sabato, 24 Ottobre 2020
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Lu.C.C.A., nuovi eventi in arrivo

Ultime due settimane per visitare la mostra “Un mondo visivo nuovo. Origine, Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni ‘50” , prima esposizione del neonato Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art. Intanto, il museo si prepara a ospitare nuovi eventi, a partire da settembre.

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Il nuovo centro per l’arte contemporanea della Toscana, che ha aperto i battenti lo scorso 9 maggio, ha già al suo attivo, oltre alla mostra, numerose aperture serali, happening e installazioni temporanee, che hanno preso vita negli spazi del museo e hanno contribuito a farne un punto di incontro e un nuovo indirizzo della vita culturale lucchese. La mostra, curata da Francesca Romana Morelli insieme al direttore del museo Maurizio Vanni è allestita all’interno del cinquecentesco Palazzo Boccella, sede del museo, e chiuderà i battenti il prossimo 23 agosto per preparare le sale ad accogliere la prossima esposizione, che verrà inaugurata il 12 settembre.

Le anticipazioni. Mentre “Un Mondo visivo nuovo” è agli sgoccioli, il Lu.C.C.A. già si prepara ad ospitare nuovi eventi, a partire da settembre. Dal 25 del prossimo mese e fino all’1 ottobre, in concomitanza con Lucca Comics&Games (evento promosso dal Comune di Lucca, con il sostegno della Provincia), al Lu.C.C.A. verranno esposti (nell’area lounge e nel seminterrato) i manifesti dell’edizione 2009 del festival ispirati all’ “Evoluzione della specie”, tema principe di questa edizione del Lucca Comics&Games, scelto ad hoc per onorare il 150° anniversario della teoria di Charles Darwin e il bicentenario della nascita dello scienziato. Sempre in collaborazione con il Comune di Lucca, dal 14 novembre al 6 dicembre, il Lu.C.C.A. sarà parte attiva del Lucca Digital Photo Fest con l’installazione “Living the apple” di Patrizia Dottori, che prenderà vita nell’area lounge, e  con una proiezione video del vincitore del Photo contest della scorsa edizione (sala videoarte).

La mostra. L’evento Un mondo visivo nuovo. Origine, Balla, Kandinsky e le astrazioni degli anni ’50, a cura di Francesca Romana Morelli e Maurizio Vanni, affronta il dibattito scaturito all’interno del gruppo Origine, formato nel 1950 da Mario Ballocco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi e Ettore Colla. L’esperienza del Gruppo Origine si chiuse nell’aprile del 1951 e l’anno successivo nacque la Fondazione Origine, centro di riferimento internazionale per l’approfondimento delle problematiche e la divulgazione dell’arte astratta. La Fondazione opererà sino al 1958, con il coinvolgimento di un ampio numero di artisti: Emilio Vedova, Atanasio Soldati, Afro, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Pietro Consagra, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Edgardo Mannucci, Mimmo Rotella.

Per questi artisti l’arte astratta appare il linguaggio più adeguato a scandagliare e a interpretare la natura del proprio tempo e ad andare alle radici della coscienza del fare arte. Il principio e il rigore funzionale della forma rispondono alla convinzione che  le “immagini” pure ed elementari e la “percezione visiva” sono per l’uomo contemporaneo gli strumenti ideali per intraprendere questa esplorazione conoscitiva. In mostra circa  cinquanta opere (tra dipinti e sculture), molte delle quali apparse nelle mostre dell’epoca, sulla rivista della Fondazione “Origine” o appartenute agli stessi artisti e architetti; nel complesso queste evidenziano le ricerche dei singoli artisti nelle fasi del periodo preso in considerazione. Il percorso espositivo si divide in quattro sezioni: una sezione introduttiva per conoscere i protagonisti del gruppo, con foto dell’epoca, documenti originali e numeri di “Arti visive”, l’organo letterario della Fondazione. Il cuore della mostra è dedicato ai fondatori di Origine: Ballocco, Burri, Capogrossi e Colla, rappresentati da circa tre opere ciascuno. Le sale più piccole sono dedicate a Piero Dorazio e Achille Perilli, che ebbero un ruolo incisivo nei primi anni della Fondazione Origine e a tutti quegli artisti che segnarono il percorso da un astrattismo rigoroso, come Atanasio Soldati e Mario Nigro, verso l’informale in tutte le sue declinazioni: Accardi, Vedova, Afro, Sanfilippo, Turcato, Mimmo Rotella e un vecchio maestro ancora interessato alla sperimentazione quale Enrico Prampolini.

Una terza sezione è dedicata invece ai “padri” storici, quali Kandinsky, Sonia Delaunay e Balla. Una grande sala accoglie un’opera di maestri stranieri con cui gli artisti di Origine trovarono delle affinità elettive: da Hans Hartung a Corneille, da Arp a Sebastian Matta, da Max Bill a Ben Nicholson.
Conclude l’itinerario espositivo una quarta sezione che mostra le strade individuali prese in seguito da alcuni protagonisti, documentate da un’opera eseguita tra gli anni ’60 e ’70  ciascuna di grande impatto visivo: Capogrossi, Colla, Dorazio, Burri, Ballocco e Perilli.

Ingresso mostra:
Dal martedì alla domenica ore 10.00 – 19.00
Intero: 7 euro
Ridotto: 5 euro

Info:
Lu.C.C.A.
Via della Fratta, 36 – Lucca
Tel. O583 571712
Fax 0583 950499
[email protected]
www.luccamuseum.com

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