domenica, 19 Aprile 2026
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Leonardo in digitale a Vinci

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Ideata dalla Rai e organizzata dal Comune di Vinci con il contributo della Provincia di Firenze, l’evento rientra nel progetto “Le mostre impossibili” che nasce da una riflessione sulla riproducibilità dell’opera d’arte nella nostra epoca e dalla volontà di rendere accessibili a un pubblico vastissimo i capolavori che finora potevano essere ammirati solo sul posto o intravisti in riproduzioni di piccolo formato.

Dopo quelle dedicate a Caravaggio e a Raffaello, l’esposizione su Leonardo, in prima assoluta, troverà spazio nella Chiesa di Santa Croce, messa cortesemente a disposizione dalla Parrocchia di Vinci, dove ancora si conserva il fonte battesimale in cui Leonardo fu battezzato.

Tra le opere che potranno essere ammirate ricordiamo la Gioconda, la Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino e l’Ultima Cena del refettorio milanese di Santa Maria delle Grazie.

Sarà inoltre presentato il documentario “Leonardo da Vinci: l’origine del genio” realizzato da Rai International, che verrà proiettato in italiano e in inglese per tutta la durata della mostra.

 

Domani, tra i libri del Palagio

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Un servizio alle persone nato del 1907 nell’ex chiesa di Santa Maria sopra Porta e battezzato “Biblioteca circolante per operai”, conosciuta poi come Biblioteca dell’Università popolare e infine come Biblioteca del Palagio di parte Guelfa.

Un luogo dove la gente può non solo fare ricerche, studiare e curiosare in silenzio come accade in qualsiasi altro luogo deputato alla lettura. Questi ambienti sono un po’ sui generis perché gli utenti ci vanno per condividere il piacere di leggere, e lo fanno ad alta voce, attraverso iniziative originali. Al Palagio non ci sono i muri tappezzati dalla preghiera di non fiatare. Quella è una regola non scritta, e tutti la rispettano. La cosa speciale è che in momenti dati, al Palagio si parla, e come. Si parla di libri, di passioni, di pensieri in comune.

La biblioteca organizza un gruppo di lettura – simpaticamente denominato “il tè alle cinque a Palagio” –  che conta già settanta fedelissimi iscritti, i quali una volta al mese si incontrano per assaporare insieme le pagine di un romanzo. «Non un libro che vorrebbero leggere o che li incuriosisce. E’ sempre un testo che conoscono già, che hanno amato e che voglio condividere con gli altri».

Tra le novità in arrivo, la riapertura dell’emeroteca nella Sala dei Consoli, dalle cui pareti occhieggia un bellissimo affresco trecentesco di Niccolò di Pietro Gerini e un ospite a sorpresa, che taglierà il nastro del rinato Palagio insieme all’assessore alla cultura Giovanni Gozzini, Pantaleo Corvino e ai più impazienti topi di biblioteca. Domani alle 17, Piazza di parte Guelfa.

Una festa a tutto sport

“Sarà sicuramente ammirevole la qualità agonistica e tecnica delle esibizioni ma soprattutto importante il messaggio veicolato: lo sport, come pratica di base aperta a tutti, a tutte le età, senza barriere, lo sport come attività motoria che aiuta a vivere di più e meglio” ha proseguito Giuseppe D’Eugenio.

Durante la manifestazione, anche animazioni per ragazzi e bambini che avranno come tema i “giochi del passato” ed in conclusione. L’esibizione degli “Sbandieratori della Signoria”.

Testimonial della festa sarà la campionessa italiana di kick boxing Serena Scarfi che parteciperà nella nazionale azzurra ai prossimi campionati europei in Portogallo, tesserata per il Gruppo Sportivo Ruini e che si allena nella palestra dei Vigili del Fuoco situata nel territorio del Quartiere 4.

