giovedì, 6 Agosto 2020
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Smart working, pubblica amministrazione e privati: proroga fino a quando

La legge rilancio, lo stato di emergenza Covid e il prossimo decreto del governo: a che punto è la proroga del lavoro agile per il pubblico impiego e il settore privato

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Una proroga per lo smart working per la metà dei dipendenti della pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2020, come deciso nella legge rilancio, mentre il prossimo decreto del governo stabilirà fino a quando prolungare il lavoro agile per i dipendenti privati (che, dopo la proroga dello stato d’emergenza fino al 15 ottobre, potrà intanto potrà andare avanti fino a quella data): sono queste le ultime novità sul lavoro a distanza introdotto con lo scoppiare dei casi di coronavirus.

Lo smart working continuerà per sempre?” si chiedono in molti, la risposta ancora non c’è, ma intanto vengono definite le regole per un uso dell’attività da remoto, anche  fuori dall’emergenza: per la PA viene introdotto il Piano organizzativo del lavoro agile (in una sigla POLA) che servirà a stabilire le regole per il pubblico impiego, dal 2021 in poi. Ma vediamo le novità.

Pubblica amministrazione: proroga dello smart working dopo il 31 luglio, fino a quando?

Inizialmente il decreto rilancio fissava al 31 luglio la fine dello smart working, adesso le modifiche del parlamento al decreto rilancio stabiliscono fino a quando durerà: per la Pubblica amministrazione l’uso del lavoro agile è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020, ma continuerà anche nel 2021.

Secondo l’articolo 263 del decreto rilancio convertito in legge e pubblicato in Gazzetta ufficiale, fino al 31 dicembre per la PA il lavoro agile è possibile per il 50% dei dipendenti del pubblico impiego che svolgono attività eseguibili anche a distanza e online per consentire il distanziamento, mentre entro il 31 gennaio 2021 ogni amministrazione pubblica – sentiti i sindacati – dovrà elaborare il cosiddetto POLA, il Piano organizzativo del lavoro agile, in cui prevedere lo smart working per almeno il 60% del personale.

Il pubblico impiego e il lavoro agile nel 2021

Se non verrà adottato il POLA – dice la legge di conversione del decreto rilancio – lo smart working per il pubblico impiego si applicherà almeno al 30 per cento dei dipendenti, sempre che il personale lo richieda.

Da gennaio 2021, ha chiarito la ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, non ci sarà una percentuale fissa del lavoro agile per tutti gli uffici ma sarà decisa dai dirigenti a seconda dell’ente, in base alle attività che si possono svolgere online e tenendo in considerazione il livello di digitalizzazione.

Privati: smart working per chi ha figli sotto i 14 anni e proroga con decreto fino a quando?

Al momento la possibilità di ricorrere allo smart working è prevista anche per i dipendenti privati al massimo fino al 31 dicembre 2020.

La questione del “fino a quando” è però legata alla proroga fino al prossimo 15 ottobre dello stato di emergenza decisa dal governo: fino ad allora si andrà avanti dunque con una proroga in blocco dello smart working così com’è stato regolato negli ultimi mesi.

A oggi infatti la procedura semplificata di richiesta dello smart working può essere utilizzata fino alla scadenza dello stato di emergenza (appunto, il 15 ottobre), come anche chiarito dalle FAQ del Ministero del Lavoro. Le imprese possono imporre al personale lo smart working, anche senza l’accordo del dipendente, e chiedere il lavoro agile con un procedimento più semplice.

Secondo l’articolo 90 della legge 77/2020 di conversione del decreto rilancio, inoltre, il lavoro agile è riconosciuto ai dipendenti del settore privato con figli sotto i 14 anni (se l’altro genitore non è a casa perché disoccupato o in cassa integrazione) e per il personale più esposto al rischio di contagio da Covid-19 a seguito di certificazione medica (sempre che l’attività lavorativa sia possibile anche a distanza).

Smart working, cosa succede dopo la proroga dello stato di emergenza

E dopo l’emergenza? I lavoratori del settore privato potranno continuare a lavorare in smart working fino al termine dello stato d’emergenza. Dopodiché dovranno essere stabilite le nuove regole per il lavoro da casa in tempi non emergenziali. I criteri saranno decisi in accordo con i sindacati, ma già alcune aziende, soprattutto quelle di grandi dimensioni, hanno fissato autonomamente le regole per una proroga dello smart working dei propri dipendenti fino alla fine dell’anno.

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