sabato, 9 Maggio 2026
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Emo, una moda rischiosa

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Una tendenza che affascina i giovani

Il ciuffo stirato di sbieco a coprire un occhio, jeans strettissimi su gambe come giunchi, il tutto condito da accessori borchiati o a strisce colorate. Vaghe reminescenze di punk, qualche cresta che rispunta, assieme all’occhio bistrato, anche e soprattutto per i ragazzi. Si fanno chiamare “emo”, che sta per emozione, e hanno in genere tra i 14 e i 19 anni.

Si fa presto a bollare tutto come moda adolescenziale, ma sotto alla crosta delle t-shirt dal sapore gotico e delle Converse ai piedi si nasconde un mondo intero, una sorta di “filosofia di vita” che ha contagiato molti ragazzi. Non solo un modo di vestire, ma un modo di pensare ed agire, che a volte fa un po’ paura, specie a chi, come i genitori, li osserva dall’esterno e non riesce a capire. Capire da dove nasce tutta questa tristezza, questa disperazione.

Se emo significa emozione, i ragazzi emo non fanno mistero di quello che provano, anche se questo significa piangere davanti agli amici o baciare persone dello stesso sesso, e magari essere emarginati proprio da quel gruppo che si riteneva amico. O addirittura arrivare a farsi del male, procurandosi dei tagli sulle braccia o sulle gambe con le lamette da rasoio. Una richiesta di aiuto, la manifestazione di un disagio insostenibile, che però purtroppo rischia di essere trascinata nel gorgo della “moda”, della tendenza, del “fa figo”.

Come spesso succede per i trend giovanili, anche questo nasce dalla musica e, come altrettanto spesso accade, si diffonde a macchia d’olio a partire dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Il genere musicale è quello “emocore”, che emerge negli anni ’80 smarcandosi dal punk e dal grunge e mira ad emozionare il pubblico, appunto, a strappare dal petto delle sensazioni forti. Le sonorità sono ancora quelle del punk rock, ma in chiave più moderna e più melodica. La musica emo si evolve e si dirama in più filoni con l’andare del tempo, fino ad accogliere gruppi come i Tokio Hotel, con il loro leader che sembra uscito da un manga giapponese. E nel frattempo la parola emo diventa sinonimo di uno stile ben riconoscibile, anche sulle strade di casa nostra, sui nostri autobus e nelle scuole.

Ma soprattutto online, perché è attraverso i blog e le community che gli emo si cercano e si riconoscono, pubblicano foto, video e post, a volte dal retrogusto inquietante. Pare che gli emo abbiano sottratto la scena ai seguaci dello stile gotico, in questo campo. Se fino a poco tempo fa l’opinione pubblica si scandalizzava per le canzoni di Marylin Manson e per i suoi epigoni, adesso la stampa si infiamma per il messaggio lanciato su MySpace da un ragazzino emo che annunciava online il suicidio. “Non sarò un vero emo finché non sarò morto”.

E sotto questa dichiarazione una serie di commenti da far rabbrividire: dai “ci mancherai”, a quelli che solidarizzavano con la scelta, a quelli che dicevano “Se gli piaceva quella musica si è dato quel che si meritava”.Tralasciando il fatto che colui che annunciava il gesto estremo si sia connesso il giorno dopo per controllare cosa gli avevano scritto i suoi amici in bacheca, rivelando così un profondo bisogno di attenzione, la questione è seria e va assumendo contorni sempre più delicati, se anche parlamentari e esponenti politici di diversi paesi si sono presi la briga di parlare del “fenomeno emo”.

A far discutere in Italia sono stati alcuni siti internet contenenti immagini di giovani con tendenze autolesioniste che, muniti di lametta, spiegavano come e dove tagliarsi. Anche se per essere emo ed emozionarsi non è necessario arrivare a questo punto, come gli stessi ragazzi dichiarano, il rischio è che farsi del male diventi pericolosamente di moda. Emo finirebbe per significare soltanto emulazione.

