sabato, 4 Aprile 2026
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Oggetti riciclati in mostra

E chi l’ha detto che gli oggetti usati non possono diventare arte? Basta un po’ di fantasia e un barattolo vuoto diventa una lampada o una vecchia cassetta di frutta si trasforma in un Arco di Trionfo. Basta guardare con nuovi occhi oggetti vecchi. Basta recuperare, valorizzare quelli che per molti sono solo rifiuti e scarti. Gli oggetti riciclati diventano i protagonisti della mostra che si svolgerà dal 6 al 15 aprile presso la Sala delle Vetrate in piazza Madonna della Neve e che raccoglierà le migliori opere d’arte realizzate mediante il riutilizzo di materie, oggetti e manufatti.

L’iniziativa fa parte del ciclo di appuntamenti “Se non ora quando? Un mondo diverso comincia adesso” organizzati dall’assessorato alla partecipazione democratica e nuovi stili di vita insieme allo sportello Eco Equo. Un modo nuovo per fare arte e per dare sfogo alla propria creatività. Oggetti che di norma vanno nel cestino dell’immondizia, questa volta vengono esposti sotto le luci della ribalta.

La mostra si inserisce all’interno di APRE (Galleria di progetti e prodotti per un’architettura sostenibile). Abbinato a questa iniziativa c’è il premio RiartEco, consistente in un fine settimana a Saturnia per due persone, che verrà consegnato all’autore dell’opera che riceverà il maggiore gradimento del pubblico.

Potranno partecipare tutti i “riciclatori artisti” modellando, ispirati dalla loro immaginazione, materie prime non tossiche o le cosiddette materie seconde ovvero materiale da smaltire come rifiuto. Per partecipare devono essere inviate le opere entro il 31 marzo 2008 all’associazione Pop Point of Presence ([email protected]; in[email protected] ) che selezionerà fra queste le più interessanti da esporre.

Le creazioni verranno votate dal pubblico attraverso un apposito modulo disponibile all’ingresso della mostra. Tutte le informazioni per partecipare si trovano sul sito : www.ruotati.com e presso lo sportello EcoEquo del Comune al Parterre.

Per il resto basta cercare fra i rifiuti, capovolgere le prospettive, aggiungere un pizzico di creatività e manualità e “l’opera d’arte riciclate” è in mostra.

 

Un computer per solidarietà

E’ stato presentato a Palazzo Vecchio One Laptop Per Child (OLPC), un portatile a basso costo adatto ai bambini e disegnato per imparare a imparare.  L’evento, organizzato dall’assessorato all’informatica del Comune di Firenze, ha visto la partecipazione di Nicholas Negroponte, fondatore del Massachusetts Institute of Technology (MIT) Media Lab di Boston ed ideatore del laptop XO-OLPC, dell’assessore alla pubblica istruzione Daniela Lastri, che ha invitato alla presentazione dell’Olpc gli alunni di una classe quarta della scuola elementare Cairoli e di una quinta della scuola elementare Vittorio Veneto, e di alcuni professori dell’area informatica e comunicazione.

“È un progetto educativo, non solo un semplice portatile – ha affermato Nicholas Negroponte – il laptop è una risposta alla sfida globale di combattere l’analfabetizzazione, l’inclusione sociale ed il divario digitale. ” Il laptop XO, un portatile adatto per i bambini e disegnato per imparare a imparare”.L’unicità del progetto OLPC Italia sta nel suo obiettivo: creare un modello pilota di cooperazione decentralizzata tra diverse città, supportato da un insieme di partner pubblici e privati, che sostengono azioni ed iniziative create su misura per i paesi in via di sviluppo.

