venerdì, 29 Agosto 2025
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Jovanotti, un concerto da record

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Un concerto mai banale che rompe gli schemi dei soliti show: imponente nell’allestimento scenico, con uno schermo che accompagna, disegna e enfatizza tutto quello le parole di Jovanotti raccontano.

Uno splendido insieme di immagini e suoni che mostrano la sensibilità dell’artista, determinato a voler offrire uno spettacolo completo, capace fare ballare tutti agli splendidi ritmi della sorprendente doppia batteria di Mylious Johnson e Gareth Brown e dell’immancabile basso di Saturnino.

C’è spazio per pensare e per sognare, con le romantiche ballate che hanno accompagnato la carriera del “Jova” che chiude il concerto con uno splendido omaggio a Domenico Modugno che tiene il tempo sul megaschermo mentre Lorenzo canta la sua “Piove”.

C’è spazio perchè la vita personale dell’artista tocchi tutti da vicino, con la tragedia del fratello tragicamente scomparso pochi mesi fa, raccontata con le lacrime ad un pubblico attonito; c’è la gioia di avere tutta la famiglia tra il pubblico ad applaudirlo e i disegni della sua piccola Teresa che accompagnano i titoli di coda.

Jovanotti – Safari Tour 2008

Jovanotti – Safari Tour 2008

jovanotti concerto

La musica del cuore per Emergency

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Si tratta di un appuntamento culturale, artistico ed informativo che avrà cadenza annuale ed i cui ricavati saranno interamente devoluti a progetti umanitari. Per questa prima edizione sarà protagonista Emergency che si occuperà autonomamente di investire la donazione nell’ospedale di cardiochirurgia di Khartoum in Sudan, struttura che gode di un appoggio significativo anche da parte della Regione Toscana.

La serata alternerà momenti di spettacolo con finestre informative dove gli operatori di Emergency illustreranno la loro attività. Lo show sarà diviso in due parti: la prima, “Canzoni per il cuore e per la testa” prevede l’esibizione live di un gruppo musicale formato da professionisti locali guidati dalla voce di Barbara Innocenti, ideatrice e organizzatrice della serata; la seconda “Ballando alla vita” propone le esibizioni di quattro scuole toscane di ballo con gran finale del Dj latino Caramelo.

Al Saschall in occasione de “La musica del cuore” verrà allestita una mostra fotografica di Emergency mentre la Scuola Internazionale Comix (Firenze) esporrà le migliori opere delle edizioni passate di “Matite per la pace”, concorso di fumetti.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura.

I biglietti d’ingresso (15,00 euro) potranno essere acquistati anche in prevendita presso tutti i punti del Circuito Regionale Box Office.

La Fiorentina WP stecca anche a Catania

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L’Orizzonte Catania si è imposta per 11-8 anche alla Nesima, dominando tutta la partita e lasciando pochissimo alle ragazze di De Magistris.

Dopo i primi due tempi senza storia, nei quali il Catania ha preso il largo, arrivando fino ad un secco 6-1, e nei quali Stieber e compagne hanno sbagliato anche due rigori (con Dravucz e la stessa Stieber), nel terzo e nell’ultimo periodo è arrivata una timida reazione della Fiorentina Waterpolo, ma era ormai troppo tardi. Nel computo delle partite il Catania si porta sul 2 a 0 e venerdì 16, alle 18.30, alla Nannini il Catania ha la possibilità di chiudere il conto anzitempo.

Niente è però ancora compromesso come sottolinea Gianni De Magistris: “Mi dispiace molto perché abbiamo giocato veramente male – ha commentato il tecnico a fine gara – meritando la sconfitta. Onore a Catania che ha sbagliato poco meritando la vittoria. Anche l’arbitraggio è stato buono; dispiace perché se avessimo avuto gli stessi arbitri anche in gara 1, forse l’esito sarebbe stato diverso. Comunque – ha concluso De Magistris – ancora non è finito niente a da venerdì proveremo ad iniziare la rimonta”. Per le gigliate da segnalare la tripletta della Casanova, la doppietta della Frassinetti e le reti di Lavorini, Stieber e Dravucz. Tra le etnee ha brillato la Zanchi con tre reti. Doppiette per di Mario e Gil e gol di Miceli, Bosurgi, Ragusa e Campbell.

