venerdì, 22 Maggio 2026
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Fiesole, turismo in crescita

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Incremento del numero di turisti che scelgono Fiesole come meta estiva. I luoghi di maggior interesse sono la rinnovata piazza Mino, le basiliche di San Romolo e San Francesco, il Museo Bandini, il Museo e l’Area Archeologica, oltre alle bellezze paesaggistiche accompagnate da  specialità eno-gastronomiche.

“I dati delle presenze turistiche 2009 sono positivi, anche rispetto all’anno scorso – ha commentato l’assessore al turismo Letizia Tinti –. Un segnale gratificante a dimostrazione che la strategia e la pianificazione delle attività e delle iniziative sul territorio hanno funzionato. È stato aperto un canale interessante con altri paesi, come la Svizzera, che vogliamo continuare e rafforzare, così come quello con l’Apt e la città di Firenze, che data la vicinanza ci deve vedere protagonisti in un rapporto sinergico”.

“La scelta di legare cultura e turismo sta dando ottimi risultati – ha aggiunto l’assessore alla cultura Paolo Becattini – e porteremo avanti questa linea anche nei prossimi anni. Così come quella di individuare un ‘paese amico’ verso il quale veicolare le proposte culturali, indirizzando speciali offerte. È successo quest’anno con la Svizzera grazie alla mostra di Hermann Hesse e anche con l’esposizione ‘Another World’ di Paddy Campbell, che è stata organizzata insieme all’Ambasciata Irlandese. Ma vogliamo che Fiesole non sia solo luogo di attrazione per le mostre e iniziative temporanee, ma anche e soprattutto per l’offerta culturale permanente, come il Museo e l’Area Archeologica e il Museo Bandini dove ha ritrovato la sua casa la Madonna del Brunelleschi”.

 

 

 

 

 

Viareggio, salute protagonista

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Un’occasione per discutere di salute in tutti i suoi aspetti, dalla politica sanitaria, alla medicina, al benessere: è quanto sarà possibile fare (e ascoltare) al Centro Congressi Principe di Piemonte di Viareggio dal 24 al 27 settembre prossimi, dove si terrà la seconda edizione del Festival della Salute, a cui parteciperanno personaggi politici e istituzionali fra i quali Maurizio Sacconi, Ignazio Marino e Giuliano Amato ed esponenti di spicco dei diversi settori tecnico-scientifici e delle principali associazioni di settore.

La kermesse, organizzata dalla Goodlink, è stata presentata stamani, martedì 15 settembre, a Roma, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il presidente della Fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema e l’assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana Enrico Rossi.

Anche quest’anno, la direzione scientifica del Festival della Salute è curata dalla Fondazione Italianieuropei, con un Comitato Scientifico che vede protagonisti personaggi del calibro di Umberto Veronesi e Piero Angela.

LA NOVITA’. Ad aprire il Festival, giovedì 24 sarà un workshop internazionale nel quale esperti di fama mondiale si confronteranno sul delicato tema della diagnosi di morte cerebrale e della donazione di organi.

Oltre alle occasioni di approfondimento, ricco il carnet degli eventi collaterali, dalla presentazione di libri agli screening gratuiti per i visitatori. Tanto, infine, lo spazio dedicato ai più piccoli, per i quali sarà allestita una ludoteca all’interno del Centro Congressi.

Il Festival della Salute ha ottenuto il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana, della Provincia di Lucca, del Comune di Viareggio, di FIASO, Farmindustria, Legambiente, Pentapolis, SIMG, SIS 118, Cittadinanzattiva, ACSI, CIRM e Università di Camerino, in partnership con Manutencoop, Johnson & Johnson Medical, Servizio Sanitario della Toscana, Azienda USL 12 di Viareggio.

Per informazioni, visitare il sito della manifestazione.

Test decisivo per Mutu

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Sul volo per Lione ci sarà anche Adrian Mutu, che se non partirà titolare potrebbe comunque entrare a partita in corso.

RICORSO. Intanto ieri i suoi procuratori, i fratelli Becali, hanno presentato ufficialmente il ricorso al Tribunale federale svizzero. La loro strategia consisterebbe nel prendere tempo o comunque aggiungere dubbi a una vicenda che presenta già motivi di riflessione. Nel frattempo, i Becali starebbero continuando a lavorare per arrivare a un accordo con il club inglese per ottenere un incontro con Abramovich.

