Dal piazzale Michelangelo ai ‘fochi’ di Villa Bardini. Centinaia di soci Coop hanno partecipato alla passeggiata per sostenere la Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer
Povertà, un aiuto per l’educazione dei bambini
Accesso ai servizi educativi a costo zero, laboratori per genitori e bambini, consulenze pedagogiche, attività sportive. Sono alcune delle azioni dal progetto sperimentale per il contrasto della povertà educativa “Ali per il futuro”, finanziato con 2 milioni e mezzo di euro, destinato alle famiglie con in difficoltà o con redditi bassi.
L’iniziativa vede come capofila la cooperativa sociale Società Dolce di Bologna, in partnership con diversi soggetti: dalla cooperazione all’Università, dagli enti di ricerca e formazione accreditati alle associazioni e agenzie per il lavoro. In Toscana ad attuare il progetto, a Firenze, Scandicci e Livorno, sarà la cooperativa sociale Arca.
Il progetti “Ali per il futuro”
“Attraverso la condivisione di un progetto familiare personalizzato, le famiglie con bambini da 0 a 6 anni, che vivono in situazioni di vulnerabilità sociale, verranno accompagnate in un percorso di miglioramento delle condizioni socio economiche e di crescita e benessere per il bambino – spiega Caterina Segata, della cooperativa sociale Società Dolce – vogliamo rimuovere la disuguaglianza delle opportunità nell’infanzia, abbattendo le barriere che impediscono ai più piccoli di sviluppare competenze e capacità”.
La lotta alla povertà è un problema sempre più pressante nella società italiana, con più di 1
milione e 600 mila famiglie sotto la soglia della povertà assoluta. Il progetto è mirato a finanziare tanto la lotta contro la povertà educativa che il supporto alle famiglie mirato a dare competenze tecniche alle unità genitoriali non ancora ben inserite nel mondo del lavoro.
Come fare domanda
Tutte le famiglie italiane o straniere con permesso di soggiorno possono presentare domanda di
partecipazione fino al 30 giugno 2018 e i nuclei familiari dovranno avere come requisiti un Isee
pari o inferiore a 15.000 euro, non aver già usufruito del medesimo intervento e avere
almeno un figlio fino ai 6 anni di età. Una volta chiuse le domande, sarà stilata una graduatoria.
” In Toscana, – aggiunge Sura Spagnoli, direttore Area Infanzia della cooperativa sociale Arca – l’offerta rivolta alle famiglie prevede, distribuiti tra Firenze, Scandicci e Livorno, 6 posti di nido d’infanzia e 5 nei servizi di conciliazione 0-3 anni (centri estivi, supporto familiare pomeridiano ecc.), 2 posti di scuola dell’infanzia e 2 nei servizi di conciliazione 3-6 anni, oltre a laboratori per genitori e bambini, consulenze pedagogiche, attività sportive e socializzanti. Ciascuna famiglia beneficerà dell’intervento per due anni”.
A Firenze le strutture coinvolte nel progetto sono il nido d’infanzia Il Koala Blu/scuola dell’infanzia Il Koala Verde e il nido d’infanzia Rosso Canarino, tutti nel Quartiere 4; a Scandicci il nido d’infanzia Alberomago in località Badia a Settimo
Per informazioni è possibile consultare il sito del progetto “Ali per il futuro“.
Il Castello del Brunelleschi è in vendita
AAA vendesi immobile di pregio nelle campagne intorno Firenze, con annessi (25 case coloniche e un intero borgo del XV secolo) e ampio “giardino” (1200 ettari di terreno). Il castello di Oliveto a Castelfiorentino, progettato da Filippo Brunelleschi è in vendita: il prezzo? Viene rivelato solo a chi è veramente interessato all’acquisto dall’agenzia “deluxe” a cui sono state affidate le trattative private.
