sabato, 28 Novembre 2020
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L’Astrattismo toscano è ‘In-forma’

La galleria Spazio Dinamico Arte dedica una mostra a un gruppo di artisti toscani impegnati nella ricerca astratta. E d'estate si replica in Versilia

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Sono undici gli artisti toscani appartenenti a diverse generazioni, ma tutti operanti all’insegna della ricerca astratta, che dal 5 al 18 maggio 2018 potremo apprezzare visitando la galleria Spazio Dinamico Arte di via dei Ramaglianti a Firenze. IN-FORMA è il titolo di questa che sarà la prima di una serie di esposizioni dedicate alla linea astratto-informale di autori storici e contemporanei italiani.

Curata da Nicola Nuti, la mostra riguarda un percorso che va dall’Astrattismo classico in Toscana dal dopoguerra fino agli autori di recente formazione. Saranno quindi esposte opere di Vinicio Berti, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini, Gualtiero Nativi e Mario Nuti insieme a quelle di Alberto Moretti, Walter Fusi, Riccardo Guarneri, Alberto Gallingani, Andrea Chiarantini e Luca Brandi.

Astrattismo classico

Nei primi anni del secondo dopoguerra, a Firenze c’era il  gruppo “Arte d’Oggi” costituito da intellettuali, poeti, scrittori e tanti artisti. Proprio da quel gruppo nacque l’Astrattismo classico, fondato da Vinicio Berti, a cui aderirono Mario Nuti, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini e Gualtiero Nativi.

Anche se l’Astrattismo classico ebbe vita breve, dalla fine del 1947 al 1950 – anno in cui venne redatto il Manifesto – la sua attività espositiva e culturale fu intensa. I cinque giovani artisti si ritrovavano spesso nel retrobottega del negozio di belle arti Rigacci, dove tuttora sono esposte alcune delle loro opere; ognuno lavorava uniformandosi, per quanto possibile, a una linea comune, spesso con mezzi di fortuna, dipingendo con colori acrilici da imbianchini, raramente con olii, su supporti di masonite, compensato o addirittura recuperando balle di juta del caffè.

Insieme parteciparono a molte mostre importanti, tra cui alla galleria “Vigna Nuova”, alla Strozzina e, con il sostegno di Corrado Cagli, anche a Helsinki, a Buenos aires, a Detroit. Ma i cinque giovani artisti fiorentini non ebbero vita facile, furono spesso emarginati proprio a causa delle loro posizioni intransigenti, della loro arte “non figurativa” dalle forme troppo scorporate, incomprensibile dai più, tanto da venire esclusi dalla Biennale di Venezia, sebbene fossero in lizza.

La mostra alla galleria Spazio Dinamico Arte 

Come afferma Nuti in catalogo: “L’intenzione di questa mostra non è fare una somma collettiva di autori più o meno disposti sull’asse del mercato ma cercare di definire una linea attraverso il tempo che qualifichi l’Astrattismo degli ultimi settant’anni al di fuori delle etichette tout court di ‘avanguardia’ o ‘sperimentazione formale’”.

La Galleria Spazio Dimamico Arte, che ospiterà la mostra anche nella nuova sede estiva di Piatrasanta, vuole essere un punto di riferimento per l’arte astratta e informale: non di rado ha infatti già organizzato incontri e dibattiti sempre molto seguiti. Per Nuti, che cura l’attività di galleria, “questa è un’opprtunità per dimostrare a Firenze che il terrirorio è ricco di energie creative di qualità, ancorate alla nostra grande tradizione artistica, moderna ancor prima di quanto oggi viene definito “moderno” solo perché d’importazione.”

La mostra, che si inaugurerà il 5 maggio alle 18.00, è illustrata da un catalogo con testi di Alessandro Lazzeri e Nicola Nuti. In orario 16.00 – 20.00 dal martedi al venerdi (sabato 10.30 – 13.00 / 16.00 – 20.00) la mostra rimarrà aperta fino al 26 maggio. Successivamente la rassegna verrà allestita nella sede estiva della galleria a Pietrasanta, dal 2 giugno all’8 luglio.

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