Crescono i lavoratori immigrati

“La Toscana, già oggi, si colloca ai primi posti nella graduatoria nazionale. Grazie all’apporto degli immigrati, infatti, la società toscana riesce già oggi a rispondere a una serie di bisogni, sia sul piano dell’equilibrio demografico, sia sul piano del sostegno al sistema economico”. Così l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta il rapporto 2008 sull’immigrazione in Toscana, curato dall’Irpet per conto dei servizio lavoro e presentato oggi in Consiglio Regionale. Una ricerca (dal lavoro alla cittadinanza, curatori, Beudò, Giovani, Savino) dalla quale emerge una presenza straniera in costante crescita (6,4%), di poco sopra la media nazionale (6,2) e anche di quella europea (5,2), con un ruolo sempre più forte delle seconde generazioni.

«Lo studio – spiega l’assessore – sottolinea il contributo concreto e tangibile che gli immigrati danno allo sviluppo della Toscana ed al nostro livello di benessere. In una fase nella quale troppo spesso il riferimento agli immigrati è collegato ai temi della sicurezza e dell’ordine pubblico è bene ricordare che ci sono settori importanti della nostra economia che possono reggere alla competizione internazionale grazie al lavoro ed alle competenze di lavoratori e lavoratrici immigrati, che ci sono centinaia di famiglie che possono far fronte a gravi problemi grazie al lavoro di collaboratrici straniere. Se vi è una più forte coesione sociale nella nostra regione è anche grazie a questa significativa presenza».

«Tutto questo implica, anche da parte della Regione, politiche e interventi mirati – prosegue l’assessore Simoncini – politiche che vedono in questa indagine, un indispensabile momento di approfondimento. In particolare, come si vede nel rapporto, è stato studiato il modello di inserimento nel mercato del lavoro, mettendone a fuoco la dimensione qualitativa».

Non a caso ci si concentra, sul tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. «Se è necessario affrontare con grande rigore il tema della sicurezza colpendo coloro che col loro comportamento danneggiano l’immagine dei cittadini immigrati, oltre che la nostra sicurezza, è ancor di più importante affrontare quei ritardi che ostacolano una pienezza di diritti per tutti i toscani: accesso alla formazione ed all’istruzione, tutela dei diritti sul lavoro, salvaguardia della sicurezza sul lavoro».

L’esposizione al rischio dei lavoratori stranieri è maggiore rispetto a quella degli altri lavoratori: sono 60 su 100 gli stranieri che si infortunano, contro i 44 toscani. L’inserimento lavorativo avviene inoltre quasi sempre in posizioni subalterne e scarsamente qualificate. Sul fronte della scuola, per i ragazzi stranieri l’inserimento e la prosecuzione degli studi è un percorso molto più difficile e tormentato.

«Per questo – aggiunge l’assessore – il Piano di indirizzo generale integrato prevede linee di intervento che puntano a migliorare l’inserimento, ottimizzando le funzioni di accoglienza, orientamento, formazione, attenzione all’apprendimento della lingua italiana e della normativa per la sicurezza. Nel 2007 i lavoratori stranieri assunti dai centri per l’impiego della Toscana sono stati circa 100 mila, il 22% del totale delle assunzioni.

I cittadini stranieri coinvolti in corsi di formazione professionale sono stati 40.600». Fra le politiche di accoglienza, citiamo in particolare lo sforzo per l’emersione del lavoro sommerso delle badanti, che punta a regolarizzare circa 5 mila assistenti familiari. Quanto alle seconde generazioni, grazie alle risorse del Fondo sociale europeo è stato finanziato il progetto Famiglia e ragazzi stranieri, per favorire l’integrazione dei giovani stranieri nella scuola e sostenerli nel delicato passaggio dalle medie alle superiori.

On line i servizi per stranieri

E’ questo, in estrema sintesi, il senso del progetto P.A.eS.I. (Pubblica amministrazione e stranieri immigrati) che, realizzato dalla Regione Toscana insieme alla Prefettura di Firenze e all’Istituto di teoria e tecniche dell’informazione giuridica del Cnr, è stato presentato oggi in un seminario in programma all’Auditorium della Regione Toscana (via Cavour 4). Si tratta di un progetto approvato nell’ambito del programma speciale “Una Toscana più efficiente e meno burocratica”, per lo snellimento e la trasparenza dei procedimenti amministrativi.

