mercoledì, 29 Aprile 2026
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L’università scende in piazza

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“Tutti in piazza”: a questo grido, le organizzazioni sindacali della toscana Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl, Uil Pa Ur hanno indetto per oggi, martedì 21 ottobre, una manifestazione regionale dei lavoratori dell’Università, degli Enti di Ricerca e dell’Afam, organizzata insieme alle rappresentanze degli studenti universitari. L’appuntamento è alle 10 in piazza San Marco, a Firenze (tra l’altro piazza in cui sorge il rettorato dell’ateneo fiorentino): da lì, il corteo si dirigerà per le vie del centro storico sotto le sedi delle istituzioni Ateneo, Provincia, Regione e Comune, per terminare con un’assemblea pubblica in piazza della Santissima Annunziata.

“La manifestazione unirà la forte protesta che in queste settimane è esplosa negli enti di ricerca e nelle università toscane per chiedere al Governo di modificare le scelte contenute della legge 133 e ritirare l’emendamento che blocca le stabilizzazioni – spiegano gli organizzatori in una nota – le scelte del governo rischiano di portare al fallimento gli atenei e gli istituti di alta formazione artistica e musicale, mettere  in discussione il diritto allo studio universitario, disperdere le competenze che hanno consentito di far avanzare la nostra ricerca scientifica. L’ulteriore riduzione di personale e finanziamenti pubblici escluderà il nostro sistema di ricerca dai grandi progetti europei, senza un adeguato cofinanziamento è infatti impossibile partecipare ai bandi o accedere a commesse esterne”.

“Il percorso rappresenta simbolicamente la richiesta che il mondo della ricerca toscano rivolge alle proprie istituzioni locali – conclude la nota – affinché ci sia una netta presa di posizione in difesa del ruolo pubblico della ricerca e della formazione, contro la scelta del Governo di tagliare i finanziamenti, bloccare le assunzioni, espellere i nostri ricercatori, svendere i patrimoni degli Atenei con la loro trasformazione in fondazioni di diritto privato”. L’appuntamento è dunque fissato martedì mattina a Firenze, quando a scendere in strada sarà il mondo universitario – e della ricerca – toscano.

Il futuro? Fa paura a chi legge

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Abbastanza ottimisti ma con qualche distinguo, affezionati alla loro città ma attratti dall’estero, determinati e ambiziosi. E’ il quadro dei giovani fiorentini emerso dalla ricerca realizzata dall’Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) di Renato Mannheimer, su un campione di 943 studenti delle scuole superiori della provincia di Firenze. Il sondaggio, realizzato negli ultimi giorni di settembre, è stato voluto dalla Provincia di Firenze per indagare le opinioni e gli atteggiamenti dei giovani fiorentini verso il loro futuro. “E’ la prima volta in Italia che una Provincia commissiona un’indagine per capire quale futuro immaginano i ragazzi  fiorentini di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Le loro risposte offrono uno spaccato di aspettative e di speranze che non possono essere ignorate dalla politica e da chi è chiamato a governare il territorio”, ha commentato il presidente della Provincia Matteo Renzi.

I RISULTATI

Ma vediamo quanto emerso dall’indagine, che ha evidenziato un quadro piuttosto positivo: complessivamente il 54% è ottimista sul suo futuro (specialmente le femmine +7% e i ragazzi tra i 13 e 15 anni, +7%) ma non manca una grossa fetta di pessimisti che raggiunge il 25% del campione. Tra le cause elencate da chi vede nero, un 6% indica la precarietà, il 9% la difficoltà a trovare lavoro, mentre un altro 6% chiede un cambiamento sostanziale della politica: “se non miglioriamo… si finisce sotto un ponte”. Il pessimismo abbonda soprattutto tra chi legge tutti i giorni un quotidiano (+8%).

