Un punto di vista privilegiato, a due passi dall’Arno sulla riva sinistra di Firenze e che presto sarà risistemata, adeguata e messa in sicurezza per accogliere fiorentini e turisti che vorranno ammirare la città da trenta metri di altezza a picco sul fiume.

“Questa torre – ha detto stamani l’assessore alla cultura Eugenio Giani – sarà una delle tappe principali del progetto”Rive Gauche” che prevede anche l’apertura del Museo Bardini chiuso dal 1999 e alla quale sto lavorando insieme al Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, in sinergia con l’Ente Cassa di Risparmio. Prevedo anche di restaurare le grotte delle Rampe chiamate dal Poggi “Grotte dell’Amore” che potranno essere protette da una cancellata sulla quale gli innamorati potranno attaccare i ‘famosi’ lucchetti. Si tratta infatti di opere novecentesche che non vengono sciupata dalla presenza di eventuali lucchetti dell’amore. La passeggiata nell’Oltrarno continua con il percorso delle stamperie di grafica il Bisonte (quest’anno è il cinquantesimo della nascita di questa antica stamperia che fu aperta nel 1959) e Beccatini”.

Per risistemare la torre l’assessore Giani ha già fatto inserire 330mila euro nel piano triennale degli investimenti. Il restauro prevede infatti la ricostruzione di molti gradini che attualmente sono un po’ dissestati, la sistemazione di una ringhiera protettiva lungo tutta l’arrampicata che oggi è ‘senza rete’, di una barriera adeguata per impedire l’accesso da parte dei piccioni che in questi ultimi anni sono stati ospiti fissi della Torre. L’assessore Giani non esclude di mettere un biglietto d’ingresso ai visitatori e affidarne la custodia ad una cooperativa. “Ma queste – ha aggiunto Giani- sono cose ancora da valutare. Intanto bisogna fare i lavori che dovranno cominciare entro il prossimo anno per restituire alla città un’opera mai aperta prima al pubblico e consentirà di ammirare, da scorci inediti, la bellezza di Firenze”.

L’idea del neo assessore alla cultura è quella di creare un sistema di collegamento fra la Torre di San Niccolò e la Torre della Zecca sua dirimpettaia dove potrebbe sorgere il Museo del Fiorino. “Mi piacerebbe riaprire il percorso sotterraneo che da sotto la Torre della Zecca arriva fino all’Arno, un percorso che potrebbe diventare uno dei luoghi segreti di Firenze, un’altra tappa un po’ inedita e diversa per fiorentini e turisti.”