domenica, 27 Settembre 2020
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Smart working, pubblica amministrazione e privati: proroga fino a quando

La legge rilancio, lo stato di emergenza Covid e il nuovo decreto del governo: a che punto è la proroga del lavoro agile per il pubblico impiego e il settore privato

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Ci sono novità sullo smart working per l’emergenza Covid: è confermato per tutto il 2020 il lavoro agile per la metà dei dipendenti della pubblica amministrazione, fino al 15 ottobre per i dipendenti privati resta la procedura semplificata di richiesta del lavoro a distanza (che rimarrà fino a quando durerà lo stato di emergenza per il coronavirus), mentre da settembre un nuovo decreto prevede la possibilità per i genitori con figli minori di 14 anni finiti in quarantena di richiedere lo smart working.

Lo smart working continuerà per sempre?” si chiedono in molti, la risposta ancora non c’è, ma intanto vengono definite le regole per un uso dell’attività da remoto, anche  fuori dall’emergenza: per la PA è stato introdotto il POLA – Piano organizzativo del lavoro agile che servirà a stabilire le regole per il pubblico impiego, dal 2021 in poi.

Pubblica amministrazione: fino a quando lo smart working?

Inizialmente il decreto rilancio fissava al 31 luglio la fine dello smart working per la pubblica amministrazione, poi la conversione in legge ha stabilito fino a quando durerà: per la PA l’uso del lavoro agile è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020, ma continuerà anche nel 2021 in base a un piano ben preciso, il POLA.

Secondo l’articolo 263 del decreto rilancio convertito in legge e pubblicato in Gazzetta ufficiale, fino al 31 dicembre per la PA il lavoro agile è possibile per il 50% dei dipendenti del pubblico impiego che svolgono attività eseguibili anche a distanza e online per consentire il distanziamento, mentre entro il 31 gennaio 2021 ogni amministrazione pubblica – sentiti i sindacati – dovrà elaborare il cosiddetto POLA, il Piano organizzativo del lavoro agile, in cui prevedere lo smart working per almeno il 60% del personale.

Il pubblico impiego e il lavoro agile dopo il 31 dicembre 2020

Se non verrà adottato il POLA entro il 31 gennaio 2021 – dice la legge di conversione del decreto rilancio – lo smart working per il pubblico impiego si applicherà almeno al 30% dei dipendenti, sempre che il personale lo richieda.

Da gennaio 2021, ha chiarito la ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, non ci sarà una percentuale fissa del lavoro agile per tutti gli uffici ma sarà decisa dai dirigenti a seconda dell’ente, in base alle attività che si possono svolgere online e tenendo in considerazione il livello di digitalizzazione.

Settore privato, lavoro agile e proroga dello stato di emergenza

Lo smart working per i dipendenti privati e la proroga dello stato di emergenza vanno di pari passo: fino a quando durerà lo stato di emergenza (che scadrà il 15 ottobre 2020 e non è ancora chiaro se il governo lo prolungherà ancora) le aziende potranno usufruire della procedura semplificata di richiesta del lavoro agile per i propri dipendenti. Quindi potranno imporre al personale lo smart working, anche senza l’accordo del dipendente, e chiedere il lavoro agile con un procedimento più semplice.

Scaduto il periodo di emergenza Covid questo non si potrà più fare: sia ben inteso, nel settore privato si potrà sempre decidere lo smart working ma in base alle normali regole, come chiarito nelle FAQ del Ministero del Lavoro.

Privati: smart working Covid e proroga con decreto fino a quando?

Al momento quindi la possibilità di ricorrere allo smart working con una procedura “leggera” è prevista per i lavoratori dipendenti privati fino al 15 ottobre 2020. Secondo l’articolo 90 della legge 77/2020 di conversione del decreto rilancio, il lavoro agile è riconosciuto ai dipendenti del settore privato con figli sotto i 14 anni (se l’altro genitore non è a casa perché disoccupato o in cassa integrazione) e per il personale più esposto al rischio di contagio da Covid-19 a seguito di certificazione medica (sempre che l’attività lavorativa sia possibile anche a distanza).

Nessuna novità è stata introdotta sulle procedure di richiesta dello smart working dal dpcm di settembre, mentre il decreto trasporti e scuola introduce un nuovi o caso (vedi il capitolo qui sotto).

Smart working, le novità di settembre per i genitori con figli sotto i 14 anni in quarantena

Discorso diverso invece per i genitori di figli con meno di 14 anni finiti in “quarantena” (isolamento domiciliare) a causa di contatti con positivi al Covid: mamma e papà, se vivono nella stessa abitazione del bambino e lavorano entrambi, hanno diritto a richiedere lo smart working, sia nel caso di dipendenti privati, sia per chi è impiegato presso la Pubblica amministrazione.

Se il lavoro agile non fosse possibile per il tipo di mansione, uno dei due genitori può usufruire del congedo parentale retribuito al 50%. Lo prevede il nuovo decreto del governo su trasporti e scuola in vista del rientro sui banchi, con misure anche per lo smart working, in vigore dal 9 settembre (qui i dettagli). Questo tipo di lavoro agile non è legato alla proroga dello stato di emergenza per coronavirus, ma potrà essere utilizzato fino al 31 dicembre 2020.

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