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Smart working, fino a quando per pubblica amministrazione e privati

Mentre i privati pensano a un modello ibrido sul lavoro agile, per i dipendenti della pubblica amministrazione si profila un rientro anticipato in presenza: ecco fino a quando dura lo smart working

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Fino a quando durerà lo smart working per la pubblica amministrazione: lo stop del lavoro agile per i dipendenti pubblici e statali scatterà prima della fine del 2021 o ci sarà una proroga? È questa la domanda che si fanno in molti, dopo le parole del Ministro Brunetta, che ha annunciato la volontà di tornare a una situazione di “normalità” negli uffici della PA. Intanto, in vista del ritorno in presenza, si discute del possibile obbligo di green pass per il personale della pubblica amministrazione, come già succede per quello della scuola.

Fino a quando dura lo smart working per i dipendenti della pubblica amministrazione: Brunetta, solo al 15%

Secondo le regole attuali, lo smart working per la pubblica amministrazione durerà fino a quando ci sarà lo stato di emergenza per il Covid: l’ultima proroga arriva fino al 31 dicembre 2021. Nonostante questo il Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta invoca il ritorno in presenza dei dipendenti pubblici, statali e non, in anticipo prima del termine dell’anno.

Con il precedente governo si era parlato di un POLA, un piano organizzativo per il lavoro agile, ma ora il titolare del dicastero della Funzione pubblica preme perché questa modalità di occupazione “a distanza” sia l’eccezione e non la regola. Secondo Brunetta lo smart working non sarà abolito, ma non ci sarà la proroga delle regole attuali: il lavoro agile resterà per una quota fino al 15% del personale, dice il ministro.

Servirà un decreto ad hoc per sancire la fine dello smart working per i dipendenti della pubblica amministrazione. Si attende adesso che il tema arrivi sul tavolo del Consiglio dei Ministri. L’ipotesi è quella di un rientro graduale in ufficio, ma non è ancora chiaro se a ottobre o nel mese di novembre 2021.

Stop allo smart working e obbligo di green pass per la pubblica amministrazione

La fine dello smart working viaggia di pari passo all‘ipotesi di estendere l’uso obbligatorio del green pass anche per tutti i dipendenti pubblici, ma da quando, si chiedono in molti. Forse già dal 27 settembre o dal 4 ottobre 2021, se la misura sarà inserita in un decreto legge nelle prossime settimane. A rilanciare l’idea è stato il Ministro della Salute Roberto Speranza e anche il Ministro Brunetta è d’accordo.

Oltre che per i dipendenti della pubblica amministrazione, il governo pensa a imporre il green pass a chi lavora sui trasporti pubblici e valuta l’idea di estenderlo a tutto il settore privato. Dal 1° settembre il certificato verde è indispensabile per chi vuole viaggiare sui mezzi a lunga percorrenza (aerei, traghetti interregionali, treni ad alta velocità e Intercity, bus che collegano più di due regioni), ma non esiste obbligo per i conducenti e per il personale di bordo.

Pubblico impiego e dipendenti privati: smart working per i lavoratori fragili, ma non per chi ha figli disabili

Il decreto dello scorso 23 luglio ha prorogato lo smart working per i lavoratori fragili e con disabilità della pubblica amministrazione e del settore privato, fino al prossimo 31 ottobre 2021. Per questi soggetti a rischio per il Covid il lavoro agile può prevedere una mansione diversa, rispetto a quella abituale, se l’occupazione viene retribuita con lo stesso inquadramento economico.

Ci sono però delle novità rispetto al passato. L’assenza dal posto di lavoro per i soggetti fragili impossibilitati ad accedere allo smart woking agile dal 1° luglio scorso non è più equiparata al ricovero in ospedale. Inoltre non c’è stata la proroga dello smart working per i genitori con figli con disabilità, sia nella pubblica amministrazione sia per i privati.

Privati, lavoro agile “semplificato”: fino a quando

Per quanto riguarda i dipendenti privati, le aziende potranno usufruire della procedura semplificata di richiesta dello smart working fino al 31 dicembre 2021, prevede la legge di conversione del decreto riaperture, mentre per la pubblica amministrazione questa modalità da remoto potrebbe finire prima. Con il lavoro agile “semplificato”, le società possono imporre al personale il lavoro da casa, anche senza l’accordo del dipendente previsto dalla legge 81/2017.

Se non ci saranno novità, dopo il 31 dicembre questo non si potrà più fare: sia ben inteso, nel settore privato si potrà sempre decidere lo smart working ma non più in modo semplificato. Bisognerà quindi seguire le normali regole, come chiarito nelle FAQ del Ministero del Lavoro. Al momento le grandi aziende pensano a un modello ibrido, per dividere il tempo di lavoro dei dipendenti tra il tavolo di casa e la scrivania dell’ufficio.

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