mercoledì, 29 Aprile 2026
Home Blog Pagina 3904

La protesta tocca Architettura

0

La protesta universitaria contro i tagli si è estesa e adesso sbarca alla facoltà fiorentina di Architettura.

 

L’assemblea generale di facoltà riunita negli scorsi giorni ha infatti dichiarato la prosecuzione dello stato di agitazione permanente e stabilito di sospendere le lezioni per un intero giorno a settimana.

 

La sospensione avverrà a rotazione: le lezioni si fermeranno dunque il lunedì della prima settimana, il martedì della seconda, il mercoledì della terza e così via.

 

Il posto delle attività didattiche verrà preso da una serie di iniziative, così come scrivono gli studenti in una nota, di “elaborazione e discussione, articolate in primo luogo nel funzionamento di diverse Commissioni, liberamente aperte a tutti i componenti della Facoltà”.

 

Nella stessa nota l’assemblea chiede anche una convocazione urgente di un Consiglio di Facoltà aperto.


Nuova pista ciclistica nel Q4

La pista sorgerà nell’area che delimita un’ampia vasca destinata all’accumulo delle acque, posta fra il torrente Greve e via Simone Martini. Il percorso corre lungo il perimetro della vasca di esondazione per uno sviluppo complessivo di circa 450 metri, largo 6 metri.I lavori termineranno entro la fine di novembre e sono stati effettuati dall’impresa Firenze Lavori srl di Scandicci, per un importo complessivo di 250 mila euro.

“Sono molto soddisfatto – ha detto l’assessore allo sport Eugenio Giani al termine del sopralluogo compiuto per verificare il procedere dei lavori – per lo stato di avanzamento dei lavori. Il manto di asfalto è già stato posato così come tutte le altre opere accessorie. Manca solo la recinzione e due cancelli per evitare un uso non consono allo scopo. Questa pista nasce dell’esigenza di promuovere e rilanciare l’attività ciclistica fra i giovanissimi, che difficilmente si avvicinano a questa disciplina perché in città non vi sono zone per potersi allenare in sicurezza. In questo modo la società Itala, che opera nel Quartiere 4 e che ha recentemente festeggiato il centenario della fondazione, potrà avere nuovo impulso e potrà raccogliere nuove adesioni. In questi giorni ho parlato col ct della nazionale di ciclismo Franco Ballerini che mi ha assicurato la sua presenza alla cerimonia di inaugurazione”.


Al Meyer si alza il sipario

0

Il filo conduttore sarà Alice nel Paese delle Meraviglie: la bambina bionda, il Bianconiglio e lo Stregatto accompagneranno l’intera stagione della rassegna teatrale “Su il Sipario, un Ospedale da favola”, voluta dalla Fondazione Meyer con la direzione artistica di Gabriella Gandon, che da oltre tre anni e per complessivi 90 spettacoli, ha come palcoscenico gli spazi del Nuovo Meyer: dalla Ludoteca, agli spazi gioco, alle camere di degenza.

Quella del pediatrico fiorentino è un’ esperienza unica in Italia, un gioco corale che nel tempo ha coinvolto attori del calibro di Amerigo Fontani, Andrea Muzzi, Andrea Bruno Savelli, burattinai e burattini di Compagnie come i Pupi di Stac o autentici maghi del sorriso come Bustric, solo per citarne alcuni. Oggi quegli stessi artisti che hanno calcato e calcano la scena del Meyer hanno fatto una visita all’Ospedale accompagnati dal direttore della Fondazione Carlo Barburini e da Gabriella Gandon. Tra loro Bustric, i Pupi di Stac, Susy Bellucci, teatrosfera, Soccorso Clown e tanti attori.

Per la stagione invernale, la Fondazione Meyer ha scelto di proporre un cartellone con un unico leit-motiv, un filo conduttore che passa attraverso i  15 eventi-rappresentazione: si tratta di Alice nel Paese delle Meraviglie.La rassegna, offre al bambino un viaggio tra le pagine di una favola dall’incanto immutato, facendogli rincorrere ora il Coniglio Bianco, ora lo Stregatto, ora la Regina di Cuori, concludendo il cammino con la rappresentazione complessiva del romanzo per l’infanzia (il 18 dicembre con gli amici di Teatrosfera).