La proprietà comprende 35mila metri quadri di interni e una tenuta tutto intorno al borgo, tra appezzamenti agricoli, vigneti e oliveti e boschivi. “Si tratta di una delle più prestigiose proprietà mai avute in vendita”, dice Dimitri Corti, presidente di Lionard Luxury Real Estate, società fondata a Firenze e specializzata nelle vendite di lusso. Il castello, in ottime condizioni di manutenzione e finora usato anche per ricevimenti e matrimoni, ha quattro torri angolari e le mura merlate percorribili per tutto il perimetro.
La storia del Castello di Oliveto
La villa-castello, secondo uno dei maggiori esperti al mondo dell’architettura brunelleschiana, il professor Massimo Ricci, è stata progettata dal padre della Cupola del Duomo di Firenze ed edificata nel 1424, proprio nei primi anni in cui veniva tirata su l’ultima parte del “tetto”di Santa Maria al Fiore.
L’edificio, del tutto simile alla celebre Villa medicea della Petraia a Castello (Firenze), ai tempi era di proprietà della famiglia fiorentina dei Pucci e qui soggiornarono ben tre Papi: Leone X e Clemente VII e Paolo III Farnese, per diciassette giorni nel 1541.
Altri grandi personaggi hanno visitato questo luogo: da Lorenzo Il Magnifico al Granduca di Toscana Ferdinando III e il Re d’Italia Vittorio Emanuele III. Nel 1944 il castello fu utilizzato come comando militare dal Generale Mark Clark durante le operazioni di liberazione dell’Italia.

Foto: Lionard Luxury Real Estate
Perché è il castello di Brunelleschi?
Secondo al professor Massimo Ricci sono molti i motivi che hanno portato ad attribuire questo castello al Brunelleschi. Il primo: l’edificio è stato tutto costruito in mattoni, anche nelle parti architettoniche per cui ai tempi veniva usata la pietra, con la stessa “tecnologia” impiegata nella Cupola.
Secondo: all’interno dell’edificio ci sono numerose opere architettoniche (portali, finestre, peducci, arredi) realizzate in perfetto stile brunelleschiano. La prova definitiva, secondo lo studioso, è uno strano ballatoio che poggia su un sistema di mezze volte che non potrebbe stare in piedi e avrebbe dovuto collassare su se stesso. Uno dei dispositivi impossibili del grande Brunelleschi, che solo lui poteva concepire e realizzare.

Foto: Lionard Luxury Real Estate
Per chi volesse sognare un po’ ecco qui la scheda completa di vendita del Castello di Oliveto a Castelfiorentino sul sito di Lionard Luxury Real Estate.
Eredità delle donne, il festival diretto da Serena Dandini
È un progetto dal titolo emblematico che si apre al territorio per coinvolgere tutte le realtà culturali, creative e produttive della città. Firenze, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, accoglie la prima edizione de L’Eredità delle Donne, un festival dedicato al contributo della donna al progresso dell’umanità e lo farà con un programma denso di appuntamenti che, dal 21 al 23 settembre, vedrà la partecipazione di alcune delle eccellenze femminili provenienti dal mondo della cultura, dell’economia e della politica.
“Il progetto, con la direzione artistica di Serena Dandini, nasce da un’idea di Elastica che ha immediatamente incontrato il nostro sostegno – spiega Donatella Carmi, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – Saranno tre giorni di appuntamenti dedicati al tema dell’empowerment femminile che rientreranno come progetto speciale all’interno dell’Estate Fiorentina. L’iniziativa è gemella dell’evento parigino Les Journes du Matrimoine e vuole valorizzare il contributo di artiste, scienziate, pensatrici del passato come della contemporaneità. Figura ispiratrice sarà proprio Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice Palatina, grazie alla quale è stato possibile mantenere intatto il patrimonio culturale e artistico della città”.
La manifestazione propone al pubblico anche un programma OFF lanciando una call entro il 30 giugno per invitare associazioni e singoli cittadini a proporre idee, progetti e contenuti di approfondimento in linea con le tematiche del festival.
