martedì, 5 Maggio 2026
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Cosa c’è da sapere su Florence Marketing Experience

I big del marketing aziendale arrivano a Firenze per svelare i segreti della comunicazione del futuro. Impact Hub Firenze, lo spazio di co-working nato a Rifredi in via Panciatichi 16, ospita l’8 e il 9 giugno FMX – Florence Marketing Experience, per parlare delle esperienze virtuose in questo campo che hanno permesso di cogliere appieno gli sviluppi dell'innovazione e della tecnologia portando piccole realtà a diventare leader nel proprio settore e punto di riferimento.

Durante la due giorni imprese, realtà del territorio e professionisti della comunicazione si confronteranno sui diversi linguaggi e strumenti di marketing, ma anche discuteranno casi concreti e di successo come la nuova organizzazione “agile” della squadra che si occupa della comunicazione di Barilla, l’ottimizzazione dell’e-commerce di LuisaViaRoma, i buoni risultati della app mobile lanciata dall'Opera di Santa Maria del Fiore.

FMX – Florence Marketing Experience, il meglio del programma

L’evento è rivolto ai professionisti e alle aziende che vogliono immaginare la comunicazione del futuro in settori strategici per le imprese italiane come ospitalità, real estate, food, fashion, cultura. Tra le società presenti Barilla, Armando Testa Group, Opera del Duomo, LuisaViaRoma, TED.

Da non perdere gli interventi di Giuseppe Mayer, Armando Testa Digital Hub, e di Andrea Fontana, ricercatore, sociologo della comunicazione esperto di “narrazione d’impresa”, ovvero amministratore delegato Storyfactory a TEDx Speaker.  E ancora nel programma ci sono interventi dello startup mentor Raffaele Gaito, specializzato nella crescita delle nuove imprese che ha di recente pubblicato un libro sul Growth Hacking (una rivoluzione nel mondo del marketing) e di Carlotta Ferrari, direttrice Destination Florence Convention and Visitors Bureau che parlerà delle strategie di marketing per la promozione di una destinazione e il lancio del progetto Destination Florence.

Dal Seo al branding

A parlare di Seo e campagne di branding sarà Francesco Margherita, esperto in motori di ricerca (suo il blog SEoGarden); Luca Toschi, professore del Center for Generative Communication dell’Università di Firenze spiegherà che cosa è la comunicazione generativa per le aziende che guardano al futuro. Ma ci sarà modo di parlare anche di Facebook Marketing con Veronica Gentili, fondatrice di Glisco Marketing, di Videocomunicazione con Niccolò Di Vito, video strategist di Riprese Firenze, ma anche di “Diritto di replica, reputazione e libertà” sui social con Roberto Cobianchi fondatore di Mimulus Agency.

I biglietti di ingresso

La vendita dei biglietti promozionali termina il 25 aprile sul sito di FMX – Florence Marketing Experience. La registrazione per i partecipanti inizia alle 9 di venerdì 8 giugno.

Porte aperte alle Cure, dalle gallerie d’arte ai vivai

Residenziale, decentrato, ma anche culturale, artistico e creativo, il quartiere delle Cure ha una vita molto attiva e un'insolita capacità di fare rete. Per svelare quello che si cela nella loro quotidianità, sabato 14 e domenica 15 aprile 2018, i luoghi condivisi della zona organizzano Porte Aperte: due giorni per festeggiare l’impegno artistico, culturale e sociale delle differenti, e per la verità molto varie, realtà del quartiere.

Porte Aperte a Le Cure

Gli appuntamenti iniziano sabato mattina presso l’Officina di Barbarella (viuzzo de' Bruni, 14), una galleria dall’arredo colorato, artigianale e “tropicale”, dove si svolgerà un laboratorio di disegno dedicato ai bambini. Segue una lezione all’aria aperta di Yoga, Qi Cong e TaiChiChuan a cura dello Yoga Studio Jiva immersa tra i fiori, le piante e le serre del Vivaio il Giardiniere (Via Faentina, 59). A pranzo, invece, tutti invitati da Fare Spazio (via Faentina, 43/r), una galleria polifunzionale che di solito ospita un laboratorio artistico, una ciclofficina e un mercatino di recupero dell'usato.