La cooperazione a livello locale porta ad un sistema di solidarietà civica, che oltrepassa le barriere burocratiche create dai Governi centrali.Partendo da questi presupposti Firenze si candida ad essere la prima città, su scala internazionale, ad adottare OLPC promuovendo G1G1: ogni studente italiano che acquisterà un laptop, ne donerà un altro ad un suo coetaneo che vive in uno dei paesi in via di sviluppo gemellati con la città di Firenze e che sono i seguenti: Lima (Perù), Hebron (Territori Palestinesi), Nazareth (Israele), Salvador Bahia (Brasile) , Bucharest (Romania), India e Benin. Mobilitando risorse e partner, OLPC Italia tende a creare una rete di solidarietà civica internazionale, gestendo in prima persona l’implementazione ed il monitoraggio di tali progetti nei PVS.Il progetto OLPC è stato fondato da Nicholas Negroponte con un nucleo di veterani del Media Lab, e ha presto coinvolto persone di talento e costanza eccezionali, provenienti dall’ambiente accademico, dalle belle arti e dalla comunità open source.

Ogni persona che partecipa porta con sé un insieme di capacità uniche, e una profonda passione per il progetto. La campagna G1G1 presentata negli Stati Uniti a novembre, ha venduto sul territorio americano oltre 200.000 macchine in un mese e mezzo.

Case Passerini, basta cattivi odori

A inaugurare la nuova realizzazione sono stati il sindaco di Firenze Leonardo Domenici e i primi cittadini di Sesto Fiorentino e Calenzano, Gianni Gianassi e Giuseppe Carovani, l’assessore provinciale all’ambiente Luigi Nigi e il presidente di Quadrifoglio Marco Maria Samoggia.

Gli interventi sono stati realizzati da Quadrifoglio per una spesa di circa 13 milioni di euro, e hanno riguardato la realizzazione di due nuovi edifici, la trasformazione della struttura produttiva e di maturazione del compost attraverso la realizzazione di biocelle e la modifica strutturale di alcune separazioni tra i capannoni esistenti per permettere la massima fruibilità interna.

Prima del nuovo intervento, il reparto compostaggio di Case Passerini era costituito da due capannoni chiamati “Compostaggio 1” e “Compostaggio 2”. In entrambe le strutture si realizzava lo stesso processo di lavorazione: mediante l’ausilio di pompe veniva immessa aria nei cumuli di rifiuto organico (rivoltati periodicamente), in modo da favorire il processo aerobico di compostaggio. L’aria derivante dal processo di fermentazione dei rifiuti organici veniva rilasciata all’esterno dopo aver subito un trattamento, generando però maleodoranze per gli abitanti delle zone circostanti. L’ampliamento e l’ottimizzazione dell’impianto di compostaggio è stato attuato sia per aumentare la capacità di trattamento della frazione organica (che passerà da 22.000 a 70.000 tonnellate all’anno), sia per eliminare i problemi di maleodorazione: il vecchio impianto trattava 60.000 metricubi/ora di aria maleodorante, col nuovo ne saranno trattati 360.000.

Nel nuovo impianto, il processo di fermentazione avviene all’interno di 14 biocelle (parallelepipedi chiusi e sigillati) e le emissioni vengono poi filtrate attraverso biofiltri (strato di materiale miscelato con carboni attivi alto circa 2 metri che deodora completamente l’aria). Tutte le opere realizzate migliorano anche le condizioni di lavoro degli operatori che non saranno più a diretto contatto con i rifiuti. Il sistema chiuso infatti è seguito attraverso un software di rilevamento e analisi della temperatura che consente di intervenire e migliorare il processo di maturazione attraverso l’immissione di aria alla temperatura necessaria ad ottimizzare tutto il processo. L’intervento è stato realizzato senza mai sospendere la normale raccolta così da permettere di continuare a trasformare in compost il rifiuto organico differenziato dai cittadini. Il prodotto finale che prende il nome di “ammendante compostato”, non emette alcun cattivo odore e può essere utilizzato in agricoltura e in floricoltura. L’ampliamento e l’ottimizzazione dell’impianto di compostaggio consente un aumento del 62% della produzione di ammendante.

