Si consolida ulteriormente il legame di Pedro Cano con la città, dal momento che entra con il suo autoritratto a far parte della preziosa collezione conservata alla Galleria con oltre 1600 ritratti dal tempo dei Medici ai giorni nostri. L’artista spagnolo, ha inaugurato lo scorso 19 giugno, alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la mostra “IDENTITA’ IN TRANSITO”, in esposizione fino al 2 agosto. Organizzata dall’Associazione Kromata e dalla Galleria Falteri, la nuova mostra di Pedro Cano, realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, si offre come un corpus unico di persone senza volto, idea nata in sette anni di lavoro dalle immagini dei primi sbarchi dei clandestini sulle coste italiane, 20 oli di grande formato (m. 2×1.20) e 30 tecniche miste su carta (cm 40×40) oltre a 10 opere visibili come appendice della mostra presso la Galleria Falteri.
“L’arrivo dell’autoritratto di Pedro Cano – dichiara il Soprintendente Cristina Acidini – alla collezione degli Uffizi vi fa risuonare la nota sobria e preziosa della sua pittura, come sempre severa e magnifica insieme. Il suo volto dall’occhio vivido,corrucciato nel cipiglio che gli conosciamo, è di quelli che non si dimenticano.
“Pedro – dice Antonio Natali, Direttore degli Uffizi – con le Città invisibili (epifanie dei luoghi di Calvino esposte nel 2005 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio) e Identità in transito (ritratti di coloro che nelle ‘città invisibili’ potrebbero essere nati, ora esposte nella stessa Sala d’Arme proprio in questi giorni) dipinge un dittico di sé. Lui, nomade di paesi e di stagioni. L’Autoritratto donato agli Uffizi propone un’immagine frontale dell’artista. Ma le sue sembianze potrebbero misteriosamente esser cavate dagli uomini esibiti a Palazzo Vecchio: figure di cui non sarà l’identità anagrafica il lato da indagare, bensì la ragione che n’ha determinato una ripresa di spalle e quel loro quieto allontanarsi. Ci si dovrà infatti chiedere se siano attori che alludono a un’umanità esiliata dalla miseria e che nel viaggio intrapreso verso lidi stranieri ha perso la propria identità (come Pedro, col titolo scelto per la serie, intende ribadire) o se non siano piuttosto gl’interpreti d’un dramma che l’artista ha messo in scena per raccontare se stesso”.
“L’estate ha prodotto un nuovo arrivo agli Uffizi, l’autoritratto dell’artista spagnolo Pedro Cano” – ha dichiarato Giovanna Giusti, Direttore del Dipartimento dell’arte contemporanea degli Uffizi. L’espansione del quadro in orizzontale impegna uno spazio svuotato che accompagna un volto seriamente inquisitorio. Guarda cupo oltre il visibile, l’artista, che pare interessarsi non certo a fisiche evidenze, ma ad un bilanciamento – nel volto dimezzato – tra presente e futuro, oppure passato chissà, mentre l’accecante biancore di una camicia-anima fa da contrasto al tono monocromatico dell’insieme”.
Pedro Cano è nato nel 1944 a Blanca, una piccola cittadina della provincia spagnola di Murcia e ha iniziato a dipingere a 10 anni come autodidatta. Ha studiato all’Accademia San Fernando di Madrid e all’Accademia delle Belle Arti spagnola di Roma. Ha vissuto in Spagna, America Latina e Stati Uniti, ma risiede ad Anguillara, una piccola cittadina a 30 chilometri da Roma di cui è stato nominato cittadino onorario. Ha esposto in tutto il mondo, curando anche le scenografie di alcuni allestimenti teatrali come “Le Memorie di Adriano” di M.Yourcenar con la regia di Maurizio Scaparro. E’ membro dell’Accademia Real di Belle Arti di Santa Maria Arrixaca ed e’ stato insignito dal re Juan Carlos dell’Encomienda de l’Orden de Isabella Cattolica.