mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Fiorentina, la sfida più attesa: sabato alle 18 la città si ”ferma”

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Sarà “soltanto” una partita di calcio, certo. Ma a volte dietro una partita di calcio può esserci tanto, tantissimo. E questa è una di quelle volte.

LA SFIDA. Torino, sabato 9 febbraio, Juventus Stadium, ore 18. Va in scena, o per meglio dire va in campo, la resa dei conti. La Fiorentina sfida i bianconeri nella “tana del lupo”, in quello stadio che solo recentemente, dopo un lunghissimo filotto di partite, ha visto i padroni di casa capitolare, ma che comunque, dal momento della sua costruzione, è stato e resta un solidissimo fortino per la Juventus.

MONTELLA-STYLE. La Fiorentina arriva all’attesissimo appuntamento sulla scia dell’entusiasmo dopo la bella vittoria con il Parma, e consapevole (nonostante il gennaio nero, ma soprattutto dal punto di vista dei risultati) della propria forza. Insomma, andrà a Torino per giocarsela, in pieno Montella-style. E non è poco.

PER LA CLASSIFICA… I viola sono in corsa per l’Europa (il sogno è quello di qualificarsi per la Champions, impresa che aprirebbe scenari interessantissimi anche in sede di mercato, ma questo è un altro discorso), i bianconeri per difendere lo scudetto conquistato a sorpresa lo scorso anno. Impresa che a fine 2012 sembrava poco più di una formalità, ma ci ha pensato il 2013 a rimescolare le carte, e adesso i bianconeri si devono guardare da un lanciatissimo Napoli, sempre più vicino. Quel Napoli che sabato tiferà viola, prima di scendere in campo, a sua volta, alle 20.45, a Roma con la Lazio. Quando si conoscerà già il risultato della gara di Torino.

…MA NON SOLO. Insomma, di motivi di interesse a questa partita già non ne mancano di per sé. Se poi si aggiungono, in ordine sparso, la storica rivalità tra le due tifoserie, un recente (e purtroppo indimenticabile) Fiorentina-Juventus 0-5 che ancora grida vendetta, l’incredibile caso-Berbatov dell’estate e le parole di Marchionne su Firenze, beh, non è difficile capire perché sabato prossimo, alle 18, tutta Firenze si fermerà. E, c’è da scommetterci, anche buona parte di Napoli.

Le “tappe”: Berbatov, tra i due litiganti il Fulham gode. ”Storia ai confini della lealtà” – Della Valle: “L’intromissione nell’affare Barbatov? Vergognosa e dilettantesca” – ”Firenze piccola e povera città”: è bufera su Marchionne – Caso Marchionne, il web si scatena. ”Ma è il nuovo slogan per la Punto?”

All’andata: Una super Fiorentina ferma la Juve – E anche i giornali stranieri esaltano i viola / GUARDA – Fiorentina, il giorno dopo: il risveglio dolce della città

Qua Torino: Juventus-Fiorentina, sale la febbre: biglietti terminati, stadio tutto esaurito

Alluvione di novembre, 111 milioni alla Toscana

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Toscana, in arrivo 111 milioni per l’alluvione di novembre.

LA RIPARTIZIONE. E’ questa la somma destinata alla Toscana per far fronte ai danni provocati dagli eventi alluvionali dello scorso novembre. Oggi a Roma la Conferenza delle Regioni ha infatti approvato la ripartizione tra le regioni colpite dei 250 milioni con cui è stato incrementato per il 2013 il Fondo nazionale della Protezione civile, in base all’articolo 1 della Legge di stabilità.

“INDENNIZZI”. Il presidente Enrico Rossi – spiega una nota – esprime la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, che consente alla Toscana di proseguire nella sua attività di ripristino della normalità nelle zone colpite, per cui la Regione ha già stanziato 100 milioni di euro e progettato circa 300 interventi, di cui 142 già partiti. “Le Regioni – aggiunge il presidente – chiedono però al governo di poter usare una parte dei fondi, che per legge vanno usati per gli investimenti legati ai danni del maltempo, per gli indennizzi ai privati. Una parte delle risorse, il 25%, può essere infatti destinata agli indennizzi e per fare questo chiederemo al governo una modifica normativa”.