Con le nuove 14 biocelle, infine, aumenta anche la potenzialità di trattamento dei rifiuti organici. Questo permetterà di allargare il sistema di raccolta dei materiali organici di origine domestica, che garantirà anche a Firenze il superamento della soglia complessiva del 40% di raccolta differenziata. Ad aprile saranno sistemati nelle varie zone della città ancora sprovviste i nuovi cassonetti con coperchio marrone per gli scarti organici domestici. Saranno complessivamente 1.000 i cassonetti su tutto il territorio comunale. Inoltre nel “Castrum Romano” la raccolta dell’organico – già effettuata presso gli esercizi di ristorazione – sarà estesa anche alle utenze familiari e analogo allargamento è previsto al resto del centro storico, laddove non sarà possibile sistemare cassonetti.

La nuova sfida de “Il Reporter”

Cercheremo di seguire tutti questi temi con la filosofia che ha sempre caratterizzato l’avventura de Il Reporter: dando spazio a tutti senza però, quando lo riteniamo utile, nascondere la nostra opinione. Per questo una redazione, costituita per lo più di giovani, è già al lavoro. Ma questo quotidiano d’informazione on-line non sarà solo nostro, sarà anche un po’ di tutti voi.

Come potete vedere ci sono molti spazi dedicati ai lettori. Qui infatti potranno essere pubblicate anche molte delle lettere che non trovavano spazio sul mensile cartaceo: ci sono spazi dedicati ai commenti, alle vostre segnalazioni, persino alle foto ed ai filmati che vorrete inviarci. Se collaborerete con noi vinceremo sicuramente la nostra sfida. Buona lettura e buon lavoro a tutti.

Marco Agnoletti

Giovani nella Silicon Valley

Si intitola Toscana-BEST (business exchange and student trading) il progetto che vede come partner la Regione Toscana e l’Ambasciata americana in Italia.

Entro il mese di marzo la Regione Toscana emetterà il bando per 5 borse di studio di 30 mila euro ciascuna che permetteranno ad altrettanti giovani toscani di partecipare al progetto.

I candidati che saranno selezionati potranno seguire i corsi di imprenditoria e managment in una delle più prestigiose università Usa ed effettuare uno stage di 6 mesi in un’azienda start up a forte potenziale di crescita nella Silicon Valley.

I settori di riferimento per le borse di studio sono: biotecnologie, nanotecnologie, biomedicale, ICT, aerospaziale, nuovi materiali, design industriale, tecnologie per la produzione ambientale e produzione energetica. Sia l’ambasciatore Spogli sia il presidente della Regione Toscana hanno sottolineato l’importanza del progetto volto a favorire la diffusione della cultura dell’innovazione fra i giovani toscani.

Un tema, quello dell’innovazione come nuovo volano di sviluppo per la Toscana sul quale il presidente della Regione ha richiamato più volte l’attenzione, e che oggi trova un felice momento di sintesi fra il mondo della formazione e quello del sistema produttivo proprio grazie a questo progetto.

I giovani toscani che andranno In Usa potranno infatti – è stato sottolineato – sperimentare direttamente l’importanza del network fra università, capitali di rischio e sistema produttivo e saranno in collegamento con gli uomini d’affari italiani che hanno la loro attività in California.

Cassa integrazione: arrivano 11 milioni

L’assessore al lavoro della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, ha firmato a Roma l’intesa con il ministero e l’Istituto nazionale della previdenza sociale che rinnova il provvedimento di Cassa integrazione in deroga.

In altre parole si prevede la possibilità di estendere questo strumento sia alle aziende con meno di 15 dipendenti, sia a quelle che hanno già usufruito della cassa per periodi superiori ai 24 mesi. Alla Toscana saranno destinati, per l’anno in corso, 11 milioni e 500 mila euro, all’incirca la stessa somma del 2007.

Si tratta, come ha sottolineato l’assessore, di uno strumento importante, che consente di utilizzare con maggiore elasticità e tempestività la cassa integrazione, adattandola alle esigenze di riconversione dei diversi settoriproduttivi e scongiurando i più pesanti effetti sociali della crisi.

