mercoledì, 21 Ottobre 2020
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Stato di emergenza Covid, cosa comporta la proroga al 31 gennaio

Durerà fino all'inizio del 2021, ma cosa significa "stato di emergenza", cosa comporta e cosa prevede la legge (anche per lo smart working)

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Il governo Conte ha varato il decreto legge che prevede la proroga dello stato di emergenza per il Covid dal 15 ottobre 2020 (data in cui era prevista la scadenza) al 31 gennaio 2021, ma cosa comporta la proroga dello stato di emergenza e cosa significa? E quando finisce?

In passato si era ipotizzato un allungamento fino al 31 dicembre 2020, ma l’esecutivo, sentito il Comitato tecnico scientifico sul coronavirus, ha deciso di sfruttare la proroga massima prevista dalla legge per lo stato di emergenza. La data limite è proprio il 31 gennaio del prossimo anno. Nel decreto legge Covid il governo ha anche prolungato le regole anti-contagio fino al 15 ottobre, in attesa del nuovo dpcm, introducendo però da subito l’obbligo di mascherina all’aperto.

Perché la proroga

Il 15 ottobre sarebbe scaduta la prima proroga dello stato di emergenza dichiarato lo scorso 31 gennaio, nelle primissime fasi dell’emergenza Covid, e rinnovato a fine luglio per altri 3 mesi. E’ stata la Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 ad aprire ufficialmente il periodo emergenza. Il Consiglio dei ministri può infatti dichiarare lo stato di emergenza in base alla Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, la legge che istituì il Servizio nazionale della Protezione civile.

La stessa legge stabilisce che per deliberare lo stato di emergenza ci si debba trovare nella situazione (o nell’imminenza) di “calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”.

Cosa comporta lo stato di emergenza per il Covid

Una volta dichiarato, lo stato di emergenza comporta alcuni poteri straordinari. Su tutti, il potere di ordinanza. Grazie a questo, il Capo del dipartimento della Protezione civile può emanare ordinanze in deroga a ogni disposizione vigente, comunque restando nei limiti e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. La copertura delle ordinanze è garantita nell’ambito del Fondo per le emergenze nazionali.

Cosa comporta dunque lo stato di emergenza? Possono essere emesse ordinanze per intervenire in modo immediato in merito a:

  • servizi di soccorso e assistenza
  • riorganizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture
  • interventi per la riduzione del rischio
  • ripristino delle strutture, infrastrutture e dei danni subiti dalle attività economiche e produttive
  • attuazione delle misure per far fronte alle esigenze urgenti

In sostanza lo stato di emergenza per il Covid consente di governare come si è fatto negli ultimi mesi. Adottare misure di prevenzione come le “zone rosse”, acquistare tutto quel che serve per far fronte all’emergenza e ottenere i materiali in via diretta, senza dover passare per gare d’appalto e gli altri passaggi previsti dalla legge.

Una volta dichiarato lo stato di emergenza, il governo stabilisce anche quali siano gli strumenti giuridici che utilizzerà per adottare i provvedimenti necessari nel periodo straordinario. Il Decreto legge del 23 febbraio 2020 stabilì che le misure necessarie sarebbero state “adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri“. I Dpcm che di lì a poco sarebbero diventati ben noti per tutti gli italiani (il prossimo arriverà entro il 15 ottobre). La proroga dello stato di emergenza suggerisce che altri decreti seguiranno fino all’inizio del prossimo anno.

Stato di emergenza Covid, quando finisce? Proroga fino al 31 gennaio 2021

La seconda proroga c’è stata e allora quando finisce lo stato di emergenza in Italia e fino a quando si può decidere l’ulteriore proroga? La stessa Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 stabilisce che “la durata della dichiarazione dello stato di emergenza non può superare i 180 giorni“. Sei mesi, appunto. Ma la norma stabilisce anche che lo stato di emergenza è “prorogabile per non più di ulteriori 180 giorni“.

Considerato che la scadenza naturale era fissata allo scorso 31 luglio, la proroga dello stato di emergenza può spingersi fino, al massimo, al 31 gennaio 2021, come previsto dal decreto Covid di inizio ottobre.

Lo stato di emergenza e la proroga dello smart working

A portare alla ribalta la questione dello stato di emergenza è stata anche un’altra (attesa) proroga, quella dello smart working: il prolungamento della procedura semplificata per il lavoro agile dei dipendenti privati è legato allo stato di emergenza per il Covid-19, che scadeva il 15 ottobre e che ora è prorogato. In soldoni se l’emergenza fosse finita, sarebbe terminata anche la “regolamentazione light” per lo smart working nel settore privato, con tutto ciò che questo comporta: il lavoro agile, senza proroga, sarebbe dovuto essere stabilito con accordi individuali tra l’azienda e il dipendente.

Attenzione però: nonostante il decreto Covid abbia prorogato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, le regole snelle per lo smart working nel settore privato restano in vigore solo fino al 31 dicembre 2020, questa è infatti la data limite prevista dal decreto rilancio per il lavoro agile “light”. Sempre che non arrivino novità da ulteriori provvedimenti del governo. Restano confermati, perché definiti con norme specifiche, lo smart working per i genitori di figli con meno di 14 anni finiti in quarantena, le regole sulla cassa integrazione e sul blocco dei licenziamenti.

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