venerdì, 14 Maggio 2021
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Romagna Toscana, una storia da non dimenticare…

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Galeata, assieme alle frazioni di Pianetto e San Zeno, offre ai visitatori un inconfondibile patrimonio di eccellenze storiche ed archeologiche.
Nelle vicinanze ci sono i resti dell’antica città di Mevaniola, municipio romano citato da Plinio nel I secolo d.C., di cui oggi sono visibili un settore delle terme e il teatro a pianta greco-ellestistica. Fra il V e il VI secolo d.C., secondo la leggenda, Teoderico giunse nella valle del Bidente, presso Galeata (Galigate), per costruirsi un “palazzo di caccia”. Le recenti ricerche archeologiche condotte dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna hanno individuato una ricca residenza in località Saetta, con un articolato impianto termale privato, che potrebbe veramente essere una residenza del re degli Ostrogoti. Contemporaneamente alla costruzione della villa teodericiana, Ellero si ritirò nel colle sopra Galeata, fondandovi poi un centro monastico, destinato a divenire molto potente durante il Medioevo. Assai suggestiva, all’interno dell’edificio religioso, la cripta con il sarcofago del Santo, in cui si compie un antico rito salutare.
Nel Medioevo il territorio galeatese è caratterizzato dalla presenza di castelli (Pianetto, Torre di Poggio Galmino, Torre di Monte Erno a San Zeno), di insediamenti religiosi e di borghi.
Nel corso del XV secolo Galeata passa sotto l’influenza di Firenze, rimanendovi per vari secoli, tanto che è ancor oggi percepibile l’influenza toscana amalgamata a quella romagnola, nel dialetto, nelle tradizioni popolari e nella gastronomia. Questa impronta toscana è evidente poi negli edifici storici, come nella chiesa di S. Maria dei Miracoli a Pianetto.
A fianco della chiesa fu costruito nel corso del Cinquecento un convento affidato all’ordine francescano dei Padri Minori, oggi sede del Museo civico.
Il Museo, nato dalla passione e dall’amore per la terra natale di Mons. Domenico Mandrini, si pone come centro ideale di un territorio tutto da scoprire, ricco di chiese, vie silenziose, angoli nascosti.
Recentemente Galeata è stata riconosciuta “Città slow”, città del buon vivere, per la ricerca di una vita compatibile con l’ambiente e per la presenza di una grande varietà di prodotti tipici e gastronomici: il formaggio Raviggiolo, la carne di vacca romagnola, il tortello sulla lastra.
Sintomo di una vitalità, in cui la diffusione della cultura e l’importanza del tempo libero è al centro del vivere sociale, l’organizzazione di eventi di rilievo come la fiera del cavallo e del puledro, le rassegne culturali del Museo Mambrini, gli spettacoli nel teatro comunale.
Dall’antichità fino ai giorni nostri Galeata si è distinta, inoltre, come luogo dell’accoglienza e dell’incontro tra culture diverse.
Per questo è importante ricordare questi luoghi alle genti toscane…

Fabrizio Del Bimbo

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