venerdì, 31 Luglio 2026
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”Occhio al cartello” della pulizia strade: cambiano i divieti in 54 vie e piazze

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“Occhio al cartello” della pulizia delle strade. Perché potrebbero esserci novità.

SI CAMBIA. Sono 54 le strade e piazze di Firenze dove da oggi, 27 novembre, riprenderà (ad agosto scorso furono 81 le strade interessate dal cambiamento) la sostituzione dei cartelli stradali con le disposizioni di divieto di sosta per pulizia strade: in queste vie l’intervento di lavaggio e spazzamento strade è da tempo fatto con la Sweepy Jet –  la spazzatrice che permette di pulire in presenza di auto in sosta – ma il cartello presente indica il divieto di sosta settimanale.

UNA VOLTA AL MESE. Con il nuovo cartello stradale il divieto di sosta sarà in vigore una sola notte al mese,  sempre dalla mezzanotte alle 6, così da permettere un intervento senza furgoni, camper, auto, motocicli e scooter parcheggiati (molti dei quali – fa presente Quadrifoglio – non vengono rimossi per lungo tempo). Dopo la fase  iniziale con la Sweepy Jet e l’allargamento del suo uso, “è stato deciso di rendere operativo un solo divieto di sosta al mese, così da poter pulire a fondo e contestualmente verificare lo stato della sede stradale e  delle griglie dei pozzetti (ed intervenire alla loro pulizia se necessario): è così ridotto al minimo il disagio per i cittadini, assicurando però che almeno una volta al mese il lavaggio e lo spazzamento siano fatti a strada sgombra”, spiega l’azienda che si occupa dello spazzamento in città.

LE STRADE. Le strade o i tratti di strada interessati dal cambiamento di cartello sono complessivamente 54: di queste 51 avranno divieto di sosta notturno e 3 diurno. Oggi la sostituzione dei cartelli riguarderà otto strade, dove il nuovo cartello indicherà il divieto di sosta per pulizia strade ogni IV° martedì del mese (dalle 00.00 alle 06.00): via  Boccherini (da Mosse a Toselli)- via Doni (da Mosse a Toselli) – Via Donizetti  – Via Lulli  (da Mosse a Toselli) – via Petrella – via Ponchielli – viale Redi (da Baracca a Bellini) e via Veracini .  L’attività proseguirà il 28 novembre (8 strade interessate dal divieto di sosta ogni IV° mercoledì del mese), il 29 novembre (5 strade interessate dal divieto di sosta ogni IV° giovedì del mese), il 30 novembre (8 strade interessate dal divieto di sosta ogni IV° venerdì del mese) , il 1° dicembre (10 strade interessate dal divieto di sosta ogni IV° sabato del mese) e il 2 dicembre (12 strade interessate dal divieto di sosta ogni IV° domenica del mese). Il 29 novembre saranno posizionati anche i cartelli nelle tre strade dove il divieto di sosta mensile sarà diurno ogni II° sabato del mese: via delle Cascine (da Paisiello a Puccini) , Piazza Puccini e Viale Redi (rampa da Puccini a Baracca). Oltre alle locandine diffuse nei portoni d’ingresso dei palazzi delle strade coinvolte, la nuova cadenza del divieto di sosta è già  indicata sul servizio Pulizia strade del sito www.quadrifoglio.org.

INFORMAZIONI. I nuovi cartelli saranno posizionati tra il 27 novembre e il 2 dicembre così da permettere – viene spiegato – “l’entrata in vigore dell’Ordinanza ed abituare i residenti alla nuova cadenza, con il primo divieto di sosta che cadrà circa 30 giorni dopo la sostituzione del cartello stradale”. Per informazioni, oltre a consultare il sito web, è possibile  chiamare il numero verde di Quadrifoglio 800.33.00.11.

Il ”pesce dimenticato” arriva a scuola. Per riscoprire le tradizioni/Foto-Video

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Un pesce non più dimenticato.

IL PESCE POVERO. Dopo la prima fase del progetto di promozione regionale del “Pesce Dimenticato” che puntava in maniera particolare sui ristoranti e la distribuzione, ecco che questa volta il centro si sposta sui giovani. Infatti l’obbiettivo della secondo fase sarà quello di promuovere all’interno degli istituti alberghieri toscani la conoscenza e l’utilizzo di tutte quelle specie ittiche di cui si sta perdendo il ricordo. Pesci e prodotti del mare come: muggini, sardine, moscardini, sugarelli, razze stellate e altri. Infatti come è stato ricordato durante la conferenza stampa di ben 600 specie commestibili che abbiamo nei nostri mari solo il 10% arriva sulle nostre tavole. Per questo il progetto punto a riscoprire la tradizione attraverso gli occhi della biodiversità, del rispetto del mare, delle tradizioni, m anche della buona tavola e dei prodotti tipici toscani.