Accentuato anche il dato relativo all’attaccamento al territorio: il 52% vorrebbe restare a Firenze, mentre il 14% vorrebbe cambiare città, mentre il 32% addirittura sogna di abitare all’estero. E poi ancora il 71% dei ragazzi intervistati appare determinato verso il proprio futuro, il 63% è ambizioso a livello professionale, il 23%, invece, pensa che “si accontenterà di ciò che sarà”, assumendo dunque un atteggiamento fatalista nei confronti del proprio futuro.

In più, dalla ricerca del professor Mannheimer emerge che per il 44% degli intervistati la famiglia è la prima fonte di realizzazione personale (indicata soprattutto dalle femmine +7%), l’altra metà del campione si distribuisce equamente tra le restanti fonti di realizzazione personale: il 13% vorrebbe poter girare il mondo e fare esperienze sempre nuove; il 9% avere successo e prestigio e ancora 9 studenti su 100 si sentono realizzati nell’essere di aiuto agli altri. Dunque la famiglia conta più della realizzazione sul lavoro per ben l’88% degli intervistati, “è più importante una serena situazione affettiva e familiare piuttosto che un lavoro soddisfacente”.

Inoltre, la maggioranza assoluta degli intervistati (65%) ritiene che l’istruzione sia una garanzia per trovare un buon lavoro, mentre per il 33% si può raggiungere un buon posto di lavoro anche senza investire tanto negli studi. I primi tre elementi considerati determinanti per trovare una buona occupazione sono: studiare bene e fare buone scuole (51%), parlare bene l’inglese (49%), sapersi mettere in gioco (ben il 41%). Ma con il crescere dell’età diminuisce la fiducia nell’istruzione. Infine, in merito alla propensione all’imprenditorialità dei giovani fiorentini dalla ricerca emerge che – come tutti gli italiani in generale – giovani e adulti, mostrano una scarsa propensione all’imprenditorialità. Infatti, per il 70% è meglio avere un lavoro sicuro anche se meno redditizio.

Fiorentina, è il giorno di Toni

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Sono stati loro due, mister “profeta” e bomber da 100 gol in serie A, a parlare alla vigilia della sfida contro il Bayern Monaco. Una partita particolare, e non solo perchè a cercare di far gol ai viola ci sarà colui che, per anni, le reti le ha invece fatte proprio con quella maglia addosso: Luca Toni. Un incontro affascinate e fondamentale per il cammino della Fiorentina nella più importante competizione europea.

Una sfida da temere? “Siamo all’inizio di questa grande avventura, abbiamo poca esperienza, ma tanto entusiamo e un notevole margine di miglioramento – spiega mister Prandelli –  davanti troveremo una squadra attrezzata, un club prestigioso che ha disputato tante gare in Champions. Personalmente è la gara più importante della mia carriera da allenatore. I miei ragazzi cercheranno come sempre di fare la partita”

Poi il discorso scivola su Toni, e non poteva essere altrimenti. “Lo conosciamo tutti – dice Prandelli – è un grande calciatore ed è sempre meglio non averlo come avversario, il Bayern stesso ha una rosa di qualità, vedi la determinazione di Ribery. E’ un piacere rivedere sul campo Luca, sarebbe bello farlo rosicare un po’”.

Chi dovrà sfidare Toni sarà proprio colui che ha preso il suo posto nella squadra viola, e che come lui di gol per la Fiorentina ne sta facendo a ripetizione: Alberto Gilardino, mister 100 gol in Serie A. “Ho appena toccato quota 100, ma sono ancora carico di stimoli – afferma – cercheremo di mettere in difficoltà la squadra di Klinsman mantenendo un equilibrio tattico e personalità, abbiamo grande voglia di metterci in luce. Troveremo una squadra preparata, aggressiva e piena di campioni. Io e Mutu non siamo assolutamente la coppia più forte del mondo, dobbiamo crescere ancora tanto. Fino ad oggi non abbiamo potuto giocare spesso insieme, perchè Adrian ha avuto un po’ di problemi fisici. Spero che domani possa scendere in campo e darci una mano”.

