sabato, 4 Aprile 2026
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Maccarone sullo stomaco…

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Aggiungiamo dell’ altro. Per loro, i cuginetti senesi, è la partita della vita e lo è da quando dopo quasi cent’anni di campetti polverosi di periferia sono sbarcati in serie A.In ogni match contro Firenze inneggiano infatti alla battaglia di Montaperti… Oltre 800 anni fa è vero, ma anche l’unica occasione nella loro lunga storia in cui sono riusciti a mettere sotto (per poco tempo) la città del giglio.

Partiamo ora alle scusanti. Mezza difesa febbricitante per noi: Ujfalusi, Kroldrup e Gamberini, ma data l’emergenza, l’ultimo è sceso lo stesso in campo anche se col termometro sotto braccio.

Davanti ai lati di Pazzini ecco per la prima volta dal 1 minuto Papa Waigo su un lato e Santana dall’altro.

La Fiorentina gioca con il lutto al braccio per ricordare il mitico portiere Nardino Costagliola.

Ma andiamo al match.

Nel primo tempo c’è molta Fiorentina e poco Siena anche se i chiantigiani cercano di chiudere tutti gli spifferi possibili davanti a Manninger.

La svolta del match potrebbe arrivare al minuto ’27 quando Papa Waigo, partito bene in velocità da par su, scodella una palla d’oro al centro area per Pazzini che: la prende, la controlla, avanza palla al piede e da due millimetri riesce incredibilmente a buttarla fuori!

Al 35′ ci prova Santana con una testarda azione personale, ma non inquadra la porta. Al 39′ Pazzini cerca di rifarsi con un bel colpo di testa su cross di Pasqual, ma trova sulla sua strada un Manninger in vena di miracoli.

Nel secondo tempo Prandelli effettua subito un cambio: il Papa nero rimane negli spogliatoi (problemi muscolari?) e al suo posto il jolly tuttofare Jorgensen.

Il ritmo e la trama è sempre quella. La Fiorentina vuole il vantaggio, ma il Siena si chiude bene. Si segnala un tiro da fuori di Montolivo che trova la deviazione di Loria e uno di Donadel che Manninger blocca.

Poco dopo viene annullato un gol al Siena di Frick che mette alle spalle di Frey, ma con la bandierina giustamente alzata del guardalinee a segnalare un fuorigioco.

Un campanello d’allarme? No, perchè la viola continua a macinar gioco.

Entra Kuz per Pasqual ed ancora un’azione viola con Montolivo che s’incunea in area e mette in mezzo per Pazzini che spara alto.Poi un’altra occasione per Pazzini di testa (alta) su un bel cross di Kuzmanovic.

Prandelli mette in campo (finalmente) Cacia al posto di Pazzini, ma poco dopo al ‘ 35 arriva inatteso da tutti il gol senese.

Maccarone su punizione, tira una bomba assassina sul palo di Frey ed insacca.

Festeggia togliendosi la maglia e già ammonito, lascia la sua squadra in dieci.

Gli ultimi minuti sono un autentico arrembaggio viola, ma il pari non arriva…

Il bicchiere di Chianti per festeggiare, stavolta, lo alzano al cielo a Siena.

Le pagelle

Frey: mai chiamato in causa eccetto che sull’azione del gol. Diciamo solo che, quando un portiere prende gol su punizione sul suo palo non è immune da colpe. Colpevole. Voto: 5

Potenza: Ufo non stava bene, lui è tanto che non giocava, metteteci quello che volete. Fa quello che può, ma la differenza fra titolare e riserva è tanta. Scarsino. Voto: 5,5

Gamberini: sempre il meglio in difesa. Anticipo, incisività, non si smentisce anche quando è febbricitante. Sicurezza. Voto: 6,5

Dainelli: anche lui non si smentisce mai, ma al rovescio… Meglio di giovedì, ma le solite leggerezze che fanno tremare i polsi… Tremarella. Voto: 5,5

Donadel: ci è piaciuto di più quello di giovedì, ma impegno e cuore in campo li butta sempre. Sfiatato. Voto: 6