“E’ potenzialmente molto pericolosa”

Parla Patrizia Santovecchi, presidente Osservatorio Nazionale Abusi psicologici

Come accade per altre tendenze giovanili, anche per il fenomeno Emo ci sono delle zone d’ombra, dei punti di grigio dove si annebbia il confine “tra il bene e il male”. Se per qualcuno si tratta solo di uno stile di vita tutto sommato innocuo, per altri ragazzini -e sono tanti anche dalle nostre parti- lo stile Emo si trascina dietro i rischi di una deriva pericolosa, che a volte sfocia addirittura all’autolesionismo.“Fare una stima di quanti sono i ragazzi e ragazzini che si identificano nel movimento Emo è difficilissimo, ma sicuramente si tratta di una tendenza molto diffusa. Basta vedere come aumentano a vista d’occhio i siti sull’argomento” spiega Patrizia Santovecchi, presidente nazionale dell’ ONAP –  Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici.

Ma quanto è pericoloso il fenomeno? “Potenzialmente molto, comunque ruota intorno al sangue, è un movimento che si rifà al decadentismo e ai poeti maledetti, anche se molti dei giovanissimi che vi si riconoscono non ne sono consapevoli. Cosa ancora più grave, gli Emo inneggiano in ultima ipotesi al suicidio –  continua Santovecchi, che chiarisce che “spesso i più giovani sono attratti dagli amici più grandi, che sono già Emo e sembrano i più “fighi” del gruppo, poi iniziano con il cambiare l’abbigliamento e la pettinatura e presto arrivano i primi tagli sulle braccia”. Quello che sembra apparentemente inconcepibile e che rasenta l’autolesionismo, però, esercita un’attrazione molto forte sui ragazzini più suggestionabili che, oltre a doversi infliggere questi tagli per dimostrare di appartenere al gruppo facendo uscire il sangue  –  emo, appunto – ne traggono una sensazione di calma, come se il taglio placasse l’ansia e l’agitazione. Quindi dall’effetto positivo del taglio nasce una specie di dipendenza, come se si trattasse di una droga, riferisce Santovecchi.

Ma come può un genitore accorgersi della deriva Emo del figlio? Spiega la presidente dell’ Onap: “Nel giovane che si sta avvicinando al fenomeno Emo cambia prima di tutto l’atteggiamento, poi il modo di vestirsi e pettinarsi. In una seconda fase si vedono anche le prime cicatrici dei tagli. Poi il giovane passa il tempo su internet sui siti Emo. Effettivamente il fenomeno si riconosce facilmente, perché l’esteriorità è fondamentale per dimostrare la propria appartenenza”. Come si possono aiutare i ragazzini Emo? “Non ci sono ancora centri specializzati, ma anche da noi, presso l’Osservatorio per gli Abusi Psicologici, si possono trovare professionisti che conoscono il fenomeno e possono dare una mano. Chiaramente all’inizio il ragazzo negherà di essere coinvolto in una tendenza potenzialmente pericolosa e tenterà di minimizzare, magari dicendo che è solo una moda, e di appellarsi alla sua libertà. Come abbiamo già detto, però, il fatto che in ultima istanza il movimento Emo consideri la possibilità del suicidio come atto ultimo libertario lo rende pericoloso”.

Infine, cosa spinge un ragazzo a diventare Emo, a tagliarsi le braccia e aspirare, almeno idealmente,  a togliersi la vita? “Da un lato l’insicurezza che è tipica dell’età adolescenziale, durante la quale i ragazzi sono più soggetti a diversi tipi di influenze, dall’altro il fatto che i nostri giovani sono molto esposti a comunicazioni di tutti i tipi, dai video ai film alle pubblicità e alla musica, che incitano a superare i limiti, ad amare gli eccessi e sfoderare tutta la propria carica aggressiva”.

E’ il tempo del mattone

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 “E’ il momento di comprare casa”

Molte volte, in questi ultimi mesi la parola “crisi” è stata detta, scritta, ascoltata e letta. Che ci sia, l’abbiamo constatato tutti. E non è un mistero per nessuno che il mercato immobiliare ne abbia risentito. Basta sfogliare tra gli annunci di vendita per rendersi conto che i prezzi delle case, rispetto a qualche tempo fa, sono diminuiti. E allora, suggeriscono gli esperti del settore, questo potrebbe essere il momento buono per comprare. Come dire, è l’altra faccia della medaglia.

