sabato, 18 Aprile 2026
Home Blog Pagina 4109

Firenze ricorda Chiara Lubich

Saranno presenti, tra gli altri, il sindaco Leonardo Domenici, l’arcivescovo di Firenze, cardinale Ennio Antonelli, e il senatore Sergio Zavoli, politico e giornalista, che, oltre ad aver presentato in varie occasioni la figura e gli scritti di Chiara Lubich, ha avuto modo di conoscerla ed intervistarla. Il testo, edito da Città Nuova, contiene scritti della Lubich e di Igino Giordani, scrittore, politico e giornalista. Vi si raccontano gli albori del Movimento dei Focolari a Trento sottolineando la novità rivoluzionaria di un carisma che in pochi mesi mise a “rumore il pacifico capoluogo trentino”.

“Invitata a raccontare la nascita di questa realtà ecclesiale – hanno sottolineato gli organizzatori dell’iniziativa, tra i quali la consigliera comunale Lavinia Balata Orsatti – Chiara Lubich ne comunica “l’anima” in un testo breve, essenziale, di grande intensità emotiva legata alla forza dirompente di quanto veniva presentato: una nuova sintesi di vita cristiana, un nuovo carisma per la Chiesa e la società di oggi. Segue lo scritto di Igino Giordani, “Storia della nascente Opera di Maria”, in cui l’autore ripercorre le prime tappe del Movimento dandoci, più che una cronaca, una storia vissuta”. La cerimonia, che avrà inizio alle 17, proporrà approfondimenti sul significato spirituale, sociale e culturale dell’esperienza di vita e di pensiero della Lubich e del nascente Movimento che, partendo da Trento, è diffuso oggi in 182 Paesi dei cinque continenti.

Interverranno anche monsignor Piero Coda, docente della Pontificia Università del Laterano e preside del nascente Istituto Universitario “Sophia”, che sorgerà nella cittadella internazionale di Loppiano; il professor Suresh Upadyaya dell’Istituto Bharaty Vidhya Bavhan di Munbai in India che partecipa simposi indù-cristiani indetti dal Movimento dei Focolari; Graziella De Luca, focolarina, che è stata una delle prime compagne di Chiara Lubich. Moderatore sarà il dottor Michele Zanzucchi, direttore della rivista Città Nuova, che ha più di 50 anni di vita e conta 37 edizioni pubblicate in 22 lingue. Brani del libro verranno recitati dal professor Giovanni Avogadri e dal dottor Maffino Redi Maghenzani, accompagnati da musiche di Fabrizio e Emanuele Simonelli.

Ztl, telecamere attive da giovedì

Per quanto riguarda la zona a traffico limitato, le nuove porte sono quelle di via Niccolini, via delle Ruote e via Guelfa (da via Panicale). Le telecamere a controllo delle corsie riservate ai mezzi pubblici sono state invece collocate in via della Mattonaia, via Ficino, via del Massaio e via Senese (da via Gelsomino). Dopo un periodo di accensione per testare il funzionamento, da giovedì, quindi, saranno multati i veicoli non autorizzati. Gli autorizzati all’ingresso e sosta nei settori della ztl controllati dai nuovi varchi telematici che sinora abbiano fruito del proprio diritto esponendo solo il contrassegno, dovranno dotarsi quindi dell’apparecchio telepass specifico per la ztl o attivare per questo servizio il proprio apparecchio telepass autostradale.

Il servizio di vendita ed attivazione telepass è gestito dalla Servizi alla Strada. Gli interessati devono quindi rivolgersi all’Ufficio Rilascio Contrassegni presso il Parterre cubo 8, piazza della Libertà 12. Lo sportello è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 16.30. Per informazioni telefonare allo 055/40401 oppure visitare il sito www.serviziallastrada.it. Per l’accesso alle nuove corsie preferenziali all’esterno della ztl, le categorie autorizzate (noleggio con conducente, veicoli operativi Poste e Quadrifoglio e via dicendo) che non fossero dotati di telepass ztl possono richiederlo o attivare per le corsie il proprio telepass autostradale rivolgendosi sempre agli uffici della Sas. Oppure possono chiedere di essere inseriti gratuitamente nella lista di targhe autorizzate denominata “lista bianca”.