Pasqual: conferma di essere in crescita. Belle discese, un paio di cross velenosi e buone coperture dietro. Crescente. Voto: 6,5

Gobbi: Inizia in mezzo, poi va a fare il terzino. Compitino sempre svolto con attenzione. Scolaretto. Voto: 6

Montolivo: sarà che sente ancora i benefici effetti di giovedì, ma fa di tutto. Cerca di guidare la squadra e sfodera un paio di tiri niente male. Pittore. Voto: 6,5

Santana: non ci siamo proprio. Giochiccia fine a se stesso, molti errori, tanto egoismo e quell’inutile fallo che provoca la punizione decisiva per il Siena. Egoista. Voto: 5

Pazzini: un po’ è sfortunato, ma molto ci mette del suo. Come ha fatto a sbagliare quel gol non lo sa nemmeno lui! Bravo come giocatore pessimo come centavanti. Alla fine i senesi gridano “Pazzini uno di noi”.. Disastroso. Voto: 4,5

Papa Waigo: spinge, cavalca e puge. Da a Pazzini un assist sontuoso che lo sciagurato riesce a sbagliare. Ci stavamo chiedendo perchè il cambio, poi ci hanno detto dei problemi muscolari. Fondamentale. Voto : 6,5

Jorgensen: dal 1′ del secondo tempo al posto del Papa nero, fa il suo, come sempre, ma è stanco. Voto: 6

Kuzmanovic: venti minuti soli in vista di mercoledì. Un bel crosso pennellato per Pazzini e tanta corsa. Voto: 6

Cacia: quando entra lui il Siena segna e per lui, la al centro, il compito diventa proibitivo. Praticamente non la vede mai. Voto: n.p.

Prandelli: non avevamo capito il cambio di Papa Waigo ma poi ce l’hanno spiegato. Cacia lo mette troppo tardi, stavolta i suoi cambi non sono efficaci. Ma è come sempre il meglio. Voto: 7



Firenze scopre il cinema coreano

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Una settimana piena di film, in una rassegna che quest’anno tocca la cifra dei 30 lungometraggi e si rinnova con delle sezioni a doc: in concorso (diviso in Independent Korea e Orizzonti Coreani, il vincitore sarà decretato dal pubblico in sala), Women film directors (dedicata alle donne registe coreane) e Corti Corti, che per la prima volta porterà a Firenze i cortometraggi più interessanti di una delle cinematografie più attive e interessanti a livello mondiale.

Pur avendo subito un piccolo affievolimento di successo, il cinema coreano è ancora tra i più interessanti e il Festival anche quest’anno sarà una vetrina egregia per scoprire film diversi e immeritatamente sconosciuti.
Oltre all’immancabile Kim Ki-Duk (regista di Ferro3, e attualmente il coreano più famoso in Italia) che chiuderà la rassegna con il suo ultimo lavoro Soffio (nella foto), il Korea Film Fest si propone di far scoprire ai fiorentini due importanti registi del panorama coreano: Lee Myung-se e Lee Yoon-ki, entrambi presenti come ospiti d’eccezione.

Un’iniziativa unica e imperdibile quella del Korea Film Festival, che di anno in anno ottiene maggiore visibilità e a riprova di questa crescita inizia con questa edizione una partnership con il JIFF (Jeonju International film Festival) per lo scambio di programmi per la promozione di film coreani in Italia e di film italiani in Corea.
Una rassegna che permetterà ai cinefili fiorentini (ma anche ai semplici amanti del bel cinema) di scoprire una cinematografia diversa e variegata, versatile e spesso meravigliosa, che potrà offrire noir, melò d’amore, comici e film d’azione. Una scoperta inattesa che lascerà un segno indelebile in tutti voi.

Sito Ufficiale del Festival: http://www.koreafilmfest.com/

Prezzi

Abbonamenti

Abbonamento Biglietto Unico per i 30 film in Programma e Rassegne del Festival: Euro 60 (comprende Manifesto, Catalogo Festival 08’, Guida della Corea in Italiano). (strettamente personale, non cedibile, consente l’accesso a tutti gli spettacoli, con posto riservato.)

