La mostra, curata da Caterina Chiarelli e Lucia Meoni, presenta gli esordi della manifattura fiorentina, attraverso una selezione di arazzi, uno o due per ciascuna delle serie scelte, conservati nei Depositi di Palazzo Pitti e destinate in origine a Palazzo Vecchio e ad altre residenze medicee. Si tratta di opere maestose, create per ambienti principeschi e per glorificare, attraverso le allegorie o le storie narrate nelle serie, le virtù e le imprese dei regnanti che vi dimoravano.
“La rassegna – come scrive la Soprintendente Cristina Acidini -, impegnativa e rara (perché gli arazzi non possono non trascorrere la massima parte del tempo arrotolati in deposito, per note ragioni conservative), segue l’affascinante filo conduttore di una storia tutta fiorentina che ebbe luogo nell’Arazzeria, impiantata per volere del duca Cosimo I de’ Medici nel 1545 e il passaggio del testimone dai primi maestri fiamminghi, Giovanni Rost e Nicola Karcher, ai loro”Creati fiorentini” nel 1555-56, eredi dell’abilità di questi arazzieri e a loro volta insegnanti per i loro successori”. La nuova manifattura si avvalse come cartonisti (ovvero gli artisti ideatori dei soggetti che poi venivano realizzati attraverso l’arte tessile) di pittori come Francesco Salviati, Agnolo Bronzino, Federigo Sustris, Girolamo Macchietti o il fiammingo Giovanni Stradano che, conoscendo i metodi praticati nelle Fiandre per la realizzazione dei cartoni, dette un impulso formidabile all’arazzeria dal 1557 al 1576.
L’esposizione limitata nel tempo degli arazzi e la loro periodica collocazione in deposito è stata una normale pratica fin dall’epoca stessa in cui vennero tessuti, necessaria alla loro conservazione. Per questo molti di essi sono stati ritirati dalle varie sedi dove si trovavano appesi da decenni, quasi sempre istituti pubblici di rappresentanza. Per la maggior parte di queste opere non si è potuto ancora, per il rilevante dispendio che comporterebbe, procedere ad un immediato intervento di restauro. In occasione di questa mostra, al fine di far conoscere questa parte significativa del nostro patrimonio storico-artistico fiorentino, si è pensato di esporre accanto a panni già restaurati, o comunque ben conservati, altri che versano ancora in condizioni precarie.
Per la seconda volta vengono esposti arazzi in problematico stato di conservazione; il precedente è dato dalla mostra Gli arazzi dei granduchi. Un patrimonio da non dimenticare tenuta nella chiesa di San Pier Scheraggio agli Uffizi nella primavera 2006 (a cura di Caterina Chiarelli, Giovanna Giusti, Lucia Meoni).
Anche questa mostra, mettendo in evidenza le condizioni in cui versa la maggior parte degli arazzi della collezione medicea, vorrebbe sollecitare l’intervento di eventuali sponsors. Dopo la mostra di San Pier Scheraggio l’appello fu subito accolto da due associazioni fiorentine molto vicine alle nostre istituzioni museali: l’Associazione Amici degli Uffizi, che ha finanziato il restauro di una Portiera con lo stemma dei Medici di manifattura medicea su cartone di Alessandro Allori, e l’Associazione Amici di Palazzo Pitti, che ha contribuito in modo considerevole al complesso intervento sulla Deposizione di Cristo nel sepolcro, tessuto dall’arazziere Giovanni Rost su cartone del Salviati. Quest’ultima opera è inserita nel percorso espositivo di questa mostra, dove viene presentata per la prima volta dopo il restauro.