Nel secondo semestre del 2008 il mercato delle compravendite immobiliari si è contratto bruscamente. E chi in questo settore lavora ogni giorno, ha le idee chiare sulle cause dei cambiamenti in corso. “C’è stata una congiuntura di tre elementi, che ha fatto sì che il mercato degli immobili si sia ridotto” spiega un agente immobiliare da anni nel settore. E questi tre elementi si spiegano rapidamente “Le case erano diventate troppo care, le persone avevano un ridotto potere d’acquisto e infine i tassi dei mutui avevano iniziato ad alzarsi”. Il risultato, prosegue, è che, volenti o nolenti, i prezzi delle case hanno iniziato a scendere. Basta scorrere gli annunci, o fermare lo sguardo sulla vetrina di un’agenzia immobiliare, per rendersene conto.

E’ come se Firenze, che aveva abituato i suoi cittadini a cifre veramente esose, avesse deciso di rallentare un attimo la sua corsa. E allora, ecco l’altro volto della crisi. “E’ il momento giusto per fare buoni affari- spiega un altro agente immobiliare fiorentino- perché i prezzi non solo si sono abbassati, ma sono diventati anche più trattabili”. Questo vuol dire che se prima tra il prezzo proposto dal proprietario e quello a cui effettivamente veniva ceduto l’immobile c’era poca differenza, adesso il margine di contrattazione è cambiato. E di parecchio: “In alcuni casi la trattabilità del prezzo arriva anche al 20 per cento”.

Questo, per capirsi, significa che per una casa il cui prezzo di vendita iniziale è di 200 mila euro trattabili, quello finale può essere anche di 160 mila euro. “Questo scarto diminuisce in modo inversamente proporzionale al valore dell’immobile”. Vale a dire, cioè, che sugli immobili di pregio, ad esempio, si tratta di meno, mentre su quelli “normali” si può arrivare a compromessi. Per rialzarsi, insomma, il mercato immobiliare è diventato più elastico.

E questo, per chi vuole comprare o cambiare casa (e per chi vuole investire nel mattone) significa risparmio. Con un po’ di accortezza si riescono a fare ottimi affari. Gli esperti del settore consigliano qualche regola, per chi deve vendere e per chi deve comprare. “E’ essenziale fare affidamento su agenti professionisti”. Che sono iscritti a ruolo, e che figurano in un registro apposito della Camera di Commercio. “Normalmente, in una città come Firenze- prosegue l’agente immobiliare- chiedono tra il 2 e il 3 per cento sul prezzo a cui viene venduto l’immobile”. Altro consiglio, per chi deve vendere, è di non lasciare le case sul mercato se non si ha reale esigenza di cederle: “Si rischia altrimenti che l’immobile, rimanendo invenduto a lungo, si svaluti, un po’ come se perdesse di credibilità”.

Un altro accorgimento importante è quello di non affidare l’incarico della vendita a troppe agenzie contemporaneamente. “In questo caso si rischia altrimenti che non tutti seguano la stessa linea, e magari propongano prezzi differenti tra loro per la stessa casa”.  E chi si accinge a vendere casa “deve anche cercare di lasciare un buon margine di trattabilità, senza imporre un prezzo rigido e non soggetto a trattative, perché in questo momento l’andamento del mercato impone questo”.

 

I trucchi per scegliere quella giusta

Quando arriva il momento di cambiare casa, oppure di comprarsene una per la prima volta, si viene regolarmente assaliti da mille dubbi e incertezze. L’offerta è talmente vasta che si rischia di passare le giornate con gli occhi puntati su un annuncio senza risolversi. Gli agenti immobiliari hanno invece le idee molto più chiare: “Quando si arriva a scegliere un immobile i fattori determinanti che si tengono in considerazione sono essenzialmente tre”.

La zona, per prima. “Il luogo di ubicazione dell’immobile viene tendenzialmente scelto in base alla vicinanza con la propria sede di lavoro e con i familiari”. E dunque, considerando anche che i tempi di spostamento da una parte all’altra della città raggiungono spesso lunghezze bibliche, è bene fare questo tipo di calcolo per iniziare a depennare immobili che non  ci soddisfano in questo senso.

“La tipologia dell’immobile è un altro fattore che guida la scelta di chi deve comprare- aggiunge l’agente immobiliare- una camera in più o in meno, l’esistenza di un posto auto o quella di un bagno in più, spesso sono discriminanti”.

