È stata prorogata fino all’8 febbraio la mostra a Palazzo Medici Riccardi che rende omaggio a Clemen Parrocchetti (Milano 1923 – 2016), autrice del Novecento che ha saputo indagare la complessità della sfera femminile, delle relazioni affettive e della sessualità, sfidando la visione dominante di una cultura patriarcale. La mostra, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze, nasce da un progetto del Museo Novecento ed è organizzata dalla Fondazione MUS.E in collaborazione con l’Archivio Clemen Parrocchetti.
Si tratta della prima grande retrospettiva museale italiana dedicata all’artista milanese (1923–2016), vicina al movimento femminista e capace di unire ricerca estetica e militanza politica in un linguaggio ironico e provocatorio.
Ironia Ribelle, a cura di Marco Scotini e Stefania Rispoli, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, riunisce oltre cento opere tra dipinti, disegni, sculture, arazzi, documenti e materiali d’archivio e restituisce la figura di un’artista anticonformista, che ha saputo unire ricerca estetica e militanza politica.
In mostra i disegni di pulci, blatte, pidocchi e meduse, insieme a sculture cucite che riproducono tarme in picchiata su brandelli di tessuto mettono anche in luce la svolta eco-femminista dell’artista della fine degli anni Novanta, quando Parrocchetti concentra la sua attenzione sugli insetti e i parassiti domestici. In queste opere, che trasformano i parassiti in creature quasi poetiche, emerge il parallelo tra il dominio patriarcale sul corpo femminile e lo sfruttamento della natura, sottolineando l’urgenza di ripensare insieme le relazioni tra i sessi e con l’ambiente.
Tutti i sabati e le domeniche alle ore 15, è possibile prendere parte alle visite guidate per giovani e adulti (prenotazioni allo 055-276 0552 o [email protected]) che consentono di esplorare un’ampia selezione di opere tra dipinti, disegni, sculture e arazzi, ripercorrendo le tappe salienti del lungo percorso artistico di Clemen Parrocchetti, con un focus sui lavori realizzati dopo il ’68, in anni animati da lotte e rivendicazioni sociali in favore di un risveglio delle coscienze.
Una voce femminile contro la cultura patriarcale
Clemen Parrocchetti ha attraversato la seconda metà del Novecento opponendosi con ironia e intelligenza ai modelli imposti dalla società patriarcale. Nei suoi lavori, ago, filo e tessuto diventano strumenti di ribellione, simboli di una rivoluzione domestica e personale che si intreccia al linguaggio dell’arte povera e dell’assemblage. L’artista trasforma oggetti di uso quotidiano – aghi, spolette, bambole, utensili da cucina – in “oggetti di cultura femminile”, veri e propri manifesti visivi del pensiero femminista.
Dalla pittura alla militanza
Il percorso espositivo a Palazzo Medici Riccardi a Firenze si apre con le tele della serie Amore e divorazione (1969), dove corpi e simboli femminili esplodono in un vortice di colore e desiderio, per poi proseguire con le opere-manifesto degli anni Settanta come Promemoria per un oggetto di cultura femminile (1973), e con le installazioni e gli arazzi creati all’interno del Gruppo Immagine di Varese. Tra i lavori più emblematici esposti: Macchina delle frustrazioni (1975), Sveglia!! È ora (1978) e Metamorfosi di una processione (1978).
Arte, libertà e coscienza ecologista
Negli anni Ottanta e Novanta Parrocchetti continua la sua ricerca tra autorappresentazione e introspezione, dando vita a diari visivi cuciti e sculture tessili. Le opere più tarde, dedicate a insetti e parassiti domestici, segnano una svolta eco-femminista, mettendo in parallelo lo sfruttamento del corpo femminile e quello della natura.
Informazioni e visite guidate
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimonelli e da un ricco programma di visite guidate ogni sabato e domenica alle 15, prenotabili allo 055 276 0552 o via mail a [email protected].
Palazzo Medici Riccardi è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, con chiusura il mercoledì.
Tutti i dettagli su www.palazzomediciriccardi.it.