La “Giovane Grecia” in città

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Saranno tre giorni di arte, cinema, poesia, cene di strada, musica dal vivo e sirtaki: una festa “dionisiaca” che animerà via San Gallo dal pomeriggio a mezzanotte. L’obiettivo è infatti quello di valorizzare il senso di appartenenza alla strada, come ha precisato il presidente della Mediateca Regionale Toscana, Ugo di Tullio, che insieme al professor Bruno Vecchio del Dipartimento di studi storici e geografici dell’Università di Firenze ha ricordato come la strada sia in primo luogo “agorà”, luogo dell’interazione sociale, all’origine di ogni esperienza civica.

La Grecia, nonostante le difficoltà economiche sta vivendo un grande sviluppo economico, culturale e sociale e i protagonisti di quest’iniziativa sono proprio giovani del mondo del cinema, dell’arte, della pittura, della danza e del cibo.

In programma nel cortile della libreria “Libri liberi” la mostra di Yorgos Kokkotis, ateniese di nascita, che ha studiato disegno allo Slade di Londra e che nel suo percorso ha cercato la commistione di vari linguaggi attraverso istallazioni che mirano al coinvolgimento emotivo e fisico dello spettatore.

Ma anche letture di brani dalle opere dello scrittore e giornalista Teodoro Andreadis Synghellakis e una tavola rotonda sul tema “Giovani e donne nella Grecia contemporanea”, alla quale interverranno il Console onorario di Grecia in Toscana Peggy Petrakakos, il professor Zeffiro Ciuffoletti, dell’Università degli studi di Firenze, Dimitri Deliolanes, giornalista della ETR (televisione pubblica greca), Viki Markaki, capo dell’ufficio stampa dell’ambasciata di Grecia a Roma e Rudy Caparrini, direttore del giornale online “Mondo Greco”.

Sempre in via San Gallo, alla Mediateca Regionale Toscana verranno proiettati per tutta la durata dell’evento, film sulla storia del cinema greco ma anche le pellicole inedite dell’iniziativa “Giovane cinema greco” che ci propone “Politiki kouzina” (Un tocco di zenzero) di Tassos Boulmetis, “Orgasmos tis ageladas” (L’orgasmo della mucca) e “Rizoto” (Risotto) di Olga Malea, ma anche cortometraggi dal Greek Film Institute di Atene.

Non mancheranno aperitivi, cena di strada e iniziative speciali organizzate dal ristorante greco “Taverna Dioniso”, che anima via San Gallo ed è meta abitudinaria per molti studenti e professori, ma anche per i fiorentini che vogliono gustare “l’altra faccia” della cucina mediterranea.

Giovane Grecia ha indetto anche una lotteria per sostenere i costi dell’iniziativa, con ricchi premi concessi da artigiani e imprenditori di origine ellenica o legati al mondo greco, tra i quali anche 2 biglietti aerei per la tratta Roma-Atene e 4 soggiorni vacanza.

“La Grecia è una terra vitale – nota il professor Zefiro Ciuffoletti – ci sta superando dal punto di vista dell’attrazione turistica, come dimostra uno studio del Fondo Monetario Internazionale. Questo ci deve stimolare a conoscere meglio questo paese e a porci insieme il problema del turismo nel mediterraneo in un mondo globale. Come spiegare altrimenti il patrimonio della “classicità” a cinesi e indiani, così lontani dalla nostra cultura?”. Per informazioni www.mediatecatoscana.it


Via dei Fossi, lavori terminati

Lunedì 9 giugno inizieranno i lavori per la risistemazione del rivestimento lapideo del sottopasso di viale Strozzi. Le lastre in pietra Santafiora sono infatti state rovinate in seguito ad alcuni incidenti causati dall’alta velocità. E negli stessi incidenti sono stati danneggiati anche il sottostante piano sabbiato e le relative strutture che reggono le lastre. Per questo intervento, che sarà concluso prima dell’inizio di Pitti Immagine, la giunta comunale ha recentemente stanziato di 30.000 euro.

“Le Muse” premia la Puccini

Quest’anno tocca, tra gli altri, anche a Vittoria Puccini, Vladimir Derevianko e Margherita Buy. A fare gli onori di casa l’assessore alle tradizioni popolari Eugenio Giani. Fondato da Giuliana Plastino Fiumicelli, ancora oggi animatrice dell’Accademia “Le Muse” e promosso dal sindaco Giorgio La Pira nel 1965, il premio viene attribuito a personalità illustri del campo culturale, dalla pittura alla letteratura dal cinema al teatro, che si siano particolarmente distinte nel corso della loro carriera.