CHAMPIONS. Nella fredda Lione saranno presenti circa 800 tifosi viola, ma restano i dubbi sulla presenza di Andrea Della Valle. Dopo le polemiche scoppiate al termine di Fiorentina-Cagliari (dove i fratelli Della Valle non erano presenti), i tifosi hanno alzato la voce sostenendo che la proprietà debba stare vicino alla squadra; ma come ha dichiarato il vicepresidente della Fiorentina, Mario Cognigni, “il fatto è che Diego Della Valle in questo periodo si trova all’estero men­tre Andrea ha importanti impe­gni di lavoro. Per questo non sappiamo ancora se verrà a Lio­ne per il debutto in Champions League”.

Musica Elettronica, torna il Nextech

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Nella suggestiva cornice della Stazione Leopolda, l’ottocentesca stazione ferroviaria divenuta centro per le arti, torna il Nextech Festival giunto alla sua quarta edizione con un grande successo di pubblico (circa 9000 partecipanti ad edizione).

Ad inaugurare questa nuova stagione, che prenderà il via giovedì 17 settembre, sono state confermate diverse presenze di rilievo nel campo dell’elettronica internazionale: lo svedese Adam Beyer, uno dei nomi più influenti della scena techno europea, si esibirà sabato 19 settembre, mentre per venerdì 18 è prevista la presenza di Troy Pierce, apprezzatissimo dj dell’etichetta Minus, considerato uno dei maestri della minimal house.

A fianco degli ospiti internazionali, vi saranno anche molte presenze italiane importanti; il programma completo del Festival è disponibile sul sito www.nextechfestival.com.

Le attività del Nextech Festival accompagneranno i partecipanti dall’ora dell’aperitivo fino a notte inoltrata. Il compito del Nextech è quello di illustrare le nuove tendenze della musica elettronica e le sue implicazioni con le altre musiche dell’universo giovanile, i ritmi più innovativi del nightclubbing, così come i nuovi linguaggi della ricerca sonora, alternando artisti internazionali ed italiani. Ai concerti e dj set si affiancheranno proiezioni ed installazioni audio e video, che sottolineano lo spirito interdisciplinare della musica d’oggi.

 

 

 

Una corona di rose per Oriana

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“A tre anni dalla morte, non basta più il ricordo di Oriana Fallaci. Non basta più portare fiori sulla tomba. È tempo che le istituzioni mantengano gli impegni presi tre anni fa”. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, ha voluto onorare la memoria di Oriana Fallaci, nel terzo anniversario della morte. Il presidente, con a fianco i vicepresidenti Alessandro Starnini e Angelo Pollina, si è recato questa mattina al Cimitero evangelico agli Allori, alle porte di Firenze, dove ha deposto una corona di rose bianche sul sepolcro della scrittrice.

“Quando Oriana è morta − ha spiegato Nencini −, si era parlato di dedicarle una strada e intitolarle una Fondazione che ricordi lei insieme a Montanelli e Terzani, altri grandi spiriti liberi della nostra terra, le migliori penne del giornalismo italiano nel Novecento. È arrivato il momento di passare ai fatti”. “Manca una donna come Oriana − ha aggiunto il presidente −. Manca tanto più oggi una figura come la sua, completamente dedita alla libertà”.

Il Consiglio regionale aveva insignito Oriana Fallaci della medaglia d’oro nel febbraio 2006. Le ha intitolato una sala dei palazzi consiliari e ha costituito un “Fondo Fallaci”, per commemorare e approfondire l’opera, le idee, la figura della scrittrice. Nell’aprile 2008, ha dato vita, con la Provincia di Firenze, ad una mostra che ha visto la presenza di migliaia di visitatori.

Quelli che il “sì” lo pronunciano ai Caraibi

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Chissà cosa sarebbe successo se i “promessi sposi” Renzo e Lucia, anziché essere costretti a giocarsi la disperata carta di irrompere in casa di don Abbondio nell’estremo tentativo di unirsi in matrimonio, dopo il divieto del potente don Rodrigo, avessero potuto prendere comodamente un aereo e pronunciare il tanto agognato “sì” in una spiaggia esotica, lontano da prepotenti signorotti locali, “bravi”, peste e tutto quello che ne è seguito.

