martedì, 20 Ottobre 2020
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Referendum: cosa succede e cosa cambia con il sì al taglio dei parlamentari

Quando entrerà in vigore le legge costituzionale e le modifiche al numero dei parlamentari, degli eletti all'estero e dei senatori a vita

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Fin dal primo esito dello spoglio, i risultati sono stati evidenti: al referendum 2020 sul taglio dei parlamentari ha vinto il “sì” con quasi del 70%, ma ora cosa comporta questa riduzione, cosa succede e cosa cambia alla Camera e al Senato? E quando entra in vigore la riforma costituzionale?

Perché siamo arrivati al referendum costituzionale

Le modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, fortemente volute dal Movimento 5 Stelle, erano state approvate l’anno scorso dal parlamento, ma senza la maggioranza dei due terzi: per questo 71 Senatori hanno potuto chiedere il referendum, che è stato prima fissato a marzo 2020 e poi rinviato, a causa dell’emergenza Covid, all’election day del 20 e 21 settembre, accorpato con le elezioni regionali e comunali.

L’esito del referendum 2020 sul taglio dei parlamentari: i risultati definitivi sul sì

Ha vinto il sì, anzi ha stravinto: i risultati definitivi resi noti dal Ministero dell’Interno attraverso la piattaforma Eligendo indicano il sì al 69,64% (per oltre 17 milioni di voti favorevoli), mentre il no al 30,36% (7,8 milioni di voti).

L’affluenza definitiva alle ore 15 del 21 settembre è stata del 53,84% (ma non serviva il quorum essendo un referendum costituzionale confermativo) e in tutto hanno partecipato alle votazioni quasi 25 milioni di italiani. 128.000 le schede nulle, 210.000 quelle bianche

Referendum: cosa succede adesso, cosa cambia e cosa comporta il sì al taglio del parlamentari

Per effetto del sì al referendum costituzionale, entrerà in vigore il taglio dei parlamentari: si passerà dagli attuali 945 (a cui aggiungere i senatori a vita) a un totale di 600 eletti nelle due Camere. In particolare ecco cosa succede nei due rami del Parlamento con questa riduzione dei seggi:

  • I deputati saranno 400 e non più 630
  • I senatori saranno 200 e non più 315 (nessuna Regione o Provincia autonoma potrà avere meno di 3 senatori)

Per quanto riguarda la circoscrizione per gli italiani residenti all’estero, ecco cosa cambia con il sì al referendum:

  • 8 deputati eletti all’estero (finora erano 12)
  • 4 senatori eletti all’estero (finora erano 6)

Quanto è il risparmio con il taglio dei parlamentari

Secondo i comitati per il sì al referendum, il taglio a 600 parlamentari comporta un risparmio di 100 milioni di euro l’anno, sommando indennità e rimborsi, per un totale di mezzo miliardo a legislatura. Secondo invece i contrari alla riforma costituzionale, i soldi che resteranno nelle casse dello Stato saranno minori: si risparmia – a detta dei comitato per il no – una cifra pari a 82 milioni ogni 12 mesi.

Cosa cambia per i senatori a vita dopo il referendum 2020

Resteranno in carica gli attuali senatori a vita, che sono 6 in tutto: Elena Cattaneo, Mario Monti, Giorgio Napolitano, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre. Cosa succede con il referendum 2020? Cambia il numero massimo di senatori a vita che possono sedere in Parlamento: 5 e non di più. Quindi il presidente della Repubblica non potrà eleggere nuovi senatori a vita, fino a quando il numero non sarà più basso di cinque.

Fino all’esito del referendum 2020 ogni presidente della Repubblica poteva invece nominare 5 senatori a vita, ma la Costituzione non prevedeva un numero massimo in Senato.

Cosa succede ora, quando entra in vigore il taglio ai parlamentari

Chi va a casa? Al momento nessuno. Dopo l’esito favorevole del referendum costituzionale, la riduzione del numero dei parlamentari entrerà in vigore solo quando il presidente della Repubblica scioglierà le Camere (quindi alle prossime elezioni politiche per la prossima legislatura) e comunque non prima di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge costituzionale (qui il testo in pdf).

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