giovedì, 6 Agosto 2020
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Stato di emergenza Covid, proroga fino al 15 ottobre: cosa comporta

Prima del prolungamento il passaggio in Parlamento, ma cosa significa "stato di emergenza", cosa comporta e cosa prevede la legge

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È ufficiale: il governo Conte ha deciso la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020. A comunicarlo è stato lo stesso presidente del consiglio intervenuto oggi al Senato.

Il Consiglio dei Ministri svolto nella notte tra il 22 e 23 luglio non ha formalizzato la proroga dello stato di emergenza per il Covid in Italia, che scade ufficialmente il 31 luglio, ma la linea del premier Giuseppe Conte e del governo è dunque quella di prolungare fino al 15 ottobre, e non fino al 31 ottobre o al 31 dicembre come ipotizzato in un primo momento: ma cosa comporta la proroga dello stato di emergenza, cosa significa? E quando finisce?

Inizialmente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato di essere intenzionato a prorogare lo stato di emergenza fino a fine 2020, poi è iniziata la discussione sulla data precisa e sono spuntate anche le “colombe” che – per evitare polemiche – avrebbero voluto non prorogare lo stato di emergenza per il coronavirus. Ma facciamo un passo indietro e capiamo bene come funziona.

Cosa significa e come funziona

Si parla di una proroga perché il 31 luglio 2020 scadono i sei mesi di stato di emergenza dichiarati lo scorso 31 gennaio, nelle primissime fasi dell’emergenza Covid. Fu allora la Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 ad aprire ufficialmente il periodo di sei mesi di emergenza. Il Consiglio dei ministri può dichiarare lo stato di emergenza in base alla Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, la legge che istituì il Servizio nazionale della Protezione civile.

La stessa legge stabilisce che per deliberare lo stato di emergenza ci si debba trovare nella situazione (o nell’imminenza) di “calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”.

Cosa comporta lo stato di emergenza per il coronavirus

Una volta dichiarato, lo stato di emergenza conferisce alcuni poteri straordinari. Su tutti, il potere di ordinanza. Grazie a questo, il Capo del dipartimento della Protezione civile può emanare ordinanze in deroga a ogni disposizione vigente, comunque restando nei limiti e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. La copertura delle ordinanze è garantita nell’ambito del Fondo per le emergenze nazionali.

Cosa comporta dunque lo stato di emergenza? Possono essere emesse ordinanze per intervenire in modo immediato in merito a:

  • servizi di soccorso e assistenza
  • riorganizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture
  • interventi per la riduzione del rischio
  • ripristino delle strutture, infrastrutture e dei danni subiti dalle attività economiche e produttive
  • attuazione delle misure per far fronte alle esigenze urgenti

In sostanza lo stato di emergenza per il Covid consente di governare come si è fatto negli ultimi sei mesi. Adottare misure di prevenzione come le “zone rosse”, acquistare tutto quel che serve per far fronte all’emergenza e ottenere i materiali in via diretta, senza dover passare per gare d’appalto e gli altri passaggi previsti dalla legge.

Una volta dichiarato lo stato di emergenza, il governo stabilisce anche quali siano gli strumenti giuridici che utilizzerà per adottare i provvedimenti necessari nel periodo straordinario. Il Decreto legge del 23 febbraio 2020 stabilì che le misure necessarie sarebbero state “adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri“. I Dpcm che di lì a poco sarebbero diventati ben noti per tutti gli italiani. La proroga dello stato di emergenza suggerisce che altri decreti seguiranno prima della fine dell’anno.

Stato di emergenza Covid, quando finisce? Proroga fino al 15 ottobre

Sei mesi se ne sono andati e allora quando finisce lo stato di emergenza in Italia e fino a quando si può decidere la proroga? La stessa Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 stabilisce che “la durata della dichiarazione dello stato di emergenza non può superare i 180 giorni“. Sei mesi, appunto. Ma la norma stabilisce anche che lo stato di emergenza è “prorogabile per non più di ulteriori 180 giorni“.

Considerato che la scadenza naturale è il 31 luglio, la proroga dello stato di emergenza potrà spingersi fino, al massimo, al 31 gennaio 2021. Inizialmente, l’ipotesi era quella di prolungarlo fino al 31 dicembre 2020, oppure fino al 31 ottobre come è stato confermato durante la discussione in Consiglio dei Ministri.

Oggi è stata di fatto confermata la data del 15 ottobre: la proroga dello stato di emergenza avverrà solo dopo l’approvazione in Parlamento di una risoluzione di maggioranza, al cui testo si sta lavorando in queste ore.

Lo stato di emergenza e la proroga dello smart working

A portare alla ribalta la questione dello stato di emergenza è anche un’altra (attesa) proroga, quella dello smart working: il prolungamento della procedura semplificata per il lavoro agile dei dipendenti privati è legato allo stato di emergenza per il Covid-19, che al momento dura fino al 31 luglio. In soldoni quando finisce l’emergenza, finisce anche lo smart working come lo abbiamo conosciuto finora, con tutto ciò che questo comporta. Se arriverà l’ok al prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 ottobre, il governo inserirà la proroga dello smart working nel prossimo decreto (dpcm).

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