Biglietti

Biglietto Intero
Euro 5,00

Biglietto Ridotto
Euro 3,50
*Studenti italiani / Studenti Scuole per Stranieri / Università Americane in Italia / Dipendenti Aziende Sponsorizzanti / Carta ARCI / Carta Mediateca Regionale Toscana Film Commission.

Biglietto 2 Spettacoli Intero
Euro 8,00

Biglietto 2 Spettacoli Ridotto
Euro 5,00
Studenti italiani / Studenti Scuole per Stranieri / Università Americane in Italia / Dipendenti Aziende Sponsorizzanti / Carta ARCI / Carta Mediateca Regionale Toscana Film Commission.

Biglietto “Korean Film Fear Night” ore 24
Euro 3,50
Per la Proiezione dell’ultimo film alle ore 24.00 del 8 Marzo

Un aeroporto tutto nuovo

L’Aeroporto di Firenze si prepara ad un’opera di riqualificazione. Un lavoro che AdF S.p.a. ha affidato al noto studio di architettura Pascall+Watson Architects Limited che lavora al progetto in sinergia con la società di ingegneria Ausglobe Formula S.p.A.

È questa la squadra che ha vinto il concorso internazionale di idee per il concept architettonico esterno dell’aerostazione “Amerigo Vespucci”. È dal 2006 che lo scalo fiorentino è in fase di cambiamento e entro la fine del 2010 i lavori dovrebbero essere completati.

Il progetto per il restyling esterno si inserisce nel piano investimenti del rifacimento del terminal per il quale sono stati stanziati 25 milioni di euro. “L’aeroporto è la porta di accesso alla città – ha detto Michele Legnaioli, presidente di AdF – deve essere funzionale e semplice dal punto di vista logistico, ma abbiamo investito in qualcosa che fosse anche bello”.

La nuova aerostazione si caratterizzerà per le sue linee essenziali, le soluzioni tecnologiche e la sua connotazione internazionale, pur mantenendo forti gli elementi che la legano al territorio fiorentino.

Cellule fotovoltaiche saranno istallate sulla facciata e sul tetto per il risparmio di energia. Il verde sarà il colore del tetto, che aumenterà le capacità fonoisolanti della copertura e diminuirà lo scambio termico fra l’interno e l’esterno dell’aerostazione.

L’aeroporto di Firenze verrà ancora ampliato, sempre su due livelli: al piano terra ci saranno i servizi collegati all’assistenza passeggeri e l’area imbarchi, al piano superiore verranno istallati 40 banchi check-in rispetto ai 23 oggi presenti.

Alla fine dei lavori lo scalo potrà accogliere fino a 3 milioni di passeggeri, contro i 2 milioni e 200 mila di oggi e la superficie sarà di 3660 metri quadrati, 2210 in più rispetto agli attuali, per la hall partenze e l’area attesa e check-in, e di 2186 metri quadrati per gli spazi commerciali, 980 in più rispetto a quelli dedicati oggi. Anche il parcheggio intorno all’aeroporto sarà ampliato.

Verde, marrone e argento i colori predominanti della nuova struttura, che guarda alla modernità. La squadra vincitrice del concorso assumerà l’incarico della direzione artistica del progetto, della supervisione della fase di progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori.

Lo studio britannico Pascall+Watson annovera nel suo curriculum anche l’ideazione del terminal 5 di Heathrow, che è  il più grande mai progettato in Europa. Lo stesso  studio ha seguito gli interventi di riprogettazione e sviluppo architettonico degli aeroporti di Stansted e Gatwick a Londra oltre a quelli di Manchester e Birmingham, e a varie stazioni ferroviarie europee, edifici studenteschi, commerciali e residenziali. Passando all’Italia dal 1998, insieme ad Ausglobe Formula S.p.A., ha progettato tutti gli interventi previsti dal master plan dell’Aeroporto di Napoli. Di recente lo studio ha accettato anche il progetto per l’aeroporto di Pisa. Progetti nuovi per un futuro che accorcia sempre più le distanze.