Per il pomeriggio sono previsti eventi per tutti i gusti: due mostre fotografiche, una di Federica Cucchi presso Le Curandaie (via Cirillo, 2L), associazione da anni impegnata nella valorizzazione delle attività del tessuto sociale del quartiere, e l'altra di Davide Virdis presso lo studio di architettura e fotografia di Beatrice Pierallini (Viuzzo de' Bruni); un'esposizione a cura del MEP – Movimento di Emancipazione della Poesia (per intendersi il gruppo anonimo di urban artists, o in questo caso urban poets, che incolla poesie effimere sui muri della città) presso la residenza privata di Michele Chiocciolini, in via Sercambi, 45; uno show-presentazione da Monogrid (via del Ponte alle Riffe, 21/R), lo studio di creazioni digitali che ha realizzato video e installazioni esposte e vinto numerosi premi non solo in Italia ma in tutto il mondo. Per finire la giornata in musica, ci sarà il concerto di Dyonisus presso lo studio di design di Satchiko Bradley (viuzzo de' Bruni, 25).

Vivaio il giardinaio Le Cure - Porte Aperte Cure 2018

Il programma di domenica

Domenica si riprende all'ora di pranzo presso l'Officina di Barbarella con un punto ristoro aperto a tutti e, nel pomeriggio, riaprono gli stessi spazi del sabato con qualche variazione sul programma. A partire dalle 15.00, al Vivaio Il Giardiniere, ci sarà una lezione-dimostrazione di Capoeira (arte marziale particolarmente coreografica tipica del Brasile) a cura della Escola Regional de Capoeira, mentre dalle 18.00 è possibile assistere presso l'Officina ad uno spettacolo di danza sul senso di equilibrio. A seguire ci sarà l'aperitivo conclusivo dell'evento con DJ set e un cocktail bar organizzato da l'Antica Bottega del Pane (via Faentina,79), la storica panetteria che di giorno inonda le strade del profumo di pane caldo appena sfornato.

Alle Cure, oltre le porte, i cortili e fin dentro le residenze private esiste un mondo artistico e creativo tutto da scoprire, che spesso passa inosservato a causa della routine quotidiana. Tutte le informazioni nell'evento Facebook dedicato a Porte Aperte alle Cure.

VOLONTARIATO IN FESTA IN VIA DI RIPOLI

Un bel sole primaverile ha tenuto a battesimo la terza edizione della festa del Volontariato di via di Ripoli e via Webb e ha restituito ai cittadini una passeggiata insolita.

Maurizio Manetti dell’associazione Lo Scarabeo, organizzatrice dell’evento: “Terza edizione presentata con molto orgoglio. Abbiamo fatto un grande passo in avanti perché abbiamo costruito una kermesse che è partita dal mercoledì sera con la cena per raccogliere fondi per l’acquisto del defibrillatore. Ieri mattina (sabato 7) eravamo nei locali della Misericordia di Badia a Ripoli per un convegno sulle dipendenze, e oggi chiudiamo con questa festa per la strada con gli stand delle associazioni di volontariato”.

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Alfredo Esposito, presidente del quartiere 3: “Oggi è una bella giornata, 30-35 associazioni che hanno aderito alla terza edizione della festa del Volontariato. Siamo molto contenti, l’iniziativa migliora ogni anno sia dal punto di vista logistico, organizzativo, e dal punto di vista di partecipazione delle associazioni e dei cittadini. È un momento importante per le associazioni perché si possono far conoscere e raccogliere fondi per portare avanti le iniziative a favore delle fasce di popolazione più deboli.

Noi come Istituzione cercheremo di promuovere sempre di più momenti di socializzazione e aggregazione come questi, per di più via di Ripoli è una parte importante del nostro quartiere. Ogni giorno la viviamo come un’autostrada, oggi finalmente la possiamo vivere come un momento importante di socializzazione e di aggregazione e devo dire che i cittadini hanno risposto positivamente”.

“Vorrei sottolineare un aspetto fondamentale di questa iniziativa”, ha dichiarato l’Assessora al Welfare e Sanità Sara Funaro, “in occasioni come questa si crea una sinergia molto forte tra le Istituzioni i commercianti che vivono il territorio e il mondo dell’associazionismo. È il modo in assoluto migliore per far arrivare un messaggio anche a tutti quei cittadini che sono al di fuori di questi circuiti, sennò rischiamo sempre di fare iniziative in cui i partecipanti sono i membri delle associazioni e delle Istituzioni ed è più difficile intercettare quei cittadini che normalmente, per la quotidianità, non si avvicinano. Iniziative come queste creano intanto un primo contatto fondamentale con i commercianti e di conseguenza il vivere un pezzo di territorio in maniera così libera, dà la possibilità di assaporarlo e dà la possibilità ai residenti e agli altri cittadini di conoscere le tante realtà associative che abbiamo sul nostro territorio. Lo ricordo sempre, Firenze è una delle città in Italia col più alto numero di associazioni di volontariato in ambito sociale, socio-sanitario, sportivo, in tutti gli ambiti. Penso che questo sia un grande valore umano che dimostri quanto la nostra cittadinanza sia attiva e sensibile a tutte le tematiche quindi gli va dato il maggiore spazio possibile”