“Il premio internazionale ‘Le Muse’ – ha sottolineato l’assessore Giani – costituisce a Firenze la manifestazione che negli anni è diventata una vera e propria occasione istituzionale che per serietà e rilevanza dei personaggi premiati ha coinvolto l’Amministrazione comunale fino a farla sentire pienamente identificata con le scelte che rappresentano l’intera città di Firenze. Grazie all’entusiasmo e la competenza di Giuliana Plastino Fiumicelli, il premio ogni anno è cresciuto e lo ha fatto diventare uno dei più prestigiosi a livello nazionale, tanto che anni addietro ha ricevuto un riconoscimento dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi”.

E anche quest’anno dal Quirinale è arrivata, via telegramma, la testimonianza dell’apprezzamento “all’Accademia fiorentina per la sua meritoria e feconda attività a servizio della promozione dell’arte e della cultura”.

Unione Donne, avanti tutta

All’iniziativa saranno presenti anche Massimo Pieri, vicepresidente vicario del consiglio comunale e Susanna Agostini, presidente della commissione politiche sociali e della salute, oltre alla delegata nazionale.

L’Udi è un’associazione presente da oltre 60 anni in Italia che si occupa di tutelare i diritti delle donne e la loro emancipazione: questa realtà ha promosso la campagna del “50E50” con la quale sono state raccolte migliaia di firme «a sostegno di una democrazia paritaria». La presentazione, alla quale parteciperà anche la delegata dell’Udi nazionale Pina Nuzzo, avrà inizio alle 17.

Segugi.. è solo un’esercitazione

Si tratta di una grande esercitazione nata dalla necessità di testare le capacità organizzative del sistema provinciale di protezione civile e l’utilizzo di strumenti tecnologici in caso di ricerca scomparsi in zone impervie, evenienza divenuta sempre più frequente e caratterizzata da numerose variabili.

Nell’esercitazione “Segugio 2008” saranno impegnati circa 350 operatori di 118 Firenze Soccorso, oltre a 12 unità cinofile messe a disposizione dal Soccorso Alpino, da Akela e dalla Misericordia di Scarperia. Oltre a queste risorse opererà, per la prima volta, un mezzo ultraleggero, acquistato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze e utilizzato dalla Protezione Civile provinciale nell’ambito di un accordo di collaborazione.

Petrone: il primo divo viola

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Splendida estate del 1931 per i fiorentini. Il sogno si era realizzato: la Fiorentina era in serie A! La prima cosa da fare era attrezzare una squadra tale da competere alla pari con le veterane della serie A.


A Firenze erano già giocatori importanti quali Ballanti, Vignolini, Pizziolo, Neri, Galluzzi e Rivolo, ma bisognava fare di più. Arrivò dalla Triestina il terzino Gazzarri, dal Legnano il mediocentro Bisogno, dal Bologna il livornese Alfredo Pitto e dal Padova Prendato. Mancava però il centravanti, lo sfondatore, il macinatore di reti. Era il tempo degli oriundi, il primo tempo anzi. Libonatti, Stabile, Chini, Cesarini, Orsi, Fedullo, Sallustro già brillavano di viva luce sui nostri campi e dalla primavera del 1931 partirono dalla sede viola cablogrammi per il Brasile, l’Argentina, l’Uruguay: venivano in risposta segnalazioni, proposte, conferme.

Finalmente anche a Firenze arrivò l’oriundo. La squadra viola aveva assunto Pedro Petrone, centravanti di Montevideo, campione del mondo del 1930. Era una notizia bomba, perchè Petrone era un nome grosso della scena del calcio mondiale.