I veicoli a servizio degli invalidi con contrassegno possono scegliere se acquistare il telepass o attivare il telepass autostradale, oppure richiedere l’inserimento della propria targa nella “lista bianca” temporanea. L’inserimento in “lista bianca” deve essere richiesto entro 24 ore successive all’accesso dal varco telematico chiamando sempre l’Ufficio Rilascio Contrassegni della Sas al numero verde 800.339.891 (per ora solo per le chiamate da telefono fisso) o allo 055/4040210 (da cellulare). La multa per la circolazione in zona a traffico limitato, stabilita dal codice della strada (articolo 7 comma 9 e 14), è di 70 euro cui si aggiungono le spese di accertamento e notificazione. Stessa cifra per il transito non autorizzato sulle corsie riservate ai mezzi pubblici, disciplinato sempre dall’articolo 7 del codice della strada (comma 1 e 14).

Il Museo della Ceramica di Montelupo

0

Il nuovo museo, realizzato dal Comune di Montelupo Fiorentino in accordo con la Soprintendenza Archeologica e il fondamentale sostegno della Regione Toscana, diretto da Fausto Berti, si distingue da gran parte dei musei archeologici della Toscana e di altre regioni italiane per la spiccata estensione geografica e l’importante cronologia di riferimento. Sono esposti circa 1000 reperti provenienti dalle attività di scavo condotte in trenta anni nei 168 siti di un vasto territorio che si estende dal Medio Valdarno Fiorentino alla Bassa Val di Pesa, compreso parte del Montalbano. Alcuni di questi erano già visibili nella preesistente sezione archeologica del Museo di Montelupo ma molti saranno esposti per la prima volta. Le collezioni archeologiche coprono un periodo che va dalla Preistoria, con oggetti che risalgono fino a 200.000 anni fa, all’Età dei Metalli, alle testimonianze delle civiltà Etrusche e Romane, al tardo Medioevo. Tra i reperti alcuni esemplari unici al mondo come il bacile di bronzo dorato con l’effige di Carlo Magno (circa 1.106) e il misterioso olifante in terracotta, proveniente dall’abitato etrusco di Montereggi. In via eccezionale sarà esposto temporaneamente al museo anche il miliare – un cippo a forma di colonna con l’indicazione delle distanze – della via Quinctia, ovvero la strada romana che collegava Fiesole a Pisa. Rinvenuto nel 1700 nel territorio di Montelupo Fiorentino e confluito nelle collezioni Antinori, torna oggi dopo tre secoli per la prima volta visibile al pubblico. Il nuovo Museo Archeologico si caratterizza per essere un museo “dinamico”, le cui collezioni sono destinate a variare ed ampliarsi perchè basate su una capillare attività di ricerca e di scavo che restituisce sempre nuovi materiali. Attività che ha portato in 30 anni all’individuazione di ben 168 siti, una vera e propria mappatura archeologica del territorio, resa possibile dalla straordinaria collaborazione nata tra il Museo e il Gruppo Archeologico di Montelupo. Migliaia di reperti archeologici e ceramici recuperati, quest’ultimi andati a costituire il Museo della Ceramica di Montelupo, l’unico al mondo realizzato con collezioni provenienti da materiali di scavo, un modello che ha rivoluzionato la storia della Ceramica. Il museo propone oltre all’attività didattica per le scuole, svolta anche all’esterno nelle diverse aree di scavo, dei percorsi trekking per conoscere i siti archeologici del territorio da dove provengono i materiali esposti: dal villaggio dell’età del bronzo di Bibbiani alla tomba etrusca “dell’uovo”, dall’abitato di Montereggi alla Villa Romana del Vergigno. Per gli appassionati di archeologia, il museo con la collaborazione del Gruppo Archeologico e la cooperativa ICHNOS offre la possibilità di prendere parte alle campagne di scavo, previo contatto. Con l’apertura del Museo Archeologico si va delineando il nuovo sistema museale “Museo Montelupo” di cui farà parte il nascente Museo della Ceramica.