Serena Dandini e L'Eredità delle donne
“L’Eredità delle Donne è una straordinaria novità che ha una grande valore morale e culturale perché è proiettata in una dimensione che va oltre i confini nazionali e affronta il tema della donna in una chiave attuale – racconta Serena Dandini – Invitiamo tutti a partecipare perché Firenze è la città ideale per accogliere questo progetto ricco di incontri, percorsi urbani e letture. Vogliamo abbattere gli stereotipi, riflettendo sulle radici culturali della nostra società e restituendo finalmente alle donne un ruolo di primo piano”.

Più informazioni sul sito del festival L'Eredità delle donne.
La mappa della street art fiorentina è su Google
Nella città di Botticelli e Michelangelo c’è spazio anche per la street art. C’è chi li ama e c’è chi li odia, ma ormai a Firenze si trova ad ogni angolo di strada. La contemporaneità dialoga con i grandi capolavori rinascimentali, dunque, donando a fiorentini e visitatori un punto di vista nuovo e inusuale difficilmente trovabile sulle guide e le riviste patinate.
Se n’è accorto anche il Portale Giovani del Comune di Firenze che ha realizzato una pratica mappa, disponibile su Google Maps e in continuo aggiornamento, in cui sono segnalati più di cinquanta spazi di colore urbano: graffiti, murales, disegni e decorazioni ma anche spazi liberi messi a disposizione per futuri interventi. Dai colorati murales della scuola elementare e media in viale Spartaco Lavagnini agli spazi vuoti in zona Leopolda e in cerca di liberazione dal grigio metropolitano.

Il Dizionario
La street art nasce negli Stati Uniti e in Europa verso gli inizi degli anni Novanta, ma comincia ad essere
considerata una vera e propria forma d’arte solo negli anni Duemila quando a Londra, l’ormai noto ma ancora anonimo Banksy, comincia la sua attività di guerilla art. Se in principio l’artista di strada veniva
chiamato “graffitaro”, al giorno d’oggi è un vero e proprio artista a tutto tondo il cui compito è portare vivacità e arte in posti inusuali e di uso comune.
Esistono tanti tipi di street art, che possono variare per tipologia, soggetto e uso dell’ambiente urbano, ma il trend del momento è lo “yarn bombing”: consiste nell’impiegare filati colorati o fibra di maglia o ad uncinetto piuttosto che pittura o gesso. Altre forme di street art riguardano la personalizzazione dei segnali stradali attraverso adesivi, telecamere di sorveglianza, le strutture, i giochi d’ombra e prospettiva che una grande città può offrire.

La street art a Firenze, da Blub a Clet
Anche la culla del Rinascimento è ricca di artisti contemporanei che dedicano la propria creatività a questa arte. Il francese Clet Abraham personalizza i segnali stradali in giro per il mondo, ma ha fatto di San Niccolò la sua base operativa.
Dallo scanzonatorio ai messaggi più critici, i suoi adesivi donano un tocco di colore di originalità, rendendo interessante e vagamente piacevole anche un segnale di divieto. Blub è invece il padre del progetto “L’Arte Sa Nuotare” una serie di disegni in cui personaggi celebri del mondo dell’arte, della letteratura, della storia e dello spettacolo indossano una maschera da sub per simboleggiare lo stato di “l’acqua alla gola” in cui è costretto a vivere l’uomo medio contemporaneo e la conseguente necessità di imparare a “nuotare”.
Gli amanti della poesia possono leggere i componimenti di MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) sui muri del centro storico, mentre “Fly Away” è il nome del progetto in cui dei simpatici omini stilizzati esprimono il desiderio di volare via verso altri posti, altre conoscenze, altri mondi. Non solo disegni, ma vere e proprie rappresentazioni del vivere contemporaneo.