IL PROGETTO. In particolare gli istituti alberghieri, ben undici, sono coinvolti nel progetto “Buono, saporito e sani: il pesce povero dalla rete alla cattedra” sia ospitando seminari informativi con cuochi professionisti e biologi, sia attraverso un concorso culinario. Il concorso prevede la realizzazione di un menù completo a base di pesce povero da presentare ad una giuria costituita da soggetti esperti del settore della ristorazione e comunque conoscitori del “buon mangiare”. Il menù dovrà integrarsi anche con la promozione di vino, olio e pane legati al territorio toscano con la partecipazione del Consorzio per la tutela dell’Olio extravergine di Oliva toscano IGP, dei comitati territoriali delle Strade del Vino e del Consorzio pane toscano a lievitazione naturale. Il premio per la migliore portata consisterà in un uscita di pesca turismo.

I COMMENTI. “L’elemento prezzo non deve essere l’unico criterio di scelta, ma la tradizione e la salubrità dei prodotti – ha spiegato durante la conferenza Enrico Ciabatti, segretario generale Unioncamere Toscana – Abbiamo tanti sapori della nostra tradizione da recuperare. Per questo ci siamo avvicinati alle scuole ‘sfruttando’ gli istituti alberghieri, facendo così conoscere ai futuri cuochi e operatori di sala questi prodotti, così che potranno influenzare i nuovi menù che verranno proposti.” Presenta anche Maria Francesca Cellai, dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero Buontalenti: “La scuola deve essere un banco di prova per recuperare i sapori locali. Perché quello che viviamo in questi tempi non è solo una crisi economica ma anche valoriale. Perché recuperare ciò che è stato dimenticato è un messaggio di grande importanza sociale, di sguardo verso gli ultimi.” E’ anche intervenuta Silvia Gambaccini, biologa marina della cooperativa Aplysia nonché coordinatrice del progetto: “Gli obbiettivi del progetto sono fondamentalmente quattro: riscoprire le specie ittiche dimenticate, diminuire gli scarti della pesca, salvaguardare la biodiversità marina e incrementare l’offerta ittica. Ciò è stato anche possibile grazia al rapporto con Unicoop Firenze e gli alberghieri che hanno aderito. Alla presentazione sono anche intervenuti Luciano Rossetti, responsabile del settore Soci e Consumatori Unicoop Firenze, Giuseppe Italiano, presidente del CIPAT, e Antonio Angotti, vice-presidente nazionale Lega Pesca.

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IL PRANZO. La conferenza stampa si è conclusa con un ottimo pranzo preparato dall’istituto Buontalenti ed in particolare dai suoi studenti. Cuore del buffet è stato appunto il pesce povero riproposto in un fantastiche composizioni di antipasti e primi che hanno dato un’idea delle notevoli possibilità che offrono questi prodotti ittici. Senza dimenticare gli altri tre cavalli di battaglia del suolo toscano, ovvero pane a lievitazioni naturale, olio e vino.

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Capannone a fuoco all’Osmannoro, crolla il tetto

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Le fiamme divampate durante la notte in un’azienda di pelletteria dell’Osmannoro. Esclusa l’origine dolosa. Un cortocircuito della rete elettrica la causa del rogo.

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Capannone a fuoco all’Osmannoro, crolla il tetto

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Le fiamme divampate durante la notte in un’azienda di pelletteria. Esclusa l’origine dolosa. Un cortocircuito della rete elettrica la causa del rogo.

Come è morto Giovanni Dalle Bande Nere? Ricercatori al lavoro

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È vero che a ucciderlo fu una cancrena diffusasi dopo l’amputazione della gamba destra? A capirlo dovranno essere i ricercatori dell’Università di Pisa, che hanno riesumato il corpo del capitano di ventura del ’500.

Bersani-Renzi, il confronto si sposta in tv

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Il conto alla rovescia è già cominciato. Anzi, non si è mai fermato. Fin da subito, fin dai primi risultati del primo turno delle primarie, era apparso chiaro che la partita non sarebbe finita là, ma che ci sarebbe stato ancora il secondo tempo da giocare. O, meglio, il secondo turno.

BALLOTTAGGIO. Dunque, gli occhi di tutto il mondo del centrosinistra sono sul ballottaggio in programma domanica prossima. Quello che vedrà contrapporsi il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

IN TELEVISIONE. In vista dell’appuntamento di domenica, non mancheranno le occasioni di confronto diretto fra i due. Il primo assaggio è andato in onda ieri sera su Rai3, a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Aassaggio perché non è stato un vero e proprio confronto, ma i due candidati hanno due “conversazioni separate” con il conduttore Fabio Fazio con al centro alcuni temi comuni.