Incontri e visite, la salute è protagonista

Il tutto per garantire ai cittadini un maggiore senso di benessere psico-fisico, ed eseguire un continuo monitoraggio così da consentire una diagnosi precoce di alcune patologie e ridurre la spesa sanitaria. Il progetto “La salute e la buona informazione. Le Istituzioni e la Misericordia per una città più consapevole” è promosso dall’assessorato alla sanità del Comune di Firenze, dall’assessorato alle politiche sociali del Comune di Firenze, dal Quartiere 1, dall’assessorato alla sanità della Regione Toscana, dall’assessorato alle politiche sociali della Regione Toscana, dall’Università degli Studi di Firenze dall’ITT.

Il progetto sarà curato dalla sezione di Protezione Civile della Misericordia di Firenze di Piazza del Duomo, impegnata nella tutela del cittadino, oltre che nei casi di calamità naturali, anche nella salvaguardia della salute e del benessere psico-fisico. “La salute e la buona informazione” si articolerà su alcuni seminari, incontri, visite gratuite, momenti di controllo e di assistenza rivolti alla cittadinanza. Quindi, iniziative formative ed informative sul tema della prevenzione per promuovere nelle persone una giusta conoscenza/coscienza che permetta l’adozione di uno stile di vita più sano e corretto.

L’andamento del progetto sarà verificato attraverso questionari forniti durante i seminari e gli incontri. Coloro che vorranno partecipare alla verifica, saranno contattati a distanza di un anno dal primo incontro e riceveranno un secondo questionario di verifica.Il primo incontro si svolgerà martedì prossimo sul tema delle “Medicine non convenzionali”.Le conferenze e i seminari si terranno all’Oratorio di S. Michele alla Pace (in via dei Pilastri) e le consulenze mediche (gratuite per i residenti nel Quartiere 1) saranno effettuate nell’Ambulatorio di Vicolo Adimari della Misericordia di Firenze.

Questo il calendario degli incontri e delle altre iniziative:

Martedì 11 alle 18 e sabato 15 marzo alle 10,30: “La Medicina Naturale” a cura della dottoressa Cantini. Dopo gli incontri ed i seminari, domenica 16 marzo dalle 9,30 seguiranno le visite mediche specialistiche.

Martedì 18 alle 18 e sabato 29 marzo alle 10,30: “L’Omeopatia” a cura della dottoressa Cantini. Dopo gli incontri ed i seminari, domenica 30 marzo dalle 9,30 seguiranno le visite mediche specialistiche.

Martedì 1° alle 18 e sabato 5 aprile alle 10,30: “L’Agopuntura” a cura della dottoressa Baccetti. Le visite mediche specialistiche si svolgeranno domenica 6 aprile dalle 9,30.

Nella seconda parte dell’iniziativa, il cui calendario è ancora da definire, saranno organizzate giornate dedicate all’informazione ed alla prevenzione delle neoplasie di gola e bocca e delle malattie dismetaboliche (diabete e ipercolesterolemia) nella popolazione immigrata nel nostro Paese.

Per informazioni contattare la dottoressa Quirina Cantini, omeopata, al numero di telefono 3406696710.

Sior Todero alla Pergola

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“Sior Todero Brontolon” è il terzo spettacolo celebrativo dei trecento anni della nascita di Carlo Goldoni ospitato alla Pergola in questa stagione dopo I due gemelli veneziani e La vedova scaltra.

Rappresentata per la prima volta nel gennaio del 1762 al Teatro San Luca di Venezia, la commedia ha riscosso nei secoli successo e consenso del pubblico, divertito dalla messa in scena dei lati peggiori dell’essere umano che si assommano nel carattere del protagonista Sior Todero Brontolon.

Goldoni espone “un carattere odioso” affinché “se ne correggano quelli che si trovano per loro disgrazia da questa malattia attaccati” perché – prosegue – “non vi è niente di più fastidioso, di più molesto alla società di un uomo che brontola sempre” e a questo aggiunge avarizia e superbia a comporre il personaggio del vecchio fastidioso.

