domenica, 23 Gennaio 2022
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Smart working privati, fino a quando: proroga stato emergenza al 2022

Le novità sullo smart working "semplificato" per i lavoratori del settore privato: il protocollo con le nuove regole, quando finirà lo stato di emergenza per il Covid

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Lo smart working “semplificato” per i lavoratori privati continuerà fino a quando ci sarà la proroga dello stato di emergenza (per cui il governo ha deciso la proroga fino alla primavera 2022), ma intanto un protocollo fissa le nuove regole e le linee guida per il lavoro agile fuori dalla pandemia. Il primo accordo del genere è stato siglato la scorsa settimana al Ministero del Lavoro da 26 associazioni sindacali.

Smart working e stato di emergenza: fino a quando dura la procedura semplificata, anche nel 2022?

Con lo stato di emergenza per il Covid infatti sono state introdotte deroghe alla legge 81 del 2017 che regola lo smart working nel settore privato: in questo periodo di pandemia l’azienda può decidere il lavoro agile anche senza l’accordo del lavoratore. Come spiegano le FAQ del Ministero del Lavoro fino alla scadenza dello stato di emergenza è sufficiente una procedura di richiesta semplificata. Di norma invece servirebbero accordi individuali tra l’impresa e il lavoratore.

Per capire fino a quando durerà questo smart working semplificato per i lavoratori privati, va considerata  la proroga dello stato di emergenza: il governo Draghi, con il nuovo decreto Covid approvato il 14 dicembre 2021, ha spostato la scadenza dal 31 dicembre al 31 marzo 2022. Con questo prolungamento, il lavoro agile, come lo abbiamo conosciuto durante la pandemia di Covid, continuerà quindi fino all’inizio della prossima primavera. Inoltre fino al prossimo 31 marzo i lavoratori fragili hanno la possibilità di richiedere lo smart working, anche con un cambiamento di mansioni, in base a un elenco di patologie a rischio che saranno individuate da un decreto ministeriale, da adottare entro 30 giorni.

Il protocollo sullo smart working nel 2022: nuove regole e linee guide

Fatto sta che l’emergenza Covid ha causato dei cambiamenti irreversibili nel mercato del lavoro soprattutto per il ricorso a quello agile, così è stato definito con le parti sociali un protocollo di intesa che fissa le linee guida sullo smart working per i dipendenti privati. Non si tratta perciò di regole precise, ma di un quadro entro il quale si potrà muovere una futura legge.

Ci sono dei punti fermi. Dopo la fine dello stato di emergenza per il Covid, nel settore privato lo smart working sarà deciso con un accordo individuale scritto che chiarirà la durata dell’intesa. Se il dipendete rifiuterà il lavoro agile, questo non potrà causare né il licenziamento, né provvedimenti disciplinari.

Orario di lavoro, stipendio, strumenti per il lavoro agile

Il protocollo prevede inoltre che il lavoratore in smart working abbia lo stesso trattamento economico e normativo dei colleghi parigrado che vanno in ufficio, ma non avrà vincoli di orario. Ci saranno però degli obiettivi prefissati da raggiungere e dovrà essere garantita una fascia di disconnessione, durante la quale il dipendente non sarà tenuto a lavorare.

Nell’accordo individuale sarà stabilito se usare il computer dell’azienda o quello personale, così come gli altri strumenti del lavoro agile. Di norma saranno comunque forniti dall’azienda. Il protocollo poi auspica l’introduzione di incentivi per le aziende private che faranno un accordo collettivo interno sullo smart working e l’istituzione di un sistema semplificato di richiesta simile a quello previsto fino a quando durerà lo stato di emergenza Covid.

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