Dutch Dare è una selezione di opere di artisti olandesi – Martine Stig, Elspeth Diederix, Marnix Goossens, Gert Jan Kocken, Marike Schuurman, Gerco de Ruijter, Erik Kessels, Julika Rudelius, Hans van der Meer – proposta in occasione dei festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte di Firenze e fa parte del festival “Olandiamo?” in programma a Firenze per la sua seconda edizione da aprile a ottobre 2008.

Nella mostra sono presenti sia fotografie che video, attraverso i quali viene analizzata l’Olanda per correggere alcune congetture stereotipate su questo paese, o quanto meno metterle in discussione. La fotografia olandese è conosciuta a livello internazionale per la sua freschezza, il suo realismo, la sua ricerca qualche volta audace della bellezza ed per il suo approccio lievemente ironico. L’Olanda ha inoltre una forte tradizione documentaria: problematiche correnti nella società olandese si dipanano tra il paesaggio e la sua urbanizzazione, così come tra identità e cultura. In Dutch Dare, i generi tradizionali della pittura olandese, come il ritratto e il paesaggio, diventano soggetti fondamentali della fotografia contemporanea.

Numerosi fotografi della scena giovanile olandese propongono qui generi differenti, mescolando il lavoro commerciale a quello di ricerca e proponendo soluzioni innovative; moda, ritratto, paesaggio e still life si combinano all’interno di una stessa serie dove humor e ironia giocano un ruolo fondamentale. La generazione relativamente più anziana lavora sia con il video che con la fotografia, mettendo in scena eventi o situazioni quotidiane, oppure -seguendo una tradizione consolidata nell’arte olandese – rivolgendo allo stesso tempo lo sguardo alle problematiche sociali. Anche in questo caso l’ironia gioca un ruolo importante. Alcuni artisti sviluppano invece strategie per una nuova rappresentazione del paesaggio, altri esplorano le possibilità insite nella fotografia e nel video per evidenziare le differenze culturali e aprire un dialogo sulle idee preconcette legate ad esse.