sabato, 28 Marzo 2020
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Referendum costituzionale 2020: quando e come si vota

C'è il quorum? Come e per cosa si vota? Quante schede ci sono? Le risposte ai dubbi più comuni sul referendum costituzionale

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Il referendum costituzionale confermativo sul taglio del numero dei parlamentari era stato fissato in una sola giornata a fine marzo 2020. Gli italiani saranno chiamati quindi di nuovo alle urne.

Ecco le informazioni essenziali da tenere a mente:

Quando si vota: referendum rinviato, data da decidere

Il referendum costituzionale previsto inizialmente domenica 29 marzo, dalle 7.00 alle 23.00, è stato rinviato per l’allerta coronavirus. Ancora non è stata fissata una data: la deciderà il Consiglio dei ministri entro il 23 marzo e la consultazione dovrà cadere in una domenica tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo a quando sarà annunciato il referendum.

Tra le ipotesi anche l’accorpamento con le elezioni regionali previste tra la fine maggio o inizio giugno 2020 (anche qui manca la conferma ufficiale del giorno esatto), ma i comitati per il No premono perché il referendum sia rimandato a un’altra data.

Chi può votare

Potranno votare tutti i cittadini italiani maggiorenni, che il 29 marzo 2020 abbiano già compiuto 18 anni di età. Sono necessari un documento d’identità valido e la tessera elettorale. Nel caso sia stata smarrita, danneggiata o siano finiti gli spazi a disposizione, può essere richiesta, per tempo, all’ufficio elettorale del Comune di residenza.

Chi a causa di infermità non può lasciare la propria abitazione può fare domanda per il voto a domicilio, sempre facendo richiesta al Comune.

Come funziona il voto all’estero

Per quanto riguarda il voto all’estero, chi si trova temporaneamente fuori Italia per motivi di lavoro, studio o cure mediche, anche come accompagnatore di familiari, può richiedere di votare per corrispondenza, presentando domanda al Comune in cui si è iscritti nelle liste elettorali. Anche i cittadini residenti all’estero, iscritti all’AIRE, possono votare per corrispondenza. Dopo il rinvio del referendum anche le procedure per gli elettori all’estero sono sospese.

Referendum 2020, per cosa si vota: quesito e taglio dei parlamentari

Gli elettori sono chiamati a confermare o bocciare la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, modifica che prevede il taglio dei parlamentari, riducendo l’attuale numero da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita. Prevista anche una diminuzione dei parlamentari all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. A tutti gli elettori sarà consegnata una sola scheda, ecco il testo del quesito del referendum 2020:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019?»

Referendum costituzionale 2020, come si vota: non serve il quorum

Il principale aspetto da tenere presente è che si tratta di un referendum costituzionale confermativo, che quindi non prevede un quorum minimo: l’esito delle urne sarà valido anche se non si raggiungerà il 50% più uno dei votanti. A differenza di quanto succede invece con i referendum abrogativi (indetti per cancellare una legge), questa volta l’astensione dal voto non “varrà” come un no.

Elezioni urna scheda voto referendum

Quando si tratta di una riforma costituzionale, come quella che riguarda il taglio del numero dei parlamentari, i cittadini sono infatti chiamati con il referendum a confermare o bocciare le modifiche alla Costituzione. Questo è il quarto referendum confermativo della storia della Repubblica italiana.

Cosa succede se vince il sì

Se la maggioranza dei votanti dice “sì” alla riforma costituzionale (come detto, anche senza raggiungere il quorum) il taglio dei parlamentari entra in vigore: dopo le prossime elezioni politiche nella Camera dei Deputati siederanno 400 parlamentari, mentre al Senato 200. In caso di esito positivo la legge costituzionale viene promulgata dal Capo dello Stato.

E cosa succede se al referendum vince il no

Nel caso vincesse il “no”, con la maggioranza dei voti, la riforma sul numero dei parlamentari non avrà effetto e l’esito del referendum 2020 sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Tutto rimarrà come oggi: il parlamento resterà composto da 630 deputati e 315 senatori.

Aggiornamenti e informazioni sul sito del Ministero dell’Interno.

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