mercoledì, 29 Aprile 2026
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Un autunno in maniche corte

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Le nonne dicevano “Non ci sono più le mezze stagioni”. E si sa, le nonne hanno sempre ragione. Infatti in quest’ottobre “pazzerello”, caratterizzato da continui sbalzi di temperatura, si registrano temperaturature che superano di 4 gradi la media stagionale. Se nei giorni scorsi avevamo dovuto togliere dagli armadi giacche di lana e maglioni, ora invece dobbiamo tirar fuori le magliette di cotone che pensavamo di non poter più mettere fino alla prossima primavera.

La città più calda della Toscana? Firenze, dove oggi si raggiungeranno anche i 27°C. Una temperatura ben diversa da quello che è il classico clima autunnale. Il capoluogo toscano, però non è solo. A fargli compagnia sul gradino più alto del podio come “città più calda” anche Pistoia e Prato. A vincere invece la medaglia d’oro come “città più fredda” Massa, dove oggi la temperatura minima si attesterà attorno ai 9°C e la massima non supererà i 24°C.

Da venerdì, però, le temperature dovrebbero ritornare su valori stagionali. Secondo gli studi dell’Istituto di Biometerologia del Cnr di Firenze, l‘inverno dovrebbe essere mite, ma potrebbe arrivare un’ondata di freddo precoce a novembre.

Bar, sfida a colpi di caffè

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“I rincari non sono colpa nostra”

I loro prezzi sono sempre “unici”. Addirittura gli stessi da quattro o cinque anni. Sono altri ristoranti, i loro diretti concorrenti, a fare gli aumenti e a dar vita al caro prezzi. E poi se proprio c’è da chiamare in causa le impennate: i primi a risentirne sono ancora loro. A parlare da interrogati sui rincari sono i ristoranti e bar fuori dal centro storico.

Che tirano fuori la lunga lista di voci fisse da pagare nel loro bilancio: “Non è più come un tempo”.Cosa è cambiato? Si diceva, almeno vent’anni fa, che bastava “farsi” dieci anni di bar o ristorante per arricchirsi e comprar casa. Tanta la fatica, lauta la ricompensa. Qualcosa è cambiato da allora. “Riesci a guadagnare uno stipendio normale -racconta Manuela, proprietaria di un bar in viale Corsica- non si diventa di certo ricchi”. Lei lavora 12 ore al giorno (“non mi pesa perché mi piace”) e tirando le fila a fine mese arriva “a uno stipendio medio” (1000 euro?, annuisce, anche se è forse un po’ di più). È un’attività quella che ha da gestire. Dipendenti, due, tutte donne. Poi ci sono i fornitori: “Ho sempre pagato dieci litri di latte 10 euro, ora invece gli stessi litri costano 13,80 euro”. Le utenze da pagare (soltanto la bolletta Enel è in media 900 euro), le quattro insegne (600 euro l’anno). E dulcis in fundo l’affitto: 1250 euro (negoziate perché sarebbero dovute essere 1900). Ma la croce di Manuela sembra essere la macchinetta del Superenalotto: “Il noleggio viene 200 euro al mese, li spenderei anche volentieri, se almeno la macchina funzionasse. Sono mesi che aspetto che venga un tecnico, ora ho deciso di passare alle vie legali”.

I mesi estivi, tutti gli esercenti concordano, sono stati neri. “C’è stato un notevole calo della clientela. Probabilmente perché gli stipendi restano bassi e si fatica ad andare a mangiare fuori”, spiega il proprietario di un ristorante in via Pisana. “E noi ovviamente-continua- ne abbiamo risentito molto: di almeno il 30 per cento in meno di guadagni. Ma ho degli amici ristoratori che stanno nella zona e mi hanno raccontato addirittura di un dimezzamento rispetto allo scorso”. Le materie prime incidono nel prezzo al ristorante del 33 per cento circa. Negli ultimi mesi, ad essere stati ritoccati al rialzo sono in particolare i prezzi della farina, dei pelati, e delle mozzarelle. Insomma, gli ingredienti per una sana pizza.

Eppure c’è chi parla semplicemente di scelta: “Noi siamo una delle poche pizzerie in cui con 12 euro una persona riesce a mangiare e bere -dice il proprietario, il luogo da sogno è invece in via Rocca Tedalda -. È la nostra politica, che non è sicuramente condivisa da tutti i ristoratori”. Ma allora si possono mettere prezzi più bassi… e voi riuscite a guadagnarci lo stesso? “Noi ci si rientra bene, e si sta bene tutti, anche i dipendenti”. Non sempre va così bene: “Avevo un’attività di pasticceria -ricorda un ex proprietario-, con 12 dipendenti. Ciò significa: contributi, tasse. Ma anche spese come 6 mila euro di affitto. E guadagni che vanno di cappuccino in brioche. Ho pagato tutti i miei debiti e nel momento in cui ho iniziato a respirare ho ceduto l’attività“.