I CONFRONTI. Diversa la situazione sarà domani, mercoledì 28 novembre, quando un confronto “vero” andrà in onda in prima serata su Rai 1. Confronto che però potrebbe non essere l’unico e l’ultimo in vista del voto di domenica: “Personalmente ho già dato la mia disponibilità al confronto a partire dall’invito di Enrico Mentana su La7, Lilli Gruber e Sky”, scrive il sindaco di Firenze nella sua ultima e-news. Insomma, potrebbero esserci altri confronti in tv dopo quello di mercoledì. “Saranno confronti belli, spero, ma non cambieranno il risultato – aggiunge Renzi – il risultato lo cambierete voi, facendo l’ultimo miglio insieme. Sereni e sorridenti, come sempre. Perché dopo tante discussioni stavolta può cambiare l’Italia davvero”.

Come è morto Giovanni Dalle Bande Nere? Ricercatori al lavoro / FOTO

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Come è morto Giovanni Dalle Bande Nere? È vero che a ucciderlo fu una cancrena diffusasi dopo l’amputazione della gamba destra? A capirlo dovranno essere i ricercatori della divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa che, diretti dal professor Gino Fornaciari, hanno riesumato il corpo del capitano di ventura del ’500, sepolto insieme alla moglie Maria Salviati, padre e madre di Cosimo I de’ Medici, primo Granduca di Toscana.

L’APERTURA DELLA TOMBA. La tomba è stata aperta la scorsa settimana nella cripta del Museo delle Cappelle Medicee a Firenze nell’ambito di una ricerca finanziata dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, sotto la direzione della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze. Scopo dell’esumazione è una revisione conservativa delle sepolture, danneggiate dall’alluvione del 1966, ma anche un’analisi antropologica e paleopatologica per comprendere meglio il tipo di intervento chirurgico che il leggendario condottiero subì prima di morire e per chiarire le cause del decesso.

FERIMENTO E MORTE. Giovanni de’ Medici fu ferito durante uno scontro armato a Governolo, vicino a Mantova, il 25 novembre 1526. Egli rimase vittima di un colpo di falconetto (un cannoncino dell’epoca) e, per la cronaca di Francesco Guicciardini il tiro gli “percosse e roppe una gamba alquanto sopra al ginocchio”, per cui subì l’amputazione della gamba destra. Secondo le cronache dell’epoca la decisione del maestro Abramo, il chirurgo che lo operò, “di lasciare del percosso tanto che il rimanente si putrefece” parrebbe equivalere a una condanna a morte; infatti il decesso si verificò puntualmente nella notte tra il 29 e il 30 novembre 1526. Le sepolture di Giovanni e Maria vennero ispezionate nel 1945 da Gaetano Pieraccini e, come le altre indagate durante i lavori del «Progetto Medici» fra il 2004 e il 2006, furono danneggiate dall’inondazione dell’Arno del 1966 e necessitavano di una revisione conservativa.

L’INTERVENTO CHIRURGICO. Dopo l’allestimento del cantiere nell’area centrale della cripta, i lavori sono iniziati con il sollevamento della pesante lastra di macigno che copriva il vano funebre. Al suo interno sono state trovate le casse contenenti i resti scheletrici del condottiero e di sua moglie. Il risanamento delle sepolture, la dettagliata fase di studio dei resti della coppia e la nuova deposizione in idonee casse, sono le tre fasi di questa operazione che si concluderà nel giro di dieci giorni. In particolare Fornaciari e il suo staff, attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie biomediche in grado di fornire nuovi dati paleopatologici, condurranno uno studio approfondito allo scopo di comprendere meglio il tipo di intervento chirurgico che subì il condottiero mediceo prima di morire e di ricostruire lo stile di vita di questo importante capitano di ventura del Rinascimento italiano.

LE IMMAGINI:

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Va in cerca di funghi e ne trova uno ”maxi” di tre chili / FOTO

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Un super-fungo di ben tre chili.

DOVE. E’ quello trovato da Silvio M., residente a Firenze, in un bosco di faggi e castagni in località Casa di Monte, nel Comune di Piteglio, sulla montagna pistoiese.

IL FUNGO. “E’ un porcino – racconta – ed era talmente grande che non mi entrava nel cestino, ho dovuto portarlo a mano”. Silvio, racconta, non è un cercatore di funghi “professionista”, ha soltanto la passione per questa attività che esercita quando può. Un fungo così, però, non l’aveva mai trovato prima. “Tutti quelli che incontravo durante il tragitto guardavano il fungo che avevo in mano e restavano a bocca aperta”, ricorda divertito. In effetti un fungo così non passa certo inosservato.

