domenica, 7 Marzo 2021
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Picasso, Mirò e Dalì a Palazzo Strozzi

Le opere giovanili di Picasso, Mirò e Dalì sbarcano a Palazzo Strozzi. L'attesissima mostra, punta di diamante della programmazione 2011, si terrà dal 12 marzo al 17 luglio 2011.

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Le opere giovanili di Picasso, Mirò e Dalì sbarcano a Palazzo Strozzi. L’attesissima mostra, punta di diamante della programmazione 2011, si terrà dal 12 marzo al 17 luglio 2011.

GIOVANI E ARRABBIATI. La mostra, intitolata “Picasso, Mirò e Dalì. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità”, è dedicata alla produzione giovanile di Picasso, Miró e Dalì, artisti che hanno avuto un ruolo decisivo per gli esordi dell’arte moderna. L’esposizione prende in esame il periodo pre-cubista di Picasso, fra il 1900 e il 1905, mentre le opere realizzate da Juan Miró fra il 1915 e il 1920 sono presentate in serrato confronto a quelle di Salvador Dalí del quinquennio 1920-1925, per porre in evidenza le differenze e relazioni stilistiche che caratterizzano il periodo precedente all’adesione dei due artisti alla poetica del Surrealismo.

QUASI MAI ESPOSTI. Ciascun artista sarà rappresentato da un nutrito gruppo di lavori scelti per indagare aspetti precisi della produzione giovanile, opere raramente esposte al pubblico eppure dense di suggestioni  e conseguenze per gli sviluppi futuri.

IL PRIMO PICASSO. La prima produzione di Picasso è profondamente influenzata dalle convinzioni politiche dell’artista: nella Madrid del 1901 Picasso fondò la rivista Arte Joven che illustrò con immagini spesso spietate, nelle quali solidarizzava con le condizioni del proletariato.

MIRO’ DISTRUTTIVO. Anche Miró, convinto che l’arte fosse prima di tutto uno strumento politico, rifiutava la pittura figurativa in quanto espressione dell’identità culturale delle classi dominanti.  Egli interpretava anche il cubismo secondo tale prospettiva: è nota l’espressione “distruggerò le loro chitarre” riferita ai primi dipinti cubisti di Picasso e Braque.

DALI’ ESPULSO. Più giovane di Picasso e Miró, Dalí fu espulso dall’Accademia nel 1926, poco prima di sostenere gli esami finali, per aver dichiarato che nessuno nella facoltà era sufficientemente competente per esaminarlo. Proprio la piena padronanza delle tecniche pittoriche caratterizza la sua produzione giovanile, come la Ragazza alla finestra del 1926 dipinta in un linguaggio di nitido realismo.

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