lunedì, 2 Novembre 2026
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Fiorentina-Bologna, sfida (anche) tra amministratori

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Il Football Club Palazzo Vecchio – presidente Giovanni Fittante, vicepresidente Marco Stella, allenatore Enrico Bertini, vice Francesco Bonifazi – vedrà in campo il sindaco Matteo Renzi, l’assessore Massimo Mattei, il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani e i consiglieri Leonardo Bieber, Stefano Bertini, Iacopo Cellai, Giovanni Fittante, Alberto Locchi, Massimo Pieri, Michele Pierguidi, Francesco Ricci, Emanuele Roselli, Massimo Sabatini, Marco Stella, Mario Tenerani. Fra i convocati anche tre “esterni”: l’onorevole Gabriele Toccafondi, il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e il consigliere regionale Paolo Marcheschi.

“La tradizionale squadra di Palazzo Vecchio – ha sottolineato il presidente Fittante – riprende la sua attività per rafforzare la capacità di stare insieme di tutti i gruppi politici presenti a Palazzo Vecchio, utilizzando le iniziative a scopo benefico anche per ribadire un messaggio positivo contro ogni forma di razzismo e violenza che si spesso si manifesta nelle competizioni sportive”.

 

Alla BiblioteCaNova arriva il “Bagdad cafè”

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L’obiettivo è quello di riscoprire la bevanda come chiave interpretativa e codice di comunicazione di un popolo, di una cultura.

Altri due gli appuntamenti in programma alle 17: il 23 gennaio ci sarà il rito del caffè, con preparazione e degustazione e uso di utensili della tradizione balcanica.

Il 30 gennaio, poi, la degustazione del cioccolato che passione, alla scoperta dei segreti della bevanda più antica della tradizione latino americana.

Informazioni al numero 055.710834 e sul sito http://bibliotecanovaisolotto.comune.fi.it.

 

Viola in campo, c’è la Coppa Italia

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Fiorentina in campo per la coppa Italia oggi pomeriggio. Al Franchi, alle 16, andrà infatti in scena la gara valida per gli ottavi di finale contro il Chievo, in una partita già da dentro o fuori, secondo le regole della competizione.

La formazione che il tecnico viola schiererà contro i veneti dovrebbe vedere Avramov in porta, una difesa composta da Comotto, Natali, Kroldrup e Gobbi; Donadel e Montolivo a centrocampo, poi il trio Santana, Mutu e Jorgensen dietro alla giovane promessa Babacar, che dovrebbe partire dall’inizio.

Per l’occasione, e dopo la cessione di Dainelli al Genoa, la fascia di capitano sarà affidata a Jorgensen. Chi passerà il turno tra Fiorentina e Chievo se la vedrà con la vincente di Lazio-Palermo, in programma questa sera alle 21.

A Borgo il Consiglio comunale dei ragazzi

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L’iniziativa coinvolge gli alunni delle 3 classi del tempo prolungato – 2° A, D e F – “per favorire la partecipazione attiva delle ragazze e dei ragazzi alla vita di comunità” – si legge nel regolamento che istituisce il “Consiglio comunale dei ragazzi” per l’anno scolastico 2009-2010.

Alle votazioni, ieri pomeriggio, hanno partecipato 71 alunni che, come in una regolare elezione, e dopo due mesi di campagna elettorale, hanno espresso nell’urna la loro preferenza. Oltre al sindaco (eletta con  37 voti su 71) e al vicesindaco (28 voti), il Consiglio comunale è composto da 18 membri: Salvatore Pio Aloisio, Belinda Burberi, Manlio Gottuso, Chiara Graziani, Giovanni Diluvio, Maira Innocenti, Vali-Adrian Joenica, Elissa Kondo, Emanuela Lapi ed Emanuela Malaj, Sara Manni, Niccolò Mignani, Leonardo Pacini, Niccolò Pasquini, Vincenzo Petrucelli, Benito Schimmenti, Melissa Tronconi e Sofia Senesi.