Il grande Alessandro Manzoni, però, non poteva regalare questa facile soluzione ai due innamorati più famosi della letteratura italiana, e non solo perché allora gli aerei non esistevano. L’usanza di celebrare le nozze in paradisi tropicali, davanti a un mare da sogno e a una vegetazione da cartolina, in Italia (e non solo in quel ramo del lago di Como) è infatti arrivata molto più tardi. Ed è solo da circa un anno che anche a Firenze ha preso campo la moda di andare a giurarsi amore eterno a migliaia di chilometri di distanza dalla parrocchia della propria infanzia o dalla Sala Rossa di Palazzo Vecchio, pur splendido scenario per chi sceglie il rito civile. Ora, nel capoluogo toscano (come già avviene in altre città europee), quella di sposarsi all’estero sta diventando una tendenza sempre più seguita.

Ma come funzionano questi matrimoni esotici? In breve succede questo: si parte con il promesso sposo/a alla volta della  meta preferita, accompagnati – al massimo – da testimoni, familiari e amici stretti, si celebra la cerimonia nel posto più bello che riusciate a immaginare (una spiaggia di Caraibi o Seychelles, per esempio), si festeggia e si torna a Firenze, dove poco tempo dopo si riceve l’estratto di matrimonio. Tutto così facile? Non proprio. Non è sempre impresa da poco, infatti, organizzare senza sbavature il più bel giorno della propria vita (o quello che almeno dovrebbe esserlo), così come essere sicuri che un “sì” pronunciato dall’altra parte del mondo abbia poi valore legale anche a casa nostra. Per questo, alcune agenzie di viaggi si stanno specializzando nell’organizzazione di nozze all’estero: una di queste, a Firenze, è “Mirò – L’arte di viaggiare”, che da via Dosio – cuore del quartiere 4 – fa partire futuri sposi alla volta di matrimoni nel mondo.

“Tutto è nato quando mia sorella, nonché mia socia – racconta Jessica Scarpulla, una delle due titolari – ha scelto di sposarsi a Las Vegas. La cosa è venuta talmente bene che abbiamo deciso di investirci”. E i risultati non sono mancati. “In un anno abbiamo organizzato quattro cerimonie – spiega – e in futuro penso che i numeri cresceranno ancora: la voce si è sparsa, quest’usanza sta prendendo campo”. Ma chi è che si sposa all’estero, dove e perché? “Per ora solo una fascia di persone con possibilità economiche medio-alte, senza escludere qualche vip locale, ma credo che presto anche clienti medi potranno farlo – risponde – la classica Las Vegas non è più la meta preferita: ora la gente vuol sposarsi direttamente in spiaggia, in paesi come Zanzibar, Mauritius o Turks e Caicos. I motivi sono tanti: da un crescente anticonformismo alla possibilità di unire matrimonio e viaggio di nozze”.

Oltre a quello economico. Per sposarsi in uno di questi paradisi tropicali, portando con sé una ventina di invitati, ci vogliono circa 20mila euro. E, a conti fatti, tra ville, banchetti e fiori, anche restando in Italia c’è chi riesce a spendere molto di più.

Scontro al Piazzale, muore una donna

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E’ successo ieri, lunedì 14 settembre, poco prima delle 18  sul viale dei Colli nei pressi del piazzale Michelangelo, il tragico incidente in cui ha perso la vita una donna di 68 anni .

Ancora le dinamiche dell’incidente non sono chiare ma pare che l’auto su cui viaggiava la vittima abbia invaso la carreggiata opposta, scontrandosi con l’auto che proveniva in senso contrario.

Il bilancio è pesante: Miris Casalini ha perso la vita e le altre due donne che viaggiavano con lei sono rimaste ferite. Ha riportato ferite anche l’uomo a bordo della seconda auto.

Il traffico sul viale dei Colli è rimasto bloccato per ore, complice il maltempo e la difficoltà di estrarre i corpi dalle lamiere da parte dei vigili del fuoco.


