La prima, che si svolgerà dal 16 gennaio al 12 febbraio, è quella dello scultore pistoiese Iorio Vivarelli, scomparso il 1 settembre 2008, che fu apprezzato anche da La Pira e Bargellini, in particolare per il famoso Crocifisso della Chiesa dell’Autostrada del Sole, scolpito negli anni Sessanta.

Dal 15 febbraio al 20 marzo sarà invece la volta di Luca Alinari, mentre dal 23 marzo al 25 aprile di Giuliano Ghelli, entrambi artisti fiorentini. L’ultima mostra, aperta dal 27 aprile al 12 giugno, è invece “150 anni di democrazia a Firenze e in Toscana” che avrà come protagonisti le maggiori figure politiche e intellettuali del Risorgimento fiorentino e ripercorrerà le tappe della democrazia nella nostra città.

“Per questo semestre – ha detto l’assessore Giani – abbiamo perseguito una pianificazione razionale per l’assegnazione delle mostre da tenere nella Sala d’Armi. I criteri che abbiamo individuato sono stati due: cercare di contingentare i periodi delle mostre in non più di 40 giorni e valorizzare ancora di più gli artisti fiorentini e toscani, in particolar modo scultori e pittori, già noti al pubblico.”

“Abbiamo cercato – ha proseguito l’assessore Giani – di applicare un metodo che permettesse di organizzare nell’arco di un semestre queste quattro mostre. Spero che questa stessa distribuzione dei tempi potrà essere utilizzata anche nella prossima legislazione amministrativa. L’obiettivo è quello di prevedere ogni anno 10 mostre affidate ad artisti, dove il Comune contribuisce esclusivamente nella messa a disposizione della sala, e di una organizzata dal Comune stesso”.