LA DIVISIONE. Questa la ripartizione dei fondi in conto capitale: Toscana 110,9 milioni, Umbria 46,4, Veneto 42,5, Liguria 11,5, Marche 10,7, Lazio 10,4, Emilia Romagna 8,8, Puglia 0,9 e Provincia autonoma di Bolzano 0,8. Spetta ora al consiglio dei ministri emanare il decreto di riparto. L’intesa siglata oggi – viene spiegato – segue l’incontro che si è tenuto mercoledì sera tra i rappresentanti delle Regioni e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli per definire i criteri del riparto stesso.

Santa Maria Novella, crescono le visite al complesso monumentale

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Cresce il numero dei visitatori del complesso monumentale di Santa Maria Novella: nei mesi di novembre e dicembre del 2012 gli ingressi al museo sono più che quadruplicati rispetto ai mesi precedenti, mentre nel solo mese di dicembre i visitatori dell’intero complesso, che comprende anche la Basilica oltre al Museo, sono stati 22.453.

L’ACCORDO. L’aumento del numero dei visitatori – viene spiegato – è il risultato dell’operazione che ha portato all’inaugurazione del percorso di visita unitario il 10 novembre 2012, grazie a uno storico accordo stipulato dal Comune con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Nell’intento di potenziare e arricchire l’offerta culturale del complesso, il Comune e il Fondo Edifici di culto hanno messo a punto una ricca programmazione di attività culturali per l’anno in corso. Restauri, giornate di studio, visite guidate, conferenze e altri eventi, organizzati in collaborazione fra la Direzione Cultura del Comune e l’Opera per Santa Maria Novella.

LAVORI. In vista di questi appuntamenti, il Comune ha pianificato alcuni lavori di ristrutturazione nel museo. Il cantiere, di imminente apertura, interesserà gli ambienti della Cappella degli Ubriachi e del Refettorio, la cui pavimentazione verrà sottoposta a un intervento di risanamento. Questi ambienti resteranno chiusi al pubblico per l’intera durata del cantiere. Si tratterà di un disagio temporaneo per i visitatori, che potranno tuttavia ammirare il pregevole polittico di Bernardo Daddi temporaneamente ricollocato, per l’occasione, nella Sala del Capitolo (o Cappellone degli Spagnoli), da cui originariamente proviene e per il quale fu commissionato ed eseguito nel 1344.

AFFRESCHI. È già in corso, invece, il restauro degli affreschi del lato orientale del Chiostro verde con “Storie della Genesi”, eseguite da Paolo Uccello e bottega nella prima metà del Quattrocento. Le lunette staccate vengono progressivamente trasferite al laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure. Al termine dell’intervento conservativo, che si concluderà nel 2014, gli affreschi verranno ricollocati nella loro sede originaria. Intanto, proseguono le aperture straordinarie del Chiostro Grande, frutto di un accordo stipulato dal sindaco con la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, che ha finalmente permesso di restituire all’ammirazione del pubblico il meraviglioso chiostro trecentesco.

Tifone, il robot dell’ateneo fiorentino che va a ”caccia” di relitti in mare

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Tifone scende in campo. Pardon, in mare.

“CACCIA” AI RELITTI. Battesimo in acqua per il robot realizzato dai Dipartimenti di Ingegneria Industriale e Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze nell’ambito del progetto “Thesaurus” (destinato allo sviluppo di tecnologie per l’indagine archeologica subacquea), guidato dal Centro Interdipartimentale “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana con un milione e 800mila euro. Chiamato appunto Tifone, il robot dovrà rilevare, documentare, censire e monitorare siti archeologici sottomarini, relitti e reperti isolati sommersi fino a trecento metri sotto il mare. Le prove generali, in corso questa settimana nel bacino di Roffia, a San Miniato (Pisa), serviranno a verificare il suo corretto funzionamento: la capacità dei sistemi di bordo di regolare correttamente velocità, inclinazione, rotta e profondità.