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L’importanza della presenza della Misericordia di Badia a Ripoli con i suoi volontari, e di Ecg gratuiti grazie alla disponibilità della Dottoressa Serafina Valente (Cardiologia Aouc): “Da un punto di vista educativo è molto importante perché dobbiamo fare sì che i cittadini siano sempre di più sensibilizzati e formati all’utilizzo dei defibrillatori per esempio nell’ambito di questa tre giorni ne è stato acquistato uno che verrà messo a disposizione della popolazione. Insieme a tutte queste numerose associazioni ci sono anche attività sportive, le scuole del quartiere che hanno voluto essere presenti, quindi scuole, intrattenimento per bambini, una bella sinergia grazie all’associazione Lo Scarabeo e ai commercianti che veramente hanno dato un contributo a livello organizzativo e quindi di disponibilità davvero molto forte”

La musica di Luigi Dallapiccola al Teatro dell’Opera

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Durante il Festival del Maggio Fiorentino sono in programma tre eventi dedicati al compositore Luigi Dallapiccola: il 14 maggio, un concerto monografico intitolato “Dalla (piccola) musica da camera”, il 19 giugno, una giornata di riflessioni sul tempo di guerra con musica, immagini e parole intitolata “Il Novecento di Luigi Dallapiccola” e infine, il 19, 21 e 23 giugno la messa in scena de “Il Prigioniero”.

Oltre a questi eventi, Firenze dedicherà 40 appuntamenti in città al compositore novecentesco: “La nostra fondazione non deve ritenersi autosufficiente ma deve dialogare con la città”, dice Cristiano Chariot, Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, “il teatro è un organismo autonomo, ma è anche capace di dialogare con i cittadini di Firenze.”

IL PRIGIONIERO

“Il Prigioniero” è un’opera in cui il protagonista spera fino all’ultimo di trovare la libertà. Mentre scappa dalle carceri, il prigioniero si accorge di essere stato vittima fino all'ultimo momento di un gioco e di una tortura inumana. Niente di quello che aveva immaginato si realizzerà mai.
“La libertà?”, si chiede il prigioniero sussurrando quasi incosciente, dopo avere guardato ridente il rogo che lo porterà alla morte. L’opera è un simbolo della vita del musicista, come ci ricorda Mario Ruffini, Presidente del Centro Studi Luigi Dallapiccola: “Nell’opera di Dallapiccola non c’è soluzione di continuità, tutti i brani sono collegati uno all’altro e le sue vicende personali sono restituite come opera d’arte”.

Le composizioni di Dallapiccola sono intrise di profondi contenuti spirituali. Il '900 è stato un secolo capace di riunire in un’unica onda espressiva arti, scienze, storia e vita sociale. Questo evento richiama i valori novecenteschi partendo proprio dalla cultura che scende in piazza e si mescola al quotidiano. Il teatro diventa un tutt’uno con la città, per sentire l’unità e per così dire, respirare una nuova boccata di libertà.
 

Casa Humanitas, crowfunding da record

Gli arredi ci sono già, gli ultimi ritocchi sono in corso. Otre 500 metri quadrati, 6 camere, cucina, bagni (a misura di disabile), una grande zona giorno, la “stanza morbida” per fisioterapia e la ginnastica, oltre a 100 metri quadrati di terrazza affacciati sull'abbazia medioevale di Badia a Settimo. Sotto questo tetto un gruppo di 10 disabili intellettivi sperimenterà la vita autonoma, per vivere insieme e confrontarsi grazie all’aiuto di operatori specializzati.

Nel borgo di Badia a Settimo, 10 minuti d’auto dal centro di Scandicci, sta nascendo Casa Humanitas: gli spazi sono stati ricavati al secondo e terzo piano della casa del popolo, nei locali – acquistati dall'Humanitas di Scandicci – dove un tempo esisteva una discoteca.

