lunedì, 25 Maggio 2020
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Un protocollo per la sicurezza nella fase 2 in Toscana: patto tra Regione e categorie

Dopo l'ordinanza per la sicurezza arriva il protocollo tra Regione e categorie: regole chiare e rilancio del lavoro per iniziare la fase 2

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Riprendere a vivere contrastando il virus, incoraggiando la “fase 2” di ripartenza del lavoro con misure di sicurezza rafforzate (come quelle introdotte dall’ordinanza del presidente della Regione Toscana): è il protocollo proposto dalla Regione e già firmato da sindacati e associazioni di categoria. Resta in sospeso, al momento, l’adesione di Confindustria, che ha preso qualche giorno per discuterne con i territori.

Protocollo per la sicurezza: chi aderisce in Toscana

Il protocollo ha già le firme di Cgil, Cisl e Uil, da Cna e Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio, Legacoop Toscana, Cispel Toscana, Federalberghi, Assopellettieri, Cia, Confagricoltura e Agc Toscana. Oltre a questi, aderiscono l’Anci, l’associazione dei comuni toscani, e l’Upi, l’Unione delle province.

Confindustria Toscana si confronterà sui contenuti con le sue organizzazioni territoriali prima di aderire al protocollo. Ma ha fatto sapere di apprezzarne “lo spirito, che si rifà al patto per lo sviluppo del luglio 2019″, garantendo “ampia disponibilità a collaborare in questa fase così difficile sui temi della sicurezza e dello sviluppo”.

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Sicurezza e lavoro: il protocollo della Regione Toscana (formato pdf)

Il testo completo del patto per la sicurezza e la responsabilità è disponibile qui in formato pdf.

Tutto parte da una considerazione: nel 2020 è previsto un calo di almeno il 5,1% del Pil della zona Euro. Per l’Italia le stime più conservative prevedono del -6,5%, ma si potrebbe arrivare molto più in basso. Per la Toscana potrebbe essere ancora peggio.

Questo perché una buona fetta della produzione regionale è rappresentata da settori molto esposti alla competizione internazionale. Su tutti, la moda e la manifattura. Oltre a questi, anche il turismo e la cultura, settori di rilievo per la Toscana, rischiano una ripartenza lenta e ancora lontana nel tempo.

Toscana, le regole per l’avvio della fase 2

Le sigle che hanno firmato il protocollo condividono la necessità di favorire la ripartenza dell’apparato produttivo. Bisogna insomma procedere verso la “fase 2″ e far ripartire il lavoro”. Fermo restando l’assoluta priorità della salute collettiva, per la quale la Regione è già intervenuta con l’ordinanza numero 38 che fissa le nuove regole da rispettare in tutti i luoghi di lavoro che hanno già ripreso o vorranno riprendere le attività.

Toscana, dieci regole anti coronavirus per la sicurezza sul lavoro

L’ordinanza 38 della Regione Toscana per la sicurezza sul lavoro

L’obiettivo è ora costruire protocolli regionali di sicurezza per i diversi settori, da declinare a livello prima regionale e poi territoriale.

Nel patto, le sigle si sono espresse a favore delle garanzie sui prestiti introdotte per fornire liquidità alle imprese. Appoggio anche per quanto riguarda i nuovi ammortizzatori sociali e la possibilità di istituire un reddito di emergenza.

Il documento riconosce poi un ruolo fondamentale al rilancio della domanda pubblica. In particolare nei settori strategici come sanità, scuola, ricerca, assetto idrogeologico, sostegno all’economia circolare, all’innovazione tecnologica, contrasto ai cambiamenti climatici, rigenerazione urbana, infrastrutture e servizi alle persone.

Fase 2, la Toscana firma un protocollo per partire in sicurezza

“Il risultato raggiunto oggi – commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – è quello di una regione che si dimostra coesa, che anche se discute trova il punto più alto di equilibrio possibile e più avanzato, una regione che coinvolge unitariamente e in modo compatto le forze sociali e le istituzioni”. “Questo documento – conclude – dà forza alla discussione sui territori e alla Regione Toscana che si dimostra unita nei confronti del governo nazionale. Un risultato straordinario e abbastanza unico nel panorama italiano”.

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