Il lavoro è faticoso. “Rimango qua dentro 15 ore al giorno -dice da là dentro il proprietario di un ristorante in via Ponte alle Mosse-. A volte ti chiedi: per che cosa? Un tempo ne valeva la pena”. Mari, come tutti la chiamano entrando nel suo bar in via Masaccio, dopo 20 anni di bar a Peretola (106 metri quadri) aveva detto non ne vale più la pena. Poi sono trascorsi due anni: “Che ci facciamo a casa io e mio marito”. E allora hanno ricominciato da un altro bar. Entra una signora: “Allora alla fine ci sono andata ieri sera”, “Davvero! racconta”, risponde Mari. Forse è anche questo il bello del mestiere.

 

Ecco perché al bar si spende così tanto

Una colazione in centro? Intorno ai 2 euro e venti. Ma limitatevi al cappuccino e alla brioche, perché se il vostro stomaco reclama qualcosa di più sostanzioso e optate per una spremuta o un panino si sfiorano i 5 euro. Ovviamente in piedi, perché al tavolo i prezzi si triplicano. E non va meglio a cena. Difficile trovare un ristorante in centro dove si riesca a mangiare spendendo meno di 25 euro. Prezzi proibitivi per i (molti) fiorentini impegnati a far quadrare il bilancio familiare, più accessibili per i turisti, non necessariamente perché più ricchi, ma perché in vacanza si è più propensi a spendere. A trarre profitto da questa corsa al rialzo, secondo l’opinione comune, sono gli esercenti dei locali situati negli angoli più turistici della città.

Ma la realtà è diversa. Almeno secondo i proprietari di bar e ristoranti del centro storico. Per loro vale l’adagio popolare secondo cui non è tutto oro ciò che luccica. Prendiamo ad esempio uno dei simboli dell’italianità, il caffè. Circa sette grammi di miscela e acqua calda. Circa 15 centesimi di materia prima per un prezzo al pubblico di 90 centesimi. Un ricarico del 600 %. «Ma in questo calcolo non si tiene i considerazione tutti i costi che dobbiamo sostenere», è il coro ad una sola voce dei baristi fiorentini. L’affitto, le bollette, gli stipendi del personale, la manutenzione dei macchinari, i rincari delle materie prime: sono queste le uscite che vanno più ad incidere sul prezzo del prodotto finale. Spese non indifferenti, se si pensa che solo per la locazione di un fondo commerciale di media grandezza si superano i 5 mila euro al mese. Senza contare il suolo pubblico nel caso in cui si voglia dotare il locale di tavolini all’aperto: la tariffa è di oltre un euro al metro quadro al giorno. All’affitto, che da solo incide dal 6 al 10% sul fatturato, vanno ad aggiungersi altri piccoli e grandi balzelli: dalla revisione degli estintori alla verifica annuale del registratore di cassa, dai costi di vuotatura dei pozzi neri all’autocertificazione sanitaria.

A conti fatti quel che resta nelle tasche dell’esercente dovrebbe aggirarsi intorno al 20% dell’incasso. Tasse escluse. Si dirà che Firenze è città dalla spiccata vocazione turistica con un notevole giro d’affari, «ma – affermano unanimi baristi e ristoratori – è finito il tempo delle vacche grasse». Il guadagno c’è, altrimenti bar e ristoranti del centro chiuderebbero per lasciare spazio a negozi di alta moda o a banche.  Dunque al fiorentino non resta che guardare con attenzione i listini prezzi e scegliere il bar alla portata delle proprie tasche. E se invece vorrà sedersi ad un tavolino in piazza della Repubblica per gustarsi un cappuccino, dovrà essere pronto ad affrontare con coraggio il conto: 5 euro e cinquanta. Tutto sommato, per una volta, che sarà mai?

Un premio per la pubblicità

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Anche i giovani fiorentini hanno partecipato all'”Ad Spot Award”, la rassegna internazionale rivolta alla comunicazione sociale, pubblica e d’impresa. Il progetto Spot Lab ha visto coinvolte numerose scuole della nostra provincia e nel corso del convegno “Con i giovani si può. Comunicazione e sviluppo sociale: nuove esperienze” l’assessore alla pubblica istruzione Daniela Lastri, ha premiato gli spot più originali degli alunni. Le scuole premiate sono state: Goffredo Mameli con lo spot “Risucchiatore di cattiveria”, Gaetano Pilati con “Il mondo lo fai te, Dino Compagni con “No droga” e la Rodari con “Sanamerenda”.