Guarda gli spazi di Casa Humanitas – gallery

Come aiutare Casa Humanitas

Tutti posso dare una mano, anche con micro-donazioni grazie al crowdfunding lanciato online dalla Fondazione Il Cuore si scioglie sulla piattaforma Eppela, nell’ambito dei “Progetti pensati con il Cuore”, che grazie al web e alle iniziative sul territorio delle sezioni soci Coop vogliono raccogliere fondi per aiutare progetti di solidarietà sul territorio toscano.

C’è tempo fino al 27 aprile per contribuire al progetto “Mettiamo su casa, facciamolo insieme”: a metà della campagna il primo traguardo è stato raggiunto, con oltre 5mila euro raccolti (e altri 5mila che saranno donati dalla Fondazione Il Cuore si scioglie). Il secondo step è adesso arrivare 7.500 euro: se sarà toccata anche questa cifra, Il Cuore si scioglie raddoppierà ancora quanto raccolto fino ad arrivare a 15mila euro.

Mettiamo su casa, facciamolo insieme

I fondi serviranno per completare Casa Humanitas ma anche per finanziare i percorsi terapeutici individuali dei disabili: alcuni vivranno sotto questo tetto, altri a rotazione entreranno nella struttura per le varie attività. L'obiettivo, spiegano gli ideatori, è  quello di aprire questa realtà alla comunità locale e per questo si trova proprio nel cuore del borgo di Badia a Settimo.

Casa Humanitas è stata ideata dalla Fondazione Ora con Noi, creata dall'Humanitas di Scandicci, da quella di Firenze, dalle associazioni Cui – I ragazzi del sole e Casa dell'Iris. Per contribuire basta collegarsi al portale Eppela, alla pagina dedicata a Casa Humanitas.

In villa con gli Artigiani

In villa con gli Artigiani si è svolta sabato e domenica 7 e 8 aprile a Villa Le Piazzole. Un battesimo fortunato, complice un meraviglioso sole primaverile. Il fine settimana dell’evento dedicato al made in Italy infatti non ha deluso le aspettative. Molti gli stand presenti in una Villa Le Piazzole che ha fatto da stupenda cornice al lavoro degli artigiani con una vista sulle colline davvero mozzafiato.

“E’ un’iniziativa per noi molto importante che coniuga diversi aspetti – dichiara il presidente del Quartiere 3 Alfredo Esposito, che ha inaugurato la due giorni – l’artigianato di qualità, e lo possiamo vedere fra i tanti stand che sono presenti, insieme alla valorizzazione di luoghi storici d’epoca poco conosciuti e nascosti. L’idea di aprirli a tutta la cittadinanza, perché siano fruiti e vissuti, è una cosa molto bella”.

Guarda la gallery

Aggiunge: “Ogni volta che vengo mi soffermo sulla terrazza per godere della vista sulla Certosa e
credo che una vista bella come questa non l’ho trovata da nessuna parte. E poi anche l’attenzione al sociale e alla cultura con la fondazione Voa Voa, con cui abbiamo da un po’ di tempo costruito una collaborazione su più fronti. E' importante dare visibilità a realtà importanti che lavorano su settori davvero delicati e che coinvolgono le fasce più deboli della popolazione. Una sinergia, un connubio che funziona e che noi come istituzioni cercheremo di valorizzare sempre di più”.

2 gelatieri fiorentini a confronto

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Lei dice di esser stata portata dall’alluvione (è nata nel 1966) ed è la terza generazione di una famiglia di gelatieri, lui, 37enne italianissimo, ha iniziato come garzone in una gelateria tedesca quando aveva 14 anni e a 25 è tornato in Italia.

Doppia intervista alla signora fiorentina dei gelati, Silvana Vivoli, alla guida dell’omonimo locale in via delle Stinche (la celebre Gelateria Violi di Firenze), e al giovane della “Sorbettiera”, Antonio Ciabattoni che dal 2008 ha aperto il locale omonimo in piazza Tasso.

Qual è il gusto a cui sei più legato/a?

Silvana Vivoli – In genere si dice “si va dal Vivoli per la crema”, ma il gusto a cui sono più attaccata è lo zabaione, fatto con il marsala e cotto nel paiolo, perché mi ricorda il mio babbo. Diceva: “Questo zabaione me lo balocco con tutti”, cioè se lo giocava con tutti.