“E proprio snellimento e trasparenza sono i due obiettivi di questo progetto – spiega il vicepresidente Federico Gelli, che nel governo regionale ha anche la delega all’e-government e ai servizi informativi – Quello che realizziamo con questo progetto è un altro importante risultato sulla strada della semplificazione, cioè di una delle priorità di questa legislatura. E in particolare, da questo progetto ci aspettiamo molto, per dare risposte concrete a una grande tematica che attraversa per intero la nostra società, quella dell’immigrazione, alla quale non si possono dare risposte solo in termini di ordine pubblico».

Il punto di accesso fornirà non solo informazioni sui procedimenti e modulistica on line, ma anche tutti gli aggiornamenti regolamentari e normativi e le indicazioni sui soggetti – come gli sportelli unici e i consigli territoriali per l’immigrazione – a cui i cittadini stranieri potranno rivolgersi.

La Ducati si mette in mostra

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“Questa moto è il simbolo dell’Italia che ce la può fare”. Con queste parole il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, ha presentato oggi l’iniziativa “Ducati corre con Enel” che prevede l’esposizione al pubblico della Desmosedici GP 8, in vista del Gran Premio d’Italia che si svolgerà nel circuito del Mugello dal 30 maggio al 1 giugno. La moto di Casey Stoner, fornita dalla casa motociclistica di Borgo Panigale, resterà in esposizione nella sede Enel di Lungarno Colombo 54 fino al 23 maggio. L’iniziativa di Enel (sponsor di Ducati dal 2008) si avvale della collaborazione dell’Autodromo del Mugello.

“La Provincia di Firenze – ha commentato il Presidente Renzi – è orgogliosa di ospitare nel suo territorio l’autodromo del Mugello, non solo perché produce una ricaduta pubblicitaria di 6 milioni di euro, ma anche perché è la dimostrazione che questa terra non si limita a sfruttare passivamente le sue bellezze naturali e artistiche, ma è ricca di eventi che la fanno vivere”.

La visita alla moto di Stoner è gratuita. Gli appassionati devono solo presentare un documento all’ingresso. Chi andrà a vedere la moto di Stoner avrà in regalo anche un gadget di Enel e una lampadina a basso consumo.

Mostra Fallaci, boom di visite

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Grande affluenza di visitatori alla mostra “Oriana Fallaci, fiorentina di razza” a Palazzo Panciatichi. La mostra, inaugurata il 17 aprile, ha registrato in 23 giorni di apertura un’affluenza di 5.750 visitatori, senza però contare le numerose scolaresche, famiglie, gruppi, che sono stati registrati come presenza singola e che portano dunque molto più in alto il bilancio complessivo dell’evento, calcolato appunto in oltre 10 mila presenze. L’esposizione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana, è stata promossa dal Consiglio regionale della Toscana e dalla Provincia di Firenze non solo in omaggio e nel ricordo di una protagonista della nostra storia ma per sottolineare un percorso di vita che ha portato la sua città a riconciliarsi con lei, superando polemiche e prese di posizione che ne avevano contrassegnato gli ultimi anni.

“Il conflitto con Firenze – ha osservato oggi il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini in occasione della chiusura della mostra – non la faceva stare in pace e lei manifestava il suo disappunto anche rendendo noto quello che aveva dato alla sua città, che non apparteneva solo ai tempi recenti ma era tagliato sulle origini della sua famiglia, nelle radici della sua vita adolescenziale e dell’infanzia. Il primo segno di quella riconciliazione così desiderata fu l’accettazione consapevole e gradita e il calore con i quali accolse il riconoscimento che il Consiglio regionale le attribuì con una medaglia che le consegnammo a New York. La mostra a Firenze, nei palazzi delle istituzioni ne è il suggello finale“.

Il percorso a Palazzo Panciatichi dove sono stati ospitati i libri scritti dalla Fallaci, contestualizzati da foto, oggetti, filmati, lettere e varia corrispondenza, giornali, ha dato la possibilità di approfondire i tanti temi trattati dalla giornalista: dai divi di Hollywood al Libano, passando dal Vietnam alla rivolta di Città del Messico. “Il successo di questa mostra per ricordare Oriana, fiorentina di razza nella sua Firenze e per rendere omaggio alla sua carriera di giornalista e scrittrice – ha aggiunto Nencini – ha dimostrato anche, e ancora una volta, la capacità della Fallaci di lasciare un segno, di agire sulle coscienze e di aprire dibattiti. I fiorentini hanno sentito la sua mancanza e con la loro presenza a Palazzo Panciatichi hanno voluto dimostrare la loro vicinanza ad un personaggio, magari scomodo, radicale e controcorrente ma dall’indiscutibile spessore, culturale, politico, civile”.