Il ricorso alla Cassa in deroga ha consentito, nei mesi scorsi, di mitigare l’impatto della chiusura di numerose realtà produttive. Ultima in ordine di tempo la Panini Servizi di Livorno, che lavorava per la multinazionale Delphi, che ha chiuso i battenti due anni fa. Sia i lavoratori della Delphi che quelli della Panini hanno potuto usufruire, su concessione della Regione, della cassa integrazione per un periodo superiore ai due anni.

Lo scorso anno sono stati spesi circa 3 milioni e 700 mila euro a favore di aziende con meno di 15 dipendenti; 4 milioni di euro a favore di aziende sotto i 15 dipendenti dei distretti tessile e orafo, mentre altri 2 milioni, tratti dal fondo di riserva, sono stati destinati ad aziende dei distretti orafo, tessile, abbigliamento e calzaturiero. Altri 2 milioni di euro saranno spesi per coprire le residue domande, sempre relative al 2007, ad oggi ancora inevase.

Turismo, aumentano del 67% i visitatori di Palazzo Medici

Nel mese di febbraio 2008 sono stati registrati 12.316 ingressi, quasi 5mila in più rispetto allo stesso periodo del 2007. Gli incassi sono aumentati del 64,63% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Estremamente positivi anche i dati di inizio 2008 confrontati con i primi due mesi del 2006 (+ 95,33% di incassi; + 54,80% di ingressi).

“Sul trend positivo – specificano all’Assessorato per il Turismo della Provincia di Firenze – influisce sicuramente il successo che sta riscuotendo la mostra allestita per ricordare i 50 anni dalla morte di Ottone Rosai. Dal giorno della sua inaugurazione, il 27 gennaio, fino al 29 febbraio gli ingressi sono stati 13.670. La mostra, che inizialmente doveva finire il 25 marzo è stata quindi prorogata al 6 aprile”. Questi risultati – conclude la nota dell’Assessorato – offrono nuove conferme alla politica espositiva di qualità che la Provincia di Firenze ha immaginato per la programmazione degli eventi in quella che fu la prima residenza dei Medici”.

L’esposizione su Ottone Rosai è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Giorno di chiusura: mercoledì.
Il biglietto intero costa 5 €, quello ridotto 3,5 €. Il biglietto consente di visitare anche il percorso museale di Palazzo Medici Riccardi con la cappella di Benozzo Gozzoli, la Sala Luca Giordano e il Museo dei Marmi.

Per informazioni:
Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 3 – tel. 055 2760340; oppure Ufficio Informazioni Turistiche APT Firenze tel. 055 290832/3.

Uefa: 2-0 all’ Everton…of course…

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Un po’ di paura c’era eccome, inutile negarlo e non solo per la temuta discesa nella patria del Rinascimento delle temutissime orde di hooligans ingabbiati modello zoo in zona Costoli-Palasport.

L’Everton che non è squadra con un grosso pedigreè e che sicuramente non è al livello dei cugini ricchi in maglia rossa di Liverpool, veniva pur sempre da un filotto di match in Uefa di tutto rispetto. Vincente nel suo gruppo A e reduce da sette vittorie sette consecutive.

Numeri di tutto rispetto, ma quest’anno la Fiorentina è davvero una squadra che dimostra di credere in se stessa e di non aver paura di nessuno.
Com’è andata a finire è cosa nota. Un 2 – 0 perentorio (e i gol potevano essere anche di più) ed inglesi a casa belli bagnati, atmosfericamente parlando.

In campo è tornato dal primo minuto al suo posto Pasqual a cui pare che il turno di riposo abbia fatto un effetto gerovital, di punta per sfruttarne l’ esperienza internazionale Bobone Vieri, al centro della difesa riprende il suo posto capitan Dainelli e sulla fascia alta si posiziona il jolly Jorgensen.
Queste le varianti volute da Mister Prandelli rispetto agli undici eroi di Torino.