Antonio Ciabattoni – Il mio cioccolato fondente 75 per cento, che chiamo catrame: la prima volta che lo feci sbagliai qualche calcolo e venne fuori un putiferio, sembrava veramente catrame. È rimasto il nome, la ricetta è stata rivista e corretta. 

Com’è cambiato il laboratorio del gelatiere?

Silvana Vivoli Le macchine di sicuro si sono potenziate, l’industria alimentare ti aiuta tanto, ma sta a te darti una regola: sul mercato trovi semilavorati, sciroppi, ingredienti liofilizzati, di tutto di più. Troiai, in poche parole. In questo sono integralista: se apri una piccolo spiraglio a questi ingredienti, poi questa finestra si spalanca. 

Antonio Ciabattoni – Sono cambiate le tecnologie, come anche le tendenze dell’alimentazione, con una ricerca verso il salutare e gusti particolari, ma alla fine la tecnica di base rimane quella. Essere gelatieri è uno stile di vita: non lo si è per caso, ma per passione.

Gelato gourmet o no?

Silvana Vivoli – Mio babbo lo tirò fuori anni fa, quando non si sapeva nemmeno che cos’era. Ora va di moda, però è un’idea giusto per far parlare. Hai voglia a dire assaggia questo sorbetto al sedano o al cetriolo: poi tanto alla fine torni sempre alla crema, al cioccolato e al pistacchio. Per carità si può anche assaggiare, ma vuoi mettere con una bella coppetta di nocciola e cioccolata?

Antonio Ciabattoni – Sono favorevole, ma nei limiti del possibile: ci sono degli abbinamenti un po’ troppo azzardati, talvolta si tende a estremizzare per colpire, dimenticandosi delle ricette base.

Gelatiera Vivoli Firenze Silvana Vivoli

L'interno della Gelateria Vivoli

Un esperimento che ti è venuto meglio o ti ha sorpreso?

Silvana Vivoli – Essendo un po’ scettica del gelato gourmet, molte volte mi è capitato di dire: “Ma questo sarà un troiaio di sicuro!”, invece è venuta fuori una cosa gradevole, intrigante. Per esempio la crema alla senape e alla patata, perfetta sopra i cibi, come sopra il filetto, perché poi si scioglie e fa il sughino. Spesso i gusti nascono così, per caso, vengono naturali.

Antonio Ciabattoni – Ultimamente ho lavorato tanto con i ristoranti per il gelato gourmet. I gusti che mi hanno più sorpreso? Un gelato al guacamole, che ripopongo anche spesso qui al banco, e un gelato al gazpacho: due esperimenti tra i più estremi che sono riusciti particolarmente bene.

Una gelateria dove ti piace prendere il gelato.

Silvana Vivoli – Il Ciolli, vicino al cinema Fiorella: è una vecchia latteria, a me piacciono questi gelati che non sono costruiti per la vetrina. Spesso hai una cosa bellina da vedere, poi metti il cucchiaino in bocca e ci rimani male. 

Antonio Ciabattoni  Mi piace “Il Capriccio” in via Centostelle. È uno dei gelati di Firenze con la migliore struttura, per composizione e bilanciamento.

Le regole d’oro per riconoscere un buon gelato.

Silvana Vivoli – Ce ne sono tante. Diffidare dai colori flashanti, dai gelati gonfi e alti in vetrina anche oltre 20 centimetri. Puoi avere il frigorifero più potente al mondo ma questo effetto è dato da emulsionanti e stabilizzanti.

Antonio Ciabattoni – Riconosci la freschezza dall’intensità del gusto e dalla cremosità. Se prendi il fiordilatte, devi sentire il sapore del latte, non devi avere una percezione nel palato di grasso e satinato.

Cono o coppetta?

Silvana Vivoli – Coppetta. Il cono lo “giri sempre a struscio”, non hai mai un gusto ben chiaro, mentre nella coppetta prendi la tua crema o la tua cioccolata.

Antonio Ciabattoni – Vado sempre di coppetta e cucchiaino, riesco a gustarmi il gelato meglio. Il cono però ha il suo perché, ma devi trovare quello giusto che valorizza il gelato. 

La Sorbettiera Firenze - gelatieri Firenze Antonio Ciabattoni

La gelateria “La Sorbettiera” di piazza Tasso

Un abbinamento per la bella stagione.

Silvana Vivoli – Aspetto a gloria la pesca bianca, bella profumata e delicata. La abbini a qualsiasi altra frutta, a me piace anche con la cioccolata.