Il 6 agosto 1931 sbarcò a Genova da un lussuoso transatlantico, insieme ad altri calciatori sudamericani destinati a squadre italiane.
Pedro Petrone non era più giovanissimo: si diceva che avesse già superato la trentina al momento del suo arrivo a Firenze.
I giornali scrissero, invece, che era nato nel 1906 (attribuendogli pertanto solo 26 anni) in Basilicata da genitori lucani: più tardi fu provato però che aveva visto la luce a Montevideo.

I fiorentini rimasero entusiasti dell’acquisto e subito cominciarono a sognare ad occhi aperti, ma l’oriundo cominciò subito a fare le bizze. Venuto in Italia senza scarpe da gioco e non essendoci ancora allo stadio il mastro calzolaio, cominciò a girare tutti i negozi di Firenze per trovare un paio di calzature che gli stessero bene ai piedi.
Un paio di scarpe usate in allenamento gli procurarono alcune escoriazioni, sì che il divo marcò visita e si fece mettere a riposo. Bisognò telegrafare a Montevideo, perchè si provvedesse ad inviare le scarpe personali dell’atleta.

Petrone, intanto, approfittando dell’improvviso congedo, andò a Bologna: pretesto, quello di salutare l’amico e compatriota Sansone.
Le malelingue sussurrarono che l’atleta non si trovasse bene a Firenze e che fosse andato a trattare il proprio ingaggio con la società rossoblù. Non era vero nulla.
Petrone andò a Bologna proprio per quello che aveva detto e intanto, col suo pallino fisso cercò un paio di scarpe che potesse agevolmente calzare. In via Rizzoli trovò quello che voleva! Finalmente!

Felice, Don Pedro tornò a Firenze e provò il prezioso calzare. Tutto bene. Tanto bene che, durante un allenamento della Fiorentina sul campo della Giglio Rosso al viale dei Colli, dette un calcio così ben assestato al pallone, che questo volò oltre la rete di protezione ed infranse una vetrata del vicino chalet. La Fiorentina, scrisse la stampa “è ben lieta di pagare il piccolo danno, felice del ritrovato buon umore del suo prezioso acquisto”.

Gli allenamenti si fecero più frequenti e una settimana prima dell’inizio del campionato, venne inaugurato anche il nuovo stadio del Campo di Marte con un incontro internazionale di club: scende a Firenze l’Admira di Vienna. Uno squadrone!

I viola schierarono: Ballanti, Gazzarri, Vignolini, Pizziolo, Bigogno, Pitto, Prendato, Busini, Petrone, Galluzzi (Bonesini), Rivolo e vinsero 1-0 con gol di Petrone. Apriti cielo! Se l’uruguaiano era già un beniamino della folla per la sua fama, ora, per i tifosi, la squadra si identificava già nell’asso sudamericano.

Il campionato fu brillante e la folla era felice. Felice per il comportamento della squadra e felice per l’esordio brillantissimo dell’artillero: Petrone vinse in quel 1931-32 la classifica dei cannonieri alla pari con Schiavo, con 25 reti!

La Fiorentina finì il campionato al quarto posto, con 39 punti. Come esordio in serie A non era davvero male.

Il 1932-33: è il secondo anno della Fiorentina in serie A. L’anno delle conferme.
Petrone tornò a Firenze dopo le ferie, il 23 agosto 1932 acclamatissimo, e osannato, si dichiarò lieto ed orgoglioso di giocare ancora nella “sua” Fiorentina. Centinaia di tifosi lo accolsero alla stazione e lo accompagnano a casa. Il giorno dopo ad un cronista de La Nazione dichiarò: “sono cose che fanno bene al cuore ed io vedrò di esserne riconoscente ai fiorentini cercando di soddisfarli pienamente nella prossima stagione calcistica”. Saranno, lo si vedrà, promesse di marinaio…

I giocatori della squadra viola, intanto, erano già a Tarcento, in Friuli, per il ritiro pre campionato. Petrone vi arrivò con qualche giorno di ritardo, naturalmente, ma venne accolto con grande simpatia. Al suo giungere vi furono musiche e fanciulle..
Ma la musica la suonava Vignolini agitando una latta di petrolio vuota e le fanciulle erano…Pitto truccato da Miss Universo 1932 con in mano un omaggio floreale fatto di sedani, spinaci e carote che baciò sulle guancie Petrone sporcandolo di rossetto.