Veleno o pecorino? Mozione Pd

La mozione presto sarà all’ordine del giorno del Consiglio Regionale, e vuole invitare la Giunta a prendere in considerazione una modifica della disciplina toscana sull’igiene dei prodotti di origine animale a beneficio dell’estensione dei mercati della produzione dei caseifici aziendali della nostra regione, dove si producono soprattutto formaggi come il marzolino e il pecorino toscano Dop. Ad oggi la normativa toscana restringe il campo della vendita dei prodotti dei caseifici nel solo comune di residenza o nei comuni limitrofi alla piccola azienda produttrice. L’iniziativa, “Veleno o pecorino?”, è stata presentata nella Sala Affreschi del Consiglio Regionale.

Alla conferenza stampa sono intervenuti i consiglieri regionali del Partito Democratico, membri della commissione Agricoltura, Nicola Danti, primo firmatario della mozione, Virgilio Simonti, vice presidente della Seconda Commissione, Caterina Bini e Mauro Ricci. All’iniziativa, durante la quale è stata presentato anche un buffet con degustazione dei pecorini toscani, hanno partecipato Fulvio Salvadori, presidente di Toscana Allevatori, Giuseppe Petracito, Presidente dell’Apa di Firenze, Renzo Malvezzi, direttore dell’Apa di Pistoia, Rolando Bellandi, assessore attività produttive Comunità Montana Media Valle, Ivo Poli, assessore Attività Produttive e agricoltura Comunità Montana Garfagnana, Graziano Tardelli, presidente Associazione allevatori Lucca, Vittorio Marcelli, assessore Agricoltura Comunità Montana della Lunigiana, Damiano Corrieri, presidente Associazione allevatori Pistoia e i direttori delle Associazioni allevatori di Pisa, Lucca, Massa, Pistoia, Firenze e Siena e gli allevatori delle diverse province toscane con i loro prodotti.

“Le norme toscane – ha detto Nicola Danti nel suo intervento – devono garantire le produzioni di nicchia. La pastorizia rappresenta la maggior realtà zootecnica toscana con circa 550.000 capi allevati, in virtù di tali numeri la nostra regione occupa il quarto posto in Italia per popolazione ovicaprina. La pastorizia rappresenta, oltre che una attività produttiva di notevole valore economico, anche una importante garanzia di conservazione ambientale insistendo su ambiti territoriali marginali e difficilmente riconvertibili. Per questo credo che sia fondamentale un’apertura dei mercati anche verso tutta la provincia e le province limitrofe al comune in cui lavora il caseificio”.

“Molto e’ stato fatto in questi ultimi anni – spiega Fulvio Salvadori – in termini adeguamento delle aziende alle norme igienico sanitarie. Tutto questo accompagnato da una forte attività promozionale ha innescato un circolo virtuoso che da un lato ha valorizzato i prodotti, il territorio, la cultura e le tradizioni locali, dall’altro ha incentivato un buon ricambio generazionale delle aziende agro pastorali con molti giovani che si sono dedicati a questa attività”. “E’ stato dimostrato – aggiungono Virgilio Simonti, Caterina Bini e Mauro Ricci – grazie all’analisi di rischio, come la trasmissione di malattie infettive da produzioni tipiche regionali sia quasi inesistente. Continuando a mettere in campo tutte le analisi affinché si identifichino i pericoli conosciuti o potenziali e i rischi della produzione del formaggio toscano, crediamo che l’ampliamento dei mercati sia necessario per permettere a queste piccole aziende di avere nuovi sbocchi di vendita e integrare il reddito salvando dei prodotti, apprezzati dal consumatore e richiesti nei migliori ristoranti della nostra regione”.