 

Il Futurismo nella fotografia al MNAF

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Si tratta dell’unica mostra del Centenario che affronta il tema specifico dei rapporti intercorsi tra l’ambiente artistico della fotografia e il futurismo inteso come approccio globale dell’arte, esulando quindi dalla microsociologia del movimento fondato da Marinetti. Inoltre, la mostra è in particolare l’unico evento programmato a Firenze per celebrare uno dei movimenti culturali più importanti del nostro Novecento.
Attraverso 126 opere corredate da una documentazione storica originale, la mostra indaga le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento, per analizzare poi la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella fotografia italiana, aprendola alla modernità internazionale.
I generi espressivi esplorati sono la fotografia multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la foto-performance, ma anche la fotografia come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.
La ricchezza e la varietà degli intenti futuristi in ambito fotografico, pur collegandosi alle attività delle altre avanguardie europee, rappresentano un’esperienza unica, che applica in maniera innovativa i principi dell’arte futurista: antipassatismo, sperimentazione formale e estetica, ricerca di una restituzione visiva dei valori psichici, volontà di catturare il dinamismo e il vitalismo del mondo contemporaneo.
Al di là del futurismo costituitosi intorno alla figura di Marinetti, la mostra tratta così anche delle immagini di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente, nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista, investendo coscientemente la fotografia in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo.
La mostra vuole quindi rappresentare, con fotografie tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, un excursus fotografico attraverso uno dei movimenti artistici più significativi del Novecento.

Careggi in Musica ad ottobre

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Dopo la pausa estiva torna la stagione concertistica Careggi in Musica, giunta alla sua undicesima edizione. Ad inaugurare la serie di appuntamenti previsti per ottobre, sarà l’Orchestra AgimusArte, domenica 18 ottobre, diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta con la partecipazione del maestro Fabio Fabbrizzi al flauto. Eseguiranno un programma interamente dedicato ad autori italiani.

La domenica successiva, 25 ottobre, sarà la volta del duo pianistico formato da Maria Sbeglia e Umberto Zamuner

I concerti si tengono presso l’Auditorium della Clinica Medica di Careggi e sono ad ingresso libero.

 

 

 

 

L’influenza “suina” dalla A alla zeta

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Ce lo hanno detto in tutte le salse, per tutta l’estate. Che la Nuova Influenza, l’A/H1N1 arriverà e si farà sentire in autunno. Pandemia. Quella che l’Organizzazione  Mondiale della Sanità ha già dichiarato nei mesi scorsi, dovrebbe palesarsi a tutti gli effetti e potrebbe contagiare 2 miliardi di persone nel giro di due anni. Questo significa che dovranno essere cestinati allarmismi vari e panico, e che bisognerà entrare nell’ottica che ammalarsi di Nuova Influenza (già non chiamarla più “suina” è una conquista, sembra meno cattiva e non evoca i fantasmi della peste che fu) sia una cosa normale.

E del resto, se il virus non muterà, non dovrebbe essere più temibile dell’influenza stagionale, dato che ad ora la mortalità è attestata allo 0.5 per mille (per farsi un’idea di cosa vuol dire, basti pensare che il tasso di mortalità dell’aviaria si aggirava intorno al 60 per cento).Ma dunque, aspettando che l’annunciata pandemia si palesi anche dalle nostri parti, che si fa? Gli esperti, i virologi, ripetono una serie di regole base da seguire. Precauzioni elementari, banali, che però si potrebbero rivelare utilissime per contenere il contagio. Una su tutte, che vale sempre: lavarsi spesso le mani, con acqua e sapone (in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti). E poi: bisogna evitare di toccare con le mani non pulite occhi, naso e bocca e quando si starnutisce – a pensarci bene ce lo avevano insegnato anche da piccoli – bisogna coprirsi bocca e naso con una fazzoletto di carta, e poi gettarlo.

Altra regola d’oro: le stanze vanno areate, l’aria cambiata. Tutto questo perché la Nuova Influenza si trasmette in maniera diretta attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni respiratorie trainate da tosse e starnuti  ma anche attraverso la dispersione di queste secrezioni su oggetti e superfici. I sintomi sono assai simili a quelli delle classifiche influenze stagionali: febbre sopra i 38 gradi, tosse, mal di gola, malessere, perdita di appetito. A questi si possono unire anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. E, come accade sempre, a curare tutto questo deve pensarci un medico che, solo se effettivamente necessario, prescriverà gli antivirali del caso.

Anche il capitolo farmaci merita attenzione, non guasta ripetere ciò che gli esperti raccomandano da mesi: queste medicine non vanno assunte di propria iniziativa. Uno, perché non hanno nessuna efficacia se usati in via preventiva (sono cioè cosa ben diversa dai vaccini), due perché utilizzarli senza la certezza di aver contratto l’infezione vuol dire favorire la comparsa di virus resistenti ai farmaci. Con danni per se stessi e per la collettività. Che di ulteriori acciacchi non ha certo bisogno.

