venerdì, 18 Giugno 2021
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Smart working 2021, fino a quando nella pubblica amministrazione

Per i privati continua il lavoro agile "semplificato", proroga anche per la pubblica amministrazione: ecco fino a quando dura lo smart working, che entrerà nel contratto della PA

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C’è la proroga della procedura semplificata per richiedere lo smart working nella pubblica amministrazione, ma il lavoro agile nella PA diventerà una misura strutturale in questo 2021 con l’approvazione dei POLA (piani organizzativi per i dipendenti pubblici) ed entrerà anche nel contratto collettivo di lavoro. Per i privati invece c’è lo “smart working semplificato” fino al termine di aprile, con l’invito – contenuto nei Dpcm – di incentivare l’uso dell’attività a distanza.

Fino a quando la proroga dello smart working semplificato per la pubblica amministrazione?

Dopo i ritardi nell’applicazione dei POLA, i piani operativi per il lavoro agile nei diversi enti della PA, il Ministero della Pubblica amministrazione ha deciso la proroga della procedura semplificata per fare richiesta dello  smart working del pubblico impiego fino a quando non scadrà lo stato di emergenza Covid: la data è quella del 30 aprile 2021.

Quindi anche a marzo e aprile 2021 non sono necessari gli accordi individuali per lavorare da casa e lo smart working può essere richiesto per il 50% dei dipendenti pubblici. Inizialmente il decreto rilancio aveva fissato al 31 luglio 2020 la fine dello smart working per la pubblica amministrazione, poi è arrivata la proroga fino al 31 gennaio 2021 e infine questo slittamento a primavera.

Il Pola 2021 e l’entrata dello smart working nel contratto nazionale della PA

“Fino a quando continuerà lo smart working, per sempre?” si chiedono in molti, la risposta quindi è questa: per la pubblica amministrazione nel 2021 saranno stabilite le norme per consentire il lavoro agile da casa, anche fuori dall’emergenza Covid. Ogni ente pubblico deve infatti elaborare il POLA, il piano organizzativo in cui prevedere il lavoro agile per almeno il 60% del personale. La quota di smart working non sarà uguale per tutti i dipendenti pubblici, il tetto minimo sarà del 60%, ma la percentuale varierà in base agli uffici e alle esigenze organizzative.

Intanto le regole dello smart working entreranno nei futuri contratti collettivi di lavoro della pubblica amministrazione: è quanto prevede il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” presentato dal premier Mario Draghi e dal ministro per la PA Renato Brunetta e che ora sarà sottoposto ai sindacati. Secondo l’intesa andrà definita una disciplina normativa dello smart working nella pubblica amministrazione per fissare obiettivi, trattamento economico, condizioni di lavoro trasparenti, dalle fasce di reperibilità al cosiddetto “diritto alla disconnessione”.

Pubblico impiego e dipendenti privati: smart working per chi ha figli e per i lavoratori fragili

Resta  la possibilità sia per i dipendenti della pubblica amministrazione, sia per quelli del settore privato, di fare domanda dello smart working nel caso di figli minori di 14 anni in quarantena: questa opportunità è valida fino al 31 marzo 2021, ma con tutta probabilità sarà prorogata dal decreto sostegno (l’ex decreto ristori 5) insieme al ritorno del bonus baby sitter.

Mamma e papà, se vivono nella stessa abitazione del bambino e lavorano entrambi, hanno diritto a richiedere il lavoro agile e se questo non fosse possibile per il tipo di mansione, uno dei due genitori può usufruire del congedo parentale retribuito al 50%.

Settore privato, lavoro agile “semplificato”: il decreto Milleproroghe

Per quanto riguarda i dipendenti privati, le aziende potranno usufruire della procedura semplificata di richiesta del lavoro agile fino al 30 aprile 2021, giorno in cui scade lo stato di emergenza. Lo ha stabilito il decreto Milleproroghe. Con lo smart working “semplificato”, ad esempio, le società possono imporre al personale il lavoro da casa, anche senza l’accordo del dipendente previsto dalla legge 81/2017.

Se non ci saranno novità, dopo il 30 aprile questo non si potrà più fare: sia ben inteso, nel settore privato si potrà sempre decidere lo smart working ma non più in modo semplificato. Bisognerà quindi seguire le normali regole, come chiarito nelle FAQ del Ministero del Lavoro.

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