Domanda d’obbligo – anche per lui – sull’avversario, ma compagno di nazionale, Luca Toni. “Con Luca sarà una bella sfida, lui ha dato tanto al calcio italiano e adesso sta facendo bene anche in Germania – conclude Gilardino – la Bundesliga poi è un campionato interessante, in cui si sono inseriti calciatori italiani di grande qualità, che hanno rafforzato anche il Bayern, ma non è ancora come quello il calcio italiano”.

A “lezione” da Carlo Conti

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Bagno di folla alla Leopolda per Carlo Conti, che nel suo intervento alla Stazione delle idee è stato accolto da migliaia di ragazzi, tra applausi, scatti fotografici e domande curiose.

A dare il benvenuto al presentatore è stato il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi. “Io sono stato uno studente dell’istituto tecnico Luca d’Aosta – ha raccontato Carlo Conti – non ero una testa calda ma un ragazzo impegnato e attivo nella vita della mia scuola. Ricordo ancora che insieme ai miei compagni inventammo il ‘G.i.p.’, gruppo impegno democratico ”.

Poi è stata la volta del dialogo e delle domande degli studenti, che hanno chiesto a Conti consigli su come vivere gli anni della scuola. Il colloquio è proseguito tra aneddoti e suggerimenti che il presentatore ha rivolto agli studenti, dal credere sempre in se stessi al non seguire come un gregge le mode del momento, dal  rispettare la propria vita al non cadere nelle trappole e nei tunnel.

“Almeno una volta nella vita – ha concluso – il treno della fortuna passa per tutti, ma bisogna avere la preparazione adatta per poter salire. Bisogna fare la gavetta e non pensare di avere tutto e subito. Solo così si potrà assaporare il gusto della propria realizzazione”.

Cecchi Gori rinviato a giudizio

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Cecchi Gori è accusato di bancarotta patrimoniale insieme a Luigi Barone, ex collaboratore del produttore. Il fu presidente della Fiorentina è stato rinviato a giudizio per il crack Finmavi, e dovrà per questo apparire davanti alla VI sezione del Tribunale di Roma nel processo che prenderà il via il prossimo 11 marzo.

Ma non è questo l’unico guaio per l’ex presidente della Fiorentina, che nelle scorse settimane era stato scarcerato dopo una detenzione nel carcere di Regina Coeli cominciata a giugno. Cecchi Gori, infatti, è già a giudizio per un altro crack, quello della società Safin. Il dibattimento, in questo caso, iniziaerà il 5 dicembre.

 

Telefono acceso in aereo: multa

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Il telefono in aereo? Può costare molto caro. Lo sa bene un cittadino russo in volo da Roma a Firenze, che non aveva spento il suo cellulare nonostante i ripetuti avvisi.

E il telefono del 52enne è squillato proprio durante la fase di decollo da Fiumicino: è stato il comandante del mezzo, quando è arrivata la telefonata, a segnalare l’episodio alla polizia.

Così, ad attendere il 52enne russo all’aeroporto di Firenze c’erano anche gli agenti, che gli hanno combinato la multa da mille euro.

 

Firenze-Gifu, amici da 30 anni

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L’amicizia non finisce mai, insomma, e le due città di Firenze e Gifu hanno voluto dimostrarlo con un incontro che ha ribadito il loro legame. “Quella di oggi è anche un’occasione per ricordare il mio predecessore Elio Gabbugiani che nel 1978 siglò il Patto di Amicizia – ha sottolineato il sindaco Leonardo Domenici – e sono lieto di rinnovare quell’impegno con Gifu, una città importante soprattutto per la sua storia culturale, elemento che l’accomuna con Firenze. Tra le due città, in questi trent’anni, sono stati intensificati gli scambi e le collaborazioni sul fronte artistico, culturale, turistico ed economico. Sono contento di essere il sindaco che dopo trent’anni rinnova il Patto di Amicizia con Gifu, così, che anche per il futuro, questi scambi e queste collaborazioni possano essere particolarmente intensi”.