“Stadio da Champions per Firenze”

0

Questo il testo dell’intervento del capogruppo del Partito Democratico Alberto Formigli e dei consiglieri Dario Nardella e Michele Morrocchi:

“Il raggiungimento del quarto posto nel campionato di serie A, che permetterà alla Fiorentina di giocare i preliminari della prossima Champions League, è un grande risultato non solo sportivo per la società Fiorentina ma per la città tutta. Un risultato che arriva al termine di una stagione sportivamente eccellente, figlia di una società seria portatrice, fin dall’avvio, di un modello innovativo e positivo dell’intendere lo sport professionistico. Una società che si è caratterizzata, in un mondo in cui il risultato e l’immagine sono divenuti l’unica divinità, per uno stile e dei valori che danno speranza a chi crede ancora nello sport.

Iniziative come quelle del terzo tempo, i manifesti del viola fair, i ripetuti inviti a far tornare le famiglie e i bambini allo stadio sono solo alcune esemplificazioni di questo stile. Una squadra e una società che hanno tali ambizioni, sportive e valoriali, meritano che anche il governo della città si adoperi perché questi traguardi siano raggiunti. Per questo crediamo che la discussione tra Fiorentina e amministrazione comunale non possa essere limitata al solo ammodernamento dello stadio Artemio Franchi, ma debba avere, a partire da adesso, un orizzonte anche temporale più lungo e un’ambizione più alta, cioè quella di comprendere la realizzazione di un nuovo stadio, frutto del modello sportivo sopra descritto, del centro sportivo di Incisa.

La discussione sull’ammodernamento del Franchi e sui campini sarebbe quindi ricondotta in questo contesto più ampio riconducendo i lavori a quelli necessari sino alla realizzazione dei nuovi impianti. Siamo infatti convinti che una squadra da Champions si meriti impianti da Champions e crediamo sia sotto gli occhi di tutti che lo stadio Franchi rappresenti ormai un limite che, difficilmente, continue soluzioni di adeguamento alle norme o al mutato rapporto dei tifosi con gli stadi, riescono a colmare, senza considerare le continue difficoltà che la posizione dell’impianto nel mezzo dell’abitato cittadino provoca ai residenti, ai tifosi e alla società stessa.

A questo punto il Comune si faccia promotore, insieme ai comuni dell’area metropolitana, alla provincia e alla Regione, alla definizione e alla predisposizione degli atti e degli strumenti insieme alla società per consentire alla Fiorentina di crescere e vincere ancora“.

 

Il commento di Gianluca Paolucci, presidente del Quartiere 2

“Trovo interessante e condivisibile quanto dichiarato dai consiglieri Formigli, Nardella e Morrocchi sulla necessità per Firenze di avere, dopo una squadra, anche uno stadio da Champions”. Commenta così il presidente del Quartiere 2 Gianluca Paolucci la posizione dei tre esponenti democratici dopo la qualificazione ai preliminari di Champions ottenuta domenica scorsa dalla Fiorentina.

“Che il Franchi presenti ormai dei limiti strutturali e logistici oggettivi è ormai noto, e ritengo positivo che finalmente si cominci a ragionare sul superamento di questa situazione. Sono conosciuti e fonte di continue polemiche – prosegue Paolucci – i disagi per gli abitanti delle zone contigue allo stadio provocati non solo dagli incontri di calcio ma sovente anche dalla concomitanza di altri eventi che interessano quest’area ad alta concentrazione di spettacoli. Siccome è auspicabile che il cammino dei viola in Europa sia il più lungo possibile, è evidente che i disagi della popolazione (non tutta appassionata di calcio) di questa fetta di Campo di Marte rischiano di moltiplicarsi e di generare, insieme alla naturale soddisfazione, anche irritazione e proteste. Credo pertanto che qualsiasi altra soluzione che ipotizzi un percorso per arrivare a un nuovo stadio, debba essere finalmente presa in seria considerazione dalle istituzioni, dalle forze politiche ed economiche cittadine e anche dalla stessa Fiorentina”.

 

Sostegno ai lavoratori Electrolux

Tutti i gruppi politici hanno espresso solidarietà ai lavoratori, e l’impegno a sostenere qualsiasi azione nei confronti della proprietà portata avanti dai dipendenti dell’azienda, dai sindacati e dalle amministrazioni comunali del territorio.