Ma non finisce qui: questa edizione di “Su il Sipario” vedrà anche la partecipazione dei  clown del Meyer di Soccorso Clown che portano in scena Le Peripezie di Arlecchino (23 ottobre), i burattini de I Pupi di Stac ricreano “Le avventure di Pinocchio e Caterina e l’Orchessa” (4 dicembre), la Compagnia del Pepe propone “Animali alla Ribalta” tratti dalla favole di Esopo (30 ottobre), il Quartetto Euphoria invade più spazi con una carrellata gioiosa e scoppiettante di musica di ogni tempo (6 novembre), i cantastorie Felice e Celina presentano “Storie da Fiere” (13 novembre), Anna Cisternino fa vivere i suoi burattini in baracca con “Pulcinella e il regalo” (27 novembre) e Amina Kovacevich condurrà i bambini nella lettura creativa “Mi racconti una storia” (11 dicembre).

La rassegna si concluderà il 5 gennaio con il tradizionale appuntamento de Il Meyer per il Meyer al Teatro della Pergola, Il teatro Stabile Fontemaggiore porterà sul palcoscenico la favola de “I tre porcellini” che tanto successo ha riscosso al Teatro di Rifredi.

L’esperienza del Meyer, sostenuta dalla Regione e patrocinata da Comune e Provincia di Firenze, ha trovato un suo palcoscenico anche a Pisa, nel polo pediatrico dell’ospedale e lì va in scena la rassegna 

 “Mi auguro -ha spiegato Paolo Poli – che anche altri ospedali possano accogliere queste attività. Una rassegna così concepita e organizzata introduce il bambino e la famiglia alla rappresentazione dal vivo. E’ un po’ come mangiare una bistecca vera, invece di un prodotto inscatolato. E’ viva, è vita”.

Brucia la pineta di Massa

0

 Non è ancora stato domato l’incendio che si è sviluppato ieri nel comune di Massa, in località Turano. Le fiamme hanno colpito circa 15 ettari di pineta.

Da questa mattina la zona è coperta da una cortina di fumo denso che ostacola la visibilità dei tre aerei nazionai e dei quattro elicotteri del Servizio Antincendi Boschivi della Regione Toscana accorsi per placare le fiamme.

Problemi anche all’Ospedale Pediatrico Apuano: per qualche ora sono stati disattivati, nell’ospedale, gli impianti di condizionamento dell’aria e sospese le operazioni non urgenti, ma la normalità è stata presto ripristinata.

Scuola, sindaci preoccupati

0

Ad essere prese in considerazione dai sindaci di Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Calenzano, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa sono state le nuove disposizioni previste dal decreto del ministro Gelmini, nel corso della Conferenza dei sindaci, riunita in Palazzo Vecchio e presieduta da Leonardo Domenici, che ha affrontato il problema sulla base di una relazione del sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini.

“La nostra preoccupazione – affermano in un documento i primi cittadini – riguarda gli effetti che deriveranno dai pesanti tagli economici e di servizi. Quello che si preannuncia è un impoverimento della qualità dell’offerta formativa, in un momento in cui c’è bisogno di più cultura per meglio affrontare le complessità dell’attuale società e le sfide del futuro”. Secondo i sindaci, inoltre, le famiglie “rischiano di essere private della scelta di diversi modelli educativi e di un servizio sociale fondamentale (tempo prolungato e tempo pieno)”. “Non possiamo accettare l’idea di un ritorno al doposcuola – precisano i primi cittadini – sia per scelta educativa che per l’impossibilità da parte dei comuni di rispondere ad un servizio che deve garantire lo Stato; né si possono scaricare sempre sui Comuni gli effetti di una politica fatta di tagli“.

I sindaci ricordano che i Comuni “sono fortemente impegnati nel garantire livelli adeguati di servizi all’infanzia, come i nidi”, e ribadiscono che “nella nostra area ingenti sono gli investimenti per i servizi integrativi: trasporti, mensa, accoglienza, orientamento, biblioteche, ludoteche per la scolarizzazione fino a sei anni”. Inoltre chiedono “un rinnovato impegno del Governo per continuare l’opera per nuove costruzioni e la messa a norma degli edifici scolastici”. Da qui la proposta di un’iniziativa pubblica da tenersi a Firenze per sensibilizzare l’opinione pubblica e “non far passare sotto silenzio una politica che impoverisce tutta la scuola, da quella dell’infanzia alla superiore, e che colpisce anche l’università e la ricerca”. Perché, concludono i sindaci della città metropolitana, “un investimento nell’istruzione è un investimento nel futuro”.

Un tartufo per beneficenza

0
Un tartufo bianco da 450 grammi. Un vero record. Ma il vero Guiness dei primati è metterlo all’asta per beneficienza. E’ quanto hanno fatto l’anno scorso Luciano e Cristiano Savini, padre e figlio, titolari di una nota azienda a conduzione familiare nel pisano, dopo aver trovato nei pressi di Palaia il “grande” tartufo.