Andrea Muzzi, il reporter da prendere (poco) sul serio
Un microfono in mano, ma un sorriso in tasca. Andrea Muzzi veste i panni del video reporter e lo fa con il suo classico stile, pieno di humour e di ironia. Il comico fiorentino è protagonista della nuova mini-serie “Cronaca Nera”, che porta sullo schermo storie volutamente fasulle e farsesche, che in qualche modo ci fanno riflettere su quanto succede nella società di oggi e sul ritratto di ciò che avviene.
Una mini-serie visibile sul web (sul sito e sui canali social de Il Reporter) e sul piccolo schermo (Italia 7, dopo il tg delle 19.40 e 20.45).
“Mi hanno sempre divertito le trasmissioni che mettono il ‘mostro’ in vetrina – spiega Muzzi -. A volte si fatica a capire chi sia veramente il mostro: il protagonista della cronaca nera? O lo show che gode nel fare audience dal suddetto mostro? Questo ha generato in me un pensiero malevolo; se il mostro fosse un virtuoso,un italiano che fa cose anomale? Cosa da non italiano. Questo è il risultato”.
E allora iniziamo con la prima puntata. Mentre si avvicina la finale di Champions League, “Cronaca Nera” ci propone un vero (?) scoop calcistico. Ma attenzione, non prendetelo troppo sul serio.
“Cronaca Nera”: scoop nel pallone
Andrea Muzzi, il reporter da prendere (poco) sul serio. Il comico fiorentino si cala nei panni del video reporter e lancia una nuova mini-serie. Ecco i casi di ‘Cronaca Nera’, tutti da ridere. Prima puntata: lo “scoop” calcistico
Talk a Villa Bardini, cultura nel verde
Incontri nel verde, per parlare di cultura e tecnologia, di letteratura e aspetti sociali. Da fine maggio a settembre in uno degli spazi panoramici più belli di Firenze arrivano i “Talk a Villa Bardini”, format estivo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Wimbledon, degli incontri promossi nel corso dell’anno da Fondazione CR Firenze. L’evento fa parte anche della programmazione dell’Estate Fiorentina 2018.
Gli appuntamenti prendono il via con Bobo Rondelli: il cantautore, poeta, attore e performer livornese è protagonista della conversazione dal titolo “La vita, le nuvole e la marmellata” in programma mercoledì 23 maggio alle ore 18.30. Un incontro per comprendere dove è la poesia in un mondo sempre più social e tecnologico.
Dopo Bobo Rondelli i due appuntamenti successivi si svolgeranno nell’ambito del festival “La città dei lettori”, promosso da Fondazione CR Firenze e dall’Associazione Wimbledon sempre a Villa Bardini, dal primo al 3 giugno. Venerdì 1 giugno alle ore 16, il compositore e direttore d'orchestra Federico Maria Sardelli interverrà con il tema “Gli occhiali della filologia” e alle 18.30 per la prima volta saranno a Firenze i 12 finalisti del Premio Strega.
Talk a Villa Bardini, cos'è
Talk a Villa Bardini è un format che nasce dall’unione di due tipologie collaudate in una stessa occasione: l’incontro ‘da salotto’ stile Versiliana e l’evento TED, di concezione anglosassone, in cui in un breve intervento il relatore approfondisce temi di interesse culturale, sociale e tecnologico. Si parte con un tema di cui l’ospite è esperto, segue un breve confronto con il pubblico per chiarire e approfondire l’argomento appena trattato.
“Stimolare nella cittadinanza una riflessione sui temi più caldi del nostro tempo – spiega il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Umberto Tombari – è da sempre uno dei nuovi obbiettivi della Fondazione. Abbiamo così ritenuto opportuno non sospendere, nel periodo estivo, gli appuntamenti che promuoviamo nel corso dell’anno ma, in questo caso, è stato confezionato un format del tutto particolare”.

