Con questa mostra, completa nella scelta di opere dei vari periodi, dai disegni infantili alle opere pittoriche della maturità, appare a pieno la figura di un artista importante nella pittura italiana del ‘900, per troppo tempo tenuto in disparte, non valutato e non capito e che si inizia a studiare e comprendere ora separandolo dal rapporto iniziale di allievo con Rosai, rapporto che seppure fondamentale ha solo arricchito e non condizionato una personalità spiccata, autonoma, vivace e meditativa nello stesso tempo.

Frequentatore di poeti quali Piero Bigongiari, Romano Bilenchi, Alfonso Gatto, Tommaso Landolfi, Mario Luzi, Eugenio Montale, Vasco Pratolini, Giuseppe Ungaretti Š e da essi particolarmente apprezzato, ha arricchito con loro il suo bagaglio spirituale trasmettendo col colore sulle tele la sua poesia interiore. Dalle opere di Caponi, la mostra rimanda ad una visione più ampia di quelle componenti che segnano i passaggi della cultura Toscana novecentesca.Già ricchi di poesia sono i primi disegni giovanili. Negli anni ’50, come scrive Carlo Sisi, “si libera nelle opere di Caponi, un colore vitale, più materico, steso a tracciare analogie di paesaggi, di marine anche di piccolo formato ma lievitanti d’umori e atmosfere non descritte, affidate invece all’intrinseco potere che la pasta cromatica ha – se investita dello stesso potere evocativo della parola ermetica – di esprimere, sostituendola, la palpabile realtà della materia”.

Si sviluppa in questo clima la serie delle marine, strisce di rossi e di gialli sabbia, blu oltremare e verde smeraldo; delle paludi, dei paesaggi cancellati nelle forme, dei fiori raccolti in fasci e densi di materia. Instancabile nel suo interesse per i pittori soprattutto europei, la ricerca di Caponi continua a registrare mutamenti anche negli anni a seguire. Dopo alcune sperimentazioni astratte di particolare interesse e la serie inquietante dei “mostri” (1975), Caponi si abbandona a temi più tranquilli e ritorna gradualmente negli ultimi anni ai temi giovanili come nota Carlo Sisi: “Mentre incombe, – quale risvolto comprensibile in un artista pensoso della propria condizione umana e poetica volutamente ritagliata in una marginalità che nulla chiede all’agitato sistema dell’arte contemporanea, – la tetra messa in scena di allegorie ed evocazioni oniriche pensate nella tradizione dell’espressionismo nordico e ambientate fra quinte e porte socchiuse dalle quali occhieggiano, con bisbigli quasi percepibili, i fantasmi dell’inconscio e delle nostre non ottemperate responsabilità” l’inquietudine dell’Artista ” si attenua nel recupero di più consolanti immagini estratte dal laboratorio della giovinezza: ancora marine, casacce, periferie solitarie, ritratti insigniti d’una recuperata solennità e, dunque, il profumo del tempo ritrovato attraverso il Novecento”.

Tutte le opere di Dino Caponi sono state catalogate e archiviate presso l’Archivio Generale Dino Caponi a Firenze, via Erta Canina, 53, responsabile Prof. Renato Conti.

ATTRAVERSO IL NOVECENTO Antologica Dino Caponi (Firenze,1920- Arezzo,2000)

Accademia delle arti del disegno, Firenze, via Ricasoli 68
Dal 5 al 29 aprile 2008

Orario: 10-13/16-19; domenica: 10-13; Chiusa lunedì
Ingresso libero