La Fiorentina c’è, questo s’intuisce subito. C’è con un centrocampo luccicante che sarà decisivo, c’è con un saggio sfruttare le fasce laterale appena s’intuisce che gli inglesi cercano di chiudersi a riccio dalle parti di Bobone.
Le occasioni non tardano ad arrivare. Al ’20 a seguito di una bella azione Montolivo, Uifalusj palla al centro, il portiere americano Howard anticipa per un soffio Osvaldo in agguato. Due minuti più tardi il portiere non si fa sorprendere da un sapiente tocco ravvicinato di Jorgensen, ma l’azione che grida vendetta del primo tempo arriva quasi allo scadere. Dopo un bell’uno due con Osvaldo, Vieri si ritrova a tu per tu con il portiere che compie un miracolo nel respingere la sua palla.

Nella ripresa la stessa Fiorentina del primo tempo, fin da subito spinge ancor di più il pedale dell’accelleratore. E’ chiaro che si cerca il vantaggio, anche se il portiere Howard fa di tutto per perder tempo tanto da beccarsi il giallo dall’arbitro belga De Bruyn.
Gli inglesi ci temono a ragione. Sono passati solo tre minuti del secondo tempo quando Montolivo ci prova da lontano costringendo il portiere alla deviazione. La chiave del match. Provarci anche da fuori area e sfruttare l’inserimento dei centrocampisti. Al 13′ ancora miracolo del portiere dell’Evertono con un doppio incredibile intervento prima su Vieri e poi su Kuzmanovic.
Entra in campo Pazzini al posto di uno sfinito Bobo ed il gol che è nell’aria da un pezzo, arriva al minuto 25. Botta forte e precisa nell’angolino da fuori area di Kuz e il Franchi può esplodere.
La Fiorentina insiste, si capisce che vuole il raddoppio per essere più tranquilla. Entra in campo prima Santana al posto di Osvaldo e poi Gobbi al posto di Kuz che ha preso una botta, e si continua a mirare a testa bassa la porta inglese.
Il bis atteso arriva quando il cronometro segna il ‘ 35. Arriva dopo una sontuosa azione: cross dal fondo di Santana, delizioso assist di Jorgensen per Montolivo che arriva da dietro e che al volo da distanza centra il bersaglio pieno. 2 – 0!
Si chiude in allegria anche se potevano essere di più se Santana, sul finire non sbagliasse sciaguratamente, per leggerezza, la palla del 3 – 0.
Anche l’Everton è servito e ricordo, per chi l’avesse scordato che la viola ha sempre in infermeria un certo Liverani e un certo Mutu…
La firma su questo match la mettono i due giovani centrocampisti viola che insieme fanno più o meno gli anni di Paolo Maldini.

Le pagelle

Frey: gli unici pericoli dalle sue parti arrivano dalle palle sciaguratamente passate indietro da capitan Dainelli, che in un’occasione lo mettono pure in difficoltà con l’incursione del colosso Yakabu che li rifila un pedatone sulla schiena. Per il resto inoperoso. Spettatore. Voto: 6,5

Ujfalusi: dalle sue parti si aggirava un peperino tutta grinta, ma Ufo ci mette tutta la sua esperienza. Solido. Voto: 6,5

Gamberini: il temuto Yakaubu che in terra d’Albione segna gol a raffica con il Gambero non l’ha mai vista. Poderoso. Voto: 7

Dainelli: sarà che io proprio non lo vedo, ma ogni volta che la palla è sui suoi piedi c’è da tremare. Ed anche sta volta è stato così. Pericoloso. Voto: 5,5

Pasqual: Il riposo sabaudo gli ha fatto bene. Attento dietro, qualche cross velenoso e preciso avanti. Che sia tornato lui? Redivivo. Voto: 6,5

Kuzmanovic: Il gol splendido che sblocca la partita, il suo essere ovunque. Ancora una partita maestosa, ed ha solo 21 anni. Maestoso. Voto: 8

Donadel: il lavoro sporco e tutto suo. Lottare, sgomitare, riprenderle, ripartire. Polmoni ed impegno. Peperino. Voto: 7