Padrone dei destini di famiglia Todero impone il suo potere assoluto cercando in ogni modo di impedire le nozze fra la giovane nipote Zanetta e il ricco e intraprendente Meneghetto, impegnandosi invece a favorire l’unione di lei con il figlio sciocco del suo servile amico, un modo astuto per esser certo che la dote della sposa rimanga sotto il suo vigile controllo.

Il lieto fine costruito con perizia dalla nuora Marcolina, l’unica a tener testa al suocero bisbetico, non vedrà Todero del tutto sconfitto, in fondo la felice combinazione dei matrimoni otterrà come effetto anche quello di risparmiare la dote e spendere il minimo.

Giulio Bosetti col trascorrere degli anni e dell’esperienza teatrale affronta il ruolo di Todero come una conquista: “ Non fa piacere a nessuno invecchiare, non essere più padrone del proprio corpo. Ma all’attore che è condizionato dall’età e dal corpo, talvolta, questo passare del tempo può risultare meno gravoso: ha dovuto aspettare e può finalmente interpretare un ruolo che da giovane non avrebbe assolutamente potuto sostenere. E’ il caso del Todero goldoniano, un personaggio annunciato dal suo autore come “odioso”, ma che invece alla rappresentazione ha sempre trovato il consenso del pubblico e, nella follia del suo agire, può diventare addirittura simpatico. Ecco allora che immergermi nei suoi panni sarà per me una grande conquista. Spero con Todero di portare, nel mio avvenire di uomo, un po’ del suo ottimismo, la quasi certezza di arrivare ai cento e quindese, ai cento e vinti, e forse addirittura all’immortalità”.

Il regista Giuseppe Emiliani ribadisce il valore di “capolavoro” del Sior Todero Brontolon “Uno straordinario risultato artistico frutto dell’eccezionale padronanza tecnica di Goldoni capace di delineare a tutto tondo i caratteri dei personaggi.” Baluardo inespugnabile al cambiamento, il vecchio Todero congela il futuro nel proprio presente, e la scena di Nicola Rubertelli lo inscrive in una stanza circolare, di legno, claustrofobica, a segnare l’immobilità del suo universo familiare, perché come ancora evidenzia Emiliani – “In questa commedia non c’è ‘l’abbraccio finale’. Todero rimarrà sempre coerente con se stesso e incorreggibile”

 

Nuovi alberi al parco dell’Albereta

Gli alberi saranno impiantati nei 13 ettari di verde che si estendono da Ponte da Verrazzano al Viadotto di Varlungo. La Direzione ambiente ha cominciato in questi giorni il reimpianto delle piante, che andrà avanti per tutto il mese di marzo.

Sono diverse le tipologie di alberi che si ergeranno nel parco, con una prevalenza di pioppi. Oltre a loro, spazio a peri, querce, salici, olmi, frassini, ontani, aceri. Il tutto per una spesa complessiva di 70.829 euro, in cui sono compresi anche gli abbattimenti delle piante malate eseguiti mesi fa. Ad abbellire il parco saranno soprattutto pioppi bianchi, che verranno utilizzati per ricreare i filari lungo il camminamento parallelo al corso del fiume.

I salici verranno utilizzati per ricostituire il piano dominato dal bosco e il frassino per ricreare in qualche punto il piano intermedio. L’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo ha spiegato che al contrario dei viali – dove è bene seguire un criterio di omogeneità – in un parco è un fatto positivo la presenza di specie differenti. E al parco dell’Albereta è andata proprio così.

I sapori di Taste


Il vintage negli abiti lo conoscono tutti, ma il “vintage gastronomico“? Con “Taste”, il salone del gusto di Pitti Immagine – alla stazione Leopolda – sarà possibile trovare anche qualcosa di molto simile a questa idea.

Tra i temi di questa edizione infatti ecco il “C’era una volta” alla riscoperta di bibite, piatti e prodotti “cult” di un tempo come il chinotto, la cedrata… Ideato dal “Gastronauta” Davide Paolini.

