Lo spettacolo, che debuttò a Villa Fabbricotti durante l’estate 2005, considerato il notevole successo allora ottenuto, viene ora proposto sul palco del Teatro Puccini.

Una rigorosa, attenta e pungente messa in scena di testi teatrali di inizio Novecento; una occasione per conoscere, od approfondire, una produzione artistica praticamente dimenticata del Movimento Futurista.

Una messa in scena veloce, divertente ed adatta ad ogni spettatore: tutto questo è “Scintille futuriste”. Il Teatro Futurista rifiuta la logica formale, la verosimiglianza, la gradevolezza esteriore: alogico, antigrazioso, sono i termini più amati della scuola marinettiana, ed erano una pungente in-tenzione contro il “buonsenso borghese”. Attraverso dissonanze verbali, paradossi smaccati, scontri di at-mosfere eterogenee, situazioni capovolte, ecc. il futurismo mirava soprattutto a disorientare e sbalordire, perseguiva effetti fulminanti di stupore, usando tutto il repertorio di trovate che attingevano al repertorio del circo e del teatro di varietà.

Un valore assoluto per il futurismo è quello dell’irrazionalità che poi in qualche modo ha influenzato tutti i movimenti artistici del secolo scorso che si sono succeduti ad esso. Il “Manifesto del Teatro Futurista” del 1915 si apre con una condanna in blocco del teatro contemporaneo, dove tutto è prolisso, analitico, pedantescamente psicologico, esplicati-vo, diluito, meticoloso, statico, pieno di divieti “come una questura, diviso in celle come un monastero”.

Testi di: De Pisis, Marinetti, Boccioni, Buzzi, Settimelli, Corra, selezionati da Mario Verdone. Interpretati dalla compagnia Zauberteatro con la regia di Sandro Carotti. 

 

Biglietti: Platea 20 euro, galleria 17 euro.