Servizio pubblico su LA7 ed ha collaborato con Vanity Fair, L’Espresso, la Rai e Will Media e nella redazione di Otto e mezzo su LA7. Dal novembre 2019 entra a far parte della redazione de Il Foglio. Dal gennaio 2022 diventa autrice e voce di un nuovo podcast, Stories, pubblicato quotidianamente su Chora Media

Info e biglietti sul sito del Teatro Verdi.

Solo un punto per la Fiorentina col Torino (FOTOGALLERY)

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La Fiorentina dovrà soffrire fino a fine maggio. Le profetiche parole del neo direttore sportivo Fabio Paratici hanno avuto conferma nella gara giocata contro il Torino. Solo un punto al termine di una partita con continui capovolgimenti di fronte. Prima il Torino in vantaggio poi la rimonta viola e la beffa finale. Per la Fiorentina l’ennesima occasione persa per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica. Vanoli lancia dal primo minuto Solomon e Brescianini. Baroni schiera, in attacco, il tandem Adams-Kulenovic.

Fotogallery

La partita

La Fiorentina che ritrova Kean dal primo minuto si fa subito arrembante proprio con l’attaccante ma il tiro finisce sul fondo. È sempre Kean ad essere pericoloso su una verticalizzazione di Fagioli ma l’azzurro scaglia il pallone in alto. Al 26’ cross di Ilkhan per la testa di Casadei che, tutto solo, beffa De Gea per l’1-0. Difesa inerme con errore di Dodò che tiene in gioco l’avversario. La Fiorentina ci prova due volte con Brescianini, poi con Mandragora, con Gudmundsson e con Kean ma Paleari è sempre pronto a parare.

Nella ripresa Vanoli sostituisce Gudmundsson con Harrison dopo pochi minuti. Al 51’ Gineitis perde palla, Mandragora la recupera e Solomon segna con un gran tiro che finisce al sette. Dopo pochi minuti Harrison serve Kean che sigla il 2-1. A questo punto i viola cercano di amministrare il vantaggio ma il Torino non demorde ed in pieno recuoero c’è una punizione di Gineitis. È Maripan il più abile ad anticipare tutti e siglare il 2-2 finale. Fischi del pubblico deluso consapevole di aver gettato al vento due punti preziosissimi per evitare la retrocessione.

L’allenatore

Deluso Vanoli a fine gara. “Il primo problema è che abbiamo preso gol e non possiamo andare sotto 1-0. Abbiamo avuto una reazione da grande squadra. I particolari ci stanno condannando, prima la Lazio, poi il Milan, è una stagione così. Il Torino è una squadra con una grandissima struttura, ma abbiamo messo in campo l’atteggiamento giusto. Fino alla fine – aggiunge – dovremo lottare sotto. Quando partono le punte a pressare devono salire anche i centrocampisti, Fagioli faceva fatica a capire quando uscire, però l’abbiamo rimediata. L’altro problema è che non abbiamo impedito questi cross che sono arrivati dalla destra”.