mercoledì, 22 Settembre 2021
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Memoria 2.0, il futuro di archivi e musei

Archivi, biblioteche, musei, che ruolo giocano i “templi della conservazione” all'epoca di Twitter e Facebook? A questa domanda cercheranno di rispondere giornalisti, intellettuali e personaggi politici venerdì prossimo al Saloncino della Pergola.

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Nasce sotto il segno di Mnemosine, la dea greca della memoria, il workshop organizzato dalla Regione in collaborazione con il Museo dei Ragazzi e il Gabinetto Viesseux, per riflettere sul patrimonio culturale nella contemporaneità. Anche attraverso i social network.

A dare vita al dibattito, coordinati dal giornalista Luca De Biase (direttore di “Nova”, inserto e sito del “Sole24Ore” dedicato a innovazione, ricerca e creatività), saranno amministratori pubblici, politici, intellettuali.

Non potrà mancare, naturalmente, una condivisione in rete attraverso le dinamiche partecipative del web 2.0 e dei social networking (in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana). Diretta in streaming su www.regione.toscana.it e www.intoscana.it: gli interessati potranno interagire con osservazioni, commenti, proposte.

Preparato da un comitato scientifico (Cristina Acidini, Antonia Ida Fontana, Paolo Ga lluzzi, Maria Gregorio, Neil Harris, Gloria Manghetti, Paola Pacetti, Maria Stella Rasetti, Claudio Rosati, Salvatore Settis, Chiara Silla, Diana Toccafondi) l’incontro vedrà, tra gli altri, gli interventi di Paolo Cocchi e Giuliano Da Empoli, assessori alla Cultura di Regione Toscana e Comune di Firenze.

La riflessione verte su non poche domande: il patrimonio conservato nei musei ha ancora un valore nella dimensione dell’Essere, e dunque della Memoria, oppure vale solo per quanto reddito riesce a produrre secondo le logiche di puro mercato? Come la spettacolarizzazione mediatica dei beni artistici e il conseguente consumo acritico possono conciliarsi con le logiche della qualità? Quadri e statue, reperti archeologici e oggetti di arte sacra possono essere tranquillamente affittati perseguendo il massimo dello sfruttamento economico? Archivi e biblioteche, che stanno radicalmente mutando in seguito al raffinarsi delle nuove tecnologie, sono destinati alla marginalità? Oppure la Memoria, e i suoi “templi”, possono ancora progettare un futuro di qualità e di eccellenza? Il dibattito è aperto.

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