Il pranzo degli ultracentenari

L’iniziativa è stata presentata dall’assessore alle politiche sociosanitarie Graziano Cioni, da Filippo Vannoni e Anna Laura Abbamondi, presidente e direttore generale dell’Asp Montedomini. “Abbiamo voluto ripetere questo incontro, arrivato alla terza edizione, per festeggiare i nostri anziani – ha spiegato l’assessore Cioni – che sono stati contattati e invitati personalmente. Vogliamo coccolarli perché si tratta di persone preziose per la nostra città”. Oltre agli ultracentenari che hanno confermato la loro adesione e ai loro familiari sono stati invitati il sindaco Leonardo Domenici, gli assessori e i consiglieri comunali, i rappresentanti della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, tutte le autorità cittadine e 30 bambini della scuola elementare Monticelli.

In tutto saranno presenti oltre 300 persone. Gli ospiti più anziani saranno la signora Argia che, nata nel 1899, ha già spento 109 candeline, e il signor Luigi, classe 1904, che compie 104 anni. “Quest’anno compiono 100 anni 24 persone, di cui 23 donne e un uomo – ha aggiunto l’assessore Cioni – che si aggiungono alle migliaia e migliaia di anziani che vivono nella nostra città. Firenze si conferma infatti come un luogo dove l’aspettativa di vita è più alta rispetto al resto del paese, 86,9 per le donne e 83,3 per gli uomini, e quindi dove gli anziani rappresentano una quota rilevante della popolazione”. I residenti over 65 anni sono infatti 97.071 pari al 26,5% della popolazione (a livello nazionale la percentuale è del 19,7%); gli over 75 anni sono 52.034 pari al 14% dei residenti (dato nazionale 9,2%) mentre sono 15.605 le persone con più di 85 anni pari al 4% dei cittadini fiorentini (a livello nazionale sono il 2,2%). E tra i dati spiccano quelli relativi agli anziani che vivono da soli.

In concreto, ad oggi, gli over 65enni che vivono da soli sono 30.799, pari al 31,7% del totale della popolazione anziana mentre quelli con più di 85 anni nella stessa condizione sono 7.897 (pari all’8,1% del totale). Numeri che, aggiunti all’aumento dell’insorgenza di patologie e invalidità proprie dell’età avanzata che vanno di pari passo con la crescita degli anziani, fanno balzare il tema della non autosufficienza in testa alla lista delle priorità degli interventi in campo sociosanitario. “Solo a Firenze, secondo una rielaborazione per il territorio comunale dei dati regionali forniti dall’Agenzia Regionale di Sanità – ha aggiunto l’assessore Cioni – sono circa 4.200 gli anziani in condizione di grave non autosufficienza residenti a domicilio cui si devono aggiungere i 1.700 ricoverati in Rsa. E proprio per dare una risposta ancor migliore alla domanda di prestazioni in aumento, abbiamo deciso puntare con ancora più decisione sulla politiche della domiciliarità mettendo a punto un piano coordinato che prevede una serie di servizi da offrire alle famiglie che, con un adeguato sostegno, sono in condizione di assistere l’anziano a casa. Una strategia che ci consentirà di aumentare il numero degli utenti assistiti, visto che i costi rispetto al ricovero in Rsa sono decisamente più contenuti, e al tempo stesso di permettere all’anziano di rimanere nell’ambiente familiare con indubbi benefici”.

Elemento centrale di questa politica, il contributo per l’assistente familiare. Grazie al fondo regionale assegnato sulla base del progetto sperimentale sulla non-autosufficienza (in totale 1.170.000 euro di cui 650.000 destinati al contributo badanti), sono stati raddoppiati gli utenti che usufruiscono di questo intervento (da 130 del 2007 con finanziamenti comunali ai 308 di quest’anno di cui 210 già attivati). Il contributo per le assistenti sanitarie si aggiunge agli altri servizi per la domiciliarità per cui sono stanziati 11 milioni di euro e che vanno dall’assistenza domiciliare (nel 2007 gli utenti sono stati 1.655 di cui 1.236 anziani), i centri diurni (nel 2007 191 utenti), i ricoveri temporanei in Rsa (nel 2007 232 utenti). Teleassistenza (circa 500 utenti), pasti a domicilio (nel 2007 215 utenti di cui 176 anziani), pedicure a domicilio (74 di cui 65 anziani).

