venerdì, 14 Maggio 2021
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Il Corridoio Vasariano: un’inedita prospettiva

Riaperto al pubblico il Corridoio Vasariano. Dal 2 febbraio al 15 aprile.

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Il Corridoio Vasariano sarà, a grande richiesta, nuovamente aperto al pubblico dal 2 febbraio al 15 aprile. Lo ha deciso la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico e per il polo museale di Firenze.

GLI ORARI. Dal 2 febbraio al 15 aprile sarà possibile ripercorrere i passi dei granduchi e sbirciare Firenze da una inedita prospettiva. Saranno realizzati al proposito, con la collaborazione di Firenze musei, sei percorsi guidati a settimana: due il mercoledì e il venerdì alle 14 e alle 16.30; due il giovedì alle 9 e alle 11.30. I gruppi saranno contingentati e si accetteranno prenotazioni fino a esaurimento dei posti.

PIU’ TRANQUILLI E PIU’ SICURI. Il famoso corridoio sopraelevato fu costruito nel 1565 per volere del granduca Cosimo I de’ Medici. Il progetto venne affidato al pittore, storico, scrittore e architetto Giorgio Vasari e venne realizzato in un tempo record di soli 5 mesi. Il passaggio permetteva ai granduchi di spostarsi liberamente e in sicurezza dalla loro residenza (Palazzo Pitti) a Palazzo Vecchio, sede del governo della città. Una curiosità: risale allo stesso periodo il trasferimento del mercato delle carni, che si svolgeva sul Ponte Vecchio e i cui “odori” infastidivano la passeggiata del duca. Al posto dei beccai (macellai) venne sostituita l’arte ben più raffinata dell’oreficeria.

OGGI. Oggi il corridoio, al quale si accede attraverso gli Uffizi, ospita una vasta galleria di autoritratti dei più svariati artisti, dal Bernini a Marc Chagall, e una parte di ritratti del Seicento e del Settecento. Particolarmente suggestivo è  il tratto che passa sopra il loggiato della chiesa di Santa Felicita che, con un balcone protetto dagli sguardi da una pesante cancellata, si affaccia direttamente dentro la chiesa, per far sì che i componenti della famiglia granducale potessero assistere alla messa senza scendere tra il popolo.


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