“E’ indubbio – conclude Salvadori – che abbiamo di fronte una filiera produttiva tanto importante quanto fragile . L’applicazione indiscriminata della normativa attualmente vigente in materia, il cosiddetto “pacchetto igiene”; che prevede gli stessi adempimenti per caseifici industriali e per quelli a conduzione familiare, rischia seriamente di vanificare l’importante percorso compiuto fino ad ora, costringendo un elevato numero di allevatori a cessare l’attività”.

Province: un nuovo ruolo

Per l’occasione è stata presentata la posizione delle Province Toscane sul Riordino degli Assetti Istituzionali. Sono intervenuti i Presidenti delle Province Toscane, rappresentanti di UPI nazionale e di ambito accademico, tra cui il Prof. Vincenzo Cerulli Irelli, 0rdinario di Diritto Amministrativo dell’Università La Sapienza di Roma.

Nel quadro degli ultimi provvedimenti regionali, in sintonia con gli orientamenti di UPI nazionale, le Amministrazioni Provinciali della Toscana intervengono verso un contributo significativo al riordino dei nuovi assetti, nell’esigenza e necessità di riforme, nel quadro della riduzione dei costi della politica, rispondendo coerentemente ad un continuo rimescolasi di attente riflessioni ad improvvisate dichiarazioni e “strillate” da prima pagina che proclamano tagli radicali, a volte privi di reale significato. Mentre esistono enti inutili, come poter pensare di abolire un livello di Governo?

Se di abolizione degli sprechi e se di semplificazione è necessario discutere ed agire in direzioni concrete, le Province Toscane si fanno promotrici di una prima sostanziale riorganizzazione che vada a semplificare e tagliare quegli apparati che non rientrano tra le componenti essenziali e Costituzionalmente garantite dalla Repubblica delle Autonomie e chiedono di poter svolgere fattivamente il proprio ruolo, e non altri.
Avulse da impropri provvedimenti di chi vorrebbe costituirne delle altre, le Province Toscane, attraverso un proprio documento: Contributo di UPI Toscana sulla riforma degli assetti istituzionali, approvato il 27 marzo dagli organi statutari, ritengono indispensabile, individuare un progetto coerente, unitario e condiviso: far chiarezza sulle funzioni e compiti dei diversi livelli istituzionali.

Per questo appare necessario ridefinire una “Nuova Carta delle Autonomie Locali” coerente con il Titolo V della Costituzione. Indispensabile l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione in materia di Federalismo Fiscale, in modo tale che all’autonomia riconosciuta dalla Costituzione e alle funzioni di governo corrisponda l’effettiva responsabilità di adeguate risorse finanziarie. Coerentemente al moderno Statuto di cui dispone una Regione come la Toscana, sarà possibile quindi assicurare una effettiva integrazione tra Regione e sistema delle Autonomie.
Le Province promuovono l’idea di Regione Leggera maggiormente integrata con il sistema dei rapporti con gli enti locali, che risponda ad una logica non più gerarchica, ma collaborativa e cooperativa, di tipo reticolare, di cui le Province stesse, rappresentano lo snodo istituzionale, in quanto principale soggetto della governance istituzionale tra la Regione e i suoi territori.

Perché questo? Perché la Provincia è la naturale Comunità dei Comuni, nella quale le istanze e i programmi comunali trovano la necessaria sintesi per assumere valenza di fondamenta partecipate e condivise sulle quali costruire la programmazione regionale.
Una Provincia dunque che non appaia come un grande comune, ma una realtà nuova che esercita funzioni proprie, non attribuibili ai comuni, secondo il principio di sussidiarietà e che per altro si pone l’obiettivo di rispondere alle esigenze e ai bisogni che il proprio territorio esprime.
Ne deriva un concetto dal sapore assolutamente moderno su cui conviene certo prestare attenzione: quello di Provincia come Città Territoriale, capace di integrare il territorio con il capoluogo e gli altri centri urbani, offrendo servizi e nuova cittadinanza all’intero interland.

Un’idea straordinaria, assolutamente praticabile, grazie a strategie di governo di Area Vasta per cui è possibile superare le tradizionali antinomie di un territorio (campagna/città; montagna/pianura; centro/periferia; sviluppo/arretratezza). Un ruolo dunque meno gestionale e più strategico, che non è riproposizione del preesistente, ma segna elementi di forte discontinuità, caratterizzati da un Ente capace di creare un sistema di relazioni istituzionali condivise, che consentano ai vari territori provinciali di acquisire la necessaria integrazione politica, esaltando una nuova capacità decisionale, basata appunto sulla condivisione e la valorizzazione di ogni risorsa.
Un’esigenza che nasce dal territorio stesso, in un processo di crescita e sviluppo e che si alimenta grazie alle capacità relazionali di ciascun soggetto pubblico e privato che opera su quel territorio.
Questo ed altro possono fare le Province.