Le case presenti sul mercato sono le più disparate: si va dal monolocale per cuori solitari in cerca di capanna, alla villetta monofamiliare che ha il sapore d’un sogno. “ Un’ottima opportunità-prosegue l’agente immobiliare- è quella delle nuove costruzioni”. Case nuove di zecca, mai abitate prima, personalizzabili in corso d’opera. “Hanno prezzi sempre più abbordabili- aggiunge l’agente- perché vengono costruite in base al panorama finanziario attuale: chi le costruisce conosce bene l’andamento del mercato”. Altro aspetto che le rende appetibili, è la modernità degli impianti interni, naturalmente costruiti a norma. “Si tratta di case che avranno un bisogno di manutenzione minimo per lungo tempo”.

E l’agente immobiliare sfata una paura che spesso si lega all’acquisto di una casa che ancora deve sorgere, o che sta sorgendo: “Le norme attuali sono molto severe, i costruttori depositano una fideiussione e per questo non si deve temere di comprare una casa che alla fine non verrà costruita o consegnata”. Un’ulteriore opportunità è quella di acquistare un appartamento appena ristrutturato: “Anche in questo caso chi compra ha la certezza di non dover metter mano all’ immobile- spiega l’agente immobiliare- e le ristrutturazioni di ultima generazione sono fatte con molto gusto, spesso con l’uso di parquet, cotto e travi a vista”. Infine (ma “infine” si fa per dire), il fattore prezzo gioca un ruolo determinante.

“Si acquista e si cambia casa in base ai soldi che si hanno in tasca- conclude l’agente– Per  questo, quando si arriva a fare i calcoli, occorre mettere in conto che oltre alle spese d’acquisto, ci sono tutte quelle aggiuntive e scegliere in modo oculato”.

 

Nonna fa fuggire truffatore

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E’ successo ieri, a Firenze, secondo un copione che purtroppo si ripete spesso. Qualcuno suona, inventa una scusa, e si tende a credergli.

Ma l’anziana in questione non si è fatta ingannare a lungo, insospettita dallo strano comportamento del sedicente poliziotto. Non ha bevuto la scusa del controllo anti-ladri e l’uomo, accortosi delle perplessità dell’anziana ha pensato bene di darsela a gambe.

La donna ha subito avvertito la figlia, ed è stata mobilitata la polizia. Per fortuna, comunqe, il truffatore (italiano e sulla trentina secondo la descrizione della sua quasi-vittima) non aveva fatto a tempo a portar via nulla dalla casa.

Va in scena “Vite vendute”

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Quando diventare operaia della Lebole era un sogno, quando la coscienza popolare si arricchiva di consapevolezza e di diritti.

Aprirà il sipario martedì 17 alle 21  “Figlia di una vestaglia blu”, il romanzo in cui la scrittrice Simona Baldanzi intreccia la memoria legata al duro lavoro della madre con la vita, una storia legata al movimento operaio.

Si andrà, poi, a Prato il 20 e il 21 dove si metterà in scena “Stracci”: non si tratta di un documentario né di una storia vera, ma rispecchia l’esigenza di fare i conti con il lavoro, anche quello duro. Si prosegue con “Cent’anni” presentato da l’Arca Azzurra sulla storia di una famiglia di mezzadri toscani attraverso un secolo di storia, grazie anche alla raccolta di testimonianze. Poi il Teatro dell’Elce, il 3 e 4 marzo, presenta “Cinquanta”, la fotografia dell’Italia del boom economico. Fino alla “Fabbrica delle donne” ( 6 e 7 marzo ) che racconta Iaq prima notte dopo la chiusura dello stabilimento di Arezzo.

Gli spettacoli della rassegna sono stati presentati stamani in Palazzo Vecchio dall’assessore alla cultura Eugenio Giani insieme ad Angelo Savelli della compagnia Pupi e Fresedde, al presidente dell’Sms di Rifredi Giovanna Malgeri, al segretario Cgil Firenze Mauro Fuso ed alcuni attori.

Rapina straniere, arrestato

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Le aveva avvicinate, molestate e aveva tentato approcci sessuali, ripiegando poi sullo scippo della borsa di una delle due giovani.

Poi si è dato alla fuga, ma le due ragazze hanno fermato una volante della polizia che lo ha inseguito e bloccato poco oltre, nella Volta dei Peruzzi.

