venerdì, 18 Settembre 2020
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Le aste di aprile da Pandolfini

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L’asta del primo giorno propone un catalogo di circa 200 opere tra Dipinti e disegni dei secoli XIX e XX. Tra le altre segnaliamo alcune vedute di Firenze e della Toscana di Giuseppe Gherardi: bellissimo l’olio su tela raffigurante la Loggia dei Lanzi dei primi dell’Ottocento (stima 3.500/4.500 euro). Tra gli autori toscani segnaliamo Egisto Ferroni, presente in asta con tre capolavori: Domenica (stima 30.000/40.000 euro) e Scena domestica (20.000/30.000 euro), olii su tela del 1927, sono stati alla LXXX Esposizione Internazionale d’Arte di Palazzo Pitti, mentre Il Pifferaio (stima 15.000/25.000 euro), del 1933, è stato all’Esposizione della Società delle Belle Arti di Firenze. Infine segnaliamo un‘opera di Angelo Morbelli, Refettorio del Pio Trivulzio del 1917 (stima 55.000/65.000 euro), e un’importante natura morta di Oscar Ghiglia, olio su tela con fruttiera, limoni, drappo bianco e dipinto raffigurante l’Infanta di Velasquez (stima 45.000/55.000 euro).
Il giorno successivo, 7 aprile, è la volta dei Mobili e degli arredi antichi, tra cui spicca un interessante nucleo di mobili di manifattura dell’Italia meridionale. Tra questi si segnalano un cassettone napoletano della metà del Settecento, in olivo e radica di olivo intarsiato in bois de rose il cui piano, come i tre cassetti sul fronte, sono decorati da motivi a stella (stima 10.000/15.000 euro). Stessa provenienza e analogo interesse per una coppia di comodini del XVIII secolo in palissandro intarsiato a nastrino, il cui fronte è caratterizzato da due cassetti e le cui gambe, di forma troncopiramidale, sono ornate da scarpette in bronzo cesellato (stima 5.500/7.500 euro). Sempre di manifattura dell’Italia meridionale è una specchiera in legno riccamente intagliato a motivi vegetali e dorato ascrivibile al XIX secolo (stima 2.000/3.000 euro).
Spostando l’attenzione sulle manifatture estere sono da segnalare un importante cassettone francese della prima metà del XVIII secolo in palissandro intarsiato in bois de rose con applicazioni in bronzo dorato e piano in breccia di marmo grigia (stima 6.500/8.500 euro) ed un cassettone con alzata a vetri di manifattura olandese degli inizi del XIX secolo in noce intarsiato a motivi floreali e nastrini con essenze esotiche (stima 5.500/7.500 euro).
Fra gli oggetti d’arte si segnala una lumiera in vetro di Murano a due ordini di luci decorati da fiori e pendenti in policromia (stima 2.000/2.500 euro) ed un’importante coppia di torciere da terra della metà del XIX secolo in legno intagliato e dorato scolpito a putti che sostengono sulla testa due grandi infiorescenze a dodici bracci ciascuna con pendenti in cristallo tagliato. La base su cui poggia ciascuno dei putti è di forma triangolare con mascheroni e volute ad ornamento (stima 7.000/10.000 euro).
Molto interessanti sono anche i due porta posate inglesi dell’inizio del secolo XIX (stima 1.800/2.200 euro).
Di epoca più recente è l’interessante centrotavola della manifattura Lenci, datato 1932. L’opera è in ceramica policroma modellata a pesce su cui siede una figura femminile nuda (stima 2.300/2.500 euro).
L’ultimo giorno, mercoledì 8 aprile, la casa d’aste rinnova il suo appuntamento con l’arte orientale: bellissima una scultura lignea raffigurante il bodhisattva Samantabadhra, Cina, fase tarda dinastia Ming, fine XVI, inizi XVII secolo (stima10.000/12.000 euro) e una rara coppia di sculture in peltro raffiguranti personaggi del folklore religioso cinese, sempre Cina, fine dinastia Qing, ca. 1820-30, manifattura di Canton (stima 3.000/5.000 euro).
La giornata si chiude con una doppia sessione dedicata all’archeologia, presentando oltre quattrocento lotti.
La rassegna si apre con un piccolo ma curioso nucleo di fossili fra cui si segnala un raro nido di sedici uova di dinosauro (stima 2.500/3.500 euro), e prosegue con alcuni esemplari appartenenti alla civiltà egiziana, tra cui un raro cucchiaio per cosmetici ligneo configurato a giovane donna e numerosi vetri dei secc. I-II d.C. utilizzati per contenere unguenti profumati e belletti. Fra le produzioni greche più antiche viene presentata una raccolta di rari balsamari plastici di produzione rodia e corinzia modellati ad animali e figure umane, notevole fra questi, per stato di conservazione e unicità, un balsamario a testa d’aquila (stima 10.000/15.000 euro).
Si presenta inoltre un ristretto ma significativo quantitativo di gruppi vascolari attici dei secc. VI-V a.C. costituito da due importanti anfore a figure nere, un kyathos ad occhioni e diverse kilikes fra le quali se ne distingue una del gruppo dei Piccoli Maestri, una a figure rosse con un guerriero in corsa, oltre ad un nucleo di lekythoi a figure nere.
Dalla Magna Grecia provengono, assieme ad un gruppo di ceramiche daunie dei secc. V-IV a.C., importanti reperti apuli fra cui alcuni notevoli crateri dipinti, per dimensioni e qualità, così come eleganti ceramiche da mensa decorate a figure rosse.
La cultura etrusca è rappresentata da ceramiche villanoviane d’impasto, una nutrita serie di suppellettili da banchetto in bucchero ed un’urnetta cineraria di produzione chiusina.
Tre accurate, per esecuzione e modellato, statuette fittili femminili fanno parte della cospicua selezione di statuette votive di produzione magno-greca assieme a rappresentazioni di parti anatomiche e piccoli animali.
Diverse le sculture in marmo di piccola e media grandezza di produzione romana tra cui una bella testa di efebo.
Dello stesso periodo ma di provenienza balcanica è un importante nucleo di notevoli manufatti bronzei configurati ad animali, a figure umane e gioielli di pregiata fattura, fra i quali un’importante diadema bizantino in bronzo e argento dorato a maglie lavorato e traforato con pendenti a disco.
Tra i preziosi non mancano castoni e gemme incise, anelli in argento ed oro massiccio ed una bella collana in cristallo di rocca e vaghi in oro a granulazione del VI sec. a.C..
Per gli appassionati di numismatica indichiamo vari lotti di monete greche, romane ed alto-medioevali.
La vendita si terrà il 6 e 7 aprile alle ore 15.30 e l’8 aprile con tre diverse sessioni: alle ore 15 di arte dell’estremo oriente, alle ore 16.30 e alle 21 di reperti archeologici. L’esposizione dei lotti si terrà invece dal giovedì 2 a domenica 5 aprile presso la sede fiorentina di Palazzo Ramirez-Montalvo, in Borgo degli Albizi 26, con il seguente orario: dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 – 19,00.
Casa d’Aste Pandolfini
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi 26, 50122 Firenze
Tel. 055/2340888, Fax 055/2444343
www.pandolfini.it, info@pandolfini.it

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