Una sfida importante è la Conferenza Provinciale dei Comuni e quindi il riconoscimento delle Province come fondamentale interlocutore nel rapporto Regione – Enti Locali, per tutte le politiche regionali e di settore, sede principale della Programmazione Strategica: attraverso il riassetto istituzionale delle funzioni, la Provincia assume, in tal senso, un ruolo chiave per i servizi ed il Welfare: tramite la conferenza provinciale dei Comuni e mediante la Conferenza interprovinciale e di Area Vasta, le Province assicurano la governance dei processi decisionali, di area vasta e di livello sovracomunale, attuando gli indirizzi regionali in ciascuna politica di settore, riconducendo i servizi svolti nel proprio territorio, ad un quadro unitario capace di declinare localmente le scelte regionali.

Municipale, sequestrati 4 furgoni

Controlli che mirano a verificare il rispetto sia del codice della strada sia delle normative in materia di trasporto di merci e persone. In dettaglio gli agenti sono intervenuti tra sabato pomeriggio e domenica mattina in viale Milton, viale Lami e piazzale Martiri delle Foibe. I vigili controllato e sottoposto a fermo amministrativo tre furgoni di nazionalità ucraina e moldava per tre mesi per la violazione dell’articolo 88 del codice della strada (ovvero svolgevano servizio di trasporto su mezzi non destinati a tale scopo). Un quarto furgone, con targa provvisoria rilasciata dalla Germania e condotto da un rumeno, è stato sanzionato per cambio di destinazione del veicolo (trasportava persone invece che cose) come prescritto dall’articolo 82 del codice della strada. Il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo e la carta della circolazione è stata sospesa. I quattro furgoni sono stati portati alla depositeria comunale. Per quanto riguarda gli autisti, uno è stato sanzionato per la terza volta e un altro per la seconda.

Come ha spiegato il comandante della polizia municipale Alessandro Bartolini, “spesso si tratta di un servizio svolto in modo abusivo, totalmente a nero, organizzato con punti di raccolta in varie città del centro-nord e pubblicizzato attraverso siti internet. Un’attività non occasionale e che sta mettendo in crisi gli autotrasportatori regolari oltre a rappresentare una forma di agevolazione del contrabbando, come evidenziato nel recente passato”. A dimostrazione che si tratta di un fenomeno organizzato anche il trasloco dei punti di raccolta dopo i controlli effettuati nelle settimane scorse dalla polizia municipale: i furgoni si sono infatti spostati dai tradizionali luoghi, come piazza della Costituzione e piazza Artom, in nuovi punti di raccolta situati in viale Milton, viale Lami e piazzale Martiri delle Foibe. Trasferimenti debitamente segnalati su internet, come ha scoperto la Polizia Municipale sia consultando i siti dedicati sia prestando attenzione alle segnalazioni dei cittadini.

L’intervento dello scorso fine settimana rientra nell’ambito dei controlli mirati della polizia municipale al fenomeno dei trasporto abusivo di merci e persone. Dall’inizio dell’anno sono stati 16 i furgoni sequestrati oltre a merce di contrabbando (come caviale e vodka) e una Porche non sdoganata. E per questi trasportatori abusivi sono iniziate ad arrivare anche le sanzioni della Prefettura di Firenze. Sono stati infatti respinti i ricorsi e condannati i trasgressori al pagamento di oltre 2.000 euro, fermando i veicoli per tre mesi ed intimando poi di raggiungere il confine nazionale per la via più breve. “Con questi controlli sui trasporti abusivi – ha aggiunto il comandante Bartolini – stiamo dando una risposta ai cittadini che lamentavano l’esistenza, in alcuni luoghi della città ritrovo di arrivi e partenze da e per l’est europeo, di situazioni poco chiare se non illegali”. Tra le segnalazioni arrivate alla Polizia Municipale quelle riguardanti la presenza di mercatini abusivi di merce di contrabbando, giri di prostituzione e perfino parrucchiere abusive al lavoro sui marciapiedi.