Dopo un buon precampionato però, il torneo non andò come doveva andare: vi furono più delusioni che gioie. Partite cominciate bene finite male, incontri inchiodati sullo 0-0, vittorie scontate in partenza che non si realizzarono.

L’immissione dei nuovi oriundi non dette l’effetto sperato e non giovò all’armonia della squadra.
Ben presto ci si trovò di fronte ad una netta rivalità tra italiani ed oriundi, che si diceva soverchiassero con la loro personalità gli atleti di casa ed in questo stato di cose chi ci rimetteva era anche il buon Petrone.
Il divo infatti, cominciò a fare i capricci, ad arrivare tardi agli allenamenti, ad alzare la cresta e le pretese e a non andare più molto d’accordo nè con i vecchi compagni, nè con i compatrioti.
Finchè il “caso Petrone” scoppiò in tutta la sua gravità e su questo “caso”esistono due versioni.

La prima dice che l’allenatore Fellsner, durante un allenamento, sì irritò molto dopo aver invitato invano per tre volte Petrone a battere un calcio d’angolo. Al terzo colpo di fischietto Pedro avrebbe preso la via degli spogliatoi e non si sarebbe mai più fatto vedere.
La seconda versione, non si sa se più o meno attendibile, assicura che, durante una partita di campionato con la Triestina, il 19 febbraio 1933, Fellsner ordinò a Petrone di scambiare il posto con Prendato. L’ala destra fu costretta più volte a rinnovare l’invito al centravanti che, ormai imbizzito, rispose malamente.

L’allenatore non potette tacere al Presidente l’accaduto, nè Ridolfi – che era solito assistere alle partite da un comunissimo posto numerato e non dalla tribuna d’onore – poteva non essersi accorto di quanto era successo. Pertanto il Marchese comminò a Petrone la multa di 2000 lire e la sospensione a tempo indeterminato dalla formazione viola.

Da quel giorno tutto precipitò: in poche ore, anzi, la Fiorentina cambiò volto. Petrone in un batter d’occhio fece le valigie e se la filò, “insalutato ospite”, lasciando la moglie a Firenze a sbrigare le ultime faccende.

A Genova, l’ormai ex centravanti della Fiorentina trovò pronto un piroscafo che faceva rotta per il Sud America.
Anche Fellsner, ritenuto responsabile di debole condotta, fu congedato dall’inflessibile Ridolfi che ben sapeva quale fosse la migliore medicina per guarire la squadra.

Finì così la leggendaria epopea dell’Artillero Pedro Pedrone, alla Fiorentina.

Gamberini: “Grazie a Prandelli”

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Il difensore della Fiorentina, ultimo chiamato a far parte del gruppo azzurro che disputerà gli ormai imminenti Europei di calcio, parla dal ritiro azzurro. “Sono felice di essere qui – ha dichiarato Gamberini – ma faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione a Cannavaro. E’ il capitano di questa squadra e lo sarà anche da non giocatore. Io sono qui per fare del mio meglio”.

“Sono arrivato qui con grande senso di responsabilità e umiltà – ha continuato il difensore, come riportato sul sito ufficiale della società viola, www.acffiorentina.it – però so che sarà dura trovare spazio e cercherò di fare del mio meglio per mettere in difficoltà il ct Donadoni nelle scelte. Mi dispiace molto per quello che è capitato a Cannavaro, è lui il capitano dell’Italia e sappiamo che ci darà grande appoggio anche da bordo campo. Io farò del mio meglio, mi sono inserito nel gruppo senza problemi”.

Poi, Gamberini dedica a Prandelli la sua convocazione, come sottolineato nelle parole tratte da Gazzetta.it. “Mi hanno accolto benissimo e voglio sottolineare che mi rende felice la decisione di Fabio di restare accanto a noi come capitano non giocatore: ci darà la carica giusta”, ha concluso Gamberini, che non dimentica una dedica: “Se sono qui lo devo anche a Prandelli, maestro in campo e di comportamento”.