martedì, 22 Giugno 2021
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Pietro da Cortona a Casa Buonarroti

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Il nome di Pietro Berrettini (1597-1669), più noto come Pietro da Cortona, è senza dubbio sinonimo del Barocco in pittura, e non soltanto per il periodo romano dell’artista, ma anche per quanto riguarda Firenze: egli operò lungamente, a più riprese, tra il 1637 e il 1647, nel capoluogo granducale, lasciando sue tracce come frescante nelle celebri stanze di Palazzo Pitti, come pittore nelle chiese, e anche come architetto.
Personaggio chiave della permanenza fiorentina dell’artista fu Michelangelo Buonarroti il Giovane, mecenate, letterato di nome ma anche cortigiano fedele alla casata medicea e proprietario della Casa Buonarroti, dove il Berrettini dimorò nei suoi soggiorni a Firenze, lasciandovi, per manifestare riconoscenza all’amico e generoso ospite, testimonianze importanti della sua arte, cui si ispira questa mostra. Per esempio l’affresco Buonarroto di Lodovico è nominato conte palatino da papa Leone X (nella Camera della Notte e del Dì) ma, soprattutto, le preziose e raffinatissime tarsie lignee: la meravigliosa Vergine col Bambino inserita sopra la mensa dell’altare della Camera degli Angioli e le sei porte a doppia anta della Galleria, splendenti di legni di vari colori e di intarsi madreperlacei. Questi pezzi faranno parte della mostra, pur rimanendo nelle sale secentesche del museo, che verrà così coinvolto nel percorso espositivo.
L’evento è particolarmente significativo, sia per la presentazione di importanti pezzi inediti o comunque poco noti, sia per l’impostazione critica, affascinante e insolita, inesplorata, di nuova angolatura. Per il decennio che vide Firenze aprirsi al Barocco, saranno esposti dipinti e disegni eseguiti da Pietro da Cortona prima e durante il suo periodo fiorentino. Provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, le opere in mostra testimoniano i nuovi percorsi artistici indicati dalla Roma dei Barberini e destinati ben presto a diffondersi in tutta l’Europa.
Verso il 1660, prima della morte del grande artista, il contagioso fenomeno del “cortonismo” era già diffuso nelle maggiori corti europee: opere originali del Berrettini erano state inviate quali doni diplomatici, o acquistate da ambasciatori e agenti. Allievi prediletti, quali Ciro Ferri, e seguaci più o meno diretti, come il Volterrano, Raffaello Vanni, Livio Mehus, Giovan Battista Foggini e molti altri, per citare solo gli italiani, contribuirono a diffondere il lessico cortonesco. L’ultima sezione della mostra presenta una splendida campionatura di dipinti inediti, sculture e preziosi oggetti d’arte relativi alla tarda stagione secentesca e all’immenso lascito di Pietro da Cortona, artista papale ma anche granducale.
La mostra è stata realizzata con il determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Informazioni
Una gloria europea. Pietro da Cortona a Firenze (1637-1647)
Casa Buonarroti, Firenze, via Ghibellina 70
apertura al pubblico: 23 giugno-11 ottobre 2010
ingresso: intero € 6,50, ridotto € 4,50, scuole € 2,25, € 8,00 cumulativo con il complesso monumentale di Santa Croce
orario: 9.30-16.00, chiuso il martedì e il 15 agosto
Su prenotazione, aperture straordinarie fuori orario per gruppi
Informazioni in mostra
tel 055 241752 fax 055 241698 [email protected] www.casabuonarroti.it

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