Antonio Ciabattoni – La frutta di stagione, le prime fragole gustose, abbinate al mio classico limone e salvia.

In villa con gli artigiani

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Successo durante il weekend per la manifestazione organizzata a Villa Le Piazzole

Una Fiorentina cinica e bella “sbanca” l’Olimpico

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La serie d’oro della Fiorentina, nel ricordo di Davide Astori, prosegue. Sei vittorie di fila mancavano dal torneo 1959/1960 e la risalita in classifica, dal dodicesimo al settimo posto, ha dell’incredibile. E’ la terza vittoria per 2-0 consecutiva. Simeone ha segnato in tutte le ultime tre gare, la squadra di Stefano Pioli è diventata granitica ed ha trasformato il dolore in forza di volontà. Adesso l’opportunità di tornare a giocare l’Europa League è concreta. Erano sei anni che la Fiorentina non vinceva all’Olimpico contro i giallorossi. La Roma, ancora frastornata dalla sconfitta subita a Barcellona ha giocato bene ed è stata sfortunata ma non avrebbe potuto far niente contro una Fiorentina cinica ed ordinata. Di Francesco schiera Peres e Juan Jesus ai fianchi di Manolas e Fazio in difesa davanti ad Allison. Strootman, Gonalons e Nainngolan a centrocampo davanti al tridente formato da Dzeko, Defrel ed El Shaarawy. Pioli che non ha Federico Chiesa fermo per squalifica sceglie, davanti a Sportiello, Laurini, Pezzella, Vitor Hugo e Biraghi in difesa, Veretout, Dabo e Benassi in mediana, Eysseric e Saponara sulla trequarti alle spalle dell'unica punta Simeone.

Primo Tempo

Al primo affondo la Fiorentina va in vantaggio. E’ il 7’ quando Veretout crossa per Pezzella, che prolunga per Saponara. Il passaggio per Benassi si concretizza una rasoiata di sinistro che finisce alle spalle di Allison. La Roma riparte con grande cattiveria ed al 12’ Dzeko colpisce un palo. Ci mette ancora lo zampino Dzeko al 27’ quando si trova a tu per tu con Sportiello da posizione defilata, prima il portiere e poi Dabo respingono il suo tiro. Al 39’ arriva il raddoppio. Azione personale di Simeone che parte dalla trequarti, supera Manolas e Bruno Peres e batte Alisson di destro. Si va al riposo con i viola avanti di due lunghezze sui giallorossi.

Secondo Tempo

La ripresa è un lungo monologo giallorosso con la Fiorentina sempre molto attenta a difendere il vantaggio. Al 46’ occasionissima per Dzeko che si fa parare un gran tiro da Sportiello che toglie la palla dall’angolino alla destra. Al 55’ Nainggolan smarcato da Dzeko arriva davanti a Sportiello, ma calcia addosso al portiere da pochi passi. Schick, al 73’, prende la traversa di testa. Passa un minuto ed anche Fazio colpisce la traversa. La Fiorentina stringe i denti e si salva anche all’84’ sul tiro di El Shaarawy. Alla fine i viola conquistano tre punti che la rilanciano in zona Europa League.

L’allenatore

Stefano Pioli, a fine gara, si è soffermato sulla partita e sull’incredibile momento della Fiorentina. “Una partita giocata bene e con coraggio. Dal punto di vista tecnico non è stata la nostra miglior partita perché abbiamo sbagliato tanti tocchi e ripartenze, però è il momento che stiamo cavalcando che ci sta portando a vivere ed a compiere un qualcosa di straordinario. Davide è sempre nei nostri cuori e nella nostra testa, tutto ciò che facciamo lo facciamo anche e soprattutto per lui. Ho scoperto un gruppo di giocatori straordinari. Abbiamo dato tutto in campo ma adesso dobbiamo preparare le prossime gare. Dovremmo recuperare le energie e preparare gli incontri futuri. Siamo cresciuti molto, sia a livello di gruppo sia a livello di singoli. Stiamo costruendo un qualcosa di importante e ogni giocatore della mia rosa è migliorato tanto”.

LA TERZA EDIZIONE DELLA FESTA DEL VOLONTARIATO

In occasione della festa del volontariato che si svolgerà domenica 8 in via di Ripoli e via Webb, i commercianti si sono ritrovati per festeggiare: “Mi fa molto piacere dare valore all’impegno di questi commercianti”, dichiara il presidente del quartiere 3 Alfredo Esposito.