IL “BRANCO”. Sotto esame in questi giorni – viene spiegato – anche i sistemi di comunicazione radio (in superficie) e acustico (in immersione) e i sensori per l’acquisizione di immagini ottiche ad acustiche. Nelle missioni future il robot sarà affiancato da due esemplari gemelli, ora in costruzione, con i quali dialogherà attraverso modem a ultrasuoni. I tre veicoli verranno utilizzati per la prima volta “in sciame”, come fossero cioè un branco di pesci, in primavera. Il test sarà effettuato sul relitto dello “Scoglietto” all’Isola d’Elba, a una profondità di ottanta metri, in collaborazione con il Nucleo Operativo Subacqueo della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana.

IN MARE. “Tifone fornirà uno straordinario supporto alla ricerca, monitoraggio e tutela del numeroso patrimonio archeologico – spiega Benedetto Allotta del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze – il robot è in grado di visualizzare con un sonar e con due telecamere la superficie del fondale, di scansionarla in 3D e di renderla fruibile analogamente alle registrazioni di Google Maps e Street View. I modelli tridimensionali dei siti e dei reperti potranno essere utilizzati per una simulazione o una visita virtuale. Inoltre il veicolo è dotato di un ecografo in grado penetrare nei sedimenti e verificare la presenza di un reperto o artefatto archeologico”.

IL ROBOT. Il robot ha una lunghezza di 3,7 metri, un peso di 170 chilogrammi, può superare i 5 nodi di velocità e ha un’autonomia di 8 ore. I costi di produzione – viene spiegato ancora – “sono contenuti e questo aspetto potrebbe agevolarne la commercializzazione”. Tifone è stato realizzato anche in collaborazione con la Scuola Normale di Pisa, che ha curato la parte archeologica, e l’Isticnr (Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione). Un supporto al progetto è stato offerto dalla Provincia di Pistoia e dall’Itts “Silvano Fedi – Enrico Fermi” (Pistoia), che hanno messo a disposizione laboratori e strutture. Per i test in acqua i ricercatori sono stati sostenuti dal Comune di San Miniato e dalle locali associazioni sportive “Canottaggio” e “Canoa”, che hanno messo a disposizione mezzi di assistenza, infrastrutture e servizi.
Il progetto Thesarus si concluderà nell’agosto 2013. Nello stesso filone di ricerca è attivo il progetto Arrows, coordinato dall’Università di Firenze, e finanziato dall’Unione Europea con tre milioni di euro fino all’agosto 2015.

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Il cioccolato fa festa a Fiesole

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Fiesole “patria” del cioccolato, almeno per un giorno.

LA MANIFESTAZIONE. Il cioccolato di qualità torna infatti a Fiesole per la quinta edizione della Festa del Cioccolato, quest’anno in programma domenica 10 febbraio. Maestri cioccolatieri provenienti da ogni parte d’Italia proporranno le loro dolci creazioni e mostreranno l’arte del cioccolato in occasione della manifestazione ospitata in piazza Mino, dalla mattina alle 9 alle sera alle 19,30. Durante tutta la giornata sarà possibile curiosare tra gli stand e assaporare gli aromi di un cioccolato di altissima qualità, grazie alla presenza dei migliori artigiani del settore.

