Promozione, ricerca, comunicazione di una tradizione culturale italiana, il cibo di strada, che porta con sé un pezzo di storia del nostro Paese. Dal pane ca’ meusa di Sicilia ai gofri del Piemonte passando per i lampredottai fiorentini. Una mappatura dell’Italia del mangiare “on the road”

E’ nata in Toscana, l’Associazione culturale “Streetfood”. Obiettivo principale di questa neonata realtà quello di recuperare la storia di una tradizione, quella del cibo di strada, che in Italia affonda origini storiche di grande importanza che fino ad oggi hanno rischiato di perdersi nella globalizzazione.

Nata da un gruppo di persone operanti nel settore dell’agroalimentare (dalla produzione alla comunicazione), Streetfood parte con i migliori presupposti per cercare di recuperare piatti storici del cibo di strada facendo conoscere chi ancora li produce e li vende. «E’ un progetto che portiamo avanti da qualche anno – spiega il presidente dell’associazione, Massimiliano Ricciarini – ma che solo da poco abbiamo realmente messo sulla carta con un gruppo di persone che crede nella promozione di queste realtà che ancora sono sparse per tutta Italia e che creano un vero e proprio indotto economico».

Dagli sfinciuni siciliani ai gofri del Piemonte. Dalla crescia di Gubbio alla pizza fritta napoletana passando per le Olive All’Ascolana e Cinque-e-Cinque fino al lampredotto fiorentino che si mangia cercando di non sporcarsi. In molti ancora forse non sapranno che cosa sia il Borlengo del modenese, o come si prepara uno gnumeredd delle Murgie. Sono solo alcuni dei prodotti che Streetfood ha scovato, catalogato cominciando a promuovere la loro esistenza grazie all’aiuto di chi questo mestiere lo pratica ogni giorno.

Appena nata Streetfood vanta già dei soci fondatori in rappresentanza di numerose regioni d’Italia. Gli Amici del Cibo di Strada ideali, che l’Associazione si augura di riuscire a coinvolgere, sono coloro che praticano il mestiere del cibo di strada, così come gli appassionati, i giornalisti che intendono sposare e promuovere la filosofia del cibo di strada e tutti coloro che ritengano di poter contribuire alla salvaguardia di questa parte di storia della gastronomia italiana.