L’uomo, 29enne, ha una fedina penale lunga e fitta di reati, dal tentato omicidio, alle lesioni, al furto, allo spaccio di stupefacenti. E’ clandestino: le sue vittime lo hanno riconosciuto e ora per lui si sono aperte le porte del carcere, con l’accusa di rapina e una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale

 

“Il pareggio non ci basta”

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L’infortunio di Santana e la squalifica di Felipe Melo potrebbero aprire le porte a Marco Donadel. Il centrocampista avrebbe buone chance di partire da titolare nella delicata sfida con il Genoa a Marassi. “Spero di giocare col Genoa, sto molto bene. Sarà una partita importantissima, sembra una gara da dentro-fuori, vale 6 punti e andremo lì come fosse una finale”.

La Fiorentina troverà una bolgia a Marassi, i rossoblù cercheranno di riscattare la brutta sconfitta subita domenica scorsa con la Roma. “Il Genoa ha giocatori forti e gioca bene, il loro punto di forza è lo stadio e l’entusiasmo è la loro arma. Loro partiranno a mille.”

Per Donadel il fatto che la Fiorentina pareggi poco (quest’anno in campionato è successo solo con Juventus e Inter, entrambi al Franchi) è una nota positiva: “Credo sia un bene per noi, siamo una squadra che non si accontenta e cerca sempre di vincere, a volte rischiando.”

Ancora cantori per Dante

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Ancora un’opportunità per essere selezionati per leggere Dante in pubblico. Non tutte le persone interessate a diventare un “cantore”, infatti, hanno potuto presentarsi la settima scorsa alle iscrizioni per partecipare alla quarta edizione di “All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze”, ed essere così protagoniste, il prossimo maggio, della grande lettura in simultanea della Divina Commedia a Firenze.

Ma niente paura, perchè Cult-er, promotore dell’iniziativa – organizzata nell’ambito del Genio Fiorentino, in collaborazione con la Provincia di Firenze – ha deciso per questo motivo di organizzare un altro pomeriggio di selezioni. L’appuntamento è giovedì 12 febbraio, dalle 17 alle 20, al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111/r).

Più sicurezza per chi lavora in autostrada

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Un’intesa per tutelare coloro che in autostrada ci lavorano. E’ quella siglata da Regione Toscana, Prefetture di Firenze, Arezzo, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, società Autostrade per l’Italia Direzione IV tronco, Confindustria Toscana e organizzazioni sindacali presenti in ambito autostradale (Filt-Cgil, Fit_cisl, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl-Ausiliari del traffico), con l’obiettivo di promuovere la sicurezza e la salute dei lavoratori sulla piattaforma autostradale di competenza della Direzione IV tronco, nel territorio della regione Toscana.

Il protocollo, approvato dalla giunta regionale su proposta degli as sessori Enrico Rossi (Diritto alla salute) e Riccardo Conti (Trasporti), è stato firmato oggi a Firenze, nella sede della Prefettura, dai rappresentanti di tutti gli enti interessati. In particolare, è prevista l’istituzione di una commissione tecnica, composta dai rappresentanti di tutti gli enti firmatari dell’intesa, che lavorerà per promuovere la sicurezza e la salute dei lavoratori, e per tracciare un comportamento comune, valido in tutto il territorio regionale, riguardo all’applicazione di leggi e norme, anche attraverso l’elaborazione di linee guida e buone prassi.

“In seguito alla tragedia di Barberino dell’ottobre scorso– ricorda l’assessore Enrico Rossi – abbiamo preso l’impegno di fare del 2009 un anno di svolta per la sicurezza sul lavoro in Toscana. Cominciamo subito e bene con questo accordo che ci permetterà di lavorare in modo integrato per risolvere i problemi specifici che si presentano nel corso delle opere di cantierizzazione, manutenzione e gestione della piattaforma autostradale e quelle di gestione della viabilità e del traffico. Punti importanti dell’intesa sono il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e l’attenzione rivolta ai lavoratori delle imprese che operano in appalto.”

“La Toscana sta vivendo un momento senza dubbio importante per lo sviluppo delle sue dotazioni infrastrutturali – aggiunge l’assessore alle infrastrutture, Riccardo Conti – In una regione come la nostra, impegnata nel rendersi sempre più accessibile grazie alla realizzazione e potenziamento di grandi opere, è fondamentale mantenere alta l’attenzione alla sicurezza e salute dei lavoratori del settore. Le attività di informazione previste contribuiranno inoltre a sensibilizzare i cittadini e a diffondere una vera cultura della sicurezza.”