La squadra degli assessori c’è già, ed è formata dai candidati sindaci non eletti: Chiara Albisani, Francesco Colaianni, Sofia Colombi e Lorenzo Giovannetti. Primo non semplice compito che attende il neosindaco, assegnare loro le deleghe di Pubblica Istruzione, Ambiente e Urbanistica, Mensa e Salute, Sport e Politiche giovanili. A tutti i consiglieri e in particolare al giovanissimo sindaco il primo cittadino di Borgo, presente ieri all’elezione, ha rivolto un affettuoso “in bocca al lupo”, con l’invito a “fare le cose più utili per tutti”. E prossimamente le due giunte s’incontreranno.

“Progetto Tanzania”, due studentesse in Africa

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Due studentesse fiorentine in Africa per lavorare al “Progetto Tanzania”. Silvia Nannucci, 22 anni, e Chiara Francioli, 23 anni, studentesse del corso di laurea in Scienze agrarie per la sicurezza alimentare e ambientale dei tropici, della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze, partiranno domani sera, venerdì 15 gennaio, per raggiungere Itigi in Tanzania, dove rimarranno, la prima per 2 mesi e mezzo, la seconda per un mese e mezzo.

Le due ragazze svolgeranno uno stage formativo nell’ambito del “Progetto Tanzania”, iniziativa di solidarietà promossa dalla Cooperativa Agricola di Legnaia, in collaborazione con le onlus Pangea di Scandicci e Amici dei Missionari del Preziosissimo Sangue e con la Facoltà di Agraria di Firenze, che mira a sostenere le produzioni agricole e zootecniche dell’ospedale di Itigi e del Villaggio della Speranza di Dodoma, migliorando così anche le condizioni di vita della popolazione. In missione in Tanzania ci sarà anche Marco Puleo, enologo 26enne della Cantina sociale Colli Fiorentini di Montespertoli, che opererà alla Missione di Miuji, dove è in fase di realizzazione una cantina sociale fra i produttori locali.

“C’è un grande entusiasmo per questo progetto fra i nostri tropicalisti –  dice Giuseppe Surico, preside della Facoltà di Agraria -, perché rappresenta un’opportunità formativa eccezionale. In passato disponevamo di finanziamenti per i tirocini nei paesi in via di sviluppo, ma questi si sono assottigliati col tempo, per vari motivi. Per questo abbiamo scelto il sistema della borsa di studio, che ci ha permesso di selezionare gli studenti più motivati, garantendo loro un contributo di 600 euro, una cifra minima che è un premio per il loro impegno e la loro volontà di misurarsi concretamente sul territorio. La possibilità di inserirli in un progetto già avviato, che garantisce un punto di riferimento, anche per vitto e alloggio, costituisce per questo un elemento fondamentale”.

“La collaborazione con la Facoltà di Agraria – ammette David Bocciolini, presidente della Cooperativa Agricola di Legnaia – arricchisce il ‘Progetto Tanzania’, iniziativa che abbiamo avviato tre anni fa. I loro tirocinanti collaboreranno sul campo con Gabriele Maneo, il nostro agronomo in Tanzania, e con lui lavoreranno per lo sviluppo di nuove colture e per il miglioramento di quelle esistenti. L’idea di fondo dell’iniziativa è quella di consentire alle popolazioni locali di migliorare le condizioni di vita, insegnando loro nuove tecniche agricole, sostenendoli in questa fase di sviluppo”

PROGETTO TANZANIA. Con il Progetto Tanzania, la Cooperativa Agricola di Legnaia si è impegnata anche a destinare l’uno per mille del suo fatturato, circa 30 mila euro annui, alla Villaggio della Speranza di Dodoma,  impegnato nella prevenzione, cura e sostegno sociale per i bambini orfani affetti da Aids o figli di genitori malati, e all’ospedale di Itigi, unico vero presidio medico in una zona estremamente disagiata, e questa cifra potrà essere incrementata da quei soci e ‘Amici di Legnaia’ che vorranno mettere a disposizione dell’iniziativa una parte dei punti fedeltà e degli sconti ottenuti facendo acquisti nei negozi della Cooperativa.

Detenuto si suicida a Massa

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Ancora un suicidio in carcere: questa volta la tragedia è avvenuta a Massa. A togliersi la vita è stato un detenuto extracomunitario di 27 anni.

L’episodio è avvenuto la notte scorsa nel reparto di infermeria: l’uomo ha annodato un lenzuolo al tubo della doccia e si è tolto la vita.