La cerimonia per rinnovare il Patto di Amicizia si è tenuta stamani nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio, e in precedenza il sindaco Domenici aveva ricevuto la delegazione giapponese nella Sala di Clemente VII. “Sono trascorsi cinque anni da un altro incontro con Domenici – ha ricordato il primo cittadino di Gifu, Shigemitsu Hosoe -. Firenze e Gifu hanno tanti elementi in comune, ad esempio i guerrieri, emersi nella seconda metà del sedicesimo secolo. Il Granduca di Toscana, Cosimo I, della famiglia dei Medici, si adoperò per elevare la città di Firenze e promuovere il Rinascimento. Nella stessa epoca (nel Medioevo giapponese) a Gifu c’era un guerriero che avviò il cosiddetto Rinascimento giapponese e promosse l’unificazione del Giappone. Il 20 febbraio 1582 quattro componenti della delegazione giapponese, in visita in Europa, si recarono a Roma e Firenze. In questa visita vorremmo approfondire nuovi scambi, anche dei cibi, come abbiamo fatto col nuovo Slow-Life nato dal vostro Slow-Food”.

Alla cerimonia nel Salone de’ Dugento hanno partecipato il sindaco Domenici, Eugenio Giani, assessore alle relazioni internazionali ed ai gemellaggi, Silvano Gori, assessore alle attività produttive e promozione internazionale, il sindaco di Gifu Shigemitsu Hosoe e il presidente del Consiglio Comunale di Gifu Tsu Ono. Nel Salone de’ Dugento c’erano anche gli altri componenti della delegazione giapponese, il presidente della commissione pace e solidarietà internazionale Lorenzo Marzullo, il presidente della commissione sviluppo economico Francesco Ricci, la consigliera comunale Lucia Matteuzzi componente della commissione pace e solidarietà e il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli. La cerimonia si è conclusa con il consueto scambio di doni tra la delegazione giapponese e la città di Firenze: lo scambio di doni tra due “amici”.

Scuola, la voce dei docenti

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L’iniziativa, in programma martedì 21 ottobre in piazza della Signoria, è nata dunque da un gruppo di docenti dei tre istituti che “stanchi di subire riforme dall’alto, manifesta l’esigenza di far sentire la propria voce e di promuovere l’iniziativa pubblica”, come spiegano in una nota.

Per questo, proseguono i docenti nella loro nota, “invitiamo i docenti, il personale Ata, gli alunni e i genitori di tutte le scuole al nostro banco con microfono aperto, per discutere di privatizzazione della cultura; tagli alle risorse; ripristino di un autoritarismo obsoleto; bisogni di una scuola che ha di fronte una società complessa e in continua trasformazione. Apriamo un confronto con tutti quelli che a scuola, dalla materna all’università, studiano, lavorano o che ad essa affidano i propri figli, per tentare una giusta lettura di un decreto che riveste un’operazione di mera contabilità con il nome di ‘riforma’. Creiamo – conclude la nota – una rete perché insieme è meglio: proponi, discuti, fai sentire la tua voce”.

 

Incidente in moto, grave il preside

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In seguito alle ferite riportate nell’incidente motociclistico, avvenuto sabato scorso, il professor Vitale si trova ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Careggi a Firenze, dove ha subito un intervento chirurgico e dove, attualmente, è tenuto in coma farmacologico.

Dagli ultimi aggiornamenti sulle sue condizioni di salute, le condizioni generali delle ultime ore indicano dei miglioramenti, “e quindi possiamo esprimere un cauto ottimismo circa le possibilità di ripresa, anche se la prognosi rimane ancora riservata – spiega in una nota il vicepreside della facoltà Pierangelo Terreni -. A nome di tutta la Facoltà d’Ingegneria, auguro al professor Vitale una sollecita guarigione“.

Trasporti, il Pd nelle stazioni

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Gli esponenti del Pd hanno incontrato pendolari e viaggiatori per presentare le proposte del partito per il trasporto pubblico locale: il tutto in 100 stazioni ferroviarie d’Italia. Firenze, come riconosciuto dal ministro dell’ambiente del governo ombra del Pd Ermete Realacci – presente al volantinaggio alla stazione di Santa Maria Novella – è stata una delle città più impegnate d’Italia in quest’iniziativa. Le altre stazioni coinvolte in città sono state Rifredi e Campo Marte.

Quella del volantinaggio è un’iniziativa che prepara la manifestazione nazionale del prossimo 25 ottobre a Roma, con la quale il Pd intende portare all’attenzione degli italiani la necessità di interventi per ridurre la congestione e l’inquinamento e migliorare il trasporto ferroviario. “Altro che tagli ai treni pendolari esistenti e già del tutto insufficienti. Il Governo continua a non occuparsi del trasporto pubblico locale. Siamo convinti – spiega Realacci – che sia necessario potenziare il trasporto pubblico locale per offrire un servizio migliore ai cittadini, per ridurre le emissioni di CO2 e i consumi energetici connessi al trasporto privato su gomma e in questo modo combattere i mutamenti climatici”.

“Il trasporto assieme alla logistica e alle infrastrutture – dice il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli – sono settori nei quali si gioca la possibilità di sviluppo del Paese. Il Partito Democratico, tanto ne è consapevole, che si è fortemente impegnato in questo campo così come ha fato la Regione Toscana investendo grandi risorse, particolarmente rivolte al sistema infrastrutturale e all’ammodernamento dei mezzi di trasporto su ferro. Questo per noi – conclude Andrea Manciulli – è un terreno di fondamentale impegno che guarda agli interessi di tutti i fruitori del servizio di trasporto pubblico (i pendolari) ma consapevoli anche che i trasporti sono volano di sviluppo economico per l’intero tessuto produttivo della nostra regione”.

“Per il trasporto pubblico, per i pendolari, occorrono risorse! – afferma l’assessore ai trasporti e alle infrastrutture della Regione Toscana Riccardo Conti – La Regione Toscana ha portato avanti finora sforzi significativi per migliorare, rendere più efficiente e aumentare la capacità del sistema di trasporto pubblico locale, in particolare del servizio ferroviario. Lo dimostrano le cifre degli investimenti infrastrutturali in corso e in previsione. Questi sforzi non possono essere vanificati. Non possono mancare le risorse per proseguire il lavoro iniziato in questo settore, che è prioritario per lo sviluppo sia economico che sociale della nostra regione”.

“A Firenze metteremo al centro dell’iniziativa anche la necessità di concludere i lavori della tramvia che rappresenta un intervento strutturale per la mobilità sostenibile e più ecologica e viene assurdamente contestata dal centrodestra. E’ l’anello di congiunzione con il trasporto ferroviario regionale dove l’obiettivo della Toscana è del raddoppio degli utenti portandoli dagli attuali 230.000 a 500.000″, spiega Erasmo D’Angelis, presidente della commissione territorio e ambiente del consiglio regionale.

“L’aumento del prezzo della benzina sta spingendo i cittadini a ridurre l’uso dell’automobile producendo una domanda aggiuntiva di trasporto pubblico che ha bisogno di risposte immediate – spiega Valerio Vannetti, responsabile trasporti e infrastrutture Pd toscano -. Anche per questo occorrono risposte serie e risorse per treni e mezzi pubblici: l’opposto di quanto sta facendo il governo Berlusconi, sia con i pesanti tagli di risorse al settore gomma e ferro già effettuati sia con quelli previsti nella prossima manovra finanziaria, impedendo lo sviluppo di un competitivo, sicuro e confortevole sistema di trasporto pubblico”.