mercoledì, 24 Febbraio 2021
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Smart working 2021, fino a quando nella pubblica amministrazione: la proroga

Per i privati continua il lavoro agile "semplificato", mentre arriva una proroga per la pubblica amministrazione: ecco fino a quando dura lo smart working

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C’è la proroga della procedura semplificata per richiedere lo smart working nella pubblica amministrazione, ma il lavoro agile nella PA diventerà una misura strutturale in questo 2021 con l’approvazione dei POLA, i piani organizzativi per i dipendenti pubblici dei diversi enti. Per i privati invece c’è lo “smart working semplificato” fino a fine marzo, con l’invito – contenuto nei Dpcm – di incentivare l’uso dell’attività a distanza. Intanto si discute ancora su una nuova legge dedicata al lavoro agile e sull’introduzione di un possibile bonus spese per chi è in smart working.

Fino a quando la proroga dello smart working semplificato per la pubblica amministrazione?

Dopo i ritardi nell’applicazione dei POLA, i piani operativi per il lavoro agile nei diversi enti della PA, il ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha deciso la proroga della procedura semplificata per fare richiesta dello  smart working fino a quando non scadrà lo stato di emergenza Covid: la data è quella del 30 aprile 2021.

Quindi anche a febbraio, marzo e aprile 2021 non sono necessari gli accordi individuali per lavorare da casa e lo smart working può essere richiesto per il 50% dei dipendenti pubblici. Inizialmente il decreto rilancio aveva fissato al 31 luglio 2020 la fine dello smart working per la pubblica amministrazione, poi è arrivata la proroga fino al 31 gennaio 2021 e infine questo slittamento a primavera.

Il Pola, il piano organizzativo per il lavoro agile nella PA: cosa succede allo smart working nel 2021

“Fino a quando continuerà lo smart working, per sempre?” si chiedono in molti, la risposta quindi è questa: per la pubblica amministrazione nel 2021 saranno stabilite le norme per consentire il lavoro agile da casa, anche fuori dall’emergenza Covid. Ogni ente pubblico deve infatti elaborare il POLA, il piano organizzativo in cui prevedere il lavoro agile per almeno il 60% del personale. La quota di smart working non sarà uguale per tutti i dipendenti pubblici, il tetto minimo sarà del 60%, ma la percentuale varierà in base agli uffici e alle esigenze organizzative.

La percentuale sarà decisa dai dirigenti a seconda dell’ente, in base alle attività che si possono svolgere online e tenendo in considerazione il livello di digitalizzazione. Al momento però sono pochi gli enti della PA che hanno rispettato la scadenza del 31 gennaio per mettere a punto il piano organizzativo del lavoro agile: per evitare un ritorno in massa all’ufficio, il Ministero per la pubblica amministrazione ha disposto quindi la proroga dello smart working semplificato.

Pubblico impiego e dipendenti privati: smart working per chi ha figli e per i lavoratori fragili

Resta comunque la possibilità sia per i dipendenti della pubblica amministrazione, sia per quelli del settore privato, di fare domanda dello smart working nel caso di figli minori di 14 anni in quarantena: questa opportunità è valida fino al 31 marzo 2021. Mamma e papà, se vivono nella stessa abitazione del bambino e lavorano entrambi, hanno diritto a richiedere il lavoro agile e se questo non fosse possibile per il tipo di mansione, uno dei due genitori può usufruire del congedo parentale retribuito al 50%.

Dalla legge di bilancio sono arrivate novità per la proroga dello smart working per i lavoratori fragili: queste categorie di dipendenti (pubblica amministrazione e privati) hanno la possibilità di richiedere il lavoro agile dal 1° gennaio al 28 febbraio 2021. Chi sono i lavoratori fragili? Immunodepressi, chi è affetto da tumori o terapia salvavita in corso, disabili che già beneficiano della legge 104.

Settore privato, lavoro agile “semplificato”: Dpcm e proroga dello stato di emergenza

Per quanto riguarda i dipendenti privati lo smart working e la proroga dello stato di emergenza sono andati finora di pari passo, ma stavolta – senza una deroga – le aziende potranno usufruire della procedura semplificata di richiesta del lavoro agile fino al 31 marzo 2021 (mentre lo stato di emergenza cessa il 30 aprile). Con lo smart working “semplificato”, ad esempio, le società possono imporre al personale il lavoro da casa, anche senza l’accordo del dipendente previsto dalla legge 81/2017.

Se non ci saranno novità, dopo il 31 marzo questo non si potrà più fare: sia ben inteso, nel settore privato si potrà sempre decidere lo smart working ma non più in modo semplificato. Bisognerà quindi seguire le normali regole, come chiarito nelle FAQ del Ministero del Lavoro. Alla Commissione Lavoro del Senato intanto è arrivata una proposta di legge per riformare le norme sullo smart working, mentre si sta pensando a introdurre un bonus spese per chi lavora da casa, un rimborso forfettario ad esempio per i consumi di energia elettrica e per la connessione internet.

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