Promossa dalla Città di Fiesole, e dall’Assessorato alla Cultura, grazie al sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, l’esposizione, che si protrarrà fino al 6 gennaio 2009, intende proseguire un importante dialogo con l’arte contemporanea.
La mostra, accompagnata dal testo critico di Carlo Sisi, comprende immagini del quotidiano sospese come in un “fermo immagine”. Situazioni che abbiamo comunemente sotto gli occhi, che ci provengono da più parti, bloccate, isolate, in atmosfere sospese. Scene ordinarie trasformate in composizioni. E’ come “vedere il mondo correre in modo non comune”, afferma Giovanni Paszkowski. Tagli di vedute urbane con architetture contemporanee di matrice anglosassone – frutto di appunti di immagini reali, rielaborate e modificate in studio. -, in cui la figura che solca sugli spazi fa vivere tutta la composizione.
Presenza umana che può sembrare marginale, ma che in realtà è punto focale, è il perno sul quale si regge l’intera struttura del dipinto.
“Lo stile di Giovanni Paszkowski”, come sottolinea Carlo Sisi nel testo critico, ” manifesta oggi una sintesi di forma e colore che subordina con maggiore convinzione le evidenze del racconto all’autonomia poetica delle forme: più astratte, queste ultime, rispetto alle visioni atmosferiche e serenamente introspettive già viste in precedenti esposizioni; più netto il colore, steso a campiture nitide e compatte così da aggirare ogni possibile coinvolgimento con la caducità dell’esistere quotidiano”. “I piani della composizione”, prosegue Sisi, “di solito graduati fra terra e cielo con il rigore di un occhio prospettico capace di selezionare quanto basta per attribuire coerenza alla visione, si dispongono in maniera quasi teorematica, ora offrendosi in primo piano come barriere concettuali da sciogliere con esercizi di ragione, ora stagliandosi in scorci abbrevianti che lasciano campo alla spazio circostante che è d’aria ma, insieme, di materia solidamente pensata.”
“L’acrilico è, d’altra parte”, – conclude Sisi –” mezzo rapido per fermare sulla tela questi diversi livelli compositivi e Paszkowski lo impiega con sicurezza che gli deriva da un ricco laboratorio di memoria visiva alimentata dalla personale esperienza dei viaggi, dalla fotografia, dai libri, che agiscono tutti nella mente come frasi sparse di un discorso da ricomporre in pagine organiche e coerenti, come forme disarticolate nella loro varietà, ma ricche di potenziale espressivo se riunite, come sono, in efficace dialogo di superfici”.
Giovanni Paszkowski, prima di Fiesole, ha esposto a Firenze al Gabinetto Vieusseux, Palazzo Strozzi; a Bologna alla Galleria Caldarese; a Milano alla Galleria Annunciata; a Prato alla Galleria Farsetti; a Firenze a Palazzo Vecchio, e poi negli anni a Roma, a Ferrara, a Pietrasanta, a Napoli, per tornare ad esporre a Firenze alla Accademia delle Arti e del Disegno e nel 2006 al Museo Marino Marini. Nel 2003 alcune sue opere sono state esposte all’Artexpo di New York.
Il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi conserva otto opere di Giovanni Paszkowski.
Le sue mostre sono state presentate da Massimo Carrà, Michele Dzieduszycki, Raffaele La Capria, Maria Luigia Guaita, Francesco Guerrieri, Raffaele Monti, Antonio Natali, Tommaso Paloscia, Mauro Pratesi, Lucio Scardino, Carlo Sisi.