“I Talk a Villa Bardini sono stati pensati per una nuova esperienza culturale che possa coinvolgere il pubblico di tutte le età – aggiunge il Presidente dell’Associazione Culturale Wimbledon Gabriele Ametrano – con tematiche e personalità riconosciute nei campi italiani del sapere e della creatività”.
L’arte contemporanea arriva al Palazzo di Giustizia
Il Palazzo di Giustizia a Novoli si arrichisce di dettagli estetici. A dare un tocco in più questa volta è vera e propria arte contemporanea: cinque lavori a tema, realizzati da artisti internazionali sono stati inseriti all’interno dell’area dell’edificio.
Nell’agosto 2015 era stato indetto il bando per aggiudicarsi lo spazio con la propria opera artistica. Tra le 228 proposte arrivate per il concorso la commissione giudicatrice, formata dagli artisti Daniela Di Lorenzo e Massimo Barzagli, da Clementina Ricci, nipote del defunto progettista del tribunale Leonardo Ricci, da Claudio Paolini delegato della Soprintendenza ai beni paesaggistici, e dalla Direttrice Comunale della Cultura Gabriella Farsi, ha accettato 199 progetti (16 esclusi per mancanza dei requisiti necessari), solo 13 hanno poi superato la prima fase e cinque di loro sono riusciti ad aggiudicarsi il premio.
GLI ARTISTI VINCITORI DEL BANDO
Si tratta di Shigeru Saito con ‘Prima del tramonto’; Antonio Violetta con ‘Giustizia’; Sislej Xhafa, artista proveniente dal Kosovo, con ‘J’; Virginia Zanetti con ‘Il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me’, e Mauro Pace insieme a Saverio Villirillo e Gregorio De Luca Comandini con ‘Metabole’.

L’idea nasce grazie alla possibilità, data dalla legge 717 del 1949, che impone alle amministrazioni che costruiscono nuovi edifici pubblici di destinare parte della spesa prevista alla realizzazione di opere per abbellire gli edifici stessi. Così Firenze ha deciso di mettere in pratica tale principio, aggiungendo però la volontà di valorizzare giovani artisti grazie alla scelta di ben due opere realizzate da ragazzi under 35. A loro saranno destinati circa 70 mila euro ciascuno. Mentre, gli altri, riceveranno una somma massima di 136 mila euro ciascuno.

Ma non si tratta soltanto di opere personali e caratteristiche di uno stile proprio degli autori bensì di lavori che vogliono, come previsto dal bando, mettere in scena il tema dei diritti umani e civili e, “valorizzare e sottolineare l’importanza nella nostra società di valori quali la giustizia, il rispetto, la parità, l’imparzialità, i diritti e i doveri di ogni singolo essere umano”.
Palio di Santo Stefano in Pane: Rifredi torna indietro nel tempo
C'era una volta, al di fuori delle mura di Fiorenza, l’antico contado di Rifredi…
Immerso nella campagna e bagnato dal Rio freddo, il contado si animava frequentemente grazie a dame danzanti, musici, cavalieri, arcieri e sbandieratori che durante le feste si esibivano nelle ville medicee e nelle feste di strada. Questa è l’atmosfera che torneremo a vivere sabato 26 e domenica 27 maggio 2018 con il “1° Palio di Santo Stefano in Pane”.
Una suggestiva due giorni di rievocazioni che vedrà protagonisti gruppi storici provenienti da tutta la Toscana per una sfida che sarà giudicata proprio da voi, popolo di Fiorenza!
Giuria popolare ma anche giochi di corte, cena all’ombra del campanile della Pieve e molto altro che, grazie alla collaborazione di tutto il quartiere, farà sì che questo Palio sia il primo di molti altri.