PER TUTTI I GUSTI. Lo scenario di piazza Mino diviene teatro di una delle più golose manifestazioni fiesolane, un’opportunità per tutti coloro che apprezzano il miglior cacao lavorato con sapiente maestria. Quello che viene offerto ai visitatori è un vero e proprio percorso nel gusto: dalle praline assortite alle creme di gianduia o cioccolato, alle cioccolate calde aromatizzate ai gusti più fantasiosi, ai cremini e alle lastre di nocciolato al latte e fondente ai cioccolatini ripieni. Queste e molte altre specialità vengono proposte al pubblico che, negli stand, può così gustare le tante varianti del cacao e apprezzare alcuni alimenti che ben si sposano con il cioccolato, come, per esempio, un caratteristico tipo di liquore. Fra le specialità imperdibili i particolari confetti che arrivano direttamente dalla Francia: si parte dal cuore di nocciola immerso nel cioccolato bianco, il tutto ricoperto da una crema a vari gusti, dal mandarino al cocco, dalla cannella al mango, e custodito in un guscio di zucchero.

ARTIGIANATO. Quest’anno, inoltre, accanto agli stand saranno presenti anche banchi che propongono oggetti di artigianato: da prodotti per la casa a tanti altri manufatti, come le tegole decorate.

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Pino Cacucci sbarca a Sesto Fiorentino. In biblioteca

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Pino Cacucci a Sesto Fiorentino.

L’APPUNTAMENTO. Lo scrittore sarà l’ospite del secondo appuntamento delle “Letture Gramsciane”, gli incontri di approfondimento storico, politico e culturale promossi dalla biblioteca Ragionieri insieme all’Istituto Gramsci toscano. L’iniziativa, dal titolo “E questo è il fiore del partigiano”, si terrà domani, venerdì 8 febbraio, alle 17.30 nella Sala Meucci, e sarà un incontro con l’autore a partire dalla presentazione dell’ultimo libro di Cacucci, “Nessuno può portarti un fiore”. Interverranno all’iniziativa anche Simone Neri Serneri (Università di Siena), Marino Biondi (Università di Firenze) e Marta Baiardi (Istituto Storico della Resistenza). Coordina Matteo Mazzoni, vicepresidente dell’Istituto Gramsci Toscano. Nel corso dell’incontro saranno eseguiti intermezzi musicali a cura della Dirty Old Band.

LO SCRITTORE. Pino Cacucci è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Traduttore dallo spagnolo e coautore di soggetti e sceneggiature cinematografiche, ha soggiornato a lungo all’estero, in America Latina e soprattutto in Messico, dove ha abitato per lunghi periodi. Ha pubblicato finora numerosi libri di narrativa e saggistica. Autore di libri tra cui Puerto Escondido (Interno Giallo, 1990,ripubblicato da Mondadori), Tina (Interno Giallo, 1991, ripubblicato prima da Tea e poi da Feltrinelli), La polvere del Messico (Mondadori, 1992,Feltrinelli nel 1996), Sotto il cielo del Messico (Feltrinelli 2009) e Nessuno può portarti un fiore (Feltrinelli, 2012). E’ inoltre sceneggiatore di alcuni film di Salvatores come Puerto Escondido e Nirvana.

Rari Nantes Florentia in finale di Euro Cup

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Un traguardo importante conquistato dalla Rari Nantes Florentia che dopo aver vinto, in trasferta, all’andata (8-6) la Rari ha pareggiato (11-11. Parziali: 3-3; 3-4; 2-2; 3-2) in casa soffrendo fino all’ultimo secondo contro il Savona. Tanto pubblico alla piscina di Bellariva. Circa novecento i fiorentini sugli spalti, e in piedi, per incitare la Rari Nantes Florentia. Presenti anche numerosi studenti delle scuole medie superiori visitate nei giorni scorsi dai giocatori biancorossi. Un’iniziativa importante per far conoscere la pallanuoto, disciplina che sale alla ribalta solo in occasioni speciali come Olimpiadi o Mondiali. Il Savona che doveva recuperare i due gol di svantaggio  dell’andata ha lasciato pochi spazi ai ragazzi di Leonardo Sottani costretti, a più riprese, a difendersi. Dopo un primo tempo molto equilibrato il Savona ha cercato, nella seconda frazione di imprimere una svolta andando anche in vantaggio ma la Rari ha saputo rimanere sempre incollata all’avversario. Anche prima dell’ultima frazione col Savona avanti 9-8 la Rari non ha mai perso la concentrazione ed ha pareggiato prima con espanol e poi, dopo un nuovo vantaggio di rizzo con Bini. L’undicesima rete ligure con Colombo ha fatto tremare il pubblico di Bellariva con lo spettro  dei supplementari ma a 35 secondi dalla sirena finale è arrivato il gol definitivo dello spagnolo Molina Rios per l’11 pari finale. Quattro i gol di Espanol Lifante, doppiette per Francesco Di Fulvio e Molina Rios, gol anche per Pagani, Michele Lapenna e Bini.