IL BILANCIO. Dall’inizio dell’anno, sono già cinque i detenuti che si sono suicidati nelle carceri italiane, per le quali ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza.

 

Rifiuti, novità a Pian di San Bartolo

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Lungo la direttrice principale di Pian di San Bartolo, cioè la Statale 65 Bolognese, gli attuali cassonetti tradizionali, quelli che raccolgono i rifiuti di ogni genere, verranno sostituiti con cassonetti per la raccolta differenziata (indifferenziato, carta e cartone, campana multi-materiale e contenitore per abiti usati). Cambiamenti anche per le modalità di raccolta nelle strade adiacenti che vedranno l’implementazione del servizio grazie a un sistema di raccolta a bidoncini, suddivisi fra le varie tipologie di rifiuti (indifferenziato, carta e cartone, organico e campana multi-materiale).

In particolare, nella Strada Statale 65 Bolognese le attuali tre postazioni a cassonetti tradizionali (interno parcheggio fronte Via della Docciola, angolo Via dei Mandorli; spartitraffico via degli Olivi e fronte civico 45) saranno confermate e trasformate in cassonetti per la raccolta differenziata. Il servizio di svuotamento dei cassonetti verrà effettuato il lunedì, il mercoledì, il giovedì e il sabato per l’indifferenziata e il martedì e il venerdì per la carta. Le attuali postazioni a cassonetti tradizionali su via della Docciola, via dei Cipressini, via di San Bartolo e via delle Ginestre saranno trasformate in bidoncini a 2/4 ruote. Il martedì e il venerdì verrà effettuata la movimentazione dei bidoncini dell’indifferenziata, il mercoledì della carta, il lunedì e il giovedì dell’organico e, infine, il sabato verranno raccolti i rifiuti multi materiale. Tale cambiamento porterà all’interruzione, perché non più necessario, del servizio di porta a porta per la carta.

Il nuovo sistema di raccolta, che entrerà a regime entro la fine del mese di gennaio, porterà numerosi vantaggi sia alle persone che all’ambiente. Ogni cittadino avrà, infatti, nei pressi della propria abitazione una postazione di raccolta per la differenziata e grazie all’implementazione del numero delle postazioni di cassonetti per la raccolta differenziata ne aumenterà la produzione.

“Con questa operazione l’Amministrazione comunale insieme a Quadrifoglio sta portando avanti l’obiettivo di aumentare la percentuale di raccolta differenziata – dice Luciano Orsecci, Assessore all’Ambiente del Comune di Fiesole –. Questo tipologia di raccolta, che rappresenta un dovere civico, permettete il riciclaggio delle materie che costituisce la base per evitare sprechi e creare una migliore sostenibilità del nostro ambiente”.

Risparmio energetico, il kit anche negli uffici comunali

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Il kit potrà essere ritirato gratuitamente dai residenti del Comune di Fiesole in tre sedi del Comune: all’Urp (via Portigiani, 3), nella stanza del centralino al primo piano del Palazzo Comunale (piazza Mino, 26) dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e il giovedì anche dalle 16 alle 17 ,e negli uffici del Servizio ambiente (via San Francesco, 3) il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 17.

E’ possibile ritirare il kit del risparmio anche nelle Parrocchie e nelle Associazioni presenti nel territorio fiesolano. L’iniziativa rientra nella campagna di informazione e sensibilizzazione sul risparmio energetico “Fiesole s’illumina di più con il risparmio energetico”, organizzata dal Comune di Fiesole in collaborazione con “Il Mulino sull’Arno Srl” ed Enel.

Quel nemico chiamato Aids

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In città l’Aids colpisce più che mai

Solo stime, non esistono dati precisi attraverso i quali indagare l’incidenza del virus Hiv sulla popolazione fiorentina o toscana. Eppure le stime parlano di una Firenze balzata improvvisamente dal quinto al terzo posto in questa amara classifica, con 1.159 casi di Aids conclamata (quelli sì, documentati) e circa 2.400 sieropositivi presupposti. Cifre che collocano il capoluogo toscano ben al di sopra della soglia di incidenza considerata usuale, attestata sull’1 per mille. Stando a questi dati a Firenze si supererebbe il 2,7 per mille.

