L’autrice ha cercato di materializzare il Dolore creando un personaggio rappresentativo di tutti i tipi di dolore: dal dolore fisico al dolore psichico, al
piacere di farsi del male. E’ la storia autobiografica di una donna, scrittrice, madre, che perde le proprie figlie in un incidente stradale; è la storia della difficile e laboriosa gestione del dolore, come trovarsi in un labirinto nel quale sembra impossibile individuare l’ uscita, ma lei la cercherà con la forza e il coraggio per continuare a vivere.
Il testo, dal titolo “La maternità offesa”, vuole restituire la voce a tutte quelle Donne, a tutte quelle Madri, che voce più non hanno.
Lo spettatore assisterà ad uno spettacolo mediatico nel quale lui stesso si ritroverà protagonista pur non sapendolo, vivrà momenti molto emozionanti fatti di dialoghi, monologhi, densi di musicalità e poesia in un crescendo di speranza e amore.
Testo che mette a dura prova gli attori, in particolare l’interprete principale femminile (Ornella Grassi), sia dal punto di vista personale che artistico.
Una commedia, o meglio una tragedia, che vale veramente la “pena” di essere vista.