Al convegno e alla premiazione erano presenti, tra gli altri, Carlo Sorrentino, docente all’Università di Firenze, Emanuele Dattoli dell’Istituto degli Innocenti e Cosimo Lorenzo Pancini di Studio KmZero, che hanno presentato la creatività di Trool.it, il web 2.0 dei bambini, mentre due giovani creativi (Francesca Casadei e Stefano Migliore) hanno presentato la loro strategia media elaborata per War Child, vincitrice a Cannes del Young Creative Media Competition.

Volontaria colpita da malaria

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La donna non sarebbe in pericolo di vita. E’ questo l’unico dato certo riguardo la salute della volontaria di una cooperativa Ong spagnola che, mentre si trovava in Algeria, è stata colpita da febbre malarica. 

Ieri mattina, con un volo dell’Aeronautica militare, la donna è giunta a Firenze ed stata subito trasportata all’Ospedale di Careggi dove è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive. La principale preoccupazione dei medici è il fatto che siano trscorsi vari giorni dal momento del contagio alla somministrazione delle prime cure. 

Rissa nella notte alla stazione

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Prima le voci alzate, poi i cazzotti, poi ancora pericolosissimi cocci di bottiglie che hanno riempito la notte di Piazza Stazione. E’ la cronaca di una notte movimentata, finita con due feriti soccorsi da altrettante ambulanze.

La rissa è cominciata poco prima delle due. Protagonista un gruppo di immigrati piuttosto giovani,un pugno di ragazzi che ha cominciato a discutere. Insieme a loro, anche delle ragazze. Toni alzati, poi improvvisamente spintoni, calci, morsi e cazzotti. Due dei ragazzi hanno iniziato a picchiarsi, sdraiati in terra, in mezzo alla strada di piazza della Stazione.

Poi la prima bottiglia spaccata. E una ragazza, probabilmente la compagna di uno dei giovani coinvolti, che andava a fare rifornimento nei cestini per recuperare bottiglie, armi di guerra che ha spaccato all’altezza del collo (così da renderle taglienti) e consegnato al fidanzato.

Sul posto, allertati dai passanti, sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, almeno 4 auto, e due ambulanze che hanno medicato i feriti. Entrambi portavano addosso le ferite dovute ai vetri utilizzati durante la rissa.

 

Saluto romano allo stadio

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Dopo il brutto episodio di cui si sono resi protagonisti sabato sera gli “ultrà” della Nazionale in Bulgaria, che hanno intonato alcuni cori fascisti, a Livorno un altro fatto simile. Nel corso della ripresa, i tifosi del Frosinone hanno fatto il saluto romano, accennando una sorta di passo di marcia con il braccio teso.

Dal canto loro, i tifosi amaranto hanno risposto intonando “Bandiera rossa”. L’episodio è andato avanti per alcuni minuti.

La Rari perde di misura al debutto

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Parte bene la Florentia che contiene le prime sfuriate dei liguri che si affidano, soprattutto, alla buona serata di Nossek. Molto bene i tre debuttanti gigliati. Sottani segna una tripletta, Georgescu rende molto a metà vasca e va in gol, Stritof difende ed imposta le azioni. Il Sori ha più volte l’opportunità di chiudere il match e Marco risso, il tecnico che ha allenato i biancorossi nelle ultime tre stagioni, cerca più volte di dare una strigliata ai suoi per cercare di vincere ma la Florentia regge in tutti i reparti e ribatte colpo su colpo, grazie anche ad un Minetti già in perfetta forma.

Il quarto periodo inizia col Sori avanti di un solo gol (8-9) ma Lapenna, approfittando di una superiorità numerica, aspramente contestata dai gigliati, porta i liguri avanti di due reti. Le due squadre iniziano ad accusare segni di stanchezza, accorcia ancora con Sottani (9-10) Figlioli segna l’undicesima rete poi Nossek sbaglia un rigore. Sale in cattedra Pagani che sigla una doppietta ma ancora Figlioli segna il gol partita che regala i tre punti al Sori.

“Nessuno sgombero di rom”

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Il comando ha annunciato di voler procedere con una denuncia per diffamazione contro le due associazioni, Aurora e Gruppo Everyone.

“Il fatto denunciato dalle associazioni non è mai avvenuto – precisa il comandante Alessandro Bartolini -Prima di tutto da quando all’inizio di agosto abbiamo avviato un servizio specifico di controlli notturni alla stazione di Santa Maria Novella il numero di persone che dormivano nell’area si è praticamente azzerato. Tanto che anche la Caritas che ogni sera distribuiva pasti alla stazione ha cambiato zona”.