Un universo sommerso quello dei contagiati, sepolto da una coltre di pregiudizi e paure sedimentate negli anni. Dopo l’iniziale ondata mediatica, gli spot da elettroshock, i film da premio oscar e le iniziative di sensibilizzazione, è come se l’Aids fosse sprofondata nell’abisso in cui gli stessi mass media tendono a relegare tutto ciò che non fa più notizia. Primo dicembre a parte (ovvero durante la giornata mondiale della lotta all’Aids), se ne parla poco o punto. Sono rimaste le lezioni nelle scuole, quelle sì, per fare prevenzione tra ragazzi e ragazzini sempre più precoci e sempre meno avvezzi all’uso delle precauzioni (basti pensare che secondo alcune recenti statistiche solo il 40 per cento dei giovani tra 15 e 25 anni ne fa uso). Ma forse la prevenzione sbaglia bersaglio, o meglio dovrebbe ampliare il target, perché il maggior numero dei contagiati si colloca nella fascia compresa tra i 30 e i 45 anni. E sono più del 60 per cento coloro che scoprono di essere sieropositivi al momento del ricovero in ospedale, quando ormai l’Aids è conclamata.

Un ritardo che li costringe a ricorrere a cure più pesanti, con forti ripercussioni sulla futura qualità di vita. Nonché sulla spesa sanitaria. In media l’Asl spende 10mila euro l’anno per ogni malato di Hiv. E il conto lievita ad ogni giro: in Toscana si parla di 100 nuovi casi di Aids conclamata all’anno, che si vanno ad aggiungere a quelli già riconosciuti, la cui prospettiva di vita, con le nuove terapie, si è allungata. Ma la cura è tanto più efficace quanto prima il virus viene riconosciuto. Da qui il progetto lanciato dal Comune di Firenze, in collaborazione con la Asl 10 e la Lila Toscana, chiamato “Hiv-Aids, una malattia dimenticata”. La prima parte dell’iniziativa, quella che prevede una campagna di informazione a tappeto tra scuole, presidi Asl, autobus e via dicendo, è già partita.

Obiettivo quello di spingere coloro che si accingono a fare normali analisi del sangue ad effettuare, gratuitamente, anche il test per l’Hiv. “Lo scopo è quello di arrivare a 10mila test, in modo da capire la reale incidenza del virus sulla popolazione fiorentina – spiega l’assessore alle politiche sociali e presidente della Società della Salute Stefania Saccardi – e la novità sta proprio nel coinvolgere la cosiddetta popolazione normale, non soltanto le categorie a rischio, in modo da avere un dato reale e non soltanto stime basate su dati parziali”.

 

Ma a Casa Vittoria la vita continua

Casa Vittoria si trova lungo i viali di circonvallazione, luogo di passaggio per molti, ma in cui raramente ci si ferma a lungo. Gli automobilisti ci passano davanti tutti i giorni, augurandosi di arrivare il più in fretta possibile a destinazione, o almeno al semaforo successivo, senza guardarsi troppo intorno. Casa Vittoria – unica struttura del genere in Toscana convenzionata con la Asl – è una palazzina dedicata ai malati di Aids più fragili. Quelli che non hanno alle spalle una famiglia in grado di sostenere le cure, quelli che hanno perso il lavoro e non hanno un posto dove andare, quelli che sono stati gettati nello sconforto dalla scoperta della malattia quando era già in stato avanzato.

Qui i volontari della Caritas, loro sì, si fermano a lungo, ci passano le giornate e ricostruiscono una sorta di famiglia allargata. La vita si svolge come in una vera e propria casa, i ritmi, segnati dalle terapie, dalle riabilitazioni, dai riposi forzati, cercano di assomigliare il più possibile a quelli di una famiglia normale. E’ una piccola comunità, 12 i posti letto, di cui 7 convenzionati con l’Asl 10 e gli altri a carico della Caritas. Qui arrivano i casi più gravi, “ma solo una persona al momento è costretta a letto – racconta la dottoressa Luisa Sanvito, responsabile della struttura – mentre gli altri possono svolgere attività normali, seppur con qualche difficoltà”. E così si cerca di riportarli alla vita, quella vita in cui hanno perso la fiducia. Attraverso gite all’aperto, piccoli lavoretti, attività riabilitative. “Al centro del progetto c’è la persona nel suo complesso – continua la dottoressa Sanvito – non si tratta soltanto di terapie farmaceutiche, ma di un percorso personalizzato, basato soprattutto sulla relazione umana che si viene a creare”.

