lunedì, 20 Maggio 2024
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Il gigante torna in ”libertà”

L'imponente colosso del Giambologna, dopo 3 anni di restauro, torna a essere visitabile in tutta la sua bellezza

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Il Gigante dell'Appennino del Giambologna torna finalmente in libertà. Dopo 3 anni esatti di lavori sarà di nuovo possibile ammirare l'opera del celebre scultore fiammingo in tutto il suo splendore riportato alla luce grazie a un investimento di 315mila euro. Domenica 19 ottobre sarà possibile ammirarne la maestà dalle 10 alle 19, orario in cui il parco mediceo di Pratolino resterà aperto al pubblico.

le cure fatte al gigante

L'opera di manutenzione era stata avviata nel settembre 2011 e condotta attraverso 3 fasi che hanno visto la conclusione proprio all'inizio del mese di ottobre 2014. Per i lavori di restauro è stata utilizzata una malta a base di calce, in tre tipi diversi di colori, formulata appositamente per l’opera, attraverso prelievi di intonaco antico. Tutte le stalattiti e le spugne sono state controllate e fissate, l’intera “pelle” del gigante è stata sottoposta a un'opera di pulizia, consolidata e ricoperta con prodotti specifici, rispettando colori e texture originali. Altri interventi sono stati eseguiti sia nella grotta ipogea, che nella cosiddetta “grotticina superiore”, entrambe collocate all'interno della statua. Anche il drago posto sul retro del complesso, opera dell’architetto Foggini, è stato ripulito e inoltre è stato ripristinato il flusso di acqua che sgorga dalla bocca del serpente sotto la mano sinistra del Gigante. La spesa che ha permesso tutte queste operazioni è di 315mila euro.

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cosa resta da fare

Per portare a termine tutti i lavori resta ora da completare il restauro alla grotta inferiore, la sostituzione della recinzione perimetrale intorno al gigante, la manutenzione del verde intorno al colosso e l’illuminazione dell’intero complesso e delle grotte.

storia del gigante

A ergere l'imponente complesso scultoreo fu il celebre scultore fra il 1579 ed il 1580. Alto oltre 10 metri, rivestito d’intonaco e pietra, aveva un tempo al suo interno grotte con decorazioni, affreschi e giochi d’acqua. Sotto il colosso in muratura è ancora possibile vistiare la camera ipogea, che in origine ospitava la fontana di Narciso e automi mossi grazie a sistemi idraulici. L’Appennino del Giambologna è senza ombra di dubbio la maggiore attrazione del Parco Mediceo di Pratolino per la sua imponenza e unicità. Il Gigante ha vissuto i passaggi epocali e storici della  storia stessa del Parco di Villa Demidoff. Tutte le mutazioni della statua rimandano a quelle dell’intera architettura dell’ambiente circostante: da giardino delle meraviglie rinascimentale, alla trasformazione barocca, fino ad arrivare alla completa reinvenzione in chiave romantica dell’inizio dell’Ottocento per trovare l'attuale conformazione grazie alla rivisitazione dei Demidoff.

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