I PROTAGONISTI
Il 1° Palio di Santo Stefano in Pane vedrà la partecipazione dei 9 gruppi storici: Alfieri Valmarina Calenzano, Gruppo Storico Montemurlo, Sbandieratori e Musici Signoria Firenze, Contrada Alfiere Bagno a Ripoli, Compagnia del Piagnaro Pontremoli, Ballo storico l’Aura Castellina Serravalle Pistoiese, S. Maria al Pozzolo Cerreto Guidi, Compagnia Arcieri il Cerbero Montecerboli (Pi), Pro loco Montopoli Valdarno, che si confronteranno in gare di sbandieratori, musici, danza medievale e arcieri.
LA GIURIA
La particolarità della Manifestazione è costituita dal fatto che, a differenza delle competizioni tradizionali dove la giuria è composta da Maestri di bandiera, insegnanti di danza medievale, Maestri di musica, Storici ecc. ecc., qui la giuria sarà popolare e premierà l’esibizione che gli è più piaciuta, indipendentemente da eventuali errori, esprimendo il proprio voto con le “palette” al termine di ogni serie di esibizioni.
IL TROFEO
Il vincitore di ogni categoria conserverà il trofeo per un anno riconsegnandolo poi, l’anno successivo, all’organizzazione, in quanto parteciperà al Palio di diritto, come vincitore dell’anno precedente.
Il trofeo sarà assegnato definitivamente al gruppo che nell’arco degli anni lo vincerà per tre volte.
IL CONTEST
In occasione dell’evento è stato organizzato il concorso fotografico “Scatta al Palio”, a cui fotografi amatoriali potranno partecipare gratuitamente, inviando i migliori 3 scatti immortalati nei 2 giorni di Palio, entro il 10 giugno 2018, alla mail: [email protected] per concorrere ai premi.
IL PROGRAMMA
Sabato 26 maggio
Ore 14.00 Apertura Mercatino di Santo Stefano in Pane, piazzale del Teatro Nuovo Sentiero via delle Panche 36
Ore 15.00 Giochi di corte ragazzi (4 squadre da 12 ragazzi ciascuna)
Ore 16.30 Giochi di corte adulti (4 squadre da 12 persone ciascuna): Tiro alla fune, Saltare l'asina, Corsa nei sacchi a tre gambe, Drappo Reale, Corsa con l'uovo
Ore 20.00 Cena medievale all’ombra del Campanile della Pieve in compagnia del Coro e del mitico Alessandro Masti con i suoi giochi.
Domenica 27 maggio
Ore 10.00 Apertura Mercatino di Santo Stefano in Pane
Ore 10.30 Inizio Palio con la gara degli arcieri nel campo sportivo
Ore 14.00 Sfilata del corteo Storico, esibizione di benvenuto degli Sbandieratori e omaggio Floreale delle Dame alla “Madonna con Bambino “ nella Pieve di S. Stefano in Pane
Ore 15.30 Ingresso del corteo sul campo e prosecuzione del Palio con gare tra sbandieratori, musici e danze medievali
LA CENA
Anche la cena di sabato 26 maggio (che si svolgerà nel piazzale adiacente la Pieve di Santo Stefano in Pane) saraà a tema, e verrà intrattenuta del coro polifonico “Tears for Joy. Hollywood Boulevard” che presenta lo spettacolo Hollywood Greatest Hits.
Qui di seguito il menù:
Cena all’ombra del Campanile
Entrante
Affettato al fil di spada
Crosta di pane con lo sugo di milza e fegatini
Palle di latte di vacca
Crostone di Belzebù
Olive del campo di Messer Lapo
Primo sfamo
Pennacchi allo sugo furioso
Oppure
Pennacchi con condimento rosso dell’orto
Oppure
Pennacchi alla spremuta di olive
Secondo sfamo
Fette di porco con ansalada e piselli del conte Alcione
Gradevolezza
Lo dolce della strega Mafalda
Infusi
Acqua di fonte
Vino del contado
Da pagare per ogni banchettante 18 Fiorini = 18 euro
Infanti fino a 3 anni saranno nostri graditi ospiti
Iscrizioni alla cena: presso l'ufficio Amministrazione della Misericordia