Il rumore più molesto? Per i fiorentini è quello dei motorini (truccati)

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Motorini con le marmitte modificate e clacson: questi i rumori “urbani” più molesti per i fiorentini, almeno secondo un’indagine del Centro studi e documentazione Direct Line.

MOTORINI MA NON SOLO. Quando si parla di traffico si pensa solitamente alla qualità dell’aria che respiriamo, ma c’è anche un altro fattore da tenere in considerazione: l’inquinamento acustico. Spesso causa di stress, a volte sottovalutato, l’inquinamento acustico viene percepito dal cervello e non sempre ci si accorge dei danni che può causare. Quali sono dunque i rumori più fastidiosi in un centro abitato? Il Centro Studi e Documentazione della compagnia di assicurazione online Direct Line ha posto la domanda direttamente agli abitanti di Firenze, scoprendo che secondo più di 4 fiorentini su 10 (41%) i principali responsabili dell’inquinamento acustico urbano sono i motorini, soprattutto quelli in circolazione con le marmitte modificate. Al secondo posto nella classifica dei rumori molesti il 20% del campione ha scelto il clacson, specialmente in occasione di tratti di strada particolarmente trafficati e nelle ore di punta. Sul podio, anche se sul gradino più basso, le motociclette di grossa cilindrata, che infastidiscono il 10% degli intervistati.

LA CLASSIFICA. Seguono in questa particolare classifica gli antifurti: utili e apprezzati dissuasori contro i ladri, ma troppo rumorosi durante la notte secondo il 10% dei fiorentini, mentre l’8% è disturbato dalle sirene dei mezzi di emergenza (2%), e il 6% lamenta il fastidio provocato dal rumore del traffico stradale intenso. Meno percepiti come rumori molesti risultano essere lo sferragliare sulle rotaie dei tram di vecchia generazione (3%) e il rumore provocato dallo svuotamento della raccolta del vetro (2%)

IN ITALIA. L’indagine di Direct Line guarda anche oltre Firenze: i motorini disturbano in maggioranza i veronesi (47%) mentre le sirene di mezzi di soccorso rientrano nei casi di inquinamento acustico peggiore per l’8% dei palermitani. Torinesi e fiorentini (3%) sono tra coloro che lamentano maggiormente lo stridio dei tram su rotaia nel centro storico, mentre per ben il 10% dei cagliaritani e il 9% dei milanesi il momento della raccolta del vetro viene considerato il peggiore. Romani (15%) e bresciani (10%) sono invece coloro che risultano più infastiditi dal passaggio di motociclette di grossa cilindrata. Nessuna particolarità viene rilevata dai bolognesi: all’ombra delle due torri è infatti il traffico automobilistico in generale a rompere i timpani al 22% dei cittadini.

INQUINAMENTO ACUSTICO. “Spesso l’inquinamento acustico viene sottovalutato, tanto che nelle grandi città, dove rumore e caos sono all’ordine del giorno, non ci si fa quasi più caso – commenta Barbara Panzeri, direttore marketing di Direct Line – è importante invece riflettere sulle conseguenze che rumori forti possono causare nella vita quotidiana e soprattutto su grado di attenzione alla guida, per esempio suonare il clacson mentre si è in coda può irritare e distrarre i guidatori. Bisogna invece sempre tenere i sensi all’erta mentre si è al volante, infatti  rumori improvvisi, bruschi e di decibel elevati possono influire negativamente sulla concentrazione”.

Scivola durante un’escursione: taglio alla testa e trauma cranico

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Soccorso dai tecnici del Sast un escursionista ferito.

LA CADUTA. L’uomo, A.N. 70 anni, originario di Prato, stava percorrendo un sentiero sul Monte Ferrato in compagnia di amici per trascorrere una giornata all’aria aperta quando, camminando su un tratto roccioso, è scivolato sulla roccia, bagnata dalle piogge della mattinata. I compagni di escursione hanno immediatamente chiamato il 118 che a sua volta ha chiesto l’intervento del Sast per accompagnare l’equipe medica sul luogo dell’incidente.

I SOCCORSI. I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Toscano della stazione Monte Falterona sono stati chiamati a intervenire intorno alle 16.45. Una squadra di 4 volontari del Cnsas ha accompagnato medico e infermieri del 118 sul posto: il 70enne presentava un brutto taglio sulla testa e un trauma cranico per la caduta. Una volta stabilizzato, l’uomo è stato trasportato con una barella portantina fino alla strada asfaltata, dove lo attendeva l’ambulanza. L’intervento si è concluso intorno alle 18.50 con il trasporto dell’escursionista all’ospedale di Prato.