Tornando all’incontro che sarà condotto da Gaetano Gennai, sono in programma un’esibizione di Narciso Parigi, un breve concerto del pianista Giuseppe Oricelli e performance tra i tavoli di Santino. Previsti anche canti del coro dei bambini della scuola di Monticelli. Alle 12.30 inizierà il pranzo che avrà un unico menù con piatti gustosi ma leggeri. “Il primo anno, insieme agli specialisti di Careggi, avevamo pensato a un menù adeguato a persone così anziane – ha raccontato l’assessore Cioni – ma qualcuno di loro mi fece notare di preferire i piatti preparati per gli altri invitati. Quindi sarà un menù unico per tutti”. In dettaglio saranno serviti turbantino di spinaci e cibreo alla fiorentina, crespelle ai funghi porcini e pappa al pomodoro, fricassea di pollo e patate alla contadina, latte alla portoghese con panna, composta di frutta e praline del cioccolatiere. Il tutto annaffiato dal vino. L’assessore Cioni ha quindi colto l’occasione per ringraziare gli sponsor che hanno reso possibile l’iniziativa: la Bassilichi, un gruppo di Rsa, la Socota che metterà a disposizione i taxi e le Misericordia del Duomo e di Rifredi che garantiranno il trasporto degli anziani invalidi.

