L’opera scaturisce dalla rielaborazione di due articoli pubblicati dallo stesso autore sul mensile “Il governo delle cose” negli anni 2005-2006. L’argomento centrale è l’individuazione nelle cancellate di ingresso alle tribune d’onore dello stadio fiorentino di ben 200 svastiche parzialmente mimetizzate. Tale scoperta non era stranamente balzata alla ribalta della cronaca né culturale, né politica, rimanendo confinata nella ricerca storica dell’architettura moderna. Perciò l’autore ha ritenuto doveroso dedicarle nuova attenzione, nell’intento di svelare le pieghe nascoste della storia presenti nel “tempio dello sport”, quello stadio del calcio oggi dedicato ad Artemio Franchi. Pochi sanno che nel 1944, in uno dei periodi piu’ bui della nostra storia vi fu perpetrato l’inutile eccidio da parte
dei repubblichini di 5 ragazzi renitenti alla leva: ad essi è consacrata una cappella all’interno dello stadio. La croce uncinata o svastica, antichissimo simbolo orientale del fuoco e del sole, diventò nel 1910 simbolo del partito nazionalsocialista e poi del regime nazista. Lo stadio, progettato da Pier Luigi Nervi ed inaugurato nel 1931, contiene 40 svastiche per ognuno dei 5 cancelli vetrati dei portali di ingresso alla tribuna d’onore. L’autore nel suo volume spiega, con precisione storica ed analisi documentaria, se queste svastiche furono meri decori casuali oppure frutto di un chiaro programma politico, sfociato in seguito nell’alleanza con la Germania nel 1936. L’interessante volume è corredato da un’ampia documentazione iconografica.