Montolivo: è tornato quello che si vuole sia. Un gol da museo, pennellate e suggerimenti preciso e d’ingegno. Cristallino. Voto: 8

Jorgensen: non si vede tanto, ma è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero in campo e come scordare quell’assist delizioso per Montolivo. Prezioso. Voto: 7

Vieri: povero Bobone. Le 35 primavere si sentono tutte in una serata fredda ed umidiccia. Sbaglia un gol che grida vendetta ed altri lanci dove ormai non ci arriva più. Amarcord. Voto: 6

Osvaldo: suo l’intuizione che potrebbe mandare in gol Bobo, entra in molte azioni e punge sempre. Insidioso. Voto: 7

Pazzini: entra al posto dell’affannoso Vieri, ci mette più brio e velocità, ma la porta per lui rimane sempre una chimera. Volenteroso. Voto: 6,5

Gobbi: da il cambio a Kuz e fa il suo dignitosamente, come da copione. Soldatino. Voto: 6,5

Santana: entra al posto di Osvaldo. Genera l’azione del 2 – 0 e per questioni di millimentri non insacca la palla del 3 – 0. In pochi minuti bei numeri. Decisivo. Voto: 7

Prandelli: come sempre cosa poterli dire. Ne cambia quattro rispetto a Torino e tutto gira alla perfezione, come sempre. Voto: 8

Niente più Lambrette in centro

 

Addio cara Lambretta. Quella su cui viaggiavano spediti Gregory Peck e Audrey Hepburn in “Vacanze Romane”. Addio anche alla Vespa che sfrecciava sui colli bolognesi insieme ai Lunapop. Libere ancora di portare a spasso coppiette e “wild spirits”. Ma lontano da Firenze. La città del giglio ha imposto infatti una forte limitazione al traffico di motocicli euro 0 a due tempi.

 

La restrizione, scattata dal 1 marzo, impone il divieto di transito sul territorio comunale nei giorni e nelle ore centrali della settimana: martedì, mercoledì e giovedì dalle 8 alle 18. E poco importa se a sparire saranno soprattutto le due ruote più vecchie e romantiche. Quelle più amate e, ahimè, anche più rumorose e deleterie. Il movente rimane sempre l’inquinamento, che sta soffocando la città e i suoi abitanti.

 

E allora, dopo le restrizioni anti smog entrate in vigore dallo scorso gennaio e riguardanti soprattutto gli autoveicoli, adesso è l’ora dei motorini più vecchi e meno conformi alle normative vigenti in materia di smog. Si stima che attualmente ce ne siano tra i 3 e le 4mila in circolazione, dato poco confortante visti i livelli di inquinamento cittadino.

 

Continuano inoltre le limitazioni alla circolazione degli autobus euro 0. Secondo l’accordo siglato il 10 maggio 2007 dalla Regione e da 30 Comuni toscani, gli veicoli più desueti si sarebbero dovuti fermare a partire dal mese di aprile 2008. In seguito ad una delibera emessa dalla Regione lo scorso 28 gennaio, lo stop verrà posticipato e i mezzi di trasporto pubblico più inquinanti saranno liberi di circolare tutti i giorni, tranne nei festivi.

 

Le motivazioni di questa inversione di tendenza vanno ricercate nelle possibili ripercussioni che l’interruzione del servizio di trasporto pubblico potrebbe avere sui cittadini. La Regione a riguardo ha suggerito di aspettare il 2010, anno in cui il parco mezzi sarà sufficientemente rinnovato e verranno installati ai mezzi i filtri anti particolato, quelli che permettono di ridurre le emissioni di polveri nell’atmosfera dal 50 al 95%. Nel frattempo lo stop è limitato alle domeniche e, nel caso dei motocicli, solo agli euro 0 a due tempi.