Il Polittico di Ognissanti restituito a nuova vita

0

“Il restauro – aggiunge Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi – ha restituito possibilità di lettura insospettate alle tavole erratiche del polittico. Lettura che risulterà grata e fruttuosa quando, fra qualche giorno, queste stesse tavole saranno esposte alla mostra dell’Accademia accanto ad altre del sublime pittore lombardo. Lì i piccoli cori affollati di beate figure, dai vividi colori, e le coppie più grandi di santi leveranno alla Vergine, incoronata regina dei cieli, un inno nuovo, e perfino inatteso rispetto al canto esangue e sfibrato – quando non proprio addirittura afono – che prima del restauro appena s’avvertiva”. La pulitura è stata eseguita da Muriel Vervat, sotto la direzione di Angelo Tartuferi, Direttore del dipartimento dell’arte dal Medioevo al Quattrocento della Galleria degli Uffizi, un’operazione che consente ora di apprezzare in maniera esaltante la superba qualità della stesura pittorica che molti critici hanno in passato descritto.
Si può dire che i restauratori hanno vissuto un’esperienza simile a quando sono stati riportati alla luce e alla vita gli affreschi della Cappella Sistina, e che fortunatamente l’opera di Giovanni da Milano si è conservata nei colori e nella struttura inalterata e ha superato i vari vecchi interventi di restauro, cosa assai rara, considerando le tecniche invasive utilizzate in passato, dovute alle minori conoscenze nel campo del restauro. Ciò che colpisce maggiormente in questo è il recupero davvero stupefacente della felice qualità pittorica, che fortunatamente si presenta quasi intatta. L’artista ha usato il blu di lapislazzuli per far risaltare le figure e arricchire l’opera, mentre l’oro è stato lavorato con un abilità da orafo. Questi due accorgimenti consentivano all’opera di risaltare alla tenue luce delle candele.
Purtroppo due elementi del polittico sono andati perduti, ma questo restauro ha restituito al suo originario splendore quest’opera.Di questo grandioso polittico che il Vasari vide nel coro della chiesa di Ognissanti, attribuendolo giustamente a Giovanni da Milano (documentato a Firenze e a Roma, dal 1346 al 1369), si conoscono a grandi linee le vicende storiche e conservative grazie all’avvincente ‘inchiesta’ condotta da Mina Gregori nel 1972. Smembrato nel corso dei secoli, sappiamo che la tavola centrale con l’Incoronazione della Vergine, arrivata fino a noi in stato frammentario, è conservata oggi al Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires.¼br> In San Pier Scheraggio si presenta il restauro dei cinque elementi laterali e dei cinque elementi del gradino di base, di proprietà della Galleria degli Uffizi. I primi cinque raffigurano Santa Caterina d’Alessandria e Santa Lucia, nei tondi superiori il Padre Eterno e il Caos; Santo Stefano e San Lorenzo, nei tondi superiori La separazione della Luce dalle Tenebre; San Giovanni Battista e San Luca, nei tondi superiori La separazione della Terra dalle Acque; San Pietro e San Benedetto, nei tondi superiori La creazione degli Astri e del Giorno e della Notte; San Giacomo Maggiore e San Gregorio, nei tondi superiori La creazione degli Animali. Mentre i secondi cinque rappresentano: il Coro delle Vergini, il Coro dei Martiri, il Coro degli Apostoli, il Coro dei Patriarchi e il Coro dei Profeti.¼br> Il cronista seicentesco Antonio Tognocchi di Terrinca nella sua preziosa descrizione manoscritta della chiesa e del convento di Ognissanti (1691), indicava già il polittico mancante della predella di base, mentre in apparenza tutte le altre parti erano ancora integre. Ci riferisce anche, che dopo essere stato rimosso dall’altare principale della chiesa il complesso fu trasferito nella Cappella del SS. Nome di Gesù, dalla quale fu ulteriormente spostato nel 1666 nella Cappella Gucci-Dini, dove fu sottoposto ad un restauro da parte del pittore Francesco Martellini. Lo smembramento più significativo del polittico dovette verificarsi tuttavia nel periodo compreso fra la descrizione del Terrinca (1691) e la pubblicazione del secondo volume dell’opera di Giovanni Lami (1758), poiché quest’ultimo menziona cinque elementi e allude implicitamente alla mancanza dello scomparto centrale.
La collocazione del polittico all’interno del complesso percorso di Giovanni da Milano è stata assai dibattuta dalla critica, alla luce dei risultati della pulitura cui sono stati sottoposti i pannelli superstiti, la datazione è ascriviblile intorno al 1360. Ciò che colpisce maggiormente in questo restauro, è il recupero davvero stupefacente della felice qualità pittorica, che fortunatamente si presenta quasi intatta. Questo stato di conservazione davvero eccellente induce a ritenere che il polittico sia scampato alle consuete puliture sconsiderate che venivano spesso praticate in passato. La superficie pittorica era offuscata da uno strato compatto di colla pigmentata che impediva totalmente la leggibilità dell’opera, oscurando la brillantezza dei colori. Restaurata nel 1861 da Ulisse Forni, al momento del suo acquisto da parte dello Stato italiano, l’opera non fu più sottoposta ad interventi fino al 1954, quando tutto il polittico fu patinato con una stesura di colla e furono aggiunti dei pigmenti bruni e neri. “…Il dato visivo più rilevante – sottolinea Angelo Tartuferi – ricavabile dalle parti superstiti del grande complesso al termine del restauro attuale, consiste nel nuovo, inatteso timbro cromatico, che certamente abbiamo avuto la fortuna straordinaria di recuperare in maniera pressoché coincidente con quella originale…”.
“Ogni restauro ha una sua storia, – ha concluso Maria Vittoria Rimbotti, Presidente dell’Associazione Amici degli Uffizi e Friends of Uffizi Gallery Inc. – ogni restauro induce sensazioni diverse. E questo appena compiuto sui pannelli del polittico di Giovanni da Milano è stato per noi davvero fonte di sorpresa, quasi una rivelazione: vedere riemergere le delicate e vibranti cromie dei panneggi, delle capigliature, è stata un’esperienza dei sensi, un’avventura culturale. Il risultato è ora sotto gli occhi di tutti e ci rende orgogliosi: è così ogni volta, quando viene a rinnovarsi la felice occasione di poter collaborare con il grande museo fiorentino, che abbiamo l’onore di sostenere già da quindici anni, da quando – a seguito del vile attentato del 27 maggio 1993 – nacque la nostra associazione”.Per l’occasione esce per i tipi del Centro Di il Pieghevole n. 37 della collana Gli Uffizi. Studi e Ricerche: Il restauro dei pannelli del Polittico di Ognissanti.
Giovanni da Milano Polittico di Ognissanti, Galleria degli Uffizi, San Pier Scheraggio19 maggio – 25 maggio 2008, Ingresso libero Orario: dalle ore 10 alle ore 17, lunedì chiuso. Informazioni: Welcome desk 055/213560 – 055/284034

Il Tavarnelle Pallamano in A2

0

Col successo per 30-17 ottenuto a scapito del Grosseto al Bernino di Poggibonsi il Tavarnelle ha consolidato il suo ruolo di leader nel campionato di serie B centrando così la promozione in A2, la prima nella storia della società del presidente Paolo Mazzuoli, fondata nel 1985 e particolarmente impegnata da sempre anche nel settore giovanile.