 

“Un’emozione unica – commenta a caldo Leonardo Sottani – anche se ci sarebbe da arrabbiarsi per i troppi errori commessi in attacco. Ma era troppo importante il risultato e la qualificazione in finale. Sapevo che sarebbe stata una battaglia e quel piccolo vantaggio conseguito all’andata è stato, alla fine, decisivo. I ragazzi sono stati bravissimi a soffrire quando il Savona attaccava senza respiro e non sono mai calati di ritmo. Considero l’aver raggiunto la finale un grande successo – conclude Sottani – non solo per la società che ha vissuto momenti difficili ma anche per tutta Firenze”. La Rari è in finale di Euro Cup. Le gare si giocheranno il 20 marzo ed il 6 aprile ed adesso la Rari aspetta solo di conoscere l’avversario tra i serbi del Radnicki, formazione che la squadra biancorossa ha già affrontato nel turno preliminare dell’Euro Cup o gli ungheresi del Debrecen.

Uffizi, cade una porzione di intonaco: dieci giorni per il restauro / FOTO

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Dieci giorni per restaurare la porzione d’intonaco caduta stamani agli Uffizi. Sarà completato infatti in dieci giorni il restauro della porzione d’intonaco che stamani si è staccata nel primo corridoio della Galleria degli Uffizi.

L’ACCADUTO. Il distacco – come era stato spiegato questa mattina dopo l’accaduto – è avvenuto stamani intorno alle 10 nel corso di un sopralluogo del sottotetto della galleria per la verifica dei percorsi di accesso ai lucernari. Un operatore aveva incidentalmente posato il piede sull’incannicciato di una delle fasce longitudinali che separano le terne delle grandi volte, fra la quindicesima e la sedicesima campata del primo corridoio: di conseguenza, una porzione d’intonaco affrescato, del diametro di circa 30 centimetri e in posizione decentrata, era caduta a terra danneggiando una figurina allegorica femminile.

LE OPERE. La zona del primo corridoio dove è avvenuto il distacco – viene spiegato – non è in alcun modo interessata ai lavori per la realizzazione del progetto dei Nuovi Uffizi. Le opere collocate in prossimità della porzione d’intonaco staccatasi (la copia del Ritratto di Eleonora di Toledo e il figlio Giovanni e la scultura in marmo, del II secolo d.C., raffigurante il Satiro con pantera) non sono state interessate dall’accaduto.

L’INTERVENTO. I pezzi d’intonaco caduti sono stati subito raccolti dalla restauratrice Laura Lucioli, in vista della loro ricomposizione, e già nella seconda parte della mattinata è iniziato l’intervento di restauro che si è protratto per tutto il pomeriggio. Intervento che sarà completato in dieci giorni.

LE IMMAGINI:

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Semafori, sui viali arriva l’onda verde: se non acceleri troppo, niente rosso

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Sui viali di circonvallazione è in funzione da oggi l’onda verde semaforica. È stato il sindaco Renzi ad azionare il nuovo sistema che, attraverso il coordinamento degli impianti semaforici ad opera della centrale operativa della Silfi, indica agli utenti della strada la velocità da tenere per trovare tutti i semafori verdi. Alla prima accensione erano presenti anche Piero Branzanti, socio di maggioranza della Silfi, l’amministratore delegato della società Claudio Bini, la comandante della Polizia Municipale Antonella Manzione e Stefano Guarnieri dell’associazione “Lorenzo Guarnieri”.