 

E la Asl prepara il “piano pandemia”

Si sono rimboccati le maniche per tempo, preparando un piano dettagliato per fronteggiare un’ eventuale – e probabile – pandemia. La Asl di Firenze già nei mesi scorsi ha trasmesso alla Regione un documento con il dettaglio della campagna di vaccinazione contro la ormai famosa Nuova Influenza. Poi sono arrivate le direttive ministeriali, con un rincorrersi di ipotesi sulla data di inizio di somministrazione dell’antidoto. Bene. Il piano vaccini dovrebbe partire tra la fine di ottobre e la metà di novembre (mentre scriviamo il giorno ufficiale non è ancora stato stabilito) e sarà diviso in due scaglioni.

Il primo partirà appunto tra la fine di ottobre e la prima quindicina di novembre, e vedrà interessati gli operatori della sanità e i lavoratori dei servizi pubblici. Vale a dire medici, infermieri e altro personale sanitario, circa 12mila persone nel territorio della provincia fiorentina. Insieme a loro toccherà alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, e a chiunque lavori nei servizi essenziali. E naturalmente alle “persone a rischio” come cardiopatici, diabetici, immunodepressi etc. Finita questa prima tranche, scatterà la fase due, che dovrebbe prendere il via a partire dal 31 gennaio. E sarà la volta dei piccoli e dei giovani, dai 2 ai 27 anni: la fascia che fino ad oggi è risultata più esposta al virus. Per capire un po’ la mole della campagna di vaccinazione, basti pensare che nel territorio fiorentino le persone in fascia 2/6 sono 32mila, e quelli tra i 6 e i 18 anni sono 78mila. La Regione ha del resto stimato che ad ammalarsi, in Toscana, potrebbero essere tra le 500 e le 600mila persone e per questo la vaccinazione riguarderà un milione e mezzo di persone.

A somministrarla, e questo è un passaggio fondamentale, saranno i medici di famiglia e i pediatri: non sarà in vendita da nessuna parte, inutili gli assalti alle farmacie. Durante la prima tranche verranno vaccinati, in tutta la regione, circa 500mila persone, e durante la seconda, quella “giovanile” un milione. Oltre a queste misure il sistema sanitario regionale ha preso anche altri provvedimenti: negli ospedali si prevede un aumento di almeno 3mila posti letto e la creazione di “reparti volano” da utilizzare per il periodo di pandemia. Non dovrebbe venire interrotta l’attività programmata e all’occorrenza potranno essere richiamati medici e infermieri in pensione. Infine, è già stato deciso che sarà potenziata anche l’attrezzatura sanitaria per l’assistenza respiratoria, con un investimento di circa 2 milioni di euro. Tra i macchinari che verranno acquistati ci sono particolari dispositivi per l’assistenza respiratoria, respiratori con intubazione, e i sistemi Ecmo, particolare tecnica per sostituire il normale meccanismo di ossigenazione del sangue.

 

IN PILLOLE

Quando cominceranno le vaccinazioni?
A partire dal 15 novembre verranno vaccinati gli operatori della sanità e dei servizi pubblici e le persone a rischio dai 2 ai 65 anni. Dal 21 gennaio sarà la volta della popolazione sotto i 27 anni.

Come procurarsi il vaccino?
Non sarà in vendita nella farmacie, ma verrà distribuito solo ed esclusivamente dalla Asl tramite i medici di famiglia, i pediatri e i presidi sanitari.

Cosa fare se si avvertono sintomi sospetti?
Occorre contattare il proprio medico di famiglia e stare in casa, evitando contatti con i familiari. Non  bisogna farsi prendere dal panico precipitandosi al pronto soccorso.

Il vaccino per l’influenza A si può fare anche se si fa quello per l’influenza stagionale?
Si’, certo. Il vaccino per l’influenza stagionale sarà pronto come sempre dai primi di ottobre, ed è raccomandato per tutti i soggetti a rischio.

Quali precauzioni adottare per evitare il rischio del contagio?
Bisogna assolutamente evitare medicazioni fai-da-te. Piuttosto è utile lavarsi spesso le mani, e coprire con un fazzoletto naso e bocca durante gli starnuti. Una volta usato, il fazzoletto va gettato immediatamente.