martedì, 26 Gennaio 2021
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Quarantena e isolamento Covid: la differenza e per chi dura 10 giorni

I chiarimenti del Ministero della Salute sui giorni di quarantena e isolamento per coronavirus: la durata, le differenze e le regole Inps per il riconoscimento del periodo di malattia

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Da ottobre cambia la durata della quarantena per chi ha avuto un contatto stretto con un contagiato e i giorni di isolamento per i casi di Covid: il periodo viene accorciato, con qualche differenza in situazioni particolari, mentre restano le regole legate allo smart working e al riconoscimento del periodo di malattia da parte dell’Inps. Le novità arrivano dalla circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre 2020, che ha recepito le indicazioni fornite da Cts, il comitato tecnico-scientifico sul coronavirus.

Dalle nuove linee guida arriva anche la raccomandazione a scaricare l’app Immuni che aiuta le autorità sanitarie ad avvisare chi ha avuto contatti stretti con un positivo, nel pieno rispetto della privacy.

Differenza tra quarantena fiduciaria e isolamento obbligatorio per Covid

Anche se spesso, quando si parla di coronavirus, “quarantena” e “isolamento” vengono usati come sinonimi il loro significato è diverso, ha chiarito lo stesso Ministero della Salute nella nuova ordinanza Covid: vediamo qual è la differenza.

La quarantena è quella che scatta nei confronti di persone sane che sono state in contatto stretto con un contagiato da Covid e che potrebbero essere state contagiate: si viene messi a casa per la durata del periodo di incubazione del virus in modo tale da monitorare l’eventuale comparsa dei sintomi di coronavirus con la cosiddetta “sorveglianza attiva” (ossia gli operatori delle Asl contattano periodicamente il soggetto in quarantena per verificarne lo stato di salute) e per agire subito nel caso emerga una sospetta infezione. In questi casi comunemente si parla in modo improprio di isolamento fiduciario, che significa invece una cosa diversa.

A differenza della quarantena, l’isolamento (domiciliare, in alberghi sanitari o in ospedale) riguarda chi è risultato positivo al virus Covid-19 dopo il test molecolare o antigenico effettuato tramite tampone: queste persone vengono isolate dalla comunità, per i giorni necessari e finché non sono più contagiose, cosicché non sia diffuso il virus.

Durata della quarantena per chi ha avuto un contatto stretto con un positivo al Covid

La nuova circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre ha stabilito i giorni di durata della quarantena fiduciaria per chi ha avuto un contatto stretto con una persona positiva al Covid (è il caso, ad esempio, di una classe finita in quarantena per un alunno contagiato dal coronavirus).

La permanenza forzata in casa si accorcia solo nel caso sia fatto un tampone: la quarantena dura 10 giorni solo se il decimo giorno viene effettuato un test antigenico o molecolare tramite tampone che risulti negativo. Se non si fa il tampone la quarantena resta di 14 giorni. Il Ministero della Salute raccomanda, ad ogni modo, di effettuare un tampone alla fine della quarantena a tutte quelle persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti a rischio e fragili.

Da quando “parte” la quarantena fiduciaria di 10 o 14 giorni: l’esempio della classe di scuola

La misura precauzionale della quarantena è prevista solo per chi ha avuto un rapporto diretto con il soggetto positivo al Covid, ma non per i contatti di “secondo livello”. Facendo l’esempio di una classe finita in quarantena, devono stare chiusi in casa gli alunni (perché hanno avuto contatti stretti con lo studente positivo, quest’ultimo in isolamento) ma non i genitori. Se però uno di questi alunni risulta positivo i genitori dovranno fare la quarantena.

Ma da quando parte il conteggio dei giorni della quarantena? Si iniziano a contare i giorni della quarantena dal momento dell’ultimo contatto stretto con il soggetto positivo al Covid, spiega il Ministero della Salute.

Quanto dura l’isolamento per un positivo al Covid: asintomatici e non, la differenza

La differenza tra quarantena e isolamento sta anche nelle diverse regole: la circolare del Ministero della Salute stabilisce che i giorni e le procedure varino in base alla condizione del soggetto positivo al Covid (asintomatico, sintomatico o positivo per lungo tempo).

  1. Asintomatici al coronavirus
    l’isolamento per le persone prive di sintomi dura 10 giorni e finisce solo dopo un test molecolare (tampone) negativo
  2. Sintomatici
    la durata dell’isolamento è di 10 giorni dalla comparsa dei sintomi del coronavirus, di cui almeno 3 giorni senza sintomi e a seguito di un tampone negativo
  3. Casi positivi a lungo termine al Covid
    per chi continua a risultare positivo al coronavirus anche dopo una settimana dalla fine dei sintomi, il termine dell’isolamento è fissato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, con l’ok dei medici che prendono in considerazione anche lo stato immunitario delle persone (negli immunodepressi, infatti, il periodo di contagiosità può risultare più lungo).

Sia per il secondo che per il terzo caso, per stabilire la durata dell’isolamento non vengono presi in considerazione tra i sintomi l’anosmia (perdita dell’olfatto) e l’ageusia-disgeusia (perdita o alterazione del gusto) perché questi effetti del Covid possono durare anche a lungo. Lo puntualizza lo stesso Ministero della Salute nella circolare del 12 ottobre.

Inps e quarantena: quando la quarantena è equiparata alla malattia e quando no. Il caso dello smart working

L’Inps con una circolare ha chiarito che al lavoratore viene riconosciuto il periodo di malattia quando deve stare in quarantena fiduciaria perché ha avuto un contatto stretto con un soggetto positivo al Covid, sempre che non si svolga lo smart working in questo periodo. Se si svolge la propria occupazione sotto forma di lavoro agile a distanza durante la quarantena, non si ha diritto alla malattia (ma al normale compenso lavorativo).

Se si è in isolamento perché risultati positivi al tampone Covid si ha ovviamente diritto alla malattia: “in caso di malattia conclamata – chiarisce l’Inps – il lavoratore è temporaneamente incapace al lavoro, con diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno”.

La differenza di trattamento scatta in caso di lockdown, anche locali: per questo tipo di quarantena, con le autorità locali che impongono alla popolazione di non uscire di casa, l’Inps non riconosce la tutela previdenziale della malattia (qui il testo completo della circolare).

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