“In secondo luogo- ha continuato Bartolini- per quanto riguarda la notte citata, la pattuglia è passata la prima volta alle 23 e ha trovato sul posto quattro persone alle quali è stato intimato di andarsene. Al passaggio successivo, intorno a mezzanotte e mezzo, gli agenti hanno ritrovato le stesse persone che, questa volta, si sono allontanate senza problemi e frizioni. Infine nell’ultimo passaggio, quello delle 5, i vigili non hanno trovato nessuno”.

“Non è quindi vero che gli agenti della Polizia Municipale hanno preso le coperte, come non è vero che erano presenti mezzi del Quadrifoglio. Né tantomeno è vero che i vigili avrebbero detto alle persone che dormivano di farlo sui cartoni, semplicemente perché non c’era nessuno”.

“Si tratta quindi di dichiarazioni diffamatorie nei confronti della Polizia Municipale – ha concluso il comandante Bartolini – tanto che, una volta sarà pronta la specifica relazione sulla vicenda, denunceremo chi ha diffamato il corpo alla Procura della Repubblica”.

Cioni infuriato per Facebook

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La notizia della pubblicazione su Internet, sul network sociale Faceboook, di una pagina dal titolo “Cioni ti odia” è stata riportata oggi dal quotidiano “Il Firenze”.

Si tratta di un gruppo con oltre 500 aderenti: nelle motivazioni per le quali si chiede l’adesione, spicca una frase che riprende una già nota calunnia circolata qualche tempo fa, ovvero che i familiari dell’assessore, (in questo caso specifico sua moglie) sarebbero soci della Firenze Parcheggi e che guadagnerebbero milioni proprio grazie all’assessore. Per l’esattezza la frase incriminata è “perché sua moglie non ha nemmeno la terza media eppure è socia di maggioranza della fiorentina parcheggi, che ha fatto i miliardi grazie al Cioni”.

“Premesso che sono fermamente convinto che tutti abbiano il diritto di dire quello che pensano, in ogni forma, ribadisco che non mi spavento di fronte alle scritte contro di me che appaiono sui muri della città né mi stupisco delle voci ancora una volta messe in giro sul presunto coinvolgimento di miei familiari nella Firenze Parcheggi con guadagni milionari.

“Si tratta di eventi spiacevoli che sono già avvenuti e a cui sono abituato. Le scritte quando offensive vengono cancellate, le persone che pronunciano affermazioni diffamanti vengono querelate come è già avvenuto. Grazie a una di queste persone ho potuto inviare denaro in Eritrea per la realizzazione di un ospedale pediatrico, e conto di farlo anche questa volta visto che ho già dato mandato al mio avvocato di procedere con le querela.”

“Quello che reputo invece particolarmente grave e sintomatico di un avvelenamento del clima politico – aggiunge l’assessore Cioni – è che tra gli aderenti di questo gruppo ci siano anche due esponenti del centrodestra, un consigliere comunale e un parlamentare. Con la loro adesione, infatti, avallano, legittimano e danno autorevolezza alle falsità contenute nel sito. E se continuano a farne parte senza prendere le distanze da quello che sanno essere falso, si rendono complici di diffamazione continuata“.

“Mi domando chi c’è dietro questa vicenda. Se ci sono burattinai che da dietro le quinte manovrano per gettare discredito sugli avversari politici. E comunque – conclude l’assessore Cioni – chi ha un ruolo nelle istituzioni e sa che quello che viene affermato in queste pagine è una calunnia ha l’obbligo di dissociarsi, altrimenti proprio per il suo ruolo legittimano il falso”. 

 

Viagra? No, caramelle

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 Strano furto compiuto la notte scorsa alla Fortezza da Basso. Niente gioielli o casseforti, questa volta i ladri hanno puntato alla più celebre delle pasticche azzurre, il Viagra.

In occasione dell’anniversario della “pillola magica”, una casa farmaceutica aveva esposto alla Fortezza da Basso alcune confenzionidi Viagra. I ladri sono penetrati all’interno della Fortezza ed hanno portato via gli espositori che contenevano 110 confenzioni di pasticche azzurre.

Ad accorgersi del furto sono stati alcuni addetti che, non trovando gli espositori, hanno denunciato l’accaduto ai Carabinieri.

Brutte notizie, però, per i ladri: all’interno delle confenzioni non vi erano delle pasticche di Viagra, ma semplici caramelle azzurre.