Da quando ha aperto, venti anni fa, Casa Vittoria ha accolto 119 persone, 94 uomini e 25 donne, e ne ha accompagnate alla morte 62. Solo negli ultimi 12 mesi la “famiglia” ha perso tre pezzi, due giovani sulla trentina e un uomo di circa 60 anni. Già, perché i malati che arrivano ultimamente sono in gran parte sulla sessantina, un dato che emerge anche dalle statistiche e che getta una luce diversa sulla diffusione della malattia. “Non esistono categorie a rischio, ma comportamenti a rischio – sottolinea la dottoressa –  la percezione del rischio si è abbassata”. I

casi meno gravi (persone sieropositive, ma non in Aids conclamata) vengono ospitati invece a Casa Helios, un’altra struttura gestita dalla Caritas. Anche qui si respira il clima di una comunità, in cui ognuno tenta di sconfiggere i propri demoni, quelli di un marchio, di un’esclusione sociale, ricominciare da capo. Non è facile, ma a volte succede. “Uno di loro si è sposato proprio pochi giorni fa” racconta la Sanvito. E i suoi occhi velati da un po’ di commozione sono più che comprensibili.

Anche gli oggetti vanno in albergo

Un albergo silenzioso che non risente della crisi. Un “ricovero” per oggetti di qualsiasi forma e dimensione. L’Hotel delle cose, il grande palazzo giallo che s’affaccia su via Baccio da Montelupo, è un luogo che non assomiglia a nessun altro. Una lunga serie di box (da 2 a 300 metri quadri) che si trasformano all’occorrenza in garage, librerie, archivi e semplici “sgabuzzini”.

Ogni locale col suo volto, il suo odore e le sue storie. Una scelta imprenditoriale che s’è dimostrata vincente anche in altre parti d’Italia, e che il gruppo Carcano, attivo nel settore dei trasporti, sembra voglia replicare nella zona di Firenze sud. “Le richieste non mancano” spiega Filippo Fallai, che insieme a Mirko Degl’Innocenti porta avanti la struttura. “C’è chi trasloca e cerca una sistemazione temporanea per le proprie cose e chi ha bisogno di uno spazio ulteriore per la propria professione”. Poi, continua: “Ci sono i collezionisti e quelli che trasformano i box in un archivio. Senza dimenticare – conclude – che molti ricorrono ai nostri locali per puro sentimentalismo, per non staccarsi dagli oggetti cui sono maggiormente affezionati”.

In alcuni casi, ad ogni modo, il valore emotivo va di pari passo con quello economico. Non mancano auto d’epoca e preziosi oggetti d’antiquariato, tutti protetti da un avanguardistico sistema d’allarme. I prezzi vanno da 50 euro mensili più Iva (per un box di quasi 2 metri quadri) fino a raggiungere cifre consistenti per i locali più grandi. Otto metri quadri, per esempio, arrivano a costare oltre duecento euro al mese. Per i box di oltre cento metri quadri si va fuori listino: “Ma quanto si spende per affittare un magazzino in proprio? – dice Filippo Fallai – La nostra carta vincente è proprio questa. A patto che sia legale i nostri locali sono a disposizione per qualsiasi attività”.

Un luogo singolare, l’Hotel delle cose, una sorta di combinazione tra un deposito e un albergo vero e proprio, dove gli oggetti si trasformano in ricordi perpetrando vite e storie passate. A pochi metri dall’ingresso, dopo una breve rampa di scale, c’è anche un’esposizione di modernariato (periodo 1920-1980) curata da Giovanni Guerri: “Vorremmo allargare l’offerta – racconta ancora Fallai – magari ospitando vere e proprie botteghe artigianali, sulla scia di quanto sperimentato nei nostri centri di Bergamo e Brescia. Il sogno è accompagnare all’attività di trasloco e deposito quella di opificio, innescando un circolo virtuoso che si contrapponga alla meccanicità dell’usa e getta”.