 

Nessuna novità sul fronte delle disposizioni già approvate. Rimangono in vigore tutte le misure scattate il 1 gennaio e che riguardano il divieto d’accesso ai diesel euro 1, tutti i giorni e tutto il giorno. Stesso trattamento 24 ore su 24 per i ciclomotori euro 1 a due tempi e i mezzi adibiti a trasporto merci superiori a 3,5 tonnellate. Confermati anche gli stop a tutte le autovetture, i ciclomotori e i veicoli merci inferiori a 3,5 tonnellate euro 0, ai quali è proibito il transito sul territorio comunale 7 giorni su 7 sette, senza sconti.

Taglio netto ai corsi di laurea

Ormai siamo al rush finale, tra pochi mesi l’università indosserà vesti nuove, con una riforma che ridurrà il numero di corsi di laurea e il numero di esami da sostenere per conseguire il titolo. Per capire meglio come cambierà il volto dell’ateneo fiorentino, abbiamo parlato con il Rettore dell’Università di Firenze Augusto Marinelli.

 

Con la riforma della didattica, ci sarà un risparmio nelle voci di bilancio dell’ateneo? In che misura?
«Occorre chiarire che l’obiettivo della riforma della didattica non è tanto di quantità – non riguarda tanto il numero di corsi o il risparmio economico – ma di qualità: migliorerà e diventerà più razionale l’utilizzo dei docenti di ruolo per garantire un’adeguata copertura degli insegnamenti.
Per capirci meglio, bisogna ricordare l’origine dei nuovi cambiamenti: con il decreto ministeriale 270 del 2004 e i decreti ministeriali successivi sono state modificate le classi di laurea e sono stati anche previsti alcuni requisiti rigidi per l’attivazione dei corsi di studio. L’Università di Firenze, seguendo una scelta di qualità, ha deciso di portare per la maggior parte dei casi fino al 70% la quota di crediti formativi universitari che deve essere coperta da docenza di ruolo. E’ ovvio, poi, che ci sarà anche un risparmio economico perché attiveremo un numero assai più contenuto di contratti di insegnamento con personale esterno».
La riforma riuscirà a ridurre il numero di studenti fuori corso? Eliminando corsi di laurea “dispersivi”, si riuscirà ad inserire meglio gli studenti nel mondo del lavoro?
«Ci siamo posti l’obiettivo di far partire i nuovi ordinamenti al più presto, convinti che questo sforzo porterà a migliorare e accelerare il percorso formativo degli studenti, riducendo i fuori corso. La semplificazione del panorama dei corsi di laurea, infatti, facilita la scelta degli studenti e il loro orientamento durante gli studi e al momento del collocamento nel mondo del lavoro. Un altro obiettivo della riforma, al quale si lavorerà nei prossimi mesi, con la revisione dei regolamenti didattici dei singoli corsi di laurea, sarà una forte riduzione del numero degli insegnamenti e quindi degli esami, che riordinerà e renderà più scorrevole lo svolgimento degli studi. Naturalmente il singolo studente manterrà il diritto di chiudere il ciclo di studi nel corso in cui si è iscritto, anche se ovviamente l’Ateneo favorirà la trasmigrazione nelle nuovi classi e nei nuovi ordinamenti di studio, passaggio che potrebbe essere molto favorevole per gli studenti. Solo la facoltà di Medicina rimane, per ora, con l’offerta formativa attuale, poiché non sono stati emanati dal Ministero i decreti relativi alle nuove classi di laurea delle professioni sanitarie».
La riforma della didattica prevede, dunque, una riduzione dei corsi di laurea e degli esami; possiamo dire quindi “meno corsi ma buoni?”
«La riduzione dei corsi di laurea, anche significativa (ci saranno 71 lauree di primo livello e 81 lauree magistrali o di secondo livello, a fronte rispettivamente delle attuali 93 e 108) salvaguarda la ricchezza dell’offerta disciplinare attuale: se i nuovi corsi di laurea saranno meno, potranno però articolarsi al loro interno in curricula, evitando però il frazionamento in singoli corsi di laurea. Il miglioramento della qualità complessiva dell’offerta, è, appunto, lo scopo di tutta questa operazione».