La cena di beneficenza è il primo appuntamento della tre giorni dedicata alla festa del volontariato, che è arrivata alla sua terza edizione, ed è organizzata dall’associazione Lo Scarabeo,  un’associazione di commercianti che si dà tanto da fare per il nostro territorio. La cena di stasera è in collaborazione con l’Istituto Buontalenti che ha messo a disposizione sia per il servizio che per la cucina, tanti ragazzi e tante ragazze quindi  un’iniziativa di solidarietà a 360°.

“Con il ricavato” – continua il presidente Esposito – “è stato acquistato un defibrillatore che verrà messo a disposizione della cittadinanza in uno dei punti strategici del nostro territorio. Sabato mattina poi ci sarà un seminario sul tema delle dipendenze all’interno dei locali della Misericordia di Badia a Ripoli e domenica tutta la giornata dedicata, con la chiusura di via di Ripoli e via Webb, alle associazioni di volontariato che avranno un momento per farsi conoscere dalla popolazione. Con queste associazioni il Quartiere lavora a stretto contatto, facciamo tantissime cose per la popolazione, tantissimi servizi e attività per le fasce più deboli” .

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Come è cambiata in questi tre anni la festa del volontariato? “Si è potenziata e rafforzata sempre di più, sono cresciute le adesioni ed è stata affinata anche da un punto di vista organizzativo. Accanto agli stand ci saranno anche intrattenimenti sportivi e attività per i più piccoli, ma anche momenti di dialogo tra le associazioni, con le istituzioni e con i cittadini. Quindi un arricchimento che va nella direzione di rafforzare le occasioni di visibilità per le associazioni e un modo per raccogliere fondi per sostenere le loro attività”.

Negli anni anche la risposta dei cittadini è cambiata: “La risposta dei cittadini è importante, ed è cresciuta negli anni sempre di più. Chiudere una strada di un quartiere come via di Ripoli, non è semplice, lo facciamo perché vogliamo che i cittadini abbiano un momento per vivere la strada in maniera diversa come luogo di aggregazione e di socializzazione, quindi se anche alle volte può sembrare un sacrificio per qualcuno, diventa invece una grande opportunità. Quindi facciamo anche un appello a tutti i cittadini e di tutta Gavinana che se vorranno godersi un momento di socialità a fini solidaristici, sono invitati a venire domenica alla terza edizione del volontariato di via di Ripoli e via Webb”

I LOCALI DELLA MISERICORDIA DI BADIA A RIPOLI OSPITERANNO SABATO 6 APRILE UN SEMINARIO SULLE DIPENDENZE.

“I rischi legati alle dipendenze, è questo il tema che affronteremo in occasione del seminario di sabato mattina – dichiara Nicola Armentano Presidente della Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali– c’è la necessità di raccontare che a volte mettendo a rischio la nostra salute purtroppo non si pensa che si mette a rischio anche la salute degli altri. Purtroppo troppo spesso non si percepisce questo binomio fondamentale”.

Sostanze e comportamenti a rischio, quali azioni? È questo il tiolo scelto per il seminario che si terrà sabato 7 aprile nei locali della Misericordia di Badia a Ripoli dalle 9,30. “C’è la necessità di risvegliare il senso di responsabilità di ognuno – prosegue Armentano – far capire che la nostra vita è legata anche al contesto sociale che ci circonda, quindi quando uno fa un’azione deve pensare anche che la sua azione può andare a intercettare un’altra realtà e di conseguenza cagionare una conseguenza”.

L’età è fondamentale, e serve sempre di più abbassare il livello degli interlocutori per poter preparare adolescenti più responsabili: “L’idea è di raccontarla proprio a loro, attraverso l’esperienza di tante associazioni che sono già incanalate in un  percorso particolare: penso ad esempio alle dipendenze legate al gioco che mette in crisi anche la serenità familiare talvolta, ma penso anche all’associazione Guarnieri, all’associazione di Don Santoro (per le problematiche legate al gioco), e gli alcolisti anonimi per raccontare dal punto di vista di chi tutti i giorni combatte queste dipendenze quali sono gli effetti che determinano queste problematiche all’interno della società civile. Le Istituzioni non possono stare a guardare, dobbiamo raccontarle, dobbiamo informare, dobbiamo educare e soprattutto dobbiamo prevenire”.