La stagione della formazione allenata da Franco Toccafondi è stata quasi sempre condotta ai vertici della classifica insieme al Firenze La Torre: l’altra grande regina del campionato cadetto che, col pareggio ottenuto nell’ultima giornata (24-24) in casa del Petrarca Arezzo, si è piazzata al secondo
posto, a tre lunghezze dal Tavarnelle ma con un vantaggio abissale (12 punti) sulla terza, il Massa Marittima, una squadra che era partita con grandi ambizioni.

Così, mentre i fiorentini si ripropongono per la promozione nella prossima stagione, per il Tavarnelle si aprono i festeggiamenti per l’A2 conquistata.

Della Valle: “Grazie Firenze”

0

“Ieri la Fiorentina ha centrato un obiettivo importante.

Ha lavorato molto in questi anni, prima per costruire, poi per consolidare. Adesso lavorerà per il suo futuro immediato. Sono stati anni di grandi soddisfazioni e di tanti sacrifici.

Ieri però la maggior parte di questi sforzi sono stati ripagati dalla nostra gente: entrare allo stadio e sentire palpabile l’amore dei nostri tifosi è stata un’emozione unica.

Da noi può arrivare un solo messaggio: Grazie! Grazie per essere innamorati di questa maglia, grazie per il sostegno in questi sei anni, talvolta anche difficili, grazie per esserci stati sempre accanto, grazie per essere così.

Grazie Firenze!”


Il presidente Andrea Della Valle e tutta la famiglia della Fiorentina.

 

Giulio Andreotti a Firenze

E’ iniziata così la visita a Palazzo Medici Riccardi di Giulio Andreotti, arrivato a Firenze per presiedere il convegno “Le Autonomie Locali in Toscana. Comune, Provincia, Regione: le idee dei geni fiorentini”. All’iniziativa – che si colloca all’interno del calendario del Genio Fiorentino 2008 – hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il sindaco di Firenze e Presidente dell’Anci Leonardo Domenici, il presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Edoardo Speranza, il prorettore dell’Università di Firenze Sandro Rogari, Pier Luigi Ballini e Giulio Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze.

“Nella grandezza di Firenze – ha detto il Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi – non ci sono solo straordinarie espressioni dell’ingegno ma c’è anche la capacità di essere precursori nello studio della cosa pubblica. Da Machiavelli a Guicciardini Firenze è stata la capitale della politica”. “Era il 1937 – ha ricordato Giulio Andreotti – quando per la prima volta partecipai a un convegno a Firenze, ero ancora una matricola e, a tutt’oggi ho un ricordo straordinario di quella giornata a cui intervenne Piero Bargellini con una relazione che fu una delizia culturale e intellettuale”.

L’iniziativa si propone di dare un contributo alla discussione sull’argomento delle autonomie che, dall’immediato dopoguerra ad oggi, continua ad avere una notevole rilevanza istituzionale. In Toscana, la questione delle autonomie ha avuto un particolare significato nei programmi dei partiti e dei movimenti politici durante la Resistenza, nei dibattiti delle riviste giuridiche e di cultura e poi negli anni successivi, fino ad oggi. “Nei sondaggi di opinione che vengono fatti – ha detto il sindaco di Firenze Leonardo Domenici – si registra un dato importante: generalmente i cittadini esprimono il massimo livello di soddisfazione e fiducia nei confronti delle autonomie locali“.

Questo Convegno fa parte delle iniziative previste dal Comitato Nazionale “Le Autonomie Locali nella Repubblica”, promosso dalla Fondazione Alcide De Gasperi e presieduto dal Senatore Giulio Andreotti, che è stato costituito con decreto del 27 aprile 2006 del Ministro per i Beni e le Attività Culturali.