L’ONDA VERDE. L’Onda verde semaforica attivata oggi fa parte infatti delle azioni di “Ingegneria” previste dal Progetto David, piano strategico per la sicurezza stradale a Firenze 2011- 2020 che ha l’obiettivo di salvare 58 vite umane e di ridurre di 1.000 unità i feriti gravi. Renzi ha sottolineato l’importanza di questo intervento che, oltre a fornire una utile informazione ai cittadini, darà un contributo importante per la riduzione dell’inquinamento e soprattutto dei rischi sulle strade. Il sindaco ha infatti precisato come l’Onda verde semaforica rientri negli interventi di utilizzo delle nuove tecnologie per semplificare la vita dei cittadini (Smart City) e al tempo stesso si inserisca a pieno titolo nell’ambito del progetto David per la sicurezza stradale.

VELOCITA’. Dal punto di vista tecnico, l’obiettivo dell’Onda verde è creare un coordinamento semaforico tale da disincentivare il superamento dei limiti di velocità. Questo è reso possibile dall’utilizzo dell’Urban Traffic Control (UTC), il nuovo sistema di controllo semaforico centralizzato realizzato nel 2011-2013. L’UTC gestisce 204 impianti semaforici (tre anni fa erano 80) su un totale di 318: si tratta complessivamente di 3.700 lanterne (900 a led). Per ogni incrocio semaforico gestito dal sistema UTC è possibile inviare comandi di attuazione dei piani semaforici disponibili per l’impianto. I piani semaforici predefiniti sono sette (tra cui quello per il picco mattutino, il picco serale, l’ora di morbida etc) e sono predisposti anche piani per eventi ricorrenti (quali le manifestazioni allo stadio, gli eventi Pitti Immagine e via dicendo). Con l’implementazione del sistema UTC anche è possibile attuare il coordinamento semaforico di serie di impianti sul territorio del Comune di Firenze. Il sistema UTC dà la possibilità di gestire le principali direttrici di entrata e di uscita dalla città, ovvero: Etruria Fi-Pi-Li, Pistoiese, Pratese, Sestese, Bolognese, Firenze Nord, Faentina, Firenze Sud, Senese. La disponibilità di piani semaforici predefiniti risponde a precise strategie di controllo mirate da un lato a filtrare il flusso di traffico sulle direttrici in entrata in città e dall’altro ad agevolare il flusso sulle direttrici in uscita città, oltre che al mantenimento costante delle condizioni ottimali di circolazione sull’anello centrale (i viali di circonvallazione).

DOVE E COME. Quella avviata oggi è l’ultima fase del progetto e si è concretizzata nell’installazione di lanterne semaforiche specifiche per la comunicazione agli utenti della strada della velocità da tenere per sfruttare l’onda verde semaforica. Queste lanterne (praticamente semafori dove ad ogni lampada corrisponde la velocità consigliata per trovare il verde agli incroci successivi, ovvero 50, 40 e 30 chilometri orari) sono state collocate sui viali di circonvallazione da Strozzi a fino all’Arno (ovvero gli incroci Strozzi-Lavagnini, Matteotti-Cherubini, Donatello-Alfieri e piazza Beccaria). Automobilisti e scooteristi non dovranno quindi far altro che tenere la velocità consigliata per trovare il verde al semaforo successivo. Una volta sperimentato, il sistema sarà implementato con ulteriori lanterne sulle altre direttrici cruciali per il traffico cittadino.