Taste sarà un viaggio in cinque tappe: avremo il “taste tour” alla scoperta e alla degustazione di vecchi e nuovi elementi gastronomici e per conoscere i prodotti delle aziende; il “taste tools” con gli oggetti e le attrezzature legati al mondo della cucina tra food & kitchen design; il “taste press” dove sarà possibile trovare le migliori riviste di eno-gastronomia provenienti da tutto il mondo; il “taste ring” che sarà l’arena ideale dove il Gastronauta organizzerà incontri-scontri attorno al gusto e al cibo di qualità; ed infine il “taste shop”, dove sarà possibile acquistare tutto ciò che si è visto e assaggiato durante il percorso.

Arrivato alla terza edizione, dopo il grande successo di pubblico degli anni precedenti, Taste vede protagoniste oltre 150 aziende selezionate in tutta Italia ma diventa soprattutto punto di incontro per tutti gli appassionati e cultori del cibo di qualità alla ricerca dell’autenticità e dell’originalità dei sapori.

In occasione di questa edizione, alla Stazione Leopolda va in scena “nonsoloAlimentari. Oggetti di design e artigianato per la tavola e la cucina”, una mostra-installazione sul tema degli oggetti e degli strumenti da tavola e da cucina curata dall’architetto-designer Paola Navone. All’interno di un’area di 300 mq, una grande tavola imbandita diventa l’habitat naturale per gli articoli di circa 50 aziende: protagonisti sono pezzi che si distinguono per qualità nell’estetica e per l’originalità nella riscoperta della grande tradizione artigiana locale e italiana. La mostra è concepita per dialogare con i nuovi percorsi del gusto, mettendo l’accento su quel décor della tavola e della cucina che corrisponde all’eccellenza che Taste ricerca per i cibi.

Inoltre 30 immagini nel piazzale e all’ingresso di Stazione Leopolda, un allestimento ad alto impatto scenografico dedicato all’arte e alla creatività contemporanea della cucina: “Le mani in pasta” è una mostra-evento che vede la collaborazione di un noto giornale di moda, il mensile “Velvet”. Le immagini di Francesca Brambilla, fotografa specializzata in food, ritraggono mani di famosi chef impegnati nelle delicate tappe e coinvolgenti fasi di preparazione dei piatti.

Aperta al pubblico dalle 10-22 e il lunedì 9.30-16.30 – ingresso € 8 – anche eventi musicali e progetti speciali. www.tastefirenze.it

600mila euro per “nuove” strade

La proposta è stata presentata da Graziano Cioni, assessore alla sicurezza e vivibilità urbana, e approvata nella seduta di ieri (7 marzo) dalla Giunta comunale. I tre progetti esecutivi sono stati elaborati anche grazie alle segnalazioni della Polizia Municipale e riguardano quelle situazioni considerate di pericolo.

Andando a vedere in dettaglio i vari interventi, per quanto riguarda via del Fossetto questi riguarderanno il risanamento della carreggiata e del marciapiede destro, che verrà allargato e messo a norma e riguarderanno, anche, l’abbattimento delle barriere architettoniche nel tratto compreso tra via di Brozzi e via de’ Cattani. Date le dimensioni della strada e le normative vigenti, niente potrà essere fatto, invece, per il marciapiede sinistro, che risulta essere quasi inesistente. 300.000 euro sono i soldi che saranno necessari per tutto il lavoro.

Passando a viale Europa il progetto prevede la manutenzione straordinaria dei marciapiedi che vanno da via Svezia a via Andorra con rifacimento completo del sottofondo e dell’asfaltatura. Per questi lavori la somma prevista ammonta a 100.000 euro.

Gli interventi sui marciapiedi del quartiere 2 riguardano viale Righi nel tratto compreso fra via Lungo l’Africo e piazza Edison, mentre nel quartiere 5 i marciapiedi soggetti a risanamento saranno quelli di via Clementi (lati numeri civici dispari e pari) e di via Agnolo Poliziano (lato numeri civici pari tra viale Milton e via Lorenzo il Magnifico). Per questa serie di interventi il costo previsto è di 200.000 euro.

Dove necessario i lavori comporteranno anche la realizzazione di opere accessorie come, per esempio, la sostituzione di chiusini, griglie e pozzetti, di caditoie stradali o il rifacimento della segnaletica orizzontale. Le opere rientrano nel piano triennale degli investimenti.

