Ha rischiato di diventare un tormentone estivo il nuovo Consiglio dei Ministri. Dopo aver esplorato tutti i colori dell’arcobaleno, a guidare il Paese ora è una inedita compagine giallo-verde. Un tira e molla che è durato settimane, mettendo a dura prova i nervi degli esperti di politca.

E quindi a campionato chiuso e orfani dei Mondiali, nelle scorse settimane, non ci è restato che il totoministri. Le autocandidature più audaci  sono arrivate su Facebook, corredate da rispettabilissimi cv senza ombra e senza macchia di attività politica, quasi che fosse una colpa anziché un merito aver avuto il coraggio di metterci la faccia e amministrare un territorio.

Nel momento in cui le nostre caselle di posta elettronica sono invase da centinaia di richieste di consenso per il trattamento dei dati – per l’entrata in vigore della famigerata GDPR – qualcuno comincia a chiedersi dove cliccare per smettere di ricevere notifiche sulle magnifiche gesta dei più improbabili aspiranti alla poltrona.

I media anglosassoni una soluzione l’hanno trovata: durante l’ultimo royal wedding bastava un clic per nascondere dai siti di informazione le notizie su Harry e Meghan, così come durante le elezioni Usa si poteva “switchare” da una impostazione repubblica a una democratica. Ma forse in Italia non ne  bbiamo bisogno, siamo già abbastanza bravi a ignorare la politica finché non dobbiamo prendercela con qualcuno per la GDPR. In fondo, come recita il tormentone estivo vero, l’estate italiana non è così lontana.