SICUREZZA. Altre azioni di Ingegneria promosse dal progetto David riguardano interventi strutturali di “traffic calming”. Questi interventi , sui quali sta lavorando l’Amministrazione, puntano alla protezione delle utenze deboli attraverso l’introduzione di elementi tali da ridurre la velocità e modulare la modalità di guida di automobilisti e scooteristi rendendoli più consapevoli ed attenti all’ambiente circostante. Due i settori su cui si concentra l’attenzione: le intersezioni e le piste ciclabili. Per quanto riguarda le intersezioni sono già stati realizzati lavori in via Mafalda di Savoia e via dello Statuto, sono invece in corso quelli in via di Villamagna e devono iniziare quelli in via Fabbroni, via Magellano e via dei Della Robbia. In merito alle piste ciclabili, sono già conclusi gli interventi in via del Sansovino, via Massa, via Panciatichi e viale Guidoni; in corso quelli in viale Belfiore, mentre devono iniziare i lavori in via Lazio e via della Sala. Un altro campo di azione del progetto David consiste in una serie di interventi mirati al miglioramento della visibilità degli attraversamenti pedonali (anche mediante sistemi di illuminazione notturna), alla riduzione della velocità dei veicoli e all’aumento dello spazio disponibile per l’arresto. Già realizzati i lavori sugli attraversamenti pedonali in via Circondaria, via dell’Olmatello, via Reginaldo Giuliani e via Baracca. Sono in corso gli interventi mirati in via dell’Agnolo, piazza Ravenna, via de Sanctis, via del Pignoncino e lungarno Colombo, mentre sono da realizzare quelli in via del Guarlone e via di Ripoli.

PIANO DAVID. Complessivamente per questi lavori sono già stati spesi 720.000 euro (420.000 per l’onda verde e l’allestimento-implementazione del sistema UTC provenienti in parte anche dai fondi GEM ed Elisa del Dipartimento Affari Regionali, 240.000 per le piste ciclabili, 40.000 per gli interventi sulle intersezioni, 20.000 per i lavori sugli attraversamenti pedonali). A questi si aggiungono i 270.000 euro per gli interventi in corso (10.000 per le piste ciclabili, 240.000 per le intersezioni e 20.000 per gli attraversamenti pedonali) e i 790.000 euro previsti per i progetti da realizzare (120.000 per le piste ciclabili, 650.000 per le intersezioni, 20.000 per gli attraversamenti pedonali). “Fa piacere vedere che il piano David per la sicurezza stradale a Firenze sta diventando realtà – ha commentato Guarnieri – dopo la campagna di comunicazione, l’Amministrazione sta affrontando anche la parte di Ingegneria con interventi strutturali e tecnologici importanti. Altro arriverà a breve a dimostrazione che per combattere la violenza stradale dobbiamo muoverci su più fronti, non ultimo quello delle leggi. Per questo stiamo continuando a raccogliere firme per l’introduzione nel codice penale del reato di ‘omidicio stradale’”.

Occhio alla neve: giovedì fiocchi possibili anche a bassa quota

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La neve potrebbe tornare a imbiancare presto la Toscana, fino a basse quote.

PROVINCIA DI FIRENZE. E potrebbe farlo già tra questa notte e la mattina di giovedì 7 febbraio. “Per la giornata di domani 07/02, soprattutto nella prima parte della giornata, possibili nevicate poco abbondanti e localmente abbondanti fino a quote collinari sulle aree a ridosso dell’appennino e sull’Alto Mugello. Nel pomeriggio di domani possibili raffiche di vento sui crinali appenninici”: questo quanto scrive la Protezione Civile della Provincia di Firenze sulla sua pagina Facebook.

TOSCANA. A “rischio” non è soltanto la provincia di Firenze. Secondo il Lamma, infatti, “questa notte e domani mattina possibili nevicate fino a quote collinari (300-600 metri) sulla Toscana centro-meridionale”. “Oggi – continua il Lamma – massime in pianura oscillanti tra gli 11 e i 14°C. Da domani sensibile calo termico su tutta la regione”.

Le previsioni: In arrivo freddo e nevicate a bassa quota