Centauri, ciclisti, automobilisti, ma anche semplici pedoni potranno viaggiare e camminare con maggiore sicurezza.

Filippo Frittelli in libreria

Eppure i medici avevano detto che quel male terribile si poteva curare e, infatti, dopo un anno e mezzo di chemioterapia tutti avevano ormai sperato. Ma il dramma, si sa, è sempre in agguato e la fine di Lorenzo (questo il nome del fratello) segna l’inizio di una vita diversa, completamente nuova rispetto a un presente in cui, addirittura, si progettano vacanze al mare e serate con gli amici.

Il dolore, quello inarrivabile e sconvolgente di una perdita così grave, diventa il centro di un’esistenza difficile e finisce per determinare i momenti e gli accadimenti di una vita che somiglia sempre di più a un caos. Una confusione fatta d’angoscia, senso di impotenza e ansia. Cose che finiscono per disegnare una nuova realtà, abnorme e pesante, che forse solo il fondo del precipizio – rappresentato da un epilogo thailandese – potrà riscattare. Per facilitare in seguito una nuova partenza.

Sullo sfondo, con cadenze letterarie ben scritte, una Firenze disincantata ed il provincialismo della Toscana della costa. “Anarchia in casa mia” segna anche il debutto nella narrativa di Filippo Frittelli, finora regista ad autore di teatro. Al suo attivo diversi lavori, tra cui “Commedia Necessaria” (2006) e “Ora pro nobis” (2007). Un suo racconto è in corso di pubblicazione nell’antologia fiorentina Giulio Perrone.

Più tempo per lo shopping

Le attività commerciali cambiano orario. Nel comune di Firenze, nella stagione estiva, gli amanti dei libri potranno perdersi fra gli scaffali delle librerie, dietro copertine colorate e autori italiani e stranieri dalle 7 della mattina fino alle una di notte. Sempre nello stesso perimetro comunale e sempre nel periodo estivo, inoltre, i laboratori alimentari artigianali e industriali, e le imprese commerciali, quali rosticcerie, gelaterie, pasticcerie, gastronomie, panetterie, creperie, pizzerie da asporto, friggitorie, yogurterie, cioccolaterie e distributori di kebab, potranno essere aperti dalle 7 fino alle una di notte, così che i golosi potranno gustare un buon gelato o un cornetto ripieno di cioccolato al chiaro di luna. Nella stagione invernale, invece, quando le giornate sono corte e è freddo, le porte verranno chiuse alle 24.

È quanto è stato deciso dalla giunta di Palazzo Vecchio nella riunione di ieri mattina, 7 marzo, su proposta dell’assessore alle attività produttive, Silvano Gori, riguardo alle attività non strettamente connesse al “commercio”, come disciplinato dal decreto del ministro Bersani.

Più tempo quindi per i cittadini da dedicare allo shopping, sia che questo serva per scegliere libri o sia impiegato a saziare l’appetito e a soddisfare il palato. Attualmente, infatti, senza distinzioni stagionali, le librerie chiudono i battenti alle 24, mentre le imprese artigianali e quelle commerciali coinvolte dalla decisione comunale, rispettivamente all’una di notte e alle 24.

I nuovi orari prenderanno avvio con l’ingresso dell’ora legale e, quindi, dell’ora solare e così a continuare. Anche i distributori automatici (nei locali esclusivamente adibiti a tale attività) sono interessati da questa ridistribuzione degli orari: dalle 7 alle 14 per quelli che si trovano nel centro storico e dalle 7 alle 22 per quanti collocati nella restante area comunale.

Una decisione, quella dei nuovi orari, che è stata presa in accordo con le associazioni di categoria e dei consumatori. Per tutte le altre attività commerciali, invece, niente di nuovo all’orizzonte: gli orari rimarranno 7-24 nel centro storico e 7-22 nella restante area.

Tutti pronti, quindi, per spostare con l’arrivo della buona stagione, di un’ora la lancetta dell’orologio e per stare qualche ora in più a girare da un negozio all’altro.