“L’accordo di oggi chiude un’azione che ha impegnato i prefetti della Toscana per oltre un anno e mezzo – ha detto il prefetto di Firenze, Andrea De Martino – e che ha portato a irrobustire il sistema della sicurezza nei cantieri delle grandi opere. Ricordo, tanto per citarne alcuni, i protocolli siglati con Rete Ferroviaria Italiana per l’Alta Velocità, con Cavet per la Terza Corsia Autostradale, con province e comuni per la FI- PI-LI, con ANAS e Terna per gli interventi previsti dalla legge obiettivo. Con l’iniziativa odierna ci si prefigge di raggiungere in particolare tre finalità: aumentare i controlli della Polstrada sulla regolarità dei cantieri allestiti in autostrada, migliorare la comunicazione pubblica verso gli utenti per segnalare la presenza dei lavori in corso, accrescere la cultura della salute e della sicurezza delle imprese e dei lavoratori per sviluppare una maggior percezione del rischio in ambiente lavorativo”.

“A Castello entro il 2012”

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Prima della fine del 2012, dunque, la scuola sottufficiali dei carabinieri cambierà “casa” e si trasferirà a Castello. E’ quanto ha detto l’assessore alla cultura Eugenio Giani a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della scuola sottufficiali avvenuta ieri, dove l’assessore Giani è intervenuto a nome dell’amministrazione comunale.

“Si tratta di una scuola importante – ha detto Giani- che opera in città dal 1920 e oggi particolarmente attuale. Ancora di più lo sarà con la realizzazione della nuova scuola in cui cantieri sono già molto avanti nell’area di Castello, al punto da ritenere realistico il trasferimento da piazza stazione nel 2012. E’ un fatto importante che consentirà ogni anno di avere 2000 allievi sottoufficiali dei carabinieri che si formano in modo permanente a Firenze, per poi raggiungere le destinazioni operative in tutta Italia”.

L’assessore Giani ha poi ribadito il ruolo di Castello come luogo ideale per la futura scuola, “con spazi adeguati e condizioni ottimali perché i giovani futuri marescialli possano vivere il clima del campus formativo e quindi avere un buon rapporto con Firenze che li accompagni tutta la vita. A Firenze – ha proseguito Giani – saranno concentrate le attività che oggi si svolgono oltre che nella nostra città anche nella scuola nazionale di Velletri, ed è quindi comprensibile che gli spazi siano ampi e con servizi adeguati. In particolare, in questi giorni sono partiti i lavori per la costruzione dello stadio all’interno della scuola che con una capienza di circa 7000 posti a sedere sarà importante anche per gli eventi aperti alla cittadinanza”.

Giani ha infine ribadito che “si tratta di una delle nuove opere di Firenze che stanno giungendo a compimento che mostreranno il volto della città della Firenze futura, punto di riferimento per le attività internazionali”.

Partono i notiziari sul traffico

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“Si tratta di un sistema complesso che integrerà informazioni sulla mobilità, sul meteo, sui lavori stradali e che permetterà al cittadino di evitare di trovarsi in situazioni di disagio“, ha dichiarato il Presidente Renzi, il quale ha aggiunto che “questo progetto, sul quale si è insistito e creduto molto, fa parte di un percorso fondamentale per la Provincia e le istituzioni, finalizzato alla corretta informazione su viabilità, ritardi e disagi e che consentirà di vivere in modo più evoluto. Inoltre, dopo una fase iniziale in cui si trasmetteranno gli aggiornamenti relativi alla Fi.Pi.Li., si procederà ad una copertura di circa 400 km di strade”. Sui costi, Renzi ha precisato che “ la Provincia ha investito circa 150 mila euro ”.

All’incontro erano presenti anche i dirigenti della società Autostrade i quali hanno sottolineato la maggiore importanza dei filmati rispetto alle informazioni descritte oralmente ed il connubio che si verrà ad instaurare tra questo servizio ed il fattore sicurezza, il quale non potrà che beneficiarne.

Il format sul traffico prevede la creazione di notizie a cui si possono associare tre contenuti diversi: animazioni 3d, immagini dalle telecamere in diretta e cartine della zona interessata. La redazione registrerà cinque lanci al giorno che avranno una durata media di un minuto e mezzo. I lanci verranno poi inviati alle 13 emittenti locali ( 8 televisive e 5 radiofoniche ) le quali provvederanno alla messa in onda all’interno dei loro palinsesti.

L’avvio delle trasmissioni è previsto per domani, 12 febbraio, alle ore 8.00.