Una volta battuto all’asta, il tartufo ha fruttato ciirca 330 mila dollari che sono stati donati  tre associazioni di volontariato. Il consiglio regionale della Toscana ha deciso di premiare il loro gesto, conferendo loro un attestato di merito, “per l’alto senso di generosità dimostrato – si legge nella motivazione – nell’aver devoluto in beneficenza lo straordinario tartufo di Palaia e aver così tenuto alto il nome della Toscana nel mondo con un prodotto tipico della nostra terra”.

A consegnare il riconoscimento, il vicepresidente del consiglio regionale Angelo Pollina, il consigliere Piero Pizzi, promotore dell’iniziativa, e la consigliera Giuliana Baudone, dell’ufficio di presidenza. “Un atto veramente meritevole – ha sottolineato Pollina – che oltrettutto, grazie all’ampia eco avuta sulla stampa internazionale, ha fatto parlare della Toscana in tutto il mondo”. “Non è facile donare somme simili in beneficenza”, ha aggiunto Pizzi, e anche la consigliera Baudone ha commentato: “Complimenti per aver trovato il tartufo, ma complimenti soprattutto per averlo donato a fin di bene”.

Conoscere funghi e bacche

Martedì 14 ottobre, a Villa Arrivabene, piazza Alberti 1a, alle 17,30 sarà presentato il libro “Pier Antonio Micheli – Itinerari micologici nei dintorni di Firenze”, realizzato in occasione del 35° anniversario della fondazione del Gruppo Micologico P.A.Micheli. Interverranno Paolo Luzzi, curatore dell’Orto Botanico, Claudio Merlini e Roberto Rubbieri, del Gruppo micologico.

Sempre domani, ma alle 21, presso la Saletta del Parterre di piazza della Libertà, in calendario il primo incontro del ciclo “Conversazioni micologiche”. Argomento della serata “Gli odori e i sapori dei funghi”, a cura di Gianfranco Di Cocco. Le altre conferenze sono previste martedì’ 21 ottobre con “Anche noi siamo funghi: specie dalle forme particolari  e bizzarre”, a cura di Claudio Merlini, e martedì 28 ottobre con “Le bacche selvatiche, commestibili e velenose”, di nuovo a cura di Claudio Merlini. Sempre alla Saletta del Parterre, sabato 18 ottobre dalle 10 alle 22 e domenica 19 dalle 10 alle 20, sarà possibile visitare una mostra di funghi e frutti selvatici. Saperne di più sull’aspetto e sulle caratteristiche dei funghi e frutti spontanei consente una raccolta consapevole evitando così il pericolo di intossicazioni e avvelenamenti.

L’iniziativa è a ingresso libero. Info, 055 2767828.

 

Don Cantini in stato laicale

0

E’ la conclusione a cui è giunta l’istruttoria supplementare, così come reso noto con una “Notificazione” diffusa dal cardinale Ennio Antonelli, amministratore apostolico della diocesi di Firenze. Don Cantini in stato laicale, dunque, ma non solo. Il Papa, infatti, ha imposto anche ”l’obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall’Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza”.

“E’ giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda – spiega la Notificazione – l’arcivescovo Ennio Antonelli, che già aveva condannato il sacerdote con Decreto del 12 gennaio 2007, in presenza di rinnovate accuse da parte delle vittime disponeva d’intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede una istruttoria supplementare in data 30 giugno 2007 e quindi procedeva alla valutazione delle prove insieme a due Assessori in data 23 luglio 2008 e trasmetteva le risultanze di tutto il lavoro svolto alla Congregazione per la Dottrina della Fede. La stessa Congregazione ha constatato che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, il delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l’abuso nell’esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze. Pertanto ha deciso di proporre al Santo Padre Benedetto XVI la sua dimissione dallo stato clericale e il precetto di dimora vigilata. Il Papa in data 19 settembre 2008 ha decretato in via definitiva nei confronti di don Lelio Cantini la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale, l’obbligo di dimora vigilata, in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall’Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza”.

Questa decisione arriva a pochi giorni dall’insediamento del nuovo vescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, in programma domenica 26 ottobre.

Un ristorante per socializzare

0

Giunge al terzo anno di vita il progetto “Nessun Dorma”, il ristorante co-gestito da ragazzi diversamente abili, bravissimi camerieri. Un luogo ideale per la formazione di camerieri, ma anche un potente veicolo di socializzazione per chi solitamente vive nell’ombra.

Ottima cucina, musica dal vivo e ambiente che respira integrazione e solidarietà e che dà la possibilità alle persone di sperimentarsi con un mondo che solitamente viene percepito come estraneo. Il contatto è il primo fondamentale passo per conoscersi e arricchirsi. Il ristorante è aperto tutti i venerdì. Tra gli ospiti del locale esponenti della giunta comunale di Campi Bisenzio, della provincia e della pubblica assistenza di Campi Bisenzio.

Il progetto “Nessun Dorma” nasce dalla collaborazione tra Cooperativa sociale Matrix Onlus e circolo arci Dino Manetti e, prorprio in occasione dell’inaugurazione del ristorante, è stato presentato il libro  “Circolo Dino Manetti. Una nuova cultura nel rispetto della diversità” di Maria Serena Quercioli. Un viaggio alla scoperta dei valori profondi del circolo, del rapporto con la Cooperativa Matrix e delle prospettive future

Per informazioni www.coopmatrix.it , 0552008238

Se viene femmina la chiamo Rigoletta

Dantesca, Brunellesco, Rigoletta. Se pensate che mettere nomi strani ai figli sia solo una stravaganza da vip vi sbagliate. Altro che Oceano, Leone o Chanel: i fiorentini dimostrano di avere una fantasia ben più fervida nell’assegnare i nomi ai propri pargoli. Quelli appena citati risultano infatti tra i nomi tipici di Firenze e tuttora qui diffusi. Assieme ad altri curiosi esempi del tipo di Lirica, Fernello e Teleno, come risulta da un recente studio di Enzo Caffarelli, linguista di fama internazionale.

Nella classifica dei più diffusi però (e per fortuna) questi nomi lasciano il posto ad altri ben più comuni. Maria, Anna e Francesca si collocano ai primi tre posti in tutti e cinque i quartieri cittadini, mentre sul versante maschile il primato spetta a Marco, seguito da Andrea, Francesco ed Alessandro. Ma tra i nuovi nati non sono questi, tranne qualche eccezione, i nomi che vanno più di moda. Mentre negli States “vanno a ruba” i nomi dei figli delle star, possibilmente i più strani – come quelli della prole della coppia più bella del mondo Pitt-Jolie – mamme e papà di casa nostra rimangono più tradizionalisti.Tra le bambine non c’è storia: Giulia sbaraglia qualsiasi altro concorrente e stravince tutte le classifiche tra il 2003 il 2006, aggiudicandosi il primo posto. D’altra parte c’era da aspettarselo visto il successo registrato negli ultimi anni a livello nazionale.

Per il resto fanno tendenza i nomi brevi e rotondi come Gaia, Emma, Sofia, Viola. I colori, le pietre preziose e le qualità che indicano trasparenza sembrano essere la principale fonte di ispirazione per i genitori delle bimbe, così anche Chiara, Bianca e Giada vanno per la maggiore. Se Matilde e Martina si confermano tra i più amati, tra quelli meno comuni è Noemi a conquistarsi un posto al sole nella classifica dei preferiti, grazie al boom del 2003. Per i maschietti invece, riassorbita la bolla dei Gabriel e degli Omar dell’epoca Batistuta, si scelgono nomi più tradizionali, spesso e volentieri pescando tra santi, apostoli e personaggi biblici. Matteo è il prediletto, seguito a ruota da Lorenzo, mentre la terza posizione segna il grande rientro di Niccolò, tornato molto in voga negli ultimi 4-5 anni. Giovanni mantiene una buona prestazione, collocandosi sempre tra i primi 10, tiene anche Alessandro, mentre a sorpresa rispunta Lapo, tipico nome fiorentino, che solo nel 2005 è stato assegnato a ben 21 bimbi.

Il quartiere 3 si aggiudica il premio per il più originale in fatto di nomi maschili: qui vanno forte Giacomo, Riccardo, Dario e Diego, che non compaiono in nessun’altra classifica. Se il quartiere 2 è quello a più alta densità di Carla, che scarseggia nelle altre zone della città, il cinque è quello dove nascono più Gabriele, 31 tra il 2004 e il 2005. Non figurano nelle classifiche dei più popolari i nomi dei bimbi nati da coppie straniere, forse anche perché si sta diffondendo l’abitudine in varie comunità di dare un nome italiano ai propri figli. Ad esempio pare che tra gli immigrati di origine asiatica siano molto apprezzati Marco e Andrea.