martedì, 27 Settembre 2022
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Scheda bianca e scheda nulla: a chi va il voto, significato e differenza

Cosa vuol dire mettere nell'urna una scheda bianca e quando il voto è considerato nullo. Tutti i casi particolari per le elezioni politiche del 25 settembre 2022

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Alle prossime elezioni politiche, c’è il rischio che un “partito” raccolga molti consensi: quello della scheda bianca e della scheda nulla, perché alta è la percentuale degli indecisi in vista del 25 settembre 2022. Tra gli elettori c’è anche chi, non riconoscendosi nei partiti e negli schieramenti, sta valutando se evitare di esprime la propria preferenza o annullare completamente il proprio voto. Ma che significato ha mettere nell’urna una scheda bianca, cosa vuol dire in concreto, che differenza c’è con la nulla e infine a chi va al voto: alla maggioranza o va perso? Vediamo i vari casi.

Il significato della scheda bianca e che differenza c’è con la scheda nulla

Il significato della dicitura “scheda bianca” è questo: la scheda elettorale non presenta alcun segno o alcuna traccia di scrittura e quindi il cittadino non ha espresso alcuna preferenza di voto. A differenza di quella bianca, “scheda nulla” vuol dire invece che la scheda elettorale presenta dei segni, ma che il voto non è valido perché espresso in modo scorretto oppure con segni di riconoscimento o ancora in un modo non univoco che non rende manifesta la volontà dell’elettore.

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Fare scheda bianca o scheda nulla non vuol dire però fare astensionismo, perché anche in questi due casi si viene conteggiati tra i votanti: ha un significato nei referendum abrogativi, per cui è previsto il quorum del 50% più uno dei votanti, ma non per le elezioni politiche, regionali e amministrative.

Come fare per annullare la scheda: esempi di voto nullo con il fac simile

C’è anche chi si chiede come rendere il proprio voto nullo per protesta. Come si può dedurre dal fac simile della scheda elettorale 2022, anche per le politiche del 25 settembre in cui si scelgono i rappresentati alla Camera e al Senato, gli scrutatori al momento dello spoglio dovranno annullare le schede che non saranno compilate secondo le regole. Ecco quando una scheda è nulla:

  • presenta segni di riconoscimento, come ad esempio scritte o segni particolari, anche se il voto è stato espresso in modo corretto e univoco. Gli scrutatori e il presidente di seggio devono ritenere in modo inoppugnabile che l’elettore abbia voluto far identificare il proprio voto;
  • presenta il nome e cognome o la firma dell’elettore;
  • non presenta il bollo della sezione elettorale o la firma di uno scrutatore;
  • non viene usata la matita copiativa fornita dal presidente del seggio, ma una penna o un lapis portato da casa;
  • quando si esprimono più voti di quanti previsti (ad esempio votando più candidati per i collegi uninominali o barrando i simboli di più di un partito);
  • quando si esprime il voto disgiunto (un segno su un candidato del collegio uninominale e un segno su un partito di un’altra coalizione o lista), opzione che non è prevista per le elezioni politiche, come invece succede per le comunali;
  • quando viene tracciato un segno trasversale che interessa, in pari misura, più rettangoli di partiti o coalizioni diverse. In questo caso la volontà dell’elettore non è univoca e la scheda è considerata nulla.
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Nella gallery qui sotto qualche esempio di voto nullo e voto valido.

Si può rifiutare la scheda elettorale alle politiche 2022?

Oltre alla scheda bianca o nulla, un altro caso particolare è quello in cui il cittadino decide di rifiutare la scheda per protesa. Come succede per i referendum, anche in occasione delle elezioni politiche è possibile rifiutare una delle due schede (quella gialla è per il Senato e quella rosa per la Camera dei deputati) o entrambe. Si tratta di una situazione anomala che viene prevista anche nelle istruzioni per gli uffici e i seggi elettorali diffuse dal Ministero dell’Interno.

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A differenza di quanto succede con la scheda bianca o nulla, rifiutare la scheda ha un significato ben preciso: si decide di astenersi. In sostanza è come non andare a votare. L’elettore che decide di rifiutare la scheda viene registrato dagli scrutatori come “non votante”. Se invece l’elettore, si legge nelle istruzioni del Viminale, una volta ricevute le schede (o la scheda) le restituisce al presidente di seggio senza entrare in cabina, si prefigura l’ipotesi di annullamento del voto: in questo caso si viene registrati come votanti, ma la scheda è nulla.

Scheda bianca e scheda nulla: a chi va il voto? Alla maggioranza?

In molti si chiedono a chi va il voto nel caso di scheda bianca e scheda nulla: ebbene non va né alla maggioranza, né alla minoranza. Le schede prive di segni e quelle in cui il voto è espresso in modo nullo non influiscono sul risultato delle urne. Al momento dello spoglio delle schede vengono considerate come se il voto non fosse stato espresso: su quelle bianche il presidente di seggio mette il bollo sul reto